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4 APRILE 2005

  

  

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04/04/2005

Qualità dell’aria degli ambienti confinati non industriali: indicazioni per la valutazione del rischio e la sorveglianza sanitaria

RIASSUNTO. Questo lavoro presenta indicazioni per la programmazione delle attività di valutazione dei rischi e di sorveglianza sanitaria negli ambienti confinati non industriali. Lo studio della qualità dell’aria degli ambienti indoor prevede: la raccolta delle necessarie informazioni propedeutiche alle indagini ambientali; strategie e tecniche di campionamento dei principali inquinanti considerati quali particolato, CO2 e CO, NOx, composti organici volatili, agenti biologici; analisi quantitative e qualitative. Il programma di sorveglianza sanitaria si articola su quattro linee di lavoro: la sorveglianza sanitaria periodica, quando già prevista per altri rischi (es. VDT); l’approfondimento clinico in occasione di eventi particolari; l’uso di un questionario per la valutazione dello stato di comfort dei lavoratori; attività di promozione della salute. È raccomandata una stretta collaborazione tra personale tecnico e medico sia nelle attività di valutazione dei rischi che per la risoluzione di particolari problemi di origine indoor.

INDOOR AIR QUALITY: SUGGESTIONS FOR RISK ASSESSMENT AND MEDICAL SURVEILLANCE. This paper presents indications for investigations and health surveillance in indoor environments. The study of the indoor air quality consists of the following phases: acquisition of the necessary information about the indoor environment; sampling strategy and techniques; qualitative and quantitative analysis of contaminants such as particulate, CO2 and CO, NOx, volatile organic compounds, biological agents. The proposed health surveillance is articulated on four lines: periodical health surveillance, when already performed for other risks (e.g. VDT); specific clinical examinations in occasion of particular events; use of a questionnaire for the evaluation of comfort of the workers; health promotion. A team approach, with cooperation between technical and medical experts, is recommended both for periodical risk assessment and when it is necessary to solve specific indoor problems.

Introduzione
Il medico del lavoro e l’igienista industriale sono oggi sempre più frequentemente impegnati a svolgere la loro opera di prevenzione anche nel settore terziario. Infatti, lo studio dei fattori di rischio per la salute presenti negli ambienti di lavoro non-industriali (ambienti "indoor") ha sempre maggiore importanza in quanto una larga parte della popolazione lavorativa trascorre il proprio tempo in ambienti confinati e, per vari motivi concomitanti, si è assistito ad un rapido scadimento della qualità complessiva dell’aria di questi ambienti (13, 50). A fronte della complessità di agenti di rischio e dei relativi effetti sulla salute si deve sviluppare nei luoghi di lavoro un approccio preventivo completo ed articolato che prevede una stretta collaborazione tra personale tecnico e medico sia nelle attività di valutazione dei rischi che per la risoluzione di particolari problemi di origine indoor.

La valutazione dei rischi in ambienti indoor
Negli ambienti confinati esistono diverse ragioni per effettuare indagini per la valutazione della qualità dell’aria. Una delle più frequenti è quella di individuare le cause responsabili di disturbi lamentati da parte degli occupanti. In riferimento al tipo di disturbo, al numero degli occupanti che manifestano i disturbi ed in base alle caratteristiche dell’edificio, sono possibili diversi approcci metodologici. Alcuni problemi di qualità dell’aria possono essere risolti con approcci semplici, altri richiedono tecniche di approfondimento più raffinate. Ad esempio, mentre risulta semplice identificare la sorgente di odori di cucina che disturbano gli occupanti di un ufficio, risulta molto più complesso stabilire le cause che determinano disturbi quali cefalea o nausea tra gli occupanti dello stesso ambiente. In questi casi, solo un’attenta analisi da un punto di vista clinico ed una specifica verifica strumentale della eventuale presenza di inquinanti indoor può fornire dati sufficienti per risolvere il problema.

La misura dell’esposizione
Un edificio sano può essere definito come un edificio in cui gli agenti che possono causare alterazioni dello
continua >>  (13 pagine in PDF)

 

 

04/04/2005

Ambiente: italiani poco informati - Più di un italiano su due è poco o per nulla informato sui temi ambientali. Preoccupato da smog, nucleare e rifiuti.
Questi i risultati di una ricerca dell'Ispo presentata al convegno "La Comunicazione ambientale: informazione, disinformazione, qualità della comunicazione".
Matteoli: "necessaria una comunicazione chiara, trasparente e concreta".

Italiani poco informati in ambiente. Il 52 per cento, infatti, è per nulla o poco informato sui temi ambientali, contro un 40 per cento abbastanza o molto informato (solo il 3 per cento molto informato). Le maggiori preoccupazioni nei confronti dei problemi ambientali riguardano l'inquinamento dell'aria, il nucleare, la gestione dei rifiuti. Minore attenzione si presta, invece all'inquinamento acustico, all'inquinamento di fiumi e laghi, all'elettrosmog, all'abusivismo edilizio.
Questo quanto risulta dalla ricerca realizzata dall'Ispo, l'Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione, per conto del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, che ha monitorato, da maggio a novembre 2004, il livello di sensibilità degli italiani nei confronti dell'ambiente e che è stata presentata nel corso del convegno "La Comunicazione ambientale: informazione, disinformazione, qualità della comunicazione", promosso dal Ministero stesso e presieduto dal Ministro Altero Matteoli. Nel corso del convegno è stato anche presentato "Lo Stato dell'Ambiente in Italia", un breve compendio che analizza nove temi ambientali (rifiuti, inquinamento acustico, elettrosmog, mobilità, aria, energia, suolo e sottosuolo, natura, acqua).

