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23/02/2005
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Sistemi di gestione ambientale e PMI: l'ISO lancia un'indagine on-line
- L'ISO ha lanciato sulle
proprie pagine web un'indagine che ha l'obiettivo di avere un riscontro -da
parte delle PMI- sull'esperienza da loro maturata relativamente all'applicazione
della nuova norma ISO 14001 e sui sistemi di gestione ambientale in generale.
Per incoraggiare la più ampia partecipazione possibile, l'indagine è stata
messa on-line in in dieci differenti lingue: ceco, danese, olandese, inglese,
francese, tedesco, giapponese, portoghese, spagnolo e svedese. Lennart Piper, leader del gruppo ISO che si occupa del sondaggio, ha
commentato che: "Indipendemente dalle dimensioni di un'azienda,
nell'odierno mercato globale i suo clienti o i suoi consumatori sono sempre più
interessati sia alle sue prestazioni ambientali sia alla competitività dei
prezzi. Anche gli investitori sono molto attenti a come le imprese gestiscono i
rishi, sia economici, sia sociali, sia ambientali. Questo è il motivo per cui
sempre più imprese nel mondo vogliono attuare un sistema di gestione
ambientale. Sfortunatamente però, da parte delle piccole imprese c'è la
percezione che questi sistemi siano troppo costosi e complicati da attuare".
"Per questo - ha spiegato Lennart- abbiamo messo a punto
questo rapido sondaggio che ci dovrebbe fornire un quadro più chiaro del numero
di piccole imprese (quelle con meno di 100 dipendenti) che stanno attuando un
sistema di gestione ambientale e sulla loro esperienza in materia. L'ISO
utilizzerà poi questi risultati per cercare di facilitare alle PMI l'attuazione
di tali sistemi, spiegando inoltre come trarne beneficio". Bastano 5-10 minuti per rispondere alle domande dell'indagine
on-line che è rivolta in particolare alle PMI che hanno implementato la ISO
14001 -o un'altra specifica tecnica- ma anche a quelle imprese che non ancora
hanno attuato un sistema di gestione ambientale e che desiderano spiegare le
proprie motivazioni . Il questionario delle domande può essere completato anche
da più persone di una stessa azienda. Sono invitati a partecipare al sondaggio
anche i consulenti e gli auditor che hanno lavorato con le PMI. La compilazione del sondaggio non richiede informazioni a carattere
confidenziale e l'identità stessa delle persone resterà segreta. Il sondaggio sarà aperto
sino all'8 marzo 2005 e una
sintesi dei risultati sarà disponibile on-line a partire dal 1 maggio prossimo.
Tutti coloro che parteciperanno al sondaggio potranno avere accesso ai dati e
alle informazioni raccolte per poter così condurre anche analisi di tipo
personale. L'indagine è frutto del lavoro del gruppo strategico ISO che opera
nell'ambito del comitato tecnico internazionale ISO/TC 207 "Environmentl
management" Sottocomitato 1 "Environmental management systems". Ricordiamo che la norma
UNI
EN ISO 14001:2004 è stata recentemente pubblicata nella nuova
versione bilingue (italiano-inglese).
Ulteriori informazioni sull'attività ISO in questo settore si possono trovare
nelle seguenti pagine web:
www.iso.org/iso/en/iso9000-14000/iso14000/iso14000index.html
www.tc207.org/
diffusione@uni.com
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23/02/2005
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Consulenti di sistemi di gestione per la qualità: la
scelta e l’utilizzo dei servizi - Una norma UNI diventa la norma internazionale ISO 10019...
Quando un’organizzazione decide di avviare un riesame interno sulle
gestione delle attività usando come modello di riferimento la serie di
norme ISO 9000, deve decidere se ricorrere alla prestazione di un
consulente esterno. Sorgono i primi quesiti: Come fare a capire se un
consulente è competente e affidabile? Come deve essere articolato il
contratto di consulenza in modo da evitare spiacevoli sorprese? Cosa
significa realizzare un sistema di gestione per la qualità? Quali sono i
compiti del consulente? Quali gli impegni del personale? Per rispondere a queste e ad altre domande, il comitato tecnico TC 176
dell’ISO,
che è responsabile per le norme ISO 9000, ha emesso lo scorso 5 gennaio
2005 la nuova norma dal titolo “Guidelines for the selection of
quality management system consultants and use of their services”.
