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11 FEBBRAIO 2005 |
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| 11/02/2005 |
Il rischio rumore a bordo dei pescherecci: alcune considerazioni sulla prevenzione e protezione degli esposti RIASSUNTO
- Con la recente emanazione di alcune disposizioni legislative e regolamentari, per la
sicurezza dei lavoratori marittimi a bordo delle navi da pesca, è
stato istituito l’obbligo della nomina, da parte
dell’Armatore, del Medico Competente, al quale spetta il compito di
effettuare la sorveglianza sanitaria, eseguendo accertamenti
preventivi e periodici per il giudizio di idoneità. Il lavoratore
marittimo, ed in particolare il pescatore, è stato sempre escluso
dall’essere oggetto di tutela dal punto di vista sanitario
occupazionale, mancano pertanto dati esaustivi sulle tecnopatie
professionali. Comunque numerosi studi epidemiologici condotti sui pescatori hanno riscontrato un’elevata prevalenza ed
incidenza di patologie professionali tra cui l’ipoacusia da
rumore. Vengono riportati alcuni dati di rilevamenti fonometrici eseguiti su sei motopescherecci con un equipaggio
inferiore a 6 (tabella minima di armamento) e operanti nel Medio Adriatico. I rilevamenti fonometrici sono stati
effettuati sia nella fase di pesca che di trasferimento, su cinque motopescherecci dotati di eliche a pale fisse, e
unicamente in fase di pesca sul motopeschereccio (n=1) dotato di
eliche a pale orientabili. Le zone di rilevamento sono state: ABSTRACT
- NOISE-RELATED OCCUPATIONAL RISK ABOARD FISHING VESSELS: CONSIDERATIONS ON PREVENTION AND THE PROTECTION OF
EXPOSED WORKERS
- Recent legislation regarding the safety of
workers aboard fishing vessels requires the appointment by ship
owners of a Reference Physician in charge of health surveillance, preventive inspections and related
tasks. As maritime workers, especially fishermen, have always been excluded from
legal protection of occupational health, there are no
exhaustive data on the incidence of their occupational disease. Several epidemiological studies of fishermen have evidenced a
high prevalence and incidence of occupational conditions,
among which noise-related hypoacousia. We report data of a phonometric survey conducted aboard six fishing vessels
carrying a crew of less than six fishing in the mid-Adriatic.
Measurements were performed during fishing and navigation aboard five
vessels fitted with a fixed-pitch propeller and during fishing
only aboard one vessel fitted with an controllable pitch propeller. Measurements were
conducted: Introduzione |
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| 11/02/2005 |
La sentenza della settimana: CADUTA DA UN TETTO IN ETERNIT E FORMAZIONE DEI LAVORATORI - ... essendosi verificata la necessità di oscurare con teli neri, per consentire l'effetto notte, un lucernario posto su un capannone attiguo, un dipendente, servendosi di una scala esterna, saliva sul tetto di tale capannone, costituito da pannelli in eternit, e, nel mentre era intento a collocare i teli di copertura, a causa dello sfondamento del tetto, precipitava a terra, dall'altezza di 5 metri, riportando lesioni gravissime che ne cagionavano il decesso tre giorni dopo. |
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| 11/02/2005 |
Sicurezza a scuola inagibili 830 edifici - ANNA MARIA ASPRONE Era diventato un tormentone per tutti: enti locali, autorità scolastiche e capi d’istituto: il 31 dicembre 2004. Per quella data i lavori per la messa in sicurezza degli edifici scolastici avrebbero dovuto essere ultimati. Perchè, in base alla normativa, tutti quegli istituti che, a fine anno, non risultavano adeguati alle normative previste dal governo per l’edilizia scolastica, sarebbero stati irrimediabilmente fuorilegge. E, a poco sono servite le corse contro il tempo. Inutili le convivenze tra studenti e muratori sui pianerottoli e a volte anche nelle aule degli istituti da adeguare alla temutissima legge. Anche per la Campania come per molte altre