"Questa ricerca - ha detto il Ministro Altero Matteoli - ci permette di sapere quello che gli italiani pensano dell'ambiente. E' uno strumento di lavoro necessario per favorire il processo di comunicazione ambientale e per avviare un dialogo proficuo con i cittadini, referenti ed attori delle decisioni politiche. La sensibilità degli italiani ai temi ambientali cresce e con essa deve crescere una comunicazione chiara, trasparente, concreta e facilmente accessibile".
L'indagine dell'Ispo sottolinea inoltre che gli italiani sono pessimisti sulla situazione ambientale. L'80 per cento degli intervistati ritiene infatti che la situazione ambientale sia molto o abbastanza critica, contro il 10 per cento che la ritiene poco o per nulla critica. Ma nonostante questo pessimismo, gli italiani credono nelle azioni individuali per salvaguardare l'ambiente. Il 57 per cento dei cittadini reputa infatti che la propria azione può fare una reale differenza per l'ambiente. L'indagine ha anche analizzato l'importanza dell'impegno per la difesa dell'ambiente. Per il 65 per cento degli intervistati, l'ambiente è il tema più importante o uno dei più importanti su cui impegnarsi e solo per il 2 per cento è poco importante o meno importante di altri.
Tra le fonti di informazione sui temi ambientali, il primo posto spetta alle tv locali e nazionali (60,1 per cento), seguite da quotidiani e riviste, (39,3 per cento), dalle radio (19,6 per cento).

"I dati ci confermano che finora - ha detto Paolo Togni, direttore dell'Ufficio per la Comunicazione e per le Relazioni con il Pubblico, del Ministero dell'Ambiente - è circolata molta disinformazione in materia ambientale. Il Ministero intende compiere un lungo processo di disseminazione della conoscenza ambientale verso una coscienza ed una consapevolezza condivisa a tutti i livelli istituzionali".

Stato dell'Ambiente in Italia 2005
Il primo Compendio sullo Stato dell'ambiente in Italia esamina nove temi ambientali informando sulla situazione attuale, sulle politiche adottate, sulle leggi approvate, sugli interventi realizzati. Si tratta di uno strumento snello e facilmente consultabile. Ecco alcuni dati contenuti nel Compendio.
Inquinamento acustico - A fine 2003 erano 1.355 i comuni che avevano approvato la classificazione acustica del loro territorio nelle 6 fasce previste (da aree particolarmente protette a aree industriali). In fase avanzata l'attuazione dei decreti che riguardano i limiti acustici per le infrastrutture: sono stati presentati i piani di risanamento delle infrastrutture ferroviarie, mentre per quelle stradali i gestori si stanno attivando. Dal punto di vista della regolamentazione dell'inquinamento acustico, l'Italia è all'avanguardia in Europa: solo la Francia, ad esempio, ha limiti acustici per le infrastrutture.
Mobilità - In 22 anni, dal 1980 al 2001, il traffico annuale di passeggeri nelle aree urbane è passato da 136,4 miliardi di passeggeri chilometro a 307,9, con un incremento del 126%. Le automobili hanno fatto la parte del leone in questo aumento con + 133,7 miliardi di p-Km, mentre c'è stato un decremento di - 4 miliardi p-Km con i mezzi collettivi. Nello stesso periodo anche il traffico merci su gomma è aumentato del 43%. In Italia c'è il record delle auto con 60 autovetture ogni 100 abitanti (record a Roma con 76) contro una media europea di 45. Proprio il trasporto è il principale fattore di pressione per quanto riguarda le emissioni inquinanti in aria. Nelle otto principali città italiane il settore trasporti contribuisce per più del 70% alle emissioni di PM10 e di ossidi di azoto e per più del 95% a quelle di benzene.
Aria - Negli anni la qualità dell'aria in città è mutata con sostanziali miglioramenti per quanto riguarda le concentrazioni dei composti dello zolfo, del monossido di carbonio, del piombo e del benzene. Le criticità attuali riguardano il PM10, l'ozono e il biossido di azoto.
Siti da bonificare - Sono stati censiti 12.797 siti da bonificare (mancano i dati di Piemonte e Abruzzo), in 1.674 la bonifica è in corso, 317 sono stati bonificati ed altri 770 sono stati bonificati con criteri regionali. Dei 50 siti di interesse nazionale, per 48 è in corso la caratterizzazione o la bonifica.
Natura - Nel 2004 è stata realizzata la carta della natura. Negli anni 2002-2004 è aumentata del 21% circa la superficie delle aree marine protette. Nel 2004 sono stati istituiti due nuovi parchi nazionali (Alta Murgia e Val d'Agri) con un incremento dell'1% della superficie protetta.
Acqua - A 10 anni dalla legge 36 di riforma del settore idrico sono 87 (il 96%) gli Ato (Ambiti territoriali ottimali) insediati. I prelievi di acqua avvengono per la maggior parte da pozzi (48,6% del volume complessivo prelevato) e da sorgenti (37,8%). Torino e Cagliari hanno il maggior consumo di acqua per uso potabile.
Rifiuti - Ogni anno in Italia si producono 122 milioni di tonnellate di rifiuti, di cui 29,8 milioni di tonnellate di rifiuti solidi urbani. La raccolta differenziata nel 2003 ha raggiunto quota 21,5%. Tra il 1997 e il 2002 la quota dei rifiuti urbani smaltiti in discarica è diminuita dell'11%. Nel 2003 sono stati inceneriti l'8,8% dei rifiuti urbani.

Fonte: Ministero dell'Ambiente

 

 

04/04/2005

ECOLAVORO. Un notiziario mensile dedicato a chi cerca un impiego in campo ambientale. È la proposta della rivista Modus Vivendi, che punta su un settore che già conta oltre 310.000 occupati. Senza dimenticare formazione e ricerca
http://www.lanuovaecologia.it/iniziative/formazione/4117.php

   
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