Nata dalla norma italiana UNI 10836 “Linee guida per la qualificazione
dei consulenti nei sistemi di gestione per la qualità”, dopo la
votazione favorevole, è stata preparata dal gruppo di lavoro WG9,
costituito nel 2001 dall’ISO/TC 176/SC 3. La proposta ha riscosso un
grande interesse: sono stati nominati 41 esperti da 25 paesi membri
dell’ISO che hanno lavorato in 6 incontri. Lo scopo di questa norma internazionale è quello di fornire
informazioni utili alle organizzazioni (in particolare alle PMI) nel
momento in cui esse decidono di realizzare un proprio sistema di gestione
per la qualità. Quel momento rappresenta il primo contatto con il mondo
delle ISO 9000, ragion per cui non sono sufficientemente preparate per
prendere le decisioni riguardo a tre ambiti: la scelta di un consulente
competente; la stipula di un contratto valido; la modalità di utilizzo
del servizio della consulenza. La ISO 10019 fornisce utili indicazioni, per tutti i quesiti che
possono sorgere prima e durante la prestazione di consulenza.
In particolare, al punto 5.3, sono messi in evidenza diversi aspetti che
sono determinanti per il successo del progetto:
-
anche se la decisione di realizzare il sistema qualità è stata
determinata da motivi commerciali, il vertice aziendale deve sapere
che, se il sistema viene utilizzato in modo corretto, è un efficace
strumento di gestione aziendale;
-
il sistema qualità ha in sé la potenzialità di costituire la base
per realizzare un vero miglioramento delle “performances”
aziendali;
-
il successo e l’efficacia del sistema qualità dipende dal
coinvolgimento e dall’impegno del vertice aziendale e non solamente
dall’opera del consulente;
-
per agevolare l’integrazione del sistema qualità con le altre
attività aziendali, i dipendenti devono essere coinvolti;
-
il vertice aziendale deve dare chiare e precise disposizioni
all’interno dell’azienda, affinché il consulente possa interagire
con i dipendenti a tutti i livelli per analizzare e valutare i
processi aziendali;
-
il sistema qualità deve essere realizzato in modo da non creare
inutili burocrazie e documentazioni;
-
i servizi di consulenza dovrebbero rispettare la cultura aziendale,
tenere in considerazione il livello di competenza delle persone e i
processi e le procedure esistenti.
Alla luce di queste indicazioni cambiano i criteri di scelta del
consulente: non più attenzione solo alla quotazione più bassa, vivendo
la certificazione come un bollino blu. Diventa fattore di selezione, la
capacità del consulente di aiutare l’organizzazione a attuare un
sistema qualità, che possa realmente dare un valore aggiunto
all’organizzazione, e di aumentare la sua competitività.
Non è forse vero che quando un’organizzazione decide di acquistare una
nuova macchina per ottenere un miglioramento della produttività, essa
cerca una buona macchina e sceglie quella che assicurerà il miglior
rapporto costo/beneficio in relazione all’utilizzo desiderato?
Perché non seguire gli stessi criteri per il Sistema Qualità? ….. La
cultura imprenditoriale si ferma al macchinario? ….. Questi sono i nodi
da sciogliere!
Il contenuto della norma
La norma ISO 10019 dopo l’introduzione, il campo di
applicazione e l’indicazione delle norme di riferimento, tratta due
importanti argomenti: la scelta del consulente e l’utilizzo del servizio
di consulenza.
Quanto al primo aspetto, vengono riportati gli input del processo di
selezione del consulente, quali competenze egli deve avere e come deve
dimostrare di mantenerle e di migliorarle ed infine quale dovrebbe essere
il suo comportamento dal punto di vista dell’etica professionale.
Il secondo argomento riguarda l’utilizzo dei servizi di consulenza,
definendo quali sono tali servizi, chiarendo come dovrebbero essere i
rapporti ed i comportamenti non solo del consulente ma anche
dell’organizzazione (che sono i co-attori del servizio), specificando
come l’organizzazione dovrebbe utilizzare i servizi del consulente e
come dovrebbe essere definito il contratto.
