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14 MARZO 2007

  

   

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14/03/2007

Il rispetto per l’ambiente viaggia su quattro ruote

Nel mondo dell’auto l’attenzione verso l’ambiente non è solo un discorso teorico ma una volontà concreta. La conferma arriva dalla nuova vettura Classe C di Mercedes-Benz. La linea di vetture della casa tedesca infatti conferma piena attenzione al rapporto tecnico ISO/TR 14062 (recentemente recepito in Italia come UNI ISO/TR 14062 "Gestione ambientale - Integrazione degli aspetti ambientali nella progettazione e nello sviluppo del prodotto"), che attiene all’integrazione degli aspetti ambientali nelle procedure di design e sviluppo dei prodotti. A verificare la fedele attenzione prestata al rapporto tecnico come pure il rispetto della ISO 14020 (UNI EN ISO 14020:2002) in tema di etichette e dichiarazioni ambientali e della ISO 14040 (UNI EN ISO 14040:2006), relativa alla gestione ambientale e alla valutazione del ciclo di vita, è stato l’ente tedesco Tüv Sud Management Service, che ha confermato anche i dati e le affermazioni contenute nelle informazioni sulla compatibilità ambientale del prodotto fornite dalla Mercedes-Benz.

Tutti i progressi in cifre
In un bilancio ambientale verificato dai periti Tüv, gli esperti della Mercedes-Benz hanno analizzato l’intero ciclo di vita della nuova berlina, dalla produzione di materiali e componenti all’utilizzo della vettura con una percorrenza di 200mila chilometri, calcolando emissioni ed energia richiesta. In confronto al modello precedente (del 2000), l’assorbimento totale di energia della nuova vettura Classe C è diminuito di 125 gigajoule, un valore che corrisponde al contenuto energetico di circa 3.800 litri di benzina. Inoltre, le emissioni di anidride carbonica di ogni veicolo risultano ridotte di nove tonnellate lungo tutto il loro ciclo vitale.
A tutto ciò si aggiunge un incremento del 34% del volume dei componenti realizzati in plastica riciclata in rapporto al peso. Mercedes-Benz ha ottenuto anche ulteriori progressi nella selezione dei materiali. Infatti, la nuova Classe C utilizza prevalentemente materiali che si contraddistinguono per un minimo consumo di risorse, un ridotto fabbisogno energetico e una predisposizione ottimale al riciclaggio. Grazie a tutto ciò, la berlina è in grado di rispettare fin da oggi le normative della Comunità europea sul riciclaggio dei materiali che entreranno in vigore nel 2015, nelle quali si prescrive una quota di riciclaggio del 95% (a fronte di un 10% massimo di recupero energetico). Inoltre, come ulteriore contributo alla conservazione delle risorse, nella berlina tedesca sono presenti ben 32 componenti, per un peso totale di oltre 40 chilogrammi, che possono essere realizzati in plastica riciclata. Tutto ciò ha consentito di aumentare del 34%, rispetto al precedente modello, il volume di parti del veicolo omologate prodotte con materiali riciclati.
Tutti questi dati confermano l’impegno in favore delle tematiche ambientali della Mercedes-Benz. La nuova vettura Classe C è il secondo modello Mercedes-Benz, dopo il lancio del modello Classe S nel 2005, a essere sottoposto a una procedura di ispezione. Un impegno sottolineato dal responsabile per la gestione ambientale del gruppo Daimler-Chrysler, Herbert Kohler, che ha affermato: “La nuova Classe C rappresenta una nuova pietra miliare nel nostro cammino verso una mobilità sostenibile”. In merito alla conformità alle norme ISO, Kohler ha confermato il pluriennale impegno per lo sviluppo di prodotti compatibili con l’ambiente. Il principio di “Integrazione degli aspetti ambientali nella progettazione e nello sviluppo del prodotto”, come definito dal documento UNI ISO/TR 14062 è integrato nel processo di sviluppo delle vetture Mercedes-Benz già da dodici anni. Presso la Casa automobilistica di Stoccarda, la progettazione di tutti i nuovi modelli viene accompagnata fin dall’inizio da una speciale attenzione per il bilancio ambientale, per la pianificazione delle procedure di smontaggio e riciclaggio, per la tecnica di selezione e lavorazione dei materiali, per il design e la produzione, allo scopo di garantire adeguati requisiti ecologici del prodotto e assicurare la completa applicazione del principio di Design for Environment.

