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15 FEBBRAIO 2005 |
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| 15/02/2005 |
Analisi comparata dell’applicazione di quattro metodi per la valutazione del rischio biomeccanico per l’arto superiore RIASSUNTO - Negli ultimi anni le segnalazioni di disturbi muscoloscheletrici lavoro-correlati, (Work Related Musculo - Skeletal Disorders = WMSDs), sono aumentate in modo significativo, anche per un più diffuso meccanismo di riconoscimento delle patologie e dei rischi. Per questi ultimi però i pur numerosi modelli di valutazione non trovano un unanime riconoscimento. In questo studio viene presentata l’applicazione a 12 postazioni di lavoro a diverso livello di sovraccarico biomeccanico, di quattro metodi (Check list OCRA, OREGE, Strain Index, ACGIH). Il confronto, ha permesso di evidenziare una discordanza tra i metodi nelle situazioni a rischio intermedio, mentre per quelle a rischio assente o elevato i metodi forniscono dati sostanzialmente sovrapponibili. Nelle situazioni in cui la valutazione del rischio era concordante i metodi non erano in grado di evidenziare in modo univoco e ripetibile le singole componenti del rischio. Risulta pertanto utile una successiva valutazione analitica dei singoli fattori di rischio che concorrono a determinare il valore degli indici sintetici. Questi ultimi non dovrebbero essere pertanto considerati in grado di definire in modo inequivocabile componenti "accettabili" o "non accettabili" nel complesso dei fattori di rischio biomeccanico. ABSTRACT - In the last years notices of Work Related Musculo-Skeletal Disorders are significantly increased, for a much widespread mechanism of disease and risk identification. About the last, the methods of assessment, even if in great number, are not universally recognized. This study reports the application of four methods (Check list OCRA, OREGE, Strain Index, ACGIH) to evaluate 12 work emplacements at a different biomechanical overload level. The comparison revealed variability between the methods in situations of middle risk, while the methods substantially gave similar results in situations without any risk or with high risk. Methods could not reveal every component of the risk in a reproducible and univocal way also when the risk assessment was accordant. It is necessary a following analytical evaluation of each risk factor contributing to define the sintetic index. In the complex of biomechanical risk factors these ones might not be considered able to define unequivocally "accettable" or "not accettable" components. 1. Premessa |
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| 15/02/2005 |
RICERCA
E TRASFERIMENTO TECNOLOGICO: FIRMATO PROTOCOLLO D’INTESA FRA REGIONE LIGURIA,
CNR E UNIVERSITÀ DI GENOVA Nasceranno
a Savona e La Spezia due poli di eccellenza nelle tecnologie marine e nelle
tecnologie dell’energia e dell’ambiente Savona,
11 febbraio 2005. Individuare e
attivare nuovi strumenti di politica regionale, attraverso i quali promuovere la
crescita economica e competitiva delle imprese, incrementando la loro capacità
di innovazione intesa come creazione di valore, a partire dalla conoscenza.
Avviare la nascita di due Poli di eccellenza, a Savona e La Spezia, nelle
tecnologie marine e nelle tecnologie dell’energia e dell’ambiente. Questi,
in estrema sintesi, gli obiettivi del programma di “Azioni innovative della
regione Liguria”, per attuare il quale sono stati firmati oggi a Savona, nella
sede del Polo universitario, due importanti documenti: un protocollo
d’intesa fra il CNR, l’Università degli Studi di Genova e la Regione
Liguria e una convenzione fra il CNR e la Regione Liguria. La cerimonia è
avvenuta alla presenza del Presidente della Regione Liguria, Sandro Biasotti,
del Vice Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Guido
Possa, del Presidente del CNR, Fabio Pistella, del Rettore dell’Università di
Genova, Gaetano Bignardi e di Francesco Beltrame, Presidente del Comitato
tecnico scientifico del Fondo agevolazioni ricerca del MIUR. Il
protocollo d’intesa, che individua nel Consiglio Nazionale delle Ricerche il
soggetto capofila operativo per la realizzazione del Programma, sottolinea