In particolare l’appendice A1 della norma riporta gli elementi chiave di
un contratto, per evitare spiacevoli sorprese in corso d’opera.
La selezione di un consulente competente
La norma mette in evidenza che un consulente dovrebbe essere: rispettoso
dei principi etici, dotato di spirito di osservazione, risoluto, concreto,
di mentalità aperta, dotato di senso di responsabilità, diplomatico e
disponibile ai contatti interpersonali, con capacità comunicative.
Egli dovrebbe avere una conoscenza dettagliata delle norme relative ai
processi di certificazione, e capacità di applicazione dei principi della
gestione per la qualità e delle relative tecniche e metodologie. Dovrebbe
avere conoscenze dei requisiti di legge e dei regolamenti, relativi alle
attività del cliente ed una ragionevole conoscenza dei suoi prodotti, dei
suoi processi e delle aspettative dei clienti, e dovrebbe conoscere le
peculiarità del settore produttivo in cui l’organizzazione opera.
La competenza nelle consuetudini della gestione aziendale è molto
importante per il consulente, perché deve capire molto bene come il
sistema qualità da attuare si possa integrare e possa interagire con
l’intero sistema di gestione dell’organizzazione.
Uno dei più importanti elementi per la selezione di un consulente è dato
dalla sua capacità di applicare conoscenze ed abilità in situazioni
reali e di conseguenza egli dovrebbe avere una rilevante esperienza in
attività manageriali, professionali o tecniche dei servizi di consulenza
da fornire, esperienza che abbia comportato attività di valutazione e di
giudizio, di soluzione di problemi e di comunicazione con tutte le parti
interessate, a tutti i livelli dell’organizzazione. Deve comprendere e
farsi capire, quando comunica sia con il vertice aziendale sia con tutti
gli altri livelli dell’organizzazione e quindi deve saper usare un
linguaggio adatto ad ogni situazione.
Il ruolo del Consulente
Secondo la ISO 10019, il ruolo del consulente, durante tutto il processo
di attuazione del sistema qualità (vedi l’allegato A della norma),
consiste in:
-
assistere l’organizzazione per assicurare che progetto e
attuazione del sistema qualità siano coerenti con la cultura, le
caratteristiche e il livello di istruzione delle risorse umane
dell’organizzazione e con il settore di attività in cui
l’organizzazione opera;
-
illustrare i concetti relativi alla gestione della qualità in modo
chiaro e comprensibile per tutta l’organizzazione, con particolare
riferimento alla comprensione ed all’adozione dei principi della
gestione per la qualità;
-
comunicare con tutte le persone interessate, a tutti i livelli;
-
consigliare ed aiutare l’organizzazione per individuare i processi
necessari per il suo sistema qualità e per definire la loro
importanza, sequenza ed interazione;
-
assistere l’organizzazione nell’identificare e predisporre la
documentazione adeguata per un’efficace pianificazione, gestione e
controllo dei suoi processi;
-
valutare l’efficacia e l’efficienza dei processi del sistema
qualità per stimolare l’organizzazione a ricercare opportunità di
miglioramento;
-
assistere l’organizzazione nel promuovere al suo interno
l’approccio per processi ed il miglioramento continuo del sistema
qualità;
-
assistere l’organizzazione per identificare i bisogni formativi
utili alla gestione e al mantenimento del sistema qualità;
-
assistere l’organizzazione per identificare le relazioni del
sistema qualità con altri sistemi di gestione eventualmente esistenti
(ambiente, sicurezza ecc) e per agevolare l’integrazione con gli
stessi.
Etica professionale
La norma ISO 10019 dedica attenzione anche all’etica professionale,
mettendo in rilievo l’importanza che il consulente eviti o dichiari al
cliente qualsiasi situazione di conflitto d’interesse, mantenga
l’assoluta riservatezza su qualsiasi informazione acquisita dai suoi
clienti, non crei situazioni di non necessaria dipendenza dai suoi servizi
perché questo limiterebbe lo sviluppo del sistema qualità da parte
dell’organizzazione stessa.
La norma prevede che il consulente non proponga servizi per i quali non
abbia la necessaria competenza, non operi in situazioni di conflitto
d’interesse tra l’attività di consulenza e quella di audit di sistemi
qualità per fini certificativi o di accreditamento e che sia imparziale
sull’eventuale scelta dell’ente di certificazione.
