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31 GENNAIO 2007

  

   

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31/01/2007

Responsabilità sociale, piena cooperazione tra ISO e Nazioni Unite

La responsabilità sociale è senza dubbio uno dei temi "caldi" della normazione: l’accordo di collaborazione (Memorandum of Understanding) firmato sul finire del 2006 dall’ISO e dall’UNGCO (United Nations Global Compact Office) testimonia in termini concreti un’intensa attività che coinvolge a vari livelli le maggiori organizzazioni mondiali in questo settore e che si concretizzerà – presumibilmente nel corso dei primi mesi del 2009 – con la pubblicazione della norma ISO 26000.

Nelle intenzioni dell’Organismo internazionale di normazione, la futura norma ISO 26000 – per la cui elaborazione sono ad oggi impegnati ben 61 paesi e 34 organizzazioni sia pubbliche che private – sarà un utile strumento di lavoro, in grado di dare impulso e facilitare le inziative legate alla responsabilità sociale.
In particolare, da un punto di vista prettamente operativo, l’accordo di collaborazione tra ISO e UNGCO aiuterà a garantire la necessaria coerenza tra il contenuto della norma tecnica in fase di elaborazione e i dieci principi universali del "Global Compact" relativi ai diritti umani, al lavoro, all’ambiente e alla lotta alla corruzione.
In termini più generali, questo Memorandum of Understanding (MoU) segna quindi un rafforzamento della cooperazione tra l’ISO e le Nazioni Unite. Viene così a confermarsi una delle principali linee di sviluppo strategiche della normazione tecnica internazionale nel prossimo decennio, ribadita non più tardi di qualche settimana fa dal neo-presidente ISO Hakan Murby.

Il Segretario Generale, Alan Bryden, a questo proposito ha commentato positivamente l’accordo stipulato, sottolineando come questo accresca l’importanza dell’attività di normazione dell’ISO in tema di responsabilità sociale e ne confermi la sua concreta utilità sia in relazione alle future iniziative delle Nazioni Unite in questo settore, sia in relazione all’armonico sviluppo del sistema economico mondiale.

A coordinare il gruppo di lavoro ISO (WG SR) sono il SIS (Swedish Standards Institute) e l’ABNT (Brazilian Association of Technical Standards).
Sul tema della responsabilità sociale e dei correlati lavori di normazione tecnica, l’ISO ha predisposto delle apposite
pagine web di informazione e approfondimento.

   
31/01/2007

Impianti sicuri, 482 nuove norme nel 2006

A 16 anni dall’emanazione della Legge 46/90 sulla sicurezza degli impianti continua l’impegno dell’UNI sia nella messa a punto e nella pubblicazione delle norme tecniche che stabiliscono lo “stato dell’arte” in materia sia nella divulgazione della cultura normativa tra gli operatori, attraverso seminari di aggiornamento, indispensabile per una reale crescita professionale del settore.

Per quanto concerne le norme tecniche, la Legge 46/90 stabilisce che gli impianti devono essere realizzati a regola d’arte e riconosce che gli impianti realizzati in conformità alle norme UNI soddisfano questo requisito. È un approccio legislativo decisamente innovativo e allineato al cosiddetto nuovo approccio europeo, ovvero la strategia politica che prevede una chiara distinzione e complementarietà dei ruoli tra organismi legislativi, che limitano il loro intervento alla definizione di requisiti essenziali generalmente connessi ad aspetti di sicurezza e di incolumità delle persone, e organismi preposti alla normazione volontaria, che stabiliscono gli strumenti normativi (le norme UNI appunto) di attuazione dei principi legislativi. Da cui risulta evidente la grande opportunità per gli operatori di partecipare come protagonisti al processo normativo, per orientarne i contenuti anziché subire a posteriori le decisioni prese dai propri concorrenti.

Solo nel 2006 sono state 482 le nuove norme pubblicate dall’UNI nel settore dell’impiantistica: 31 riguardano i principi generali di progettazione, esecuzione, installazione e manutenzione degli impianti, 100 riguardano le attrezzature e la strumentazione, 87 sono sulla componentistica, mentre le rimanenti coprono argomenti di carattere generale comunque riconducibili al campo di applicazione della legge. Gli impianti trattati sono tutti quelli oggetto della 46/90 (a eccezione di quelli elettrici), quindi idrosanitari, a gas, antincendio, di sollevamento, di riscaldamento e di climatizzazione.
In totale, le norme UNI sugli impianti sono più di 2000 e offrono pertanto a tutti gli operatori (installatori, progettisti, produttori di sistemi e di componenti) un completo quadro di riferimento per soddisfare il requisiti di legge e anche per tutelarsi da eventuali controversie post-intervento, assicurando la conformità allo stato dell’arte.

Per quanto concerne, invece, l’attività divulgativa, anche nel 2006 si è tenuta una serie di seminari di aggiornamento professionale, distribuiti su tutto il territorio nazionale, che hanno visto la partecipazione di diverse centinaia di operatori interessati a investire la propria professionalità nell’aggiornamento normativo. Grazie al patrocinio del Ministero delle Attività produttive, questi corsi prevedono la partecipazione gratuita e la distribuzione, altrettanto gratuita, dei manuali contenenti le principali norme sulle diverse tipologie di impianto di volta in volta considerate.
Ci sono pertanto le migliori condizioni per tutti gli attori, non solo installatori, professionisti e imprese, ma anche organismi di normazione e istituzioni, per assicurare la crescita continua del settore dell’impiantistica, non solo dal punto di vista economico ma con lungimiranza dal punto di vista delle competenze e delle conoscenze normative.

UNI, Alberto Galeotto
Divisione Costruzioni
e-mail:
costruzioni@uni.com

 

   

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