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31 LUGLIO 2006 |
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31/07/2006 |
Rischi professionali nelle Forze dell’Ordine RIASSUNTO. Il presente lavoro cerca di identificare i fattori professionali di rischio (fisici, chimici, biologici, psicologici), variabili in funzione dei compiti e delle mansioni, ai quali è esposto l’eterogeneo personale operante nelle Forze dell’Ordine. La lotta alla criminalità e il mantenimento dell’ordine pubblico comportano rischi (talora mortali) di natura traumatica, oltre a esporre ad affaticamento psicofisico e sensoriale, a condizioni macro- e microclimatiche sfavorevoli, al rischio di baropatìe (aeronavigazione, attività subacquee), a rumore (generato dalle armi da fuoco e da numerose altre fonti), a vibrazioni e scuotimenti (armi automatiche, mezzi di trasporto), al rischio di infortuni elettrici, a radiazioni ionizzanti (raggi X e γ) e non ionizzanti (raggi ultravioletti, microonde e onde radio, campi elettromagnetici). Fattori di rischio chimici comprendono monossido di carbonio e altri prodotti di combustione (incendi, traffico veicolare), sostanze liberate in caso di incidenti chimici, aggressivi irritantilacrimogeni, piombo (poligoni di tiro, officine, inquinamento ambientale), solventi, lubrificanti e oli da taglio (officine, carrozzerie), materiali e reattivi di laboratorio, agenti irritanti e/o allergizzanti contenuti nei guanti. I principali rischi biologici sono il tetano, le malattie a trasmissione ematica (epatiti virali, AIDS), le malattie a diffusione aerea (es. tubercolosi, legionellosi, meningite cerebrospinale epidemica), le zoonosi trasmissibili dal cane o dal cavallo. Frequente è infine la patologia da stress, con manifestazioni emotive, psicosomatiche e comportamentali inquadrabili, a seconda dei casi, nella sindrome del burn-out, nel disturbo post-traumatico da stress, in disturbi dell’adattamento. Come già riferito in occasione del primo Convegno (1990), la presenza di numerosi e diversificati rischi occupazionali impone anche nell’ambito delle Forze dell’Ordine l’applicazione dei princìpi della medicina del lavoro, comprendenti identificazione e valutazione del rischio, formazione e informazione, misure preventive tecnicoambientali, dispositivi di protezione individuale, sorveglianza sanitaria e monitoraggio biologico, interventi clinici (diagnosi, terapia e riabilitazione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali), adeguato riconoscimento medico-legale e assicurativo dei danni alla persona eventualmente subiti. ABSTRACT. OCCUPATIONAL RISKS AMONG PUBLIC SAFETY AND SECURITY FORCES. The present paper tries to identify the occupational risk factors (physical, chemical, biological, psychological), variable depending on jobs and tasks, to which the heterogeneous public safety/security workers are exposed. The fight against criminality and public order maintenance imply (sometimes fatal) traumatic risks, and expose to psychophysical and sensorial tiring, unfavourable macro- and microclimatic conditions, the risk of baropathy (air navigation, underwater activities), noise (generated by firearms and several other sources), vibrations and shakings (automatic weapons, transport vehicles), the risk of electric injury, ionizing (X and γrays) and non-inonizing (ultraviolet rays, microwaves and radiofrequencies, electromagnetic fields) radiations. Chemical hazards include carbon monoxide and other combustion products (fires, urban traffic), substances released in chemical accidents, tear gases. lead (firing grounds, metal works, environmental pollution), solvents, lubrificants and cutting oils (mechanic repair and maintenance), laboratory materials and reagents, irritant and/or sensitizing agents contained in gloves. The main biological risks are tetanus, blood-borne diseases (viral hepatitis, AIDS), aerogenous diseases (e.g., tuberculosis, Legionnaire’s disease, epidemic cerebrospinal meningitis), dog- or horse-transmitted zoonosis. Finally, emotional, psychosomatic and behavioural stress-related disorders (e.g., burn-out syndrome, post-traumatic stress disorder) are typically frequent. The presence of numerous and diversified hazards among public safety/security forces imposes the adoption of occupational medicine measures, including risk assessment, health education, technical and environmental prevention, personal protective devices, sanitary surveillance and biological monitoring, clinical interventions (diagnosis, therapy and rehabilitation of occupational accidents and illnesses), prompt medico-legal evaluation of occupational-related compensation claims. Introduzione Autori: S.M.
Candura, P. Verni, C.M. Minelli, G.L. Rosso, M.I. Cappelli, S. Strambi, V. Martellosio |
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| 31/07/2006 |
REACH - Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche, che istituisce l'agenzia europea delle sostanze chimiche e modifica la direttiva 1999/45/CE e il regolamento (CE) n. .../... {sugli inquinanti organici persistenti} (COM(2003)0644 – C5-0530/2003 – 2003/0256(COD)). continua >> (3 pagine in PDF) RIFERIMENTI E PROCEDURE
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| 31/08/2006 |
Circolare dell'Enac su sanzioni compagnie aeree - L'Enta Nazionale per l'Aviazione Civile (ENAC) ha emesso la Circolare denominata APT-23 (file in formato .pdf) sul procedimento sanzionatorio connesso alle violazioni del Regolamento (CE) n. 261/2004 (file in formato .pdf), che stabilisce le regole comuni europee in materia di compensazioni e assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo e di ritardi prolungati. continua >> |
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| 31/07/2006 |
Rilasci tossici - Le direttive Seveso impongono, tra le altre cose, la pianificazione dell’emergenza per fronteggiare gli incidenti che coinvolgono l’esterno degli stabilimenti "a rischio di incidente rilevante". Nella pianificazione una delle fasi che si dá per scontata in caso di rilasci tossici gravi è quella dell’evacuazione delle persone che vivono nei dintorni degli stabilimenti. Probabilmente uno dei principali problemi che le autorità incontrano nella pianificazione dell’emergenza è proprio questo. Si deve aggiungere che la decisione di evacuare la popolazione non è problematica solo per motivi di tipo politico, ma anche per aspetti tecnici. Nella decisione, infatti, non si può fare riferimento a dati oggettivi in quanto non esistono riferimenti comparativi per valutare oggettivamente i vantaggi della soluzione di esodo rispetto a quella di protezione all’interno degli edifici. Proprio per questo motivo, il caso di un incendio che ha comportato un rilascio tossico nel Devon (Regno Unito), nel 1999, è di par ticolare interesse in quanto, durante l’evento, una par te della popolazione fu evacuata, mentre a molti altri fu chiesto di rimanere dentro le proprie case. continua >> |
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