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30 NOVEMBRE 2006 |
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| 30/11/2006 |
IL SETTORE VITIVINICOLO NELLA PROVINCIA DI TRAPANI.
ANALISI E STUDIO DEI PROCESSI LAVORATIVI AI FINI PREVENZIONALI
RIASSUNTO - Questo lavoro rappresenta la fase iniziale dello studio del settore vitivinicolo in Sicilia, attivato a seguito della stipula di un protocollo d’intesa tra l’INAIL - Direzione Regionale per la Sicilia e l’Associazione degli Industriali della Provincia di Trapani. Il lavoro si limita all’analisi del ciclo produttivo e dei rischi associati alle lavorazioni svolte in cantina e si prevede di estendere lo studio alle lavorazioni di coltivazione dei vitigni. SUMMARY - The collaboration with the Regional Italian Workers Compensation Authority (INAIL) and the Industrialists Association of Trapani City has provided the first step to characterize the activities of wine producers in Sicily. The present paper reports the result of a study about industrial wine cellars work-related risks. Authors also forecast to extend this analysis on vineyard cultivation.
1. INTRODUZIONE
1.2 Il comparto vinicolo in Sicilia Fonte: INAIL |
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| 30/11/2006 |
"Promuovere la cultura della salute e sicurezza" - Domani inizia il seminario nazionale "Promuovere la cultura della salute e sicurezza". Programma |
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Lista di
controllo: Lavori di manutenzione e altri lavori su tetti (piccoli lavori fino a
2 persone/giorno). Lavori su
tetti. Per non cadere nel vuoto. Fonte: SUVA |
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| 30/11/2006 |
Cellule
staminali dal riccio di mare - Stelle
di mare, molluschi e pesci costituiscono una potenziale sorgente di cellule
muscolari, scheletriche, immunitarie, germinali, embrionali e del sangue. Alle
possibilità di studio e di applicazione della genomica ‘marina’, come
quella del riccio di cui è stato recentemente sequenziato il genoma, è
dedicato il primo workshop in Europa, organizzato dall’Istituto di biomedicina
e immunologia molecolare "Alberto Monroy" del Consiglio nazionale
delle ricerche. Dal
mondo marino una speranza per la cura delle malattie, grazie alle cellule
staminali derivate dal riccio di mare studiate dall’Istituto di biomedicina e
immunologia molecolare "Alberto Monroy" (Ibim) del Cnr di Palermo. Di
recente su Science (vol. 314) è
stato pubblicato il sequenziamento completo del genoma del riccio di specie
americana effettuato dal Consorzio Sea Urchin Genome Sequencing,
di cui fa parte anche l’Istituto del Cnr, organizzatore del primo
workshop europeo ‘Stem cells in marine organisms’ che si tiene oggi e domani
a Palermo. Molluschi,
echinodermi, cordati primitivi e pesci sono oggetto di un filone di ricerca,
quello delle staminali, che lascia intravedere grandi sviluppi in campo
biomedico. Al centro dell’interesse del Cnr sono le capacità rigenerative
della stella marina e la resistenza allo stress del riccio. “E’ ampiamente
conosciuto”, spiega Valeria Matranga dell’Ibim – Cnr, “il comportamento
della stella di mare: un braccio amputato ricresce in breve tempo; il riccio di
mare invece può resistere a forti stress fisici, come la radiazione
ultravioletta, e chimici, come l’inquinamento da idrocarburi e metalli pesanti
delle acque marine. Inoltre, il riccio di mare ha un insospettato sistema di
compatibilità tissutale, simile a quello umano. In pratica, una cellula di
riccio è in grado di riconoscere dal punto di vista immunitario una cellula
diversa, appartenente ad un altro riccio, tant’è che se vengono messe insieme
si genera una sorta di ‘rigetto’, proprio come accade nell’uomo”. Sono
esempi di un sistema immunitario ancora più complesso di quello umano, anche se
molto simile, del quale poco si conosce e che potrebbe rivelare grandi sorprese
per i potenziali risvolti in campo farmacologico e medico con indagini
scientifiche che riguardano anche l’embrione. “Grazie al sequenziamento”,
aggiunge la Matranga, “oggi abbiamo il primo genoma di un echinoderma clonato
che contiene 23.500 geni, di cui la metà utilizzati nello sviluppo
dell’embrione. Il risultato scientifico si colloca sulla scia degli studi di
Alberto Monroy, cui è dedicato l’Istituto di Palermo, che nei primi anni
sessanta iniziò le ricerche a livello molecolare e fu tra i primi ad estrarre
l’RNA dall’uovo di riccio di mare”. Gli
studi embriologici sul riccio potranno essere utili per analizzare i meccanismi
del funzionamento di geni analoghi a quelli umani e per meglio capire il
funzionamento di questi ultimi. Infatti, “sono stati identificati geni tipici
del sistema sanguigno, endocrino, nervoso, muscolare e scheletrico e si è
scoperto che nonostante l’ovvia differenza esterna, l’uomo e il riccio di
mare utilizzano gli stessi geni e molti dei meccanismi di regolazione simili”,
continua la ricercatrice. “Tra le caratteristiche più importanti e
inaspettate va sottolineata la complessità del sistema immunitario di questo
organismo marino che contiene circa il doppio dei geni rispetto all’uomo”. Insomma,
lo spinoso riccio di mare sembra essere un nostro alleato. Nel suo genoma,
infatti, sono stati trovati i geni per alcune malattie, come il morbo di
Huntington e la distrofia muscolare; per i foto-recettori presenti anche negli
occhi umani, per distinguere la luce e il buio, ma anche geni associati
all’udito, all’equilibrio e al gusto. Se
queste scoperte riguardano il campo medico, altrettanto promettenti sono quelle
di interesse farmacologico. “Esponendo
cellule immuno-competenti del riccio di mare Paracentrotus lividus (la specie
mediterranea, anche nota per il suo interesse commerciale) a stress fisici (alta
temperatura o radiazioni UVB), abbiamo dimostrato la possibilità di aumentare
alcuni tipi cellulari e di ottenere la sintesi di molecole interessanti dal
punto di vista farmacologico come il Tumour Necrosis Factor -TNF alpha. Questo
fattore insieme con altre proprietà antibatteriche e antivirali, potrebbe avere
un certo interesse per sviluppi biotecnologici nella produzione di nuovi
farmaci”. Il
workshop ha l’obiettivo di dare un impulso a questo filone, anche grazie alla
presenza del prof. Irving Weissman, Direttore dell’Istituto di biologia delle
cellule staminali e medicina rigenerativa di Stanford (USA), la massima autorità
mondiale nel campo. Il workshop promosso dalla Unione Europea - attraverso Roma,
27 novembre 2006 La
scheda Chi:
Unione Europea - Rete di Eccellenza “Marine Genomics Europe” (MGE) e
Istituto di biomedicina e immunologia molecolare "Alberto Monroy" (Ibim)
del Cnr, Palermo Che
cosa: primo workshop europeo “Stem cells in marine organisms” Dove:
Palermo, Area della ricerca del Cnr, via Ugo La Malfa, 153, Quando:
27-28 novembre, ore 9.00 Per
informazioni: dr.ssa Valeria Matranga, Istituto di biomedicina e immunologia
molecolare “Alberto Monroy”, del Cnr, Palermo, tel. 091/6809551 - 550/526,
cell. 320/2337047, e mail:
matranga@ibim.cnr.it,
lab526@ibim.cnr.it |
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| 30/11/2006 |
La conservazione delle risorse genetiche delle specie spontanee |
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