Anche i motori sono più “bio”
Mercedes-Benz ha dedicato una particolare attenzione anche al perfezionamento dei motori, sia a benzina sia diesel, per ottenere sì maggiori prestazioni ma a fronte di consumi più limitati rispetto alla gamma precedente: ad esempio, sui cento chilometri, la Classe C 180 Kompressor, a fronte di un aumento di potenza rispetto al modello precedente da 143 a 156 CV, consuma 0,3 litri di benzina in meno rispetto al precedente modello, mentre nel C 200 Kompressor (passato a 184 CV rispetto ai precedenti 164 CV) il consumo di carburante sul ciclo combinato si riduce di 0,5 litri per 100 Km. Nelle motorizzazioni diesel, ad esempio, la Classe C 220 CDI rispetto al modello precedente, pur sviluppando una potenza massima superiore di 20 CV (passando così a170 CV) vede ridurre i consumi fino a 0,3 litri in meno per 100 km.

The respect for environment travels on a four-wheel vehicle
In the world of vehicles the focus on environment is not only an issue in theory, but a concrete will. This is confirmed by the new car called Class C, produced by Mercedes Benz. The German industry is actually very proud to prove that this new model fully complies with the ISO/TR 14062 standard (which has been recently adopted in Italy as UNI ISO/TR 14062), which rules the integration of environmental aspects in the design procedures and the product development.

Fonte: U&C - Marzo 2007

   
14/03/2007

Una nuova visione strategica per la normazione europea

L’Europa sta attraversando una fase di profondi cambiamenti. I fenomeni di globalizzazione dei mercati, dei servizi e dei consumi, il rapido mutarsi del panorama industriale e produttivo, così come le sempre più rilevanti questioni ambientali aperte in prospettiva post-Kyoto sono solo alcuni degli elementi che hanno avuto inevitabili ripercussioni nel modo di intendere e pianificare i futuri sviluppi della normazione tecnica europea.
Per adattarsi a questi nuovi scenari e venire così incontro in maniera efficace alle aspettative e alle esigenze tanto del mondo dell’impresa quanto dei cittadini, il CEN (Comitato europeo di normazione) ha rivisto ed aggiornato le proprie linee strategiche (
CEN Strategy 2010), elaborate originariamente quasi otto anni fa.
Fu infatti in occasione dell’Assemblea Generale CEN dell’ottobre 1999 che fu approvato il piano strategico per il decennio successivo. Da allora il panorama socio-economico è mutato sensibilmente.
Il processo di allargamento dell’Unione europea (passata in pochi anni da 15 a 25 Stati membri) ha portato ad una conseguente crescita del numero di Membri nazionali del CEN (ad oggi sono 30). Se ciò da un lato testimonia la vitalità dello spazio economico europeo e la sua capacità di attrazione verso nuovi paesi emergenti, dall’altro apre delicate questioni di integrazione tra sistemi socio-economici differenti e panorami normativi eterogenei.
Un altro elemento significativo consiste nel diffondersi delle nuove tecnologie che, anche in conseguenza delle linee di sviluppo previste dalla Strategia di Lisbona avviata nel 2000, impongono nuovi modelli produttivi e generano l’esigenza di sviluppare un adeguato supporto normativo.
Un ulteriore fattore decisivo nella rivisitazione delle linee strategiche del CEN è da ricercare nell’emergere di una vera e propria "priorità ambientale" che da qualche anno guida la politica UE in molti settori dell’economia.

La nuova CEN Strategy 2010 accoglie e sviluppa, quindi, i cambiamenti in atto.
Questi, in sintesi, alcuni dei nuovi obiettivi delineati dal Comitato europeo di normazione:

  • dare al sistema di normazione del CEN un approccio orientato al mercato, così da garantire un servizio sempre più concretamente utile e visibile al consumatore. Ciò significa sviluppare strumenti e procedure ad hoc per apposite figure professionali o promuovere sistemi di gestione per la qualità, oltre che prevedere specifiche campagne di sensibilizzazione sul tema della normazione;

  • sviluppare rapporti di cooperazione sempre più stretti con l'Unione europea e l'EFTA (European Fair Trade Association) per promuovere e rafforzare il ruolo della normazione europea come strumento di supporto alle politiche UE e di semplificazione della legislazione. Oltre a ciò incrementare la collaborazione tra tutti gli organismi di normazione nazionali;

  • promuovere un marchio europeo di conformità, anche attraverso un apposito forum di discussione;

  • aprirsi alle collaborazioni e alle partnership con organizzazioni internazionali, in grado di conferire maggiore efficienza al sistema normativo. In particolare dare maggior impulso al Vienna Agreement;

  • porre alla base dei lavori di normazione tecnica, con rafforzata determinazione, valori imprescindibili come apertura, trasparenza e consenso.

L’intento del Comitato europeo di normazione è dunque duplice: da un lato quello rafforzare le collaborazioni già esistenti e affermare i valori della normazione, dall’altro quello sviluppare la propria attività normativa verso nuovi settori, quali ad esempio i servizi, la difesa, l’aeronautica, la sicurezza alimentare, i cosmetici, le nanotecnologie.
Queste le sfide che il CEN si accinge ad affrontare.

 

 

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