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22/07/2006
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L'Europa
rischia una fuga di cervelli
Il segretario di Stato finlandese per il Commercio e l'industria, Anssi
Paasivirta, ha lanciato un monito all'Europa contro il rischio di una
fuga di cervelli verso l'Asia e gli Stati Uniti se non considererà
l'innovazione come una priorità e non investirà di più in istruzione,
ricerca e conoscenze professionali.
Durante una riunione straordinaria dell'ufficio di presidenza del
Comitato delle regioni (CoR) svoltasi il 7 luglio a Turku, nel sud-ovest
della Finlandia, il ministro Paasivirta ha ricordato ai partecipanti che
la Finlandia, durante il suo semestre di Presidenza dell'UE, cercherà
di incoraggiare nuovi approcci all'innovazione, centrati più su nuove
idee che non su nuovi finanziamenti.
"La Finlandia ha raggiunto l'obiettivo europeo del tre per cento
del PIL per la spesa in R&S [ricerca e sviluppo], ma sappiamo che ciò
non è sufficiente. Occorre riflettere meglio su come viene utilizzata
l'innovazione e su come introdurla sul mercato" ha affermato.
E quale luogo migliore per tale riflessione se non Turku, il secondo
maggiore centro di crescita sulla costa meridionale della Finlandia dopo
Helsinki, che ospita i laboratori di R&S di diverse multinazionali
delle telecomunicazioni come Nokia, Siemens, Ericsson e Sonera? Questa
regione ha alle spalle una lunga e solida esperienza in materia di
formazione, ricerca e produzione, che coinvolge attori pubblici e
privati. Il parco scientifico di Turku rappresenta un esempio di
condivisione del territorio e delle conoscenze mirata a creare valore.
Il parco riunisce in uno stesso luogo tre università, 50 centri di
ricerca, 13.500 dipendenti e 750 aziende, collegando tra loro
investimenti pubblici e privati, grandi aziende di costruzione e il
settore imprenditoriale della regione di Turku con le sue 18.000
imprese.
Nel citare l'esempio di Turku, il ministro ha chiesto una maggiore
cooperazione tra università, aziende e settore pubblico, nonché una
"profonda integrazione" del settore privato nei programmi di
coesione dell'UE.
Contemporaneamente, l'UNICE, la confederazione degli industriali
europei, ha accolto con favore la decisione della Presidenza finlandese
di considerare l'innovazione una priorità per il prossimo semestre. In
una riunione del 6 luglio con il primo ministro finlandese Matti
Vanhanen, Ernest-Antoine Seillière, presidente dell' UNICE, ha
dichiarato che è di fondamentale importanza per la comunità
imprenditoriale europea che i politici risolvano quanto prima l'attuale
crisi di governo all'interno dell'UE.
Inoltre, la Finlandia deve cogliere l'opportunità di far conoscere i
propri successi, che l'hanno portata ad essere una delle economie più
competitive al mondo grazie alle riforme economiche, per incoraggiare
quanti all'interno dell'UE sono ancora indietro sulla strada delle
riforme. "Il vostro paese ha dimostrato che le riforme strutturali
e l'attenzione prestata a ricerca, sviluppo e innovazione portano alla
crescita e alla creazione di nuovi posti di lavoro" ha detto il
presidente Seillière.
Pur condividendo l'orientamento generale delle politiche illustrate
dalla Presidenza finlandese, Seillière ha cautamente fatto osservare
che il problema dell'innovazione non può essere risolto con una sola
serie di misure politiche, sottolineando l'esigenza dei governi di
procedere senza indugi all'attuazione dei programmi di riforma
nazionali.
L'innovazione sarà anche un argomento di dibattito della riunione
informale del Consiglio "Competitività" che si terrà il 10 e
l'11 luglio a Jryvaskyla, in Finlandia.
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22/07/2006
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Eventi -
Settimana Europea 2006 - "Partiamo
bene!", questo lo slogan della Settimana Europea per la Salute e la
Sicurezza sul lavoro 2006 stabilito dall'Agenzia Europea di Bilbao che ha
aggiunto il seguente sottotitolo "La sicurezza comincia da giovani".
L'Agenzia Europea per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro di Bilbao, organismo
istituito dall'Unione Europea al fine di promuovere lo scambio di informazioni e
dati tecnico-scientifici ai diversi soggetti interessati alle questioni della
salute e della sicurezza sul lavoro, ogni anno individua un tema su cui
incentrare la Settimana Europea per la salute e la sicurezza sul lavoro nei
diversi Paesi Membri.
La Settimana Europea per la Salute e la Sicurezza sul lavoro, infatti, è una
campagna di informazione - sostenuta dalla Commissione e dal Parlamento Europeo,
dagli Stati membri e dalle parti sociali - mirata a promuovere attività che
contribuiscano a diffondere e ad implementare una cultura della prevenzione sui
luoghi di lavoro. Anche quest'anno la Settimana Europea avrà luogo nelle stesse
date, dal 23 ottobre al 27 ottobre 2006, in 31
paesi europei: gli Stati membri dell'Unione, i Paesi candidati e i Paesi dell'EFTA,
e sarà dedicata ai giovani per garantire un inizio sicuro e salutare
della loro vita lavorativa.
