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26 APRILE 2005

  

  

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26/04/2005

Monitoraggio biologico dell’esposizione professionale a mancozeb in agricoltura

RIASSUNTO. Questo studio, condotto per misurare i livelli di escrezione urinaria di etilentiourea (ETU) in un gruppo di 46 agricoltori esposti a mancozeb e in 36 controlli, ha mostrato un incremento significativo della concentrazione urinaria di ETU nei campioni raccolti a fine turno (mediana: 10 µg/g creatinina). I livelli basali dei lavoratori e i controlli non hanno mostrato differenze, con valori mediani inferiori a 1 µg/g creatinina. Le esposizioni più elevate sono state osservate negli assistenti degli elicotteristi, negli addetti all’applicazione con trattore aperto e negli addetti al rientro.

ABSTRACT. BIOLOGICAL MONITORING OF OCCUPATIONAL EXPOSURE TO MANCOZEB IN AGRICULTURE. This study, carried out to measure the levels of urine excretion of ethylenethiourea (ETU) in a group of 46 agricultural workers exposed to mancozeb and 36 controls, has shown a statistically significant increase of ETU excretion in workers, after the workshift (median: 10 µg ETU/g creatinine); baseline determinations in workers and controls did not show any statistically significant difference, with median values less than 1 µg ETU/g creatinine. The highest levels of exposure were observed, respectively, in helicopter assistants, tractor applicators and re-entry workers.

Introduzione
I fungicidi etilenbisditiocarbammati (EBDC) subiscono un metabolismo complesso, con principale produzione di etilentiourea (ETU), alla quale sono state attribuite, nel modello sperimentale, proprietà cancerogene e teratogene (1). Gli effetti cancerogeni sono conseguenti all’inibizione della sintesi di ormoni tiroidei, con iperincrezione di TSH e gozzo, talora evolvente in neoplasia (2). In lavoratori esposti sono state sporadicamente osservate alterazioni tiroidee, ma non neoplasie (2, 3). Recentemente, la IARC ha rivalutato l’ETU, trasferendola da classe 2B a classe 3, poiché gli effetti cancerogeni osservati erano conseguenti ad una peculiare suscettibilità dei roditori e insorgevano solo per dosi gozzigene (2). Dato che l’ETU viene prevalentemente escreta con le urine, è stata proposta come indicatore per il monitoraggio biologico dell’esposizione ad EBDC (4, 5). Scopo dello studio è stato misurare i livelli di esposizione ad un EBDC, il mancozeb, di un gruppo di viticoltori dell’Oltrepò Pavese, impegnati in diverse mansioni tipiche. 

Materiali e metodi
Lo studio è stato condotto su 46 viticoltori e 36 controlli. Tra i lavoratori, che prestavano la loro opera in 11 aziende agricole e 4 basi di elicotteri, 2 svolgevano attività di pesatore, 18 erano trattoristi, 18 addetti al rientro, e 8 erano elicotteristi (piloti e "uomini a terra"). Per ogni lavoratore è stato raccolto un campione di urine prima dell’inizio della campagna di applicazioni; un secondo campione è stato raccolto al mattino del giorno di lavoro successivo all’ultima applicazione della stagione, mentre un solo campione è stato raccolto nei soggetti di controllo. I campioni sono stati congelati subito dopo la raccolta. L’analisi è stata effettuata in GC-MS con detector ad impatto di elettroni (5), con limite di rilevabilità di 0,5 µg/g creatinina. L’analisi statistica dei risultati è stata realizzata utilizzando il programma "SPSS per Windows".

Risultati e Discussione
Le concentrazioni urinarie di ETU a fine-turno erano significativamente più elevate sia rispetto ai campioni basali, sia rispetto ai controlli; questi ultimi non mostravano valori di concentrazione urinaria di ETU significativamente diversi da quelli basali dei lavoratori (Tabella I). I valori di escrezione urinaria di ETU (post esposizione), suddivisi per mansione, illustrati in Tabella II, mostrano che le mansioni comportanti i livelli di esposizione più elevati sono quelle di "uomo a terra", assistente dell’elicotterista, e trattorista. Per quanto concerne quest’ultimo gruppo, l’elaborazione dei dati ha mostrato i livelli più elevati nei trattoristi che hanno fatto uso di trattori aperti, mentre i soggetti equipaggiati con trattore condizionato non hanno mostrato livelli di concentrazione urinaria di ETU più elevati dei controlli. Anche gli addetti ad attività di rientro sono risultati esposti a mancozeb.

