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15/02/2006
Torino 2006: Giochi Olimpici “a norma”

Ospitare in Italia i prossimi Giochi Olimpici invernali è senza dubbio affascinante e prestigioso per tutto il nostro sistema sportivo e per i diversi settori che ruotano attorno allo sport. Ma non si può certo negare che un evento di questo tipo porti con sé qualche disagio per il territorio circostante e i suoi abitanti. Il Comitato organizzatore dei Giochi di Torino 2006 (TOROC) ha però impostato una programmazione particolarmente attenta alla qualità e alla salvaguardia ambientale, introducendo prassi operative che tengono conto anche dell’impatto delle proprie attività sulla società civile.
Possiamo parlare allora di Giochi Olimpici a norma? Per rispondere all’interrogativo è necessario analizzare le principali caratteristiche, dal punto di vista normativo tecnico, dell’organizzazione dei Giochi, ben delineate nel “Rapporto di Sostenibilità” recentemente pubblicato dal TOROC stesso.

L'attività UNI e ISO sulla Responsabilità Sociale

L’interesse del TOROC in materia di strumenti per misurare e valutare la Responsabilità Sociale di un’organizzazione ha portato uno dei suoi esponenti, Paolo Revellino (Environment - Head of Sustainability Assessment del TOROC), a partecipare attivamente al tavolo del Gruppo di Lavoro nato in seno all’UNI per affrontare la materia dal punto di vista della normativa tecnica. Il prodotto di questo lavoro, un Rapporto Tecnico UNI sulla Responsabilità Sociale delle Organizzazioni (RSO), costituirà un primo strumento nazionale riconosciuto sul tema, mentre in ambito internazionale l’ISO ha appena dato avvio ai lavori di stesura di una norma che fornirà alle organizzazioni di ogni tipo e dimensioni, linee guida per affrontare la responsabilità sociale.
In entrambi i casi, sono coinvolte tutte le parti interessate alla tematica, dal mondo industriale ai sindacati, dai consumatori ai rappresentanti dei Governi nazionale e regionali, dalle organizzazioni non governative agli enti pubblici e alle Università. In questo modo, i documenti che verranno prodotti garantiranno la massima consensualità e trasparenza, secondo i processi di elaborazione delle norme consolidati nelle prassi e nelle procedure degli Enti Normatori.


 

Gli Sponsor dei Giochi olimpici

Anche nella ricerca degli sponsor TOROC promuove il rispetto di diverse norme tecniche o di documenti affini. Tra gli altri:

  • LCA (Life Cycle Assessment): è una metodologia per valutare l’impatto ambientale di un prodotto in tutto il suo ciclo di vita, dall’estrazione delle materie prime alla fase di produzione, distribuzione, utilizzo, riciclaggio, fino allo smaltimento finale dei relativi rifiuti. È codificata dalle norme: UNI EN ISO 14040 - UNI EN ISO 14041 - UNI EN ISO 14042 - UNI EN ISO 14043.

  • Ecolabel: è il Regolamento comunitario per la certificazione ambientale dei prodotti, rientra nella tipologia di etichettatura ambientale classificata dall’ISO come Tipo 1 (norma UNI EN ISO 14024).

  • Altri marchi di Tipo 1: si tratta di alti marchi ambientali di prodotto, certificati da Enti esteri (per esempio der Blauer Engel, tedesco) sempre rispondenti al Tipo 1 ISO.

  • EPD (Environmental Product Declaration): sarà una nuova tipologia di dichiarazione ambientale, relativa al prodotto, che potrà concretizzarsi ufficialmente quando l’ISO terminerà i lavori di elaborazione della norma ISO 14025.

  • OHSAS 18001: è una guida inglese sul sistema di gestione della salute e sicurezza sul luogo di lavoro.

  • SA8000: è una specifica che non rientra nel sistema “ufficiale” della normazione e che suggerisce requisiti di etica basati in particolare sulle Convenzioni ILO per i diritti dei lavoratori.

Politica ambientale
La prima considerazione da fare è che un evento come l’Olimpiade Invernale ha certamente un impatto sull’ambiente. Per questo motivo il TOROC ha delineato una propria politica ambientale per definire e rispettare dei criteri di sostenibilità e ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente delle proprie attività.
Per farlo, il Comitato sta lavorando per rendere la gestione della propria struttura organizzativa, la conduzione degli impianti sportivi e delle competizioni, le attività di costruzione delle infrastrutture, l’organizzazione degli eventi che accompagneranno i Giochi, compatibili e rispettosi del territorio interessato. Ma l’obiettivo è anche più ampio: dimostrare l’impegno alla protezione dell’ambiente definendo buone pratiche e modelli di comportamento eco-compatibili, che potranno fungere da esempio virtuoso per gli organizzatori e i gestori di altri futuri eventi sportivi di massa.