regioni non sono stati sufficienti quasi dieci anni per avere un scuola in regola, dai maniglioni antipanico alle uscite di emergenza. Così nell’ultimo scorcio d’anno si è tentato di correre ai ripari. Il 9 novembre 2004, infatti, con un decreto legge è arrivata la proroga: fino al 31 dicembre 2005 per ultimare la messa in sicurezza dei plessi. Terminati dunque gli affanni dei direttori scolastici? Non proprio, perche sia i termini che i beneficiari della proroga non sono stati del tutto chiari. Il dispositivo di legge, infatti in un primo momento stabiliva che i benefici della deroga dovevano essere accordati solo alle scuole che stavano utilizzando fondi ministeriali escludendo di fatto tutti gli altri istituti che stavano cercando di mettersi in regola grazie alle risorse stanziate dagli enti locali. Così a dicembre, in un incontro con il ministero, le regioni chiesero la deroga anche per gli istituti che utilizzavano fondi locali, poi approvata dal Governo. «Ma al momento - spiegano dalla direzione scolastica regionale - per la Regione Campania non c’è ancora ufficialmente una proroga. Ogni regione avrebbe dovuto presentare una richiesta motivandola e quella della Campania non è ancora arrivata». Resta comunque il problema enorme della messa in sicurezza degli edifici scolastici caratterizzato peri un decennio da impegni non mantenuti. «Il decreto- spiega Luigi Bifulco, segretario generale della Cisl scuola - ha solo spostato più avanti un problema drammatico. Perdere altro tempo sarebbe ingiustificabile ed inaccettabile. Ed i rischi per la salute degli operatori e degli studenti aumenterebbero. Non sono allarmista - dice ancora Bifulco - ma se si conoscono le cifre del disastro, si comprende in quale situazione ci troviamo». E a guardare i numeri non sembrano irragionevoli i dubbi della Cisl: 830 plessi scolastici, pari al 21% dei 4148 edifici utilizzati nella regione come scuole statali, sono «staticamente inagibili». E ancora: oltre i 2/3 delle strutture, non hanno il documento fondamentale a tutela della sicurezza del personale. Una percentuale che supera del 3% quella già rilevante, esistente a livello nazionale, che è del 64,53%. «Per superare le difficoltà - conclude Bifulco - degli enti locali a prevedere in bilancio risorse per le scuole, ho proposto alla Regione di varare una misura Por, cioè un programma operativo regionale, attingendo risorse dai fondi strutturali 2005-2006». Anche per il segretario della Cgil scuola Franco Buccino «in molte scuole non c’è sicurezza. Non sono a norma e non si spendono soldi per adeguamenti strutturali, ma non si rispettano neppure parametri per ridurre il rischio, come il numero di alunni per classe rispetto alla capienza delle aule e alla presenza di ostacoli. La responsabilità è degli enti locali e del governo che non mette un euro in Finanziaria per la sicurezza delle scuole e fa slittare i termini per mettersi in regola con la legge, ma non con la coscienza». Anche la Uil Scuola denuncia inadempienze che potrebbero avere serie conseguenze. «Molte scuole a Napoli sono ancora senza certificazione - spiega Luigi Panacea, segretario della Uil Scuola di Napoli - Le scadenze sono slittate e la proroga non risolve. Occorrono risorse per la messa in sicurezza. Necessita un impegno generale maggiore per la sicurezza nelle scuole che coinvolga tutti: dirigenti scolastici, Enti locali e governo per riattivare i finanziamenti destinati all’edilizia scolastica». |
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| 11/02/2005 |
Chi usa i telefonini guida come un anziano
- Se siete mai rimasti bloccati nel traffico dietro a un automobilista che stava
parlando al telefonino, allora i risultati di un nuovo studio dell'Università
dello Utah vi suoneranno
familiari: gli autisti giovani, quando parlano al cellulare, guidano come le
persone più anziane, muovendosi e reagendo più lentamente e aumentando il
rischio di un incidente. Data: 09/02/2005 |
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