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16 FEBBRAIO 2005

  

  

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16/02/2005 Progettazione, installazione e manutenzione di impianti gas con sistemi di giunzioni a raccordi a pressare

Il 1° febbraio 2005 è stata pubblicata l’importantissima e fortemente attesa dal mercato, specifica tecnica UNI TS 11147 “Impianti a gas per uso domestico - Impianti di adduzione gas per usi domestici alimentati da rete di distribuzione, da bombole e serbatoi fissi di GPL, realizzati con sistemi di giunzioni a raccordi a pressare- Progettazione, installazione e manutenzione”. La pubblicazione di questa specifica servirà a meglio chiarire le tecniche di installazione di questo innovativo componente, risolvendo allo stesso tempo varie problematiche di natura tecnica e giuridica, che avevano innescato alcuni contenziosi.
La scelta di usufruire della specifica tecnica come strumento normativo, deve essere collocata nell'esatta situazione dell’attuale quadro normativo europeo in progresso, nel quale sono considerati, definiti e trattati i cosiddetti “nuovi materiali”.
Tale quadro offre -per quanto riguarda il prodotto- due progetti di norma già sottoposti all’inchiesta pubblica CEN, il prEN 1254-7 e il prEN 14905.
Per quanto riguarda le tecniche d’installazione, è pronta per l’inchiesta pubblica CEN la prima revisione della EN 1775. Tornando alla UNI TS 11147, essa fornisce i criteri per la progettazione e l'installazione delle tubazioni di rame e delle leghe di rame degli impianti domestici e similari realizzati con sistemi di raccordi a pressare idonei alla distribuzione dei gas combustibili.
Si applica in accordo con le norme UNI 7129 e UNI 7131, relativamente alla progettazione, costruzione, collaudo ed ai rifacimenti di impianti o parte di essi, realizzati con sistemi di raccordi a pressare posti all'esterno degli edifici, comprendenti il complesso delle tubazioni e degli accessori per la distribuzione del gas a valle del punto di consegna, come definito al punto 4.1. La UNI TS 11147 copre gli impianti di adduzione gas di VII specie, della I, II e III famiglia, per usi domestici e similari alimentati da rete di distribuzione, da bombole e serbatoi fissi di GPL.
La progettazione, l'installazione ed il collaudo degli impianti oggetto della presente specifica tecnica devono essere eseguite da personale in possesso dei requisiti previsti dalle leggi e dalle normative vigenti, nonché di idonea capacità tecnica.

Per informazioni tecniche:
UNI, Comparto Costruzioni
e-mail: costruzioni@uni.com

Per informazioni commerciali:
UNI, Settore Diffusione
e-mail: diffusione@uni.com

 

 

16/02/2005

Ripristinata l'assicurazione contro gli incidenti da gas - Ritorna in vigore l’assicurazione automatica contro gli incidenti da gas, per la quale si pagano in bolletta 0,4 euro l’anno. Il Consiglio di Stato ha infatti sospeso la sentenza del TAR della Lombardia che, su ricorso della Confedilizia, aveva annullato la delibera dell’Autorità del gas con la quale era stata ufficialmente istituita l’assicurazione, peraltro già esistente, affidata poi in gestione al Comitato Italiano Gas (CIG). All’ordinanza di sospensione del Consiglio di Stato dovrà però seguire il giudizio di merito. Già fin d’ora, comunque, viene ripristinata l’assicurazione automatica, che riguarda circa 18 milioni di famiglie e che prevede risarcimenti per tre tipi di eventi sinistrosi.

  • Danni a terzi. Per terzi si intendono tutti coloro che non convivono nel nucleo familiare ove è avvenuto l’incidente causato da esplosioni, incendi, fughe di gas, eccetera. La copertura assicurativa, fino a un massimale di 6.197.483 euro, vale anche per i danni (comprese lesioni personali e morte) procurati a terzi e dovuti a colpe o negligenze dell’utente titolare del contratto o dei suoi conviventi. Vale anche nel caso che i danni a terzi siano stati cagionati da suicidio o tentativo di suicidio dell’utente o di un convivente.

  • Danni alle cose dell’assicurato. Se incendi o esplosioni dovuti a fughe e dispersioni di gas nell’appartamento causano danni alle mura e ad altre parti della casa dello stesso utente, l’assicurazione paga fino a un massimo di 103.292 euro. Per i danni alle altre cose mobili situate nell’appartamento (elettrodomestici, quadri, argenteria, armadi, eccetera) il massimale è invece di 41.317 euro.

  • Infortuni. L’assicurazione copre anche la invalidità e la morte dell’utente e dei suoi conviventi, sempre che siano conseguenza di fughe di gas. In questo caso è escluso dalla copertura il suicidio o il tentativo di suicidio, ma sono compresi gli infortuni dovuti a negligenza o colpa grave. Il risarcimento massimo è di 129.114 euro.