Sistema di Gestione Ambientale
Dalla definizione di una propria “politica ambientale” all’impostazione ed attuazione di un sistema di gestione ambientale, come definito dalla norma UNI EN ISO 14001, il passo logico è breve. Il sistema di gestione ambientale è stato individuato come lo strumento più adatto per gestire e migliorare gli aspetti ambientali legati all’organizzazione dei XX Giochi Olimpici Invernali, nonché per coordinare tutte le iniziative ambientali in corso di sviluppo da parte del TOROC.

Il Sistema di Gestione Ambientale (SGA) del TOROC

Le attività del TOROC sono organizzate nell’ambito di un sistema di gestione ambientale, secondo i requisiti della norma UNI EN ISO 14001 e del Regolamento CE 761/01 EMAS.
La norma UNI EN ISO 14001 prevede una serie ciclica di fasi che consentono una gestione corretta delle problematiche ambientali legate alle attività di una organizzazione, dalla gestione dei rifiuti prodotti alle emissioni gassose in atmosfera, agli scarichi idrici, all’utilizzo del terreno, ecc.
Il Regolamento EMAS prevede inoltre la stesura, l’aggiornamento costante e la verifica (da parte di un organo indipendente) di un documento ufficiale: la “Dichiarazione Ambientale”, che fornisce al pubblico tutte le informazioni sulle prestazioni ambientali di un’organizzazione.
Il TOROC ha ottenuto la certificazione del proprio sistema di gestione ambientale secondo la norma UNI EN ISO 14001 dal Rina (organismo indipendente accreditato dal Sincert) in data 30 marzo 2004 per il settore EA39 (cioè per il settore dei servizi pubblici), per le attività di supervisione e coordinamento con l’Agenzia Torino 2006 di:
- progettazione e realizzazione delle infrastrutture fisse sportive e viarie previste per l’evento olimpico,
- progettazione e realizzazione delle infrastrutture temporanee previste per l’evento olimpico,
- gestione della struttura organizzativa, mediante le attività di gestione degli uffici, gestione delle forniture, gestione della sponsorizzazioni, organizzazione di eventi e cerimonie.
Successivamente, in data 9 settembre 2004, il sistema di gestione ambientale del TOROC ha ottenuto la Registrazione EMAS con numero I 228 per l’attività di organizzazione dei Giochi Olimpici, codice NACE: 92.62 (cioè “Altre attività sportive”).

Necessariamente meno breve è stato il percorso di pianificazione ed attuazione di tale sistema, che deve garantire un miglioramento ambientale continuo, richiedendo un notevole sforzo che ha portato però a due importanti riconoscimenti: la certificazione del sistema di gestione ambientale a norma UNI EN ISO 14001 e successivamente la ancor più significativa “Registrazione” del sistema ambientale del TOROC nel registro europeo EMAS dello scorso settembre, approvata dal Comitato interministeriale per l’Ecolabel e l’Ecoaudit, che è l’organismo nazionale competente per l’attuazione del Regolamento europeo in Italia. L’adesione al Regolamento EMAS rappresenta il primo caso nel settore degli eventi sportivi per cui, anche su questo aspetto, il Comitato Organizzatore potrà fungere da apripista per eventi futuri, garantendo un’importante esperienza di gestione ambientale.
Il prossimo obiettivo del TOROC è ampliare il proprio sistema gestionale, che attualmente copre le attività di progettazione e di avvicinamento ai Giochi, per comprendere anche la fase di gestione dell’evento.

Acquisti “verdi”
Il TOROC ha attivato un programma di acquisti di beni e servizi preferibili dal punto di vista ambientale per tutte le necessità organizzative dei Giochi.
Il programma consiste nell’elaborazione di criteri ambientali per categorie di prodotto messi a confronto con i prodotti disponibili sul mercato in grado di rispondere ai requisiti individuati.
Un esempio concreto sono i prodotti a marchio Ecolabel (carta per copie, carta grafica, computer, piastrelle, prodotti tessili, elettrodomestici, detersivi, lampadine, ecc.), prodotti riconosciuti dalla Commissione Europea in quanto rispettosi di stringenti requisiti ambientali.
Il TOROC sceglie quindi i propri fornitori anche sulla base delle loro prestazioni ambientali, contribuendo così a favorire il mercato dei prodotti “verdi”.

