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29 SETTEMBRE 2006

  

  

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29/09/2006

Esposizione ad asbesto per addetti al trattamento di rifiuti contenenti amianto e pagamento del relativo sovrappremio

RIASSUNTO - Ai fini del riconoscimento dei benefici previdenziali di cui all’art. 13 comma 8 della Legge 257/92 e successive modifiche, e stata condotta una indagine tecnica per valutare il rischio di esposizione ad asbesto degli addetti ad un impianto di trattamento rifiuti contenenti amianto. L’area in cui insiste l’impianto e situata all’interno del polo industriale di Priolo-Augusta, in provincia di Siracusa, caratterizzato sin dalla meta del secolo scorso dalla presenza di diversi insediamenti di tipo petrolchimico, nei quali si e fatto largo uso di manufatti contenenti asbesto, sia in parti di impianti (coibentazioni), che in parti di strutture ed ambienti (coperture in eternit). Dopo una disamina dell’evoluzione normativa relativa alla classificazione, trattamento e smaltimento dei rifiuti contenenti amianto, viene descritto il processo adottato nell’impianto in esame e le figure professionali ivi operanti. Segue l’analisi delle condizioni di esposizione alla sostanza nociva del personale impegnato in lavorazioni comportanti il contatto con materiali contenenti amianto, distinguendo le diverse situazioni in cui si potevano trovare in passato i lavoratori, rispetto a quelle attuali, in virtu degli accorgimenti prevenzionali e misure protettive introdotti dalla normativa a meta degli anni ‘90. Le condizioni di esposizione ad amianto oggi esistenti nell’impianto esaminato sono state valutate sulla base dei risultati di analisi di laboratorio effettuate su campioni di fibre aerodisperse prelevati durante il processo di trattamento di rifiuti con presenza della sostanza nociva. Vengono, in conclusione, esposte alcune considerazioni di carattere generale in merito alla sussistenza, per gli addetti ad impianti similari, delle condizioni per l’applicazione del premio supplementare asbestosi.

SUMMARY - A technical surveying has been carried out in order to estimate the asbestos exposure assessments for workers imployed on a asbestos wastes treatment system, in the petrochemical area of Siracusa. In this area, since the half of the last century, were extensively used asbestos materials. Following the analysis of regarding normative on the asbestos wastes, we describe the working process and the professional figures in the examined system. It follows the asbestos exposure conditions analysis for workers, regarding also the past years. Finally, general considerations are reported respect to the application of the INAIL asbestosis insurance for workers imployed on similar activities.

1. NORMATIVA IN MATERIA DI RIFIUTI CONTENENTI AMIANTO
Gia dai primi anni ‘60 studi scientifici hanno dimostrato la cancerogenicita dell’amianto; tuttavia, solo a distanza di molti anni sono state introdotte normative mirate alla limitazione del suo utilizzo, in Europa a partire dalla seconda meta degli anni ‘70 e in Italia negli ultimi anni ‘80. Mentre le norme nazionali in materia di controllo e bonifica hanno codificato tali attivita in modo esauriente sin dalla meta degli anni ‘90, quelle in materia di gestione dei Rifiuti Contenenti Amianto
(RCA) si sono sviluppate successivamente. La classificazione dei RCA, basata sui codici del Catalogo Europeo dei Rifiuti (C.E.R.) recepito a livello nazionale con il Decreto Legislativo n. 22 del 5 febbraio 1997 (cosiddetto “decreto Ronchi), ha subito nel tempo alcune modifiche, anche a seguito dell’adozione di direttive e decisioni europee. Attualmente i RCA sono individuati dalla tabella al punto 4 dell’allegato A al Decreto Ministeriale n. 248 del 29 luglio 2004 che distingue: . rifiuti pericolosi (rifiuti dei processi elettrolitici contenenti amianto - codice CER 06.07.01, rifiuti dalla lavorazione dell’amianto - cod. CER 06.13.04, materiali contenenti amianto provenienti da bonifiche, anche da impianti produttivi dismessi - cod. CER 10.13.09, contenitori a pressione contenenti amianto - cod. CER 15.01.11, materiali di attrito (freni) contenenti amianto - cod. CER 16.01.11, apparecchiature fuori uso contenenti amianto - cod. CER 16.02.12, materiali isolanti contenenti amianto - cod. CER 17.06.01, materiali ottenuti da trattamenti di RCA stabilizzati, con indice di rilascio maggiore o uguale a 0,6 - cod. CER 19.03.04); rifiuti non pericolosi (materiali da costruzione contenenti amianto legato in matrici cementizie o resinoidi - cod. CER 17.06.05, materiali ottenuti da trattamento di RCA stabilizzati, con indice di rilascio inferiore a 0,6 - cod. CER 19.03.06). Sono classificati come RCA anche i dispositivi di protezione individuale e le attrezzature utilizzate per bonifiche, contaminati da amianto (cod. CER 15.02.02), inquadrati come pericolosi o non pericolosi in relazione al materiale trattato. La normativa italiana prevede, oltre al conferimento in discarica, la possibilita di trattamenti idonei dei RCA. Il gia citato Decreto Ministeriale n. 248/2004, al punto 6, definisce i vari processi di trattamento dell’amianto, indicati di seguito in Tabella 1. Essi possono essere finalizzati o al contenimento del potenziale inquinante o alla totale trasformazione cristallochimica dell’amianto. I primi permettono di ridurre i volumi dei RCA da smaltire in idonee discariche controllate, i secondi danno luogo a prodotti che non necessitano piu di conferimento in alcuna discarica, ma possono essere reimpiegati in diversi settori industriali. continua >>  (8 pagine in PDF)