come “la Regione Liguria abbia assunto l’innovazione e la ricerca a motore
della propria strategia di sviluppo, nella consapevolezza che favorire la
crescita, la promozione e la diffusione delle attività di ricerca equivale a
sostenere, in modo integrato e coordinato, oltre alla competitività e
all’innovazione delle imprese, la qualificazione e la professionalizzazione
delle risorse umane, l’ammodernamento dell’intera regione e il miglioramento
della qualità della vita” . Di
qui, la presentazione alla Commissione Europea – DG Regio, nell’ambito delle
Azioni Innovative del FESR 2000-2006, del “Programma Regionale di Azioni
Innovative”, focalizzato sul tema “Economia regionale fondata sulla
conoscenza e sull’innovazione tecnologica”, programma approvato dalla
Commissione nel dicembre 2003 e a fronte del quale è stato previsto, da
parte della Regione Liguria, un investimento totale di 7.900.000 Euro, di
cui 6.000.000 di finanziamento pubblico. “Vedo
con molto favore questa innovativa iniziativa (per tanti aspetti una prima
volta) – ha dichiarato il Viceministro dell’Istruzione, dell’Università e
della Ricerca, on. Guido Possa – perché da sempre la linea politica
fondamentale del mio Ministero è quella del sostegno allo sviluppo di tutte le
possibili sinergie tra centro nazionale e regioni, tra strutture di ricerca
pubbliche, Università e imprese private. E’ così che si fa fronte alle
impegnative sfide del processo di globalizzazione e alla sempre più impellente
esigenza di promozione della competitività tecnologica del nostro Paese”. Venendo
ai contenuti, nelle premesse al protocollo si sottolinea come “il settore
delle Scienze Tecnologiche sia rilevante per dimensione e per tasso di crescita
in due ambiti territoriali - La Spezia, relativamente alle tecnologie marine e
Savona relativamente ai temi dello sviluppo sostenibile (energia e
dell’ambiente)” – segnalando che “in tali ambiti le competenze di
ricerca scientifica e tecnologica pubbliche (CNR e Università di Genova) e
industriali liguri occupano un posto di grande rilievo a livello nazionale ed
internazionale”. A
tale scopo la Regione Liguria, il CNR e l’Università di Genova, dopo
un’attività di consultazione delle realtà istituzionali e scientifico -
imprenditoriali presenti sul territorio ligure, “concordano sulla
necessità di adottare una strategia condivisa per svolgere, nei
settori scientifici e tecnologici predetti, interventi e azioni mirate
al sostegno delle attività di ricerca, all’incentivazione della mobilità dei
ricercatori, sia a livello internazionale, sia a livello di scambi tra
mondo scientifico e imprenditoriale, all’efficace coinvolgimento di
tutti i soggetti che sono impegni nello sviluppo del territorio, per il
raggiungimento di tali obiettivi: Enti Locali, centri di Ricerca, Imprese,
Associazioni”. Tutto
ciò si traduce nell’esecuzione del Programma regionale di Azioni Innovative
con il coinvolgimento della regione Liguria, del CNR e dell’Università di
Genova, per la realizzazione, nel territorio spezzino e savonese, di due
Poli di eccellenza per le tecnologie marine (La Spezia) e per le
tecnologie applicate all’energia e l’ambiente (Savona), con
baricentro nei rispettivi Poli Universitari. Le
azioni previste per la realizzazione dei due Poli di eccellenza prevedono,
rispettivamente: a)
Il rafforzamento delle competenze scientifiche nell’area
di interesse, consentendo ai Poli di diventare centri di assoluta
eccellenza internazionale in settori ad alta intensità di innovazione
tecnologica; b)
Il potenziamento della rete di collaborazioni, che dovrà essere
agevole e flessibile; c)
L’impegno a favorire lo sviluppo di imprenditorialità,
derivante dall’innovazione tecnologica; d)
L’attrazione di aziende innovative nell’area di interesse,
allo scopo di promuovere investimenti in Liguria; e)
il potenziamento di un sistema integrativo volto alla
formazione di eccellenza per i diversi livelli professionali necessari allo
sviluppo dei campi di riferimento; f)
la promozione dello sviluppo dell’imprenditorialità tecnologica
nei comparti di riferimento, attraverso la realizzazione e il potenziamento di
iniziative dedicate alla nascita e alla crescita di nuove imprese ad alta
tecnologia; g)
l’accelerazione di iniziative volte a favorire la nascita e lo