Responsabilità sociale

Nei primi mesi del 2002 il Consiglio del TOROC ha approvato la Carta di Intenti, documento che identifica i principi etici, ambientali e sociali che il Comitato ha fatto propri nello svolgimento delle sue attività. Successivamente il TOROC ha emanato le modalità applicative che individuano il Bilancio Sociale (poi integrato nel Rapporto di Sostenibilità) tra gli strumenti di verifica e controllo del livello di attuazione della Carta stessa.
Tale strumento, che si riferisce alle linee guida del Global Reporting Iniziative (GRI), uno dei documenti citati anche negli studi preliminari sulla “Social Reponsibility” dell’ISO, l’ente normatore internazionale, ha il fine di misurare, valutare, comunicare e migliorare la performance sociale ed etica del Comitato, analizzando l’impatto sociale sul territorio delle attività svolte ed il livello etico dei comportamenti organizzativi, anche attraverso il coinvolgimento ed il dialogo con i soggetti interessati.

La "Carta di intenti" del TOROC

È un documento che si basa sulla Carta Olimpica e sul Codice Etico del CIO, il Comitato Olimpico Internazionale. In essa si ribadisce che lo sport deve essere al servizio armonioso dell’uomo, incoraggiare la pace e la dignità dell’individuo, che costituisce un requisito fondamentale dell’Olimpismo, e che i Giochi devono essere un’occasione per educare alla pace, alla tolleranza, alla giustizia, alla libertà, alla solidarietà e all’uguaglianza fra popoli e individui. A questo proposito vengono citati i principi della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948, affiancando ad essi principi emersi in tempi più recenti quali i diritti economici e sociali, così come i principi di sostenibilità dello sviluppo e di compatibilità ambientale.
Dai principi agli strumenti, la carta si propone diverse modalità applicative: dalla realizzazione del sistema di gestione ambientale UNI EN ISO 14001 ed EMAS, alle realizzazione del Rapporto di Sostenibilità ad incontri informativi sul territorio ed al coinvolgimento dei soggetti istituzionali, sociali, economici, culturali interessati.

L’elenco completo dei principi espressi dalla carta:
ART. 1 - Responsabilità
ART. 2 - Non discriminazione e libertà
ART. 3 - Vita, salute e sicurezza
ART. 4 - Solidarietà
ART. 5 - Minori
ART. 6 - Cultura
ART. 7 - Sostenibilità ed ambiente
ART. 8 - Integrità e trasparenza
ART. 9 - Diffusione
ART. 10 - Partecipazione
ART. 11 - Applicabilità
ART. 12 - Applicazione e controllo

Stefano Sibilio
Coordinatore del Comparto Impresa e Società UNI
Membro del Comitato per l’Ecolabel e l’Ecoaudit

Turin 2006: “Standardised” Olympic Games
Hosting the future Winter Olympic Games in Italy is definitively a relevant and impressive event for our sport system as a whole; it is, however, undeniable that this also brings about some troubles for the territory concerned and its inhabitants. For this reason the Organisation Committee of 2006 Turin Games (TOROC) has provided for a careful planning, focused on quality and environmental protection.
Can we also talk about “standardised” Olympic Games ? Let’s find it out in this article.

Fonte: U&C - Febbraio 2006

   
15/02/2006

Divertimento e sicurezza in una partita a tennis

Nel panorama sportivo, e più precisamente nell’ambito tennistico, non poteva mancare una norma relativa ai requisiti di funzionalità e di sicurezza delle attrezzature per la pratica di uno sport di così larga diffusione.
La nuova edizione della norma
UNI EN 1510:2005 “Attrezzatura per campi da gioco - Attrezzatura per il tennis - Requisiti di funzionalità e di sicurezza, metodi di prova” specifica le caratteristiche relative a tre tipi di attrezzature per il tennis (quella struttura definita come “rete”) utilizzate sia al coperto che all'aperto. Le tre tipologie -diversificate unicamente dalle basi di appoggio- sono così definite: con incastri a terra, con basi e fissaggi a terra e autoportanti.