In caso di sinistro, l’utente deve rivolgersi alla propria società del gas che ha l’obbligo di fornirgli tutti gli elementi utili per ottenere il risarcimento, trasmettendo immediatamente la pratica alla compagnia assicurativa. Ma qualora il danno venga esagerato dolosamente, per esempio occultando o sottraendo cose salvate dall’incendio, si perde il diritto al risarcimento.

(Fonte: Unione Nazionale Consumatori, Agenzia n. 5197 del 10 febbraio 2005)
11/02/2005

 

 

16/02/2005

Ausili tecnici per disabili: un aiuto dalla norma UNI - Gli ausili tecnici per disabili sono dei dispositivi volti a rispondere alle esigenze di autonomia e integrazione nella vita delle persone disabili. Si tratta in pratica di attrezzature e di strumenti che consentono alle persone disabili (o che presentano difficoltà, ad esempio, motorie e/o sensoriali e/o cognitive) di ridurre o superare l’impedimento alla comunicazione con l’ambiente circostante e permettono di svolgere diverse attività quotidiane.
Ad esempio i sollevatori per il trasferimento di persone disabili (montascale) aiutano a muoversi in casa da un piano all’altro senza particolari disagi; le sedie a rotelle permettono il movimento e lo spostamento delle persone sia all’interno che all’esterno, tanto per citare qualche semplice esempio. Ma tecnicamente cosa sono gli ausili per disabili? A livello europeo sono classificati come Dispositivi Medici, cioè tutto ciò che è strumento, apparecchio, impianto o altro prodotto usato da solo o in combinazione, compreso il software informatico impiegato per il corretto funzionamento, e destinato ad essere usato nell'uomo a scopo di prevenzione, diagnosi, controllo, terapia, attenuazione, compensazione di una ferita o di un handicap.
I dispositivi medici ( e quindi gli ausili tecnici per disabili) devono rispondere ai requisiti obbligatori della direttiva europea 93/42/CEE (recepita anche in Italia con il Decreto Legislativo n. 46 del 24-02-97), che stabilisce gli aspetti tecnici di salute e sicurezza che questi prodotti debbono avere. Gli ausili per disabili sono marcati CE, a dimostrazione che rispondono ai requisiti della direttiva. Esistono specifiche norme tecniche di sicurezza UNI EN per ogni ausilio. Questo perché questi dispositivi devono dimostrare di avere adeguate caratteristiche e prestazioni in quanto sono di supporto a persone più vulnerabili e devono permettere alle persone di soddisfare necessità e bisogni. La norma generale di sicurezza è la UNI EN 12182 “Ausili tecnici per persone disabili - Requisiti generali e metodi di prova”.

Tra gli esempi di caratteristiche importanti che influenzano la progettazione e la costruzione degli ausili tecnici troviamo:

  • i materiali; poiché sono a diretto contatto con il corpo devono rispondere a prove di biocompatibilità (non devono causare irritazioni o altro); si pensi ad esempio ai sedili delle sedie a rotelle che sono permanentemente a contatto con il corpo; usare tessuti animali nella fabbricazione degli ausili (ad es. il cuoio per le calzature, i cosciali, gli zoccoli protesici; oppure le pelli d’agnello per le sedute ecc..) può determinare la comparsa di infezioni a danno dell’utilizzatore; la norma UNI EN 12182 richiede adeguate prove per evitare questo tipo di problema.

  • l’ergonomia degli ausili è fondamentale per il corretto uso del dispositivo che deve essere maneggevole, pratico e sicuro allo stesso tempo. Tutti gli ausili devono essere progettati in base a specifici criteri ergonomici stabiliti dalle norme tecniche europee.

  • l’intrappolamento; per evitare l’intrappolamento di dita, piedi, testa e parti del corpo si devono rispettare delle distanze di sicurezza tra le parti mobili, specificate nelle norme tecniche (la direttiva non ne parla perché è generica)

  • i componenti dell’ausilio, come le maniglie per il trasporto; se l’ausilio ha delle maniglie o delle impugnature per il trasporto, queste devono resistere alla rottura, non devono staccarsi dall’ausilio, ne deformarsi (la norma UNI EN 12182 prevede una specifica prova di resistenza)

  • le informazioni fornite dal fabbricante; le informazioni devono contenere dei consigli su quali altri dispositivi possono essere utilizzati in combinazione con l’ausilio in questione, istruzioni sulle modalità di piegatura e regolazione degli ausili, consigli su come effettuare in sicurezza la movimentazione o il sollevamento dell’ausilio; se la resistenza e la durata di un ausilio dipendono dal peso del corpo del disabile e del suo accompagnatore, sull’etichettatura va indicato il peso limite per l’utilizzo.

Per informazioni tecniche:
UNI, Gian Luca Salerio
Comparto Beni di consumo e materiali
e-mail: beniconsumo@uni.com

Per informazioni commerciali:
Diffusione UNI
tel. 02 70024.200, fax 02 70105992
e-mail: diffusione@uni.com

 

 

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