A sostegno della campagna l'Agenzia Europea di Bilbao fornisce materiale
informativo distribuito dai Focal
Point nazionali dell'Agenzia e scaricabili in lingua italiana dal sito internet
dell'ISPESL, comprendenti esempi di buona prassi, studi, requisiti
regolamentari e molto altro ancora. Inoltre, l'Agenzia
promuove il premio buone pratiche ("good practice") in materia di
salute e sicurezza sul lavoro, giunto alla settima edizione (la cui scadenza
l'8 settembre 2006) nonché il
primo concorso europeo per giovani video-cineamatori dal titolo
“Partiamo
bene! … Giovane regista europeo dell’anno”
(la cui scadenza è il 30 settembre
2006).
In Italia, come di consueto, la Settimana Europea per la Salute e la Sicurezza
sul lavoro si articolerà in una serie di iniziative di sensibilizzazione,
approfondimento e diffusione di buone pratiche realizzate su tutto il
territorio nazionale da diversi soggetti, pubblici e privati, anche in
collaborazione con i Ministeri e gli Enti competenti in materia.
Ulteriori
informazioni sulla Settimana Europea 2006 sono disponibili nei seguenti siti:
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22/07/2006
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"Standardization
and small businesses" il tema della Giornata mondiale della
normazione 2006
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ISO,
IEC e
ITU
puntano sul tema "Standardization and small businesses" per
l'edizione 2006 del World Standards Day -che si celebra tradizionalmente
il 14 ottobre di ogni anno- allo scopo di aumentare la consapevolezza
dell'enorme contributo portato dalla normazione, chiamata a giocare un
ruolo importante nella crescita economica mondiale.
Alcune
piccole e medie imprese ritengono ancora che le norme rappresentino una
barriera all'innovazione. Niente di più sbagliato. Risulta vitale che
le PMI comprendano chiaramente il valore della normazione e non solo
adottino, ma partecipino attivamente all'elaborazione delle norme, allo
scopo di coglierne tutti i benefici possibili. Tra questi il
trasferimento delle conoscenze tecniche, la condivisione delle buone
pratiche e le facilitazioni nell'accesso ai mercati.
Alcuni esempi:
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le
imprese del settore IT possono oggi disporre di sistemi informatici
interoperabili. Una maggiore trasparenza e apertura hanno favorito
le imprese del settore, che sono diventate fornitori di grandi
multinazionali o che hanno trovato la loro nicchia di mercato grazie
alle norme internazionali (conservazione di documenti elettronici,
distribuzione online di risorse multimediali, smart card,
applicazioni digitali in ambiente domestico e di impresa...). Senza
le norme internazionali, lo stesso World Wide Web e i sistemi
internazionali di comunicazione sarebbero scarsamente diffusi;
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il
progetto per la costruzione di un edificio in Cile potrebbe essere
messo a punto da una impresa francese seguendo piante e disegni
elaborati in Svezia. Nel settore delle costruzioni norme comuni
garantiscono sicurezza, uniformità dei metodi di prova sui
materiali, compatibilità tra prodotti, disegni tecnici,
caratteristiche energetiche, ecc.;
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l'attività
normativa nel settore dei servizi -composto in larga parte da
piccole e medie imprese- è un fenomeno recente ed il mercato non ha
ancora molta esperienza nell'utilizzo delle norme. Vanno tuttavia
sottolineati i vantaggi che le norme possono fornire in termini di
sicurezza, salute, informazione e altri aspetti che contribuiscono
alla qualità e che generano la fiducia nel consumatore;
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il
settore alimentare è ancora oggi in gran parte regolato da leggi e
regolamenti nazionali: tutti i partners coinvolti nella catena
alimentare possono trarre benefici dall'adozione delle norme
internazionali, che semplificano i rapporti tra i produttori e i
fornitori, tra gli operatori coinvolti nel trasporto e stoccaggio e
le imprese produttrici di macchine alimentari, di imballaggi, di
agenti pulenti, ecc..
I
consumatori hanno iniziato a privilegiare ed acquistare prodotti
realizzati secondo le norme tecniche, e tra le PMI è cresciuto
l'interesse verso il tema della valutazione di conformità. Avere il
proprio prodotto -o servizio- valutato come conforme e certificato in
base ad una norma internazionale, permette al produttore di distinguersi
sul mercato e di diventare più competitivo.
Le norme assicurano compatibilità tecnica tra i Paesi, forniscono ai
consumatori le corrette informazioni relative ai prodotti e riducono i
costi delle transazioni facilitando il commercio internazionale:
condizioni favorevoli per le piccole e medie imprese in cerca di mercati
globali.
Fonte:
UNI |
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