Conclusioni
L’indagine ha portato a conclusioni significative: in particolare, la concentrazione urinaria di ETU si conferma un buon indicatore di dose per il monitoraggio biologico dell’esposizione professionale ed ambientale a mancozeb, ed il suo impiego potrà a breve essere introdotto in attività di sorveglianza sanitaria condotte su base routinaria. Dati preliminari ottenuti da altri nostri studi suggeriscono che i valori di riferimento per questo indicatore possono essere indicativamente compresi tra 1,21 - 1,54 µg/g creatinina (95%, intervallo di confidenza), con valori al 95° percentile di 3,84-6,2 µg/g creatinina (95%, intervallo di confidenza). Le attività di applicazione di antiparassitari connesse alla coltura della vite comportano esposizione dei lavoratori addetti. Tra questi, l’"uomo a terra" che assiste l’elicotterista preparando le miscele, mostra i livelli di esposizione più elevati. Tale dato può essere attribuito all’elevato numero di miscelazioni effettuato in una giornata ed all’impiego di miscele più concentrate rispetto a quelle destinate all’applicazione a terra. Per quanto concerne i trattoristi, i livelli di esposizione dipendono in modo pressoché esclusivo dal tipo di trattore impiegato, risultando non significativamente diversi da quelli dei controlli negli utilizzatori di trattore chiuso e condizionato. Anche gli addetti alle attività di rientro possono essere esposti: tale dato indica la necessità di verificare con attenzione i tempi di rientro, e di dotare questi soggetti di guanti protettivi. I dati raccolti da questa indagine potranno essere utilizzati nella definizione di "profili di esposizione / rischio" per i viticoltori.

Tabella I. Escrezione urinaria di ETU negli agricoltori e nei controlli ( µg/g creatinina)

Tabella II. Livelli di escrezione urinaria di ETU nei diversi gruppi di lavoratori, a fine turno ( µg/g creatinina)

Bibliografia
1) Lyman WR, Lacoste RJ, New developments in the chemistry and fate of ethylenebis dithiocarbamate fungicides. In: Proceeding of the 3rd international IUPAC congress on pesticide chemistry, Helsinki, 3-9 July 1974. Stuttgard: George Thieme 67-74 (1974). 
2) International Agency for Research on Cancer (IARC). IARC monographs on the evaluation of carcinogenic risk to humans. Vol 79: ethylenthiourea (2001) p 659.
3) Vergova M, Jablonika A, Janota S, Karelova J, Gajdova M, Polakova H, Batora I, Sulkova M, Janova E Occupational exposure to mancozeb in the production of Novozir Mn 80. Prakov. Lek 1988, 40: 425-430.
4) Colosio C., Fustinoni S:, S., Bonomi I., De Paschale G., Mammone T., Tiramani M., Vercelli F., Visentin S., Maroni M.: Ethylenethiourea in urine as indicator of exposure to mancozeb in vineyard workers. Toxicol Lett, 2002; 134, 133-140.
5) Fustinoni S, Campo L, Colosio C, Birindelli S, Foà V. A gas chromatography/ mass spectrometry method for the determination of urinary ethylenethiourea in humans. (Sottoposto per pubblicazione a: Journal of Chromatography B).

Autori: C. Colosio 1, S Birindelli 1, L. Campo 2, S. Fustinoni 2, G. De Paschale 3, M. Tiramani 1, S. Visentin 1, M.Maroni 1, 4
1 International Centre for Pesticides and Health Risk Prevention, Azienda Ospedaliera L. Sacco, Polo Universitario, Milano
2 Dipartimento di Medicina del Lavoro, Milano
3 Azienda Sanitaria Locale di Pavia
4 Università degli Studi di Milano

Fonte: G Ital Med Lav Erg 2004; 26:4, Suppl COMUNICAZIONI ORALI E POSTER SUL MONITORAGGIO BIOLOGICO  

 

 

26/04/2005

Inail: denuncia d'infortunio online - Per effettuare la denuncia d'infortunio online

 

 

26/04/2005

In Italia solo 42,7 donne su 100 lavorano - In Italia, meno della metà delle donne lavora. L'occupazione femminile, infatti, nel 2003, si attesta appena sul 42,7%. Vale a dire circa 13 punti in meno rispetto alla media dell'intera popolazione (56%) e ben 27 in meno se si considera il tasso di occupazione maschile (69,3%). Più elevato, inoltre, per le donne è il livello dei senza lavoro (11,6% contro il 4,8% degli uomini). Anche se la differenza nel tasso di disoccupazione maschile e femminile tende ad attenuarsi nel tempo. Nell'ultimo decennio, infatti, il 'gap' si è ridotto di 2 punti percentuali, con un calo più marcato nel Centro Italia e nel Nordest (-2,6% tra il 1993 e il 2003). E' la fotografia del lavoro femminile scattata dall'Isfol, nel Rapporto annuale 2004. continua >>  

 

 

26/04/2005

Il Servizio di Prevenzione negli Ambienti di Lavoro affronta il mobbing e il burnout - La ASL 4 di Terni, rispondendo a quanto previsto dal Piano Sanitario Regionale 2003/’05, si è dotata di una nuova attività finalizzata all’informazione, alla prevenzione ed al supporto per tutti coloro che sono affetti da patologie psicologiche correlate allo stress lavorativo, in particolare il mobbing ed il burn Out. continua >>  

  

  

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