Viene più volte enfatizzato che il consulente proponga prezzi congrui, in
relazione al tipo di servizio di consulenza da erogare e che
l’organizzazione ponga particolare attenzione a questa voce critica.
Considerazioni utili per l’utilizzazione della consulenza
Le linee guida definiscono quali sono le attività relative al processo di
attuazione del sistema qualità (vedi l’appendice A.2) che potrebbero
essere oggetto dei servizi di consulenza.
La norma mette in guardia le organizzazioni affinché pongano attenzione
nel definire e stipulare un contratto completo con il consulente, prima di
avviare l’attività di consulenza, per evitare spiacevoli sorprese e
malintesi. Tale contratto dovrebbe stabilire in modo chiaro l’oggetto
del servizio di consulenza, i risultati da raggiungere, i tempi realistici
di ultimazione dei lavori e un prezzo che tenga conto di un equo rapporto
costi/benefici per l’organizzazione (vedi l’appendice A.1 della
norma).
Viene raccomandato dalla norma che prima di avviare il servizio di
consulenza dovrebbero essere prese in considerazione le seguenti attività
(vedi l’appendice A.2):
-
stabilire gli obiettivi contrattuali concordati che siano specifici,
misurabili , realistici, raggiungibili e con tempi definiti (limitati
nel tempo);
-
stabilire il programma concordato delle attività, che preveda tempi
e risultati;
-
comunicare il programma a tutte le persone interessate;
-
identificare i bisogni formativi dei dipendenti interessati alla
attuazione del sistema qualità per metterli in condizione di eseguire
le valutazioni in corso d’opera, la manutenzione ed il miglioramento
del sistema realizzato;
-
attuare il programma;
-
controllare e valutare l’efficacia del programma ed attuare le
azioni necessarie, se appropriato;
-
assicurare che i tempi concordati siano rispettati e,se necessario,
ridefiniti;
-
definire un processo per l’approvazione dei risultati
contrattualmente previsti.
L’appendice A.2 illustra un esempio del processo di attuazione di un
sistema di gestione per la qualità ed indica per ciascuna fase del
processo le responsabilità dei co-attori del servizio: quelle che
competono al consulente e quelle che competono all’organizzazione ai
vari livelli, in questi casi viene anche indicato quando il consulente
fornisce la sua assistenza, rimanendo all’organizzazione la
responsabilità del risultato.
Come emerge, la ISO 10019 chiarisce, una volta per tutte, molti aspetti
importanti che sono stati spesso l’origine di malintesi tra le
organizzazioni ed i consulenti, ma mette in evidenza l’importanza del
coinvolgimento e dell’impegno del vertice dell’organizzazione e della
giusta scelta di un consulente competente che è la chiave del successo
del sistema qualità.
Tra i possibili effetti che questa norma potrà determinare nel settore vi
è quello relativo ad una sempre maggior utilizzo di Consulenti di provata
professionalità, per esempio quelli certificati da Organismi di terza
parte accreditati, oggi già presenti sul mercato. Questo contribuirebbe
ad alimentare un circolo virtuoso basato sul ricorso alla certificazione,
quale opportunità di crescita e non quale formalità cui adeguarsi.
Giancarlo Colferai
Presidente CEPAS
Nota 1: Giancarlo Colferai Project Leader dell’ISO Working
Group che ha sviluppato la Norma ISO 10019. Attualmente è il Presidente
di CEPAS, Organismo di Certificazione del Personale accreditato SINCERT, e
Direttore della IATCA (International Auditor and Training Certification
Association). E-mail: cepas.roma@tiscali.it Web: www.cepas.it
Nota 2: La riproduzione di quest’articolo è stata gentilmente
concessa da “ISO Management Systems” edizione settembre/ottobre 2004 (http://www.iso.org/iso/en/iso9000-14000/ims.html)
Consultants for Quality Management
Systems: choosing and
using services
When an organisation determines to start up an internal revision
of the management of its activities, by using ISO 9000 standards
as a reference model, it is to decide whether to apply to an
external consultant's service. Since many questions arise in
this concern, this articles tries to give some answers.
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