    
29/09/2006

AMBIENTE LAVORO CONVENTION - 12 - 13 ottobre 2006 - L’incidenza degli infortuni sul lavoro non mortali tra i giovani di 18 – 24 anni supera di oltre il 50% quella di ogni altra fascia d’età. Ai dirigenti e ai lavoratori di domani va garantita una buona formazione in merito agli aspetti della sicurezza e della salute sul lavoro. 
La sensibilizzazione dei giovani nei confronti dell’igiene e della sicurezza negli ambienti di lavoro, che sarà anche il tema dominante della Settimana europea della sicurezza (Bilbao, 23 - 28 ottobre 2006), sarà uno dei temi focali della 4° edizione di AMBIENTE LAVORO CONVENTION.
A sottolineare questa volontà è stato chiesto e ottenuto il patrocinio dell'Università degli Studi di Modena che favorirà la partecipazione degli studenti che seguono corsi attinenti.
Inoltre una grande campagna informativa coinvolgerà tutte le altre Università Italiane.
I lavoratori più giovani subiscono una percentuale maggiore di infortuni sul lavoro rispetto agli anziani per diverse ragioni: mancanza di formazione, esperienza e coscienza dei rischi, impreparazione nei confronti delle mansioni in cui vengono impiegati e delle condizioni che queste comportano.
Questa situazione si ripercuote non solo sui giovani stessi, ma anche sui datori di lavoro e sui supervisori, sulla classe politica e su chi, nelle istituzioni, si occupa di sicurezza del lavoro.
Nei 25 stati membri dell'UE vivono 75 milioni di giovani, ai quali deve essere garantita una buona preparazione sotto forma di sensibilizzazione ai rischi e di formazione professionale, in modo che possano svolgere le proprie funzioni in condizioni di sicurezza e tranquillità.
La necessità di politiche specifiche indirizzate ai giovani è dimostrata dalle statistiche: Eurostat riferisce che il tasso di incidenza degli infortuni non mortali sul lavoro è maggiore almeno del 50% tra i giovani di età compresa tra 18 e 24 anni rispetto a qualsiasi altra fascia di età.
Molti problemi di salute legati al lavoro sono di natura cumulativa ed è importante prestare a tali rischi la stessa attenzione che viene accordata ai rischi di infortunio, per ridurre la possibilità che, con il passare del tempo, i lavoratori sviluppino malattie legate alla loro attività.
Inoltre, i giovani lavoratori sono più frequentemente oggetto di molestie e bullismo da parte dei colleghi.
Ai giovani vanno assicurati i presupposti per una vita lavorativa sicura e salubre e il piano messo in atto da AMBIENTE LAVORO CONVENTION, che anticipa la campagna della Settimana europea, ha l'obiettivo di migliorare la prevenzione coinvolgendo le principali parti interessate.
Per dare all’iniziativa un risvolto concreto, AMBIENTE LAVORO CONVENTION, (Quartiere Fieristico di Modena, 12 – 13 ottobre 2006) agevolerà la partecipazione degli studenti alla manifestazione attraverso una consistente riduzione del prezzo di ingresso, che sarà di 12 euro. 

Per ulteriori informazioni:

http://ew2006.osha.eu.int/index_html/news_article.2006-06-14.2114879438

Vai al sito web della Convention 2006 >>

    
29/09/2006

Le lesioni da folgorazione: prevenzione e trattamento in ambiente di montagna ed in zone remote - Si ritiene che il fulmine colpisca circa 3500 persone ogni anno sull’intero pianeta; di queste circa 1000 vengono uccise dalla folgore mentre il restante 70% subisce lesioni da folgorazione che non risultano, però, fatali. La maggior parte degli incidenti mortali é il risultato di un arresto cardio-respiratorio immediato. E’ difficile che muoiano individui semplicemente intontiti o che abbiano perso conoscenza senza arresto cardio-respiratorio. Il fulmine è pericoloso nel corso di attività all’aperto, soprattutto per gli escursionisti e per gli alpinisti nelle zone temperate e tropicali remote. Per gli escursionisti e per gli alpinisti risulta spesso particolarmente difficile trovare luoghi protetti all’aperto. continua >>  

    
29/09/2006

Vibrazioni subite dal paziente durante il soccorso in zone impervie - Nei settori medico ed ingegneristico sta assumendo una sempre maggiore rilevanza la valutazione delle vibrazioni subite dal corpo umano in svariati campi: dalla salute dei lavoratori, al comfort a bordo dei veicoli, al disturbo all’interno delle abitazioni.
Le vibrazioni, (oscillazioni di sistemi meccanici), possono essere generate da svariati tipi di sorgente fra le quali, tipicamente, motori a combustione o elettrici, azionamenti o, ancora, da interazioni fra veicoli e le strade.
continua >>  

    
29/08/2006

La sentenza della settimana: MOBBING - Nell'imminenza dell'udienza il ricorrente ha depositato una memoria in cui osserva che è possibile ascrivere all'ambito dell'ordinamento civile quanto attiene alla disciplina dei rapporti di lavoro ed alla salvaguardia della dignità e dei diritti fondamentali del lavoratore, mentre ciò che riguarda i riflessi degli atti vessatori sulla salute fisica e psichica della persona riguarderebbe la tutela della ... Vai alla sentenza per esteso >>

    
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