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30 GIUGNO 2006

  

  

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30/06/2006

L’Indice di Capacità di Lavoro in operatori sanitari

RIASSUNTO
Nell’ambito delle attività di sorveglianza sanitaria periodica dei lavoratori della sanità, abbiamo utilizzato l’Indice di Capacità di Lavoro (WAI) quale strumento complementare utile nel valutare la loro capacità funzionale di lavoro al fine di
predisporre misure preventive e compensative più appropriate e mirate. Sono stati esaminati 867 operatori sanitari di entrambi i sessi (337 uomini e 530 donne), di età compresa tra 23 e 65 anni e con anzianità di lavoro tra 0.5 e 48 anni, comprendenti medici, infermieri professionali, biologi e tecnici di laboratorio, ausiliari di assistenza e impiegati. In generale, l’Indice WAI è risultato "eccellente" nel 27.0%, "buono" nel 49.7%, "mediocre" nel 20.1% e "scadente" nel 3.2%. Il personale femminile, soprattutto infermiere professionali e OTA, ha riportato in maggior misura rispetto agli uomini indici di livello "scadente" e/o "mediocre" e un valore mediamente inferiore in tutti i gruppi di età. Le donne turniste presentano un più pronunciato decremento dell’Indice con l’avanzare dell’età rispetto alle loro colleghe giornaliere e, soprattutto, rispetto ai colleghi maschi. L’indice WAI è risultato decrescere in proporzione al numero di malattie e disturbi lamentati in modo simile negli uomini e nelle donne, ma meno negli impiegati e nei medici rispetto agli altri gruppi. 

ABSTRACT
[The Work Ability Index in Hospital Workers] The Work Ability Index was used as a complementary tool for the periodical health surveillance of health care workers in order to evaluate their functional working capacity and to plan more appropriate preventive and compensatory measures. 867 health care workers of both sexes (337 men, 530 women), aged between 23 to 65 years and with a work experience from 0.5 to 48 years ere examined. They were physicians, registered and assistant nurses, biologists, technicians and clerks, working in hospital departments, ambulatory health care services, laboratories and offices. WAI proved to be "excellent" in 27.0%, "good" in 49.7%,
"moderate" in 20.1% and "poor" in 3.2%. Women showed significantly lower mean WAI than men in all age groups, particularly among registered and assistant nurses. Women shift workers showed a more pronounced decrease of WAI over the years as compared to their colleagues day workers by increasing the number of illnesses suffered, WAI similarly decreased in all age groups, but less among physicians and clerks. 

Introduzione
Gli operatori del comparto sanitario presentano un progressivo aumento dell’età media che risulta connesso con l’invecchiamento della popolazione generale (l’Italia è attualmente il paese più vecchio del mondo) e lo spostamento dell’età di pensionamento; d’altro canto esso risente anche delle crescenti difficoltà di reclutamento di giovani infermieri in ragione di basse retribuzioni ed alti carichi di lavoro (lavoro a turni e notturno, impegno fisico elevato, stress psico-relazionale). Da un recente studio svedese, che riporta i primi risultati di uno studio prospettico sulla permanenza
al lavoro degli infermieri, risulta che a distanza di 1 anno e mezzo gli infermieri di età superiore a 50 anni hanno la stessa probabilità dei più giovani di rimanere attivi nel proprio posto di lavoro, ma con una maggiore probabilità di essere in peggiori condizioni di salute e di avere un maggior assenteismo per malattia, e una minore possibilità di recedere spontaneamente dal contratto (1). È urgente e necessario, quindi, promuovere e migliorare le strategie volte a sostenere la capacità di lavoro di tali persone mediante interventi tesi a migliorare sia l’organizzazione del lavoro che le loro condizioni psico-fisiche. Nell’ambito delle attività di sorveglianza sanitaria di tali lavoratori, abbiamo utilizzato l’Indice di Capacità di Lavoro (2) quale strumento complementare, utile nel valutare la loro capacità funzionale di lavoro e nel predisporre misure preventive e compensative più appropriate e mirate. In base ai risultati di numerosi ed ampi studi esso infatti si è rivelato uno strumento agile e utile, in grado di predire, in modo significativo, rilevanti conseguenze sia in termini di invalidità che di mortalità, intervenute nel medio termine in differenti gruppi di lavoratori. Ad esempio, nel corso di uno studio longitudinale sull’invecchiamento dei lavoratori municipali di Helsinki, esso è stato in grado di prevedere l’incidenza di inabilità al lavoro nei lavoratori di 50 anni di età. Circa i 2/3 delle persone che presentavano una capacità di lavoro scadente in base all’Indice hanno ricevuto una pensione di invalidità nel corso del follow-up di 11 anni. D’altro canto, un terzo di coloro che hanno potuto continuare a lavorare nella stessa attività professionale e che all’inizio presentavano una scadente capacità di lavoro sono stati in grado di migliorare la propria capacità di lavoro (3). In questi ultimi anni ... continua >>

