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24 FEBBRAIO 2005 |
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| 24/02/2005 |
RADON: LE ESPERIENZE
ACQUISITE - Il problema dell’esposizione al radon non è certamente un
argomento nuovo: già nel "De rerum natura" di Tito Lucrezio Caro (I sec. a C.) è possibile rinvenire un riferimento all’inalazione
di radon da parte dei minatori. Ciò che tuttavia rende il problema del radon di estrema
attualità consiste nel fatto che nell’agosto 2000 è stato pubblicato il Decreto Legislativo n.
241/00 con il quale si
introduce l’obbligo per l’esercente di controllare la concentrazione di radon in aria in tutti i luoghi di lavoro
sotterranei (lettera a) –
art. 10 bis) ed in tutti i luoghi di lavoro in superficie qualora questi ultimi siano presenti in "aree
a rischio" (lettera b) –
art. 10 bis) (vedi figura 1). Questa novità, inserita nel Capo III bis del suddetto decreto,
ha enormemente allargato il campo di azione della norma radioprotezionistica, tradizionalmente rivolta ad ambiti
lavorativi limitati e ben precisi. E’ necessario quindi che ogni datore di lavoro o esercente,
indipendentemente dal tipo di settore nel quale opera, conosca la problematica del radon ed adempia a quanto previsto
dal Decreto Legislativo n. 241/00. Si ritiene opportuno pertanto richiamare, seppur in forma
estremamente schematica gli elementi principali del problema "radon". Il radon è un elemento di origine naturale: deriva dal
decadimento radioattivo dell’ Uranio-238, un elemento presente, fin dalla formazione della Terra, in tutte le rocce. La presenza
ubiquitaria dell’Uranio (progenitore del radon) fa sì che anche il radon sia presente ovunque: ciò che può cambiare da
zona a zona è la sua concentrazione – in particolare laddove abbiamo presenza di rocce ignee, tipo tufi, lave,
basalto, ecc. si riscontra una maggior abbondanza di uranio e quindi anche di radon. |
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| 24/02/2005 |
Maglia nera in legislazione ambientale - Classifica UE: il Belpaese supera la Spagna in violazioni L’Italia ha recentemente superato la Spagna nella classifica europea delle infrazioni alla legislazione comunitaria in campo ambientale. Secondo gli ultimi dati a disposizione della Commissione - situazione aggiornata al 26 Novembre 2004 - sono attualmente aperte contro l’Italia ben 73 procedure di infrazione, su un totale europeo di 495, pari quindi al 14.7%. Si tratta di casi che riguardano in particolare la normativa comunitaria sui rifiuti (22), l’inquinamento dell’aria (16), la valutazione di impatto ambientale (15) e la conservazione della natura (13). La situazione italiana ultimamente è fortemente peggiorata. Nel Luglio 2004, infatti, la Commissione ha contestato all’Italia di aver violato in 28 casi la normativa ambientale comunitaria. E nel solo periodo tra Luglio 2004 e Gennaio 2005 la Commissione ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di Giustizia per ben 14 violazioni della normativa ambientale comunitaria: 4 riguardanti i rifiuti, 3 concernenti sia la conservazione della natura che l’inquinamento atmosferico e 2 relativi rispettivamente all’inquinamento delle acque ed a quello industriale. Mentre in altri due casi l’Italia ha ricevuto un parere motivato (un secondo avvertimento scritto, che costituisce la seconda fase della procedura di infrazione) ed una lettera di costituzione in mora (un primo avvertimento scritto che costituisce la prima fase della procedura d’infrazione) che la invitano a rispettare precedenti sentenze della Corte di Giustizia per evitare di incorrere in gravi sanzioni pecuniarie. A ciò si deve aggiungere, sempre nello stesso periodo, l’invio al Governo italiano di altri 14 pareri motivati. Situazione peraltro confermata anche dal recente "2005 Environmental Sustainability Index" redatto da ricercatori ambientali delle Università di Yale e Columbia, in collaborazione con il Centro Comune di Ricerca di Ispra ed il World Economic Forum, che stila annualmente una classifica della performance ambientale di 146 paesi. In questo rapporto, presentato a Davos lo scorso 27 Gennaio, l’Italia si classifica infatti al 69° posto dietro quasi tutti i paesi europei, Stati Uniti e Canada, oltre a molti paesi in via di sviluppo. Non è un caso che i paesi scandinavi, ultimi nella classifica comunitaria delle infrazioni ambientali, siano ai primi posti della classifica mondiale sulla sostenibilità ambientale che vede in testa proprio la Finlandia. Legambiente pertanto chiede al Governo italiano di invertire senza indugio la sua linea di condotta rispondendo con atti concreti ai numerosi rilievi della Commissione, che mostrino con i fatti la volontà di colmare il preoccupante divario con il resto dell’Europa. Un primo immediato segnale politico deve essere il recepimento completo della direttiva sullo scambio di quote di emissioni dei gas serra e l’approvazione congiunta del piano nazionale di assegnazione delle emissioni climalteranti, che risponda rigorosamente ai requisiti della direttiva ed ai rilievi fatti dalla Commissione al piano presentato dal Governo lo scorso Luglio e rispedito al mittente per furbesche carenze. Fonte: Legambiente |
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| 24/02/2005 |
Cellulare e peacemaker vanno d'accordo? - Dall'ASL di Milano segnaliamo l'opuscoletto ''Cellulare e peacemaker vanno d'accordo?' http://www.asl.milano.it/docpdf/ondemagnetiche.pdf (6 pagine in PDF) |
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| 24/02/2005 |
Salvataggio in acqua - Dalla Croce Rossa Italiana le 'Lineee guida per il salvataggio in acqua'. continua >> (36 pagine in PDF) |
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| 24/02/2005 |
Un po’ di selenio e il pomodoro dura più a lungo
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Rita Bugliosi Fonte: Beatrice Pezzarossa, sezione di Chimica del suolo dell’Istituto per lo studio degli ecosistemi del Cnr, Pisa, tel 050/3152488, e-mail: beatrice.pezzarossa@ise.cnr.it |
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| 24/02/2005 |
Quali sono e dove si trovano nei prodotti ortofrutticoli gli antiossidanti che combattono l'eccesso di colesterolo? Domanda inviata da Gaetano Zingales, Palermo Risponde Roberto Volpe, Servizio prevenzione e protezione del
Cnr, Roma Fonte: CNR - Almanacco della Scienza |
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| 24/02/2005 |
Consumo da anni zucchero di canna perché meno raffinato; Mi è stato detto, però, che contiene residui nocivi. E’ vero? Domanda inviata da Rosa Nicotra, Roma, 58 anni Fonte: CNR - Almanacco della Scienza |
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