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25 NOVEMBRE 2005

  

  

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25/11/2004

Analisi del fenomeno infortunistico nei lavoratori extracomunitari in Italia

RIASSUNTO. Gli Autori esaminano l’andamento del fenomeno infortunistico nei lavoratori extracomunitari in Italia nel 2003. Gli infortuni si verificano soprattutto in edilizia e nel comparto metalmeccanico e sono particolarmente concentrati nel Nord Italia. La più bassa incidenza degli infortuni nel Sud e nelle Isole è solo apparente dato che in queste aree prevale il lavoro sommerso rispetto a quello regolare.

ABSTRACT. A STUDY OF ACCIDENTS IN THE WORKPLACE AMONG FOREIGN WORKERS IN ITALY. The authors examine accident trends among foreign workers in Italy in 2003. Accidents occur primarily among building and steel workers. They are mainly commonest in Northern Italy. The lower rates of accidents observed in Southern Italy and in the Islands is only apparent due to the fact that in these areas there is a greater incidence of illegal work.

Introduzione
Nel nostro Paese il numero dei lavoratori immigrati è in costante crescita. Secondo recenti stime INPS elaborate su dati del Ministero dell’Interno, INPS e INAIL ammontano a circa 1.900.000 i lavoratori immigrati nel 2003 su un totale di 2.400.000 presenze che rappresenta il 4% della popolazione generale. Tale crescita si riflette, purtroppo, anche sul piano infortunistico (1).

Casistica
Nel 2003 sono stati 105.779 (+ 13,3% rispetto al 2002) gli infortuni occorsi ai lavoratori immigrati su un totale di 951.834 infortuni (dato in costante aumento negli ultimi anni, in rapporto alla progressiva emersione di lavoratori già presenti a seguito della Legge Bossi-Fini del 2002 e dell’ingresso di nuove forze lavoro) (3). Nel 2003 il tasso di incidenza infortunistica relativo agli immigrati è risultato più elevato rispetto a quello medio nazionale:
rispettivamente 55,6 contro 43,2 per 1000 occupati.
Questo dato risente di una differenziazione notevole a livello territoriale essendo molto più alto nel Nord-Est dove maggiore risulta essere la presenza ed il numero dei lavoratori immigrati regolari. Nel Sud e nelle Isole invece, tale tasso infortunistico risulta apparentemente più basso rispetto a quello medio nazionale. Tale fenomeno è sottostimato in quanto il sommerso in queste aree geografiche è particolarmente rilevante (2). Il diverso andamento infortunistico tra italiani ed immigrati è dovuto al fatto che questi ultimi sono spesso adibiti a mansioni classificate nella categoria delle cosiddette "tre D" (dirty, dangerous, demanding jobs), cioè i lavori più sporchi, più pericolosi e più faticosi (5). Dei 105.779 infortuni occorsi ai lavoratori extracomunitari il 4,8% è avvenuto nel settore agricolo, il 43,2% nell’industria, il 52% nel settore dei servizi e della collaborazione domestica (2). A livello territoriale gli infortuni sono concentrati al Nord con il 77,6% del totale (in particolare in Emilia Romagna, Veneto e Lombardia), al Centro con il 17,7% e al Sud e nelle Isole con il 4,7% (2). Sempre nel 2003 i casi mortali sono stati 147 che è pari all’11% circa del totale nazionale. Si tratta di numeri ancora provvisori, poiché è necessario un certo lasso di tempo prima del consolidamento dei dati (1). Le etnie più a rischio sono rappresentate da quelle marocchine, albanesi e rumene che insieme raggiungono quasi la metà degli infortuni tra gli extracomunitari residenti in Italia. Anche in questo caso come per gli infortuni, i casi mortali si concentrano soprattutto al Nord con il 71,4% del totale; al Centro sono pari al 17% mentre nel Sud e nelle Isole ammontano all’11,6% (2). Gli infortuni si verificano soprattutto nel settore dell’edilizia (14,6%) e nel settore metalmeccanico (12,9%). Il 56% degli infortunati ha meno di 34 aa rispetto al dato nazionale che è del 44%. Si ha, inoltre, una netta prevalenza del sesso maschile (85% contro il 76%) (4). La minore percentuale di infortuni nelle donne è legata soprattutto alla minore presenza e dal tipo di attività nelle quali sono impegnate (assistenza ad anziani e collaborazione domestica) (2). A forte rischio infortuni sono anche i lavoratori a tempo determinato, a carico dei quali i tassi di mortalità e di infortunio sono almeno due-tre volte superiori a quelli dei lavoratori stabili e permanenti (3).