Autori: G. Costa1,2, S. Sartori1, B. Bertoldo2, D. Olivato2, V. Ciuffa2, G. Antonacci2
1 Università di Verona, Dipartimento di Medicina e Sanità Pubblica, Verona
2 Azienda Ospedaliera e Università di Verona, Servizio di Sorveglianza Sanitaria, Verona
Fonte: G Ital Med Lav Erg 2005; 27:3 291 - PI-ME, Pavia 2005

   

30/06/2006

Nasce in FISE ASSORAEE (l’Associazione recupero Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche).

Obiettivo dell’Associazione, in questa delicata fase di attuazione della normativa nazionale per la gestione dei RAEE, che dal prossimo 13 agosto dovrebbe trasferire, per i rifiuti urbani, le competenze del recupero dai Comuni ai produttori dei beni, è promuovere la qualificazione e la regolamentazione del settore, superando le criticità evidenziate dai Rapporti "Italia del recupero"di FISE e di quello "Ecomafia 2006" (presentato recentemente da Legambiente: circa 11 milioni di tonnellate di rifiuti tecnologici esportati giacciono in quella "discarica globale" che rischia di diventare la Cina).

Al fine di contrastare situazioni simili e per una adeguata attuazione delle disposizioni comunitarie in materia, ASSORAEE ha già avviato iniziative in sede istituzionale e con le altre categorie economiche coinvolte, in particolare i produttori di apparecchiature, per assicurare l’avvio di un sistema nazionale di recupero efficace ed efficiente, con condizioni omogenee a livello operativo e conseguentemente concorrenziali.

"Desta particolare preoccupazione", dichiara Giuseppe Bosso, neo Presidente ASSORAEE, "che oggi, a meno di due mesi dalla data prevista per l’avvio del sistema di gestione dei RAEE e della responsabilità finanziaria dei produttori, non siano stati ancora emanati i decreti necessari e propedeutici al funzionamento del sistema, primi fra tutti quelli relativi al registro dei produttori e al centro di coordinamento dei sistemi collettivi e individuali. Proprio quest’ultimo, tra l’altro, dovrebbe coordinare le condizioni e la logistica del ritiro dei RAEE dai centri di raccolta (in particolare dalle piazzole comunali, anche attraverso un Accordo con ANCI) e auspicabilmente assicurare una omogenea certificazione di tutte le aziende di recupero dei RAEE".

"Pertanto", conclude Bosso, "le aziende di recupero esprimono forte contrarietà alle iniziative unilaterali assunte da alcuni consorzi che hanno indetto gare per l’affidamento dei servizi in assenza delle condizioni operative reali e con il rischio di dover cambiare in corsa le regole, una volta che il quadro normativo ed organizzativo sarà definito."

All’interno di FISE UNIRE (Unione Imprese del Recupero), ASSORAEE rappresenta le imprese impegnate nel trattamento dei RAEE, siano essi grigi (tv, monitor, computer, ecc.), bianchi (frigoriferi, lavatrici e lavastoviglie), bruni (apparecchiature hi-fi, telefoni), operanti da anni nel ciclo di trattamento completo; raccolta, disassemblaggio e trattamento, anche dei gas ozonolesivi –CFC, HCFC- provenienti dalle apparecchiature refrigeranti. Per quest’ultime, le imprese oggi aderenti ad ASSORAEE, hanno sottoscritto già dal 2004 un Accordo di programma con i Ministeri dell’Ambiente e delle Attività produttive. 

 

  

30/06/2006

La sentenza della settimana: INFORTUNIO IN ITINERE - Con tre ricorsi la xy s.a.s. chiedeva che l'INAIL fosse condannato a restituire somme indebitamente riscosse a titolo di maggiori premi assicurativi. L'aumento di questo era derivato dal rialzo del tasso specifico aziendale, a sua volta giustificato dall'Istituto con una somma sborsata ... Vai alla sentenza per esteso >>

  

         

30/06/2006

Scadenze - Entrano domani in vigore importanti disposti legislativi. Vedi le scadenze >>

  

         

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