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28 SETTEMBRE 2006 |
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Rischio di inquinamento da polveri nel comparto delle fonderie della regione Marche RIASSUNTO SUMMARY INTRODUZIONE DESCRIZIONE
CICLO LAVORATIVO |
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| 28/09/2006 |
Immigrati: diminuiscono gli
infortuni, crescono le malattie professionali - Dall'Inail un'analisi
dell'andamento infortunistico tra i lavoratori extracomunitari. |
| 28/09/2006 |
Più sicurezza per chi lavora lungo le autostrade - La nuova normativa sugli appalti pubblici impone una più attenta valutazione dei rischi, sia per l’utente che per chi lavora in ambiente autostradale ed il costante aggiornamento delle misure di prevenzione e di protezione. Il programma di Autostrada del Brennero. continua >> (3 pagine in PDF) |
| 28/09/2006 |
AMBIENTE LAVORO CONVENTION
- 12 - 13 ottobre 2006 - Modena si appresta ad accogliere la 4a edizione di Ambiente Lavoro Convention, qualificata occasione di dibattito e di aggiornamento sui temi della sicurezza nei luoghi di lavoro. |
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| 28/09/2006 |
Wwf: «In Europa mangiamo anche il veleno» - La ricerca, durata dieci anni, ha rilevato 119 sostanze tossiche in latte, carne, pesce, pane, olio d'oliva e succhi d'arancia ROMA - Non c'è dieta che tenga: il menù è all'insegna della chimica, anche sulle nostre tavole. Dai prodotti caseari, al pesce, al pane, all'olio di oliva fino alla tradizionale lasagna. E' un allarme alimentare che attraversa tutti i confini europei, frutto di dieci anni di ricerche condotte dal Wwf, di cui si sono fatti portavoce anche diversi europarlamentari in apposito spot. Il nuovo dossier, realizzato in vista del voto finale sul Reach, il regolamento Ue contro l'inquinamento chimico, ha rilevato 119 sostanze tossiche nei 27 campioni di alimenti di largo consumo presi in esame in sette paesi europei. Secondo il rapporto, quindi, la principale via di esposizione alla maggior parte delle sostanze chimiche, in particolare quelle persistenti e bioaccumulabili (come il DDT e i PCB banditi da decenni) è l'alimentazione. La «catena di contaminazione è un percorso complesso che i composti chimici compiono intorno al mondo dai produttori ai prodotti di consumo, alla fauna selvatica fino agli esseri umani. Sono presenti nelle case, nei luoghi di lavoro e anche a tavola. continua >> |
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| 28/09/2006 |
Dall’interleuchina-10
una speranza per i celiaci Individuate
nell’intestino celiaco cellule in grado di contrastare la patologica reazione
al glutine. Si aprono nuove e importanti opportunità terapeutiche alternative
alla dieta alimentare. Questi i risultati di una ricerca condotta
dall’Istituto di scienze dell’alimentazione del Cnr con Telethon, Università
di Napoli e Ospedale di Avellino La malattia celiaca, una delle forme più comuni di intolleranza alimentare, colpisce l’un per cento della popolazione europea e statunitense. L’ingestione del glutine contenuto nel grano, nell’orzo e nella segale, scatena nei soggetti predisposti un’aberrante risposta immunitaria. L’unica terapia sinora disponibile per i celiaci è l’eliminazione del glutine dalla dieta: stop al pane, alla pasta, ad un’infinità di piatti ed alimenti. Una dieta restrittiva, molto efficace se seguita scrupolosamente, ma che anche dopo molti anni non consente di riacquistare la tolleranza immunologica. Uno studio appena pubblicato sul “Journal of Immunology”, dimostra che l'interleuchina (IL)-10, una semplice molecola che viene prodotta a seguito di forti fenomeni infiammatori, potrebbe svolgere un ruolo alternativo alla dieta senza glutine. Questa molecola, prodotta da cellule regolatorie, è in grado di tenere sotto controllo l’attività infiammatoria dei linfociti intestinali reattivi al glutine che sono la causa di questa patologia. “La celiachia è causata da una risposta alterata del nostro sistema immunitario nei confronti del glutine, presente nei cereali”, spiega Carmen Gianfrani, ricercatrice dell’Istituto di scienze dell’alimentazione (Isa) del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Avellino, prima firmataria della pubblicazione. “Il soggetto intollerante, a causa della sua predisposizione genetica, tratta il glutine come un agente pericoloso verso cui attuare un’efficace riposta immunitaria al fine di distruggerlo. Più specificamente, nell’intestino celiaco sono presenti cellule linfocitarie che, in seguito al contatto con la gliadina, maggior costituente del glutine, proliferano e producono sostanze con attività infiammatoria quali l’interferone-gamma”. L’attivazione di questi linfociti scatena reazioni che conducono all’atrofia della mucosa intestinale e che possono coinvolgere anche altri organi, provocando vomito, inappetenza, anemia, rallentamento nella crescita, infertilità. Lo
studio condotto dall’Isa-Cnr, in collaborazione con l’Istituto Telethon
dell’ospedale San Raffaele di Milano, il Dipartimento di Pediatria
dell’Università Federico II di Napoli e l’Ospedale Moscati di Avellino, ha
evidenziato che nell'intestino di soggetti celiaci sono presenti piccole
popolazioni di cellule con funzione regolatoria che molto probabilmente si
attivano in seguito alla forte infiammazione. “Dopo aver eseguito una biopsia
intestinale”, prosegue la dr.ssa Gianfrani, “abbiamo isolato queste cellule
una dall’altra e fatto crescere in
vitro i singoli linfociti, generando dei veri e propri cloni.
Successivamente, sono stati effettuati dei test, mettendo a contatto le cellule
infiammatorie con quelle regolatorie, in rapporto di 1 a 1, e abbiamo constatato
che queste ultime, attraverso la produzione di sostanze anti-infiammatorie quali
l’interleuchina-10, inibiscono la proliferazione dei linfociti patogenetici.
La risposta infiammatoria risulta invece molto più accentuata se l'attività
delle cellule regolatorie viene bloccata”. Aumentando
nell’intestino il numero di cellule regolatorie o potenziandone l’azione,
quindi, l'infiammazione potrebbe essere tenuta sotto controllo. “E’ quello
di cui ora ci stiamo occupando”, conclude la ricercatrice. "Attualmente
stiamo studiando la possibilità di espandere e potenziare in
vitro l’attività delle cellule regolatorie attraverso l’immissione di
interleuchina-10 esogena. E speriamo che presto, verificata l’efficacia e la
sicurezza anche in vivo, si possano realizzare prodotti anti infiammatori a base
di IL-10 destinati ai celiaci”. Da somministrare magari prima di un bel piatto
di pasta o di una pizza fumante. E’
disponibile per i giornalisti la pubblicazione in originale Roma,
21 settembre 2006 La
scheda Chi:
Istituto di scienze dell’alimentazione del Cnr di Avellino Che cosa: individuata la funzione anti infiammatoria delle cellule regolatorie dei linfociti presenti nell’intestino celiaco, ricerca pubblicata sulla rivista internazionale “Journal of Immunology” Informazioni:
Carmen Gianfrani, Isa-Cnr, tel. 0825/299411, cell. 347/8073087 e mail: cgianfrani@isa.cnr.it
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