Conclusioni
Dall’analisi dei dati riportati si evidenzia come i lavoratori immigrati siano soggetti ad un maggiore rischio infortunistico rispetto agli italiani. Molti infortuni, infatti, sono attribuibili alla mancanza di esperienza, di preparazione tecnica, di formazione nel campo della sicurezza ed alla difficoltà linguistica nella comprensione della segnaletica. Vista la rilevanza del fenomeno è necessaria un’azione congiunta delle istituzioni per quanto attiene l’emanazione di adeguate normative, del Medico del Lavoro Competente nonché delle altre figure della prevenzione, per attuare un adeguato programma di informazione-formazione sui temi della sicurezza. Al fine di raggiungere meglio l’obiettivo bisogna quindi evitare approcci generalizzati e cercare piuttosto una collaborazione sinergica e personalizzata.

Bibliografia
1) Veronica L. Infortuni extracomunitari: un fenomeno in emersione. Dati INAIL: Sull’andamento degli infortuni sul lavoro. 2004.
2) Brusco A. Lavoro a rischio per gli extracomunitari. Dati INAIL: Sull’andamento degli infortuni sul lavoro. 2004.
3) Alhaique D. Infortuni tra gli immigrati: nuove ricerche confermano le gravi condizioni di rischio. Rassegna, n. 10 del 2004.
4) Lavoratori immigrati: infortuni in aumento. Punto sicuro anno 6 n. 996 art. 53 del 05/05/2004.
5) Greco G, Tosti MP, Omboen G, Pirone GM. Sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. Informazione per i lavoratori stranieri. Difesa sociale. 2000, 1-76.

Autori: E. Noto Laddeca 1, P. Di Lorenzo 1, M. Collura 1, A. Mineo 1, G. Lacca 2, D. Picciotto 1
1 Sezione di Medicina del Lavoro, Dipartimento di Medicina Clinica e delle Patologie Emergenti, Università degli Studi di Palermo
2 Dottorato di Ricerca in Farmacologia e Tossicologia Socio-Ambientale, Dipartimento di Scienze Farmacologiche, Università degli Studi di Palermo
Fonte: COMUNICAZIONI ORALI E POSTER SUL MONITORAGGIO BIOLOGICO - G Ital Med Lav Erg 2004; 26:4, Suppl

  

  

25/11/2004

La sentenza della settimana: omicidio colposo da infortunio sul lavoro - Ed invero non sembra dubitabile che il TIZIO GI abbia violato una pluralità di disposizioni di legge dettate dalla normativa antinfortunistica per la tutela dei lavoratori sui luoghi di lavoro, e tra le altre segnatamente quella che gli imponeva di predisporre sul cantiere servizi igienici per evitare che i lavoratori si trovassero costretti a trovare soluzioni alternative con possibile esposizione a pericolo, tanto più a fronte delle caratteristiche del cantiere (presenza del ... 

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25/11/2005

Lavoro minorile - L’Osservatorio studia il fenomeno del lavoro minorile, sia mettendo a sistema le diverse fonti disponibili sul tema, sia realizzando originali indagini di campo in diverse realtà del territorio nazionale. La finalità principale è di ricostruire, attraverso rilevazioni ed analisi quali-quantitative, i profili prevalenti dei minori coinvolti precocemente in attività lavorative. continua >>

  

      

25/11/2005

Mansioni superiori - In caso di ripetuta assegnazione del lavoratore a mansioni superiori per un periodo complessivamente superiore a tre mesi può essere riconosciuto il suo diritto alla promozione automatica - Cassazione Sezione Lavoro, Sentenza n. 18270 del 15 settembre 2005
(sentenza)
http://www.legge-e-giustizia.it/2005/FATTO%20E%20DIRITTO/18270.htm

  

      

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