sviluppo di nuove imprese nel distretto, anche attraverso spin- off accademici,
d’impresa, di ricerca. “E’
per me motivo di soddisfazione – ha dichiarato il Presidente del CNR, Fabio
Pistella – la scelta operata dalla Regione Liguria che esprime alta
considerazione nei confronti delle competenze della ricerca pubblica: un
patrimonio da valorizzare, mettendolo a disposizione di quanti abbiano a cuore
lo sviluppo del paese. In particolare, sia il protocollo fra Regione Liguria,
l’Università di Genova e il CNR, sia la convenzione fra la Regione Liguria e
il CNR, mettono in luce il riconoscimento all’Ente della disponibilità sia in
termini di struttura, sia di professionalità richieste per la realizzazione del
Programma, che sarà attuato anche attraverso il coinvolgimento di società
partecipate regionali e di partner pubblici e privati istituzionali coinvolti
nel partenariato dello stesso”. Il
Rettore dell’Università di Genova, Gaetano Bignardi, è intervenuto facendo
presente che: “Questa iniziativa si propone obiettivi ambiziosi che
coinvolgono uno scenario territoriale che abbraccia tutta la Liguria, anche se i
Centri di ricerca saranno allocati presso i Poli Universitari di Savona e di La
Spezia. Infatti, i temi di ricerca individuati saranno affrontati in stretta
collaborazione dall'Università, dal CNR e dalle grandi imprese liguri del
settore, con il compito di dar vita a nuove aziende e trasferire conoscenze e
innovazione tecnologica alle piccole e medie imprese, in ispecie a quelle
operanti nel territorio savonese e spezzino dove non poche sono in attesa di un
impulso innovativo. Un processo virtuoso che impegnerà tutti i ricercatori del
settore, i quali metteranno a disposizione conoscenze, esperienze e
apparecchiature al fine di raggiungere gli obiettivi comuni di ricerca e
innovazione e nel contempo contribuire alla formazione di giovani
ricercatori”. Per informazioni: Uffici
stampa: Per
la Regione Liguria: dott. MauroBoccaccio 335.7605659 Per
il CNR : dott.ssa Fabrizia Sernia 320.4328819- 06.49932604 - 3383 Per
l’Università di Genova: dott.ssa Simonetta Cartaregia 010.2099209 Per
il MIUR: dott. Andrea Lombardinilo 349.6534525 Fonte: CNR |
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| 15/02/2005 |
Serre
“spray” biodegradabili - Una
miscela di polisaccaridi derivati
da alghe, crostacei e residui dell’industria conserviera, che si
solidifica come una vernice, è stata messa a punto dal Progetto europeo LIFE
BIOCOAGRI, coordinato dall’Istituto di
chimica e tecnologia dei polimeri (Ictp) del Consiglio nazionale delle ricerche.
Servirà a coprire i terreni al
posto dei teloni neri non riciclabili. Una
spruzzata di polimeri naturali sul terreno sostituirà gli antiestetici teloni
di plastica nera usati per la pacciamatura, ossia per evitare che crescano erbe
infestanti. La soluzione acquosa messa
a punto dal progetto LIFE “BIOCOAGRI”,
coordinato da Mario Malinconico
dell’Istituto di chimica e tecnologia dei polimeri (Ictp) del Cnr, si
solidifica come uno strato di vernice sotto gli occhi dell’agricoltore e una
volta utilizzata, può essere rimossa tra le zolle, senza rischio di
inquinamento. Tale risultato verrà
illustrato nell’ambito della
Giornata Tecnologica: “Plasticoltura, innovazione e sostenibilità”,
organizzata dall’Associazione italiana di scienza e tecnologia delle
macromolecole, che si terrà a Bari, il 12 febbraio, nell’ambito della
Fiera del Levante. Al progetto, approvato dalla Comunità Europea nel
2003, partecipano l’Istituto di cibernetica “E. Caianiello” del Cnr, le
Università di Napoli, Bari e Osnabrueck
in Germania, la società svedese PSS
che produce film polimerici per la conservazione dei monumenti. “I
risultati” conclude Malinconico “stanno suscitando grande interesse:
attualmente abbiamo collaborazioni con le
industrie chimiche italiane-Novamont e Valagro,
società leader nel settore della produzione di alghe e derivati - e svedesi”.
Roma,
11 febbraio 2005 La
scheda Che
cosa: progetto Life "Biocoagri" Fonte: CNR |
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| 15/02/2005 |
Veicoli EURO4 - On line la guida del Ministero dell'Ambiente sui veicoli EURO4. continua >> (1 pagina in PDF) |
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