Nella norma sono indicate le dimensioni delle attrezzature e i materiali da impiegare: pali, paletti e fissaggi a terra possono essere di acciaio (resistente alla corrosione), metallo leggero, materiale sintetico o legno; la rete deve essere costituita da fibre sintetiche, a maglie sufficientemente piccole da impedire il passaggio della palla; il cavo di tensione -da collocare all'interno del nastro superiore della rete- deve essere realizzato in fili di acciaio galvanizzato o resistente alla corrosione o in materiale equivalente.
Per rendere la rete “a prova di lesione”, è necessario costruire i paletti di sostegno con bordi ed angoli arrotondati e l'ancoraggio a terra non sporgente rispetto alla superficie del campo; i ganci di fissaggio della rete devono essere rivolti verso il campo; i dispositivi di tensionamento devono essere realizzati in modo che non possano entrare in funzione senza comando.
Sempre accompaganta dalle istruzioni per l'utilizzo -per affrontare in modo corretto l'installazione, l'assemblaggio, il fissaggio della rete e la manutenzione- l'attrezzatura "sicura" per il gioco del tennis si riconosce dalla marcatura, che deve riportare l'indicazione EN 1510 (che rapprersenta la dichiarazione di conformità del fabbricante che il prodotto soddisfa i requisiti della norma), le informazioni relative al nome o marchio del fabbricante, il "tipo" di attrezzatura e la classe del filo.

Per informazioni:
Comunicazione UNI
tel. 02 70024.471, fax 02 70024474
e-mail:
news@uni.com

Per informazioni commerciali:
Diffusione UNI
tel. 02 70024.200, fax 02 70105992
e-mail:
diffusione@uni.com

   
15/02/2006

Girelli per bambini: "sicuri" nei primi passi

Per far in modo che i primi passi dei bambini siano sempre "sicuri", anche senza il sostegno dei genitori, si può fare ricorso al girello. Proprio perché destinato ai più piccoli è opportuno garantire la sicurezza, solidità ed affidabilità di questo articolo per l'infanzia.
A questo proposito UNI ha pubblicato la nuova versione della norma
UNI EN 1273:2005 "Articoli per puericultura - Girelli - Requisiti di sicurezza e metodi di prova". La norma specifica i requisiti di sicurezza ed i metodi di prova relativi ai girelli, utilizzabili da quando i bambini sono in grado di stare seduti autonomamente fino a quando sono in grado di camminare da soli. La definizione di girello -contenuta nella norma- è quella di una struttura in cui il bambino è collocato in posizione seduta o eretta, che gli permette di spostarsi con l'aiuto del sostegno offerto dal telaio.
I materiali impiegati per la realizzazione dei girelli devono essere atossici, ignifughi e facili da pulire per mantenere l'igiene.
Il girello "a norma" deve evitare i rischi di schiacciamento, taglio e ferite sia per il bambino che per l'adulto; proprio per questo tutti i bordi, gli angoli o le eventuali sporgenze devono essere smussate, arrotondate o ripiegate. Le parti staccabili non devono essere troppo piccole per evitare che il bambino possa soffocarsi ingoiandole.
Il girello può essere provvisto di un sedile rimovibile non staccabile involontariamente: l'altezza di tale sedile nella posizione più bassa deve essere ad almeno 18 cm da terra. Il girello deve essere dotato di una cinghia inguinale (necessaria per fissare il bambino al sedile) larga dai 2 ai 5 cm, secondo il tipo di materiale (rigido o flessibile).
Tra le prestazioni richieste al girello "a norma" vi sono: la resistenza statica (messa alla prova da un peso di 30 kg che il girello deve reggere per 24 ore) e la resistenza dinamica (verificata con un peso di 12 kg lasciato cadere per 100 volte al centro del sedile del girello).
Come ogni prodotto "sicuro" anche i girelli devono essere marcati in modo chiaro ed indelebile con il nome ed il marchio del fabbricante, il numero e la data di pubblicazione della norma applicata, il numero di serie del prodotto e l'avvertenza "Non lasciare il bambino incustodito" (questa avvertenza deve essere visibile nella normale posizione del girello e può essere usata in associazione al pittogramma sopra riportato).
Inoltre, il girello "a norma" dovrà sempre essere provvisto delle informazioni per l'acquisto (l'informazione che il prodotto non è adatto a bambini già in grado di camminare e a bambini di peso maggiore di 12 kg) e delle istruzioni per l'uso, contenenti le indicazioni per il montaggio e l'uso corretto -e sicuro- del girello, per la cura, la manutenzione ed il lavaggio del prodotto.

Per informazioni:
Comunicazione UNI
tel. 02 70024.471 - fax 02 70024474
e-mail:
news@uni.com

Per informazioni commerciali:
Diffusione UNI
tel. 02 70024.200, fax 02 70105992
e-mail:
diffusione@uni.com

 

 

Fonte: UNI - Ente Nazionale Italiano di Unificazione
   

   

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