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8 FEBBRAIO 2005

  

  

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08/02/2005

Un modello di valutazione psicologica del mobbing

RIASSUNTO - Il fenomeno "mobbing" è studiato scientificamente da circa 20 anni; in questo periodo i ricercatori hanno progressivamente elaborato e proposto spiegazioni sempre più complesse, evidenziando l’inadeguatezza di ipotesi monocausali. Nonostante i tentativi di definizione e approfondimento appare indispensabile condurre ulteriori indagini, soprattutto in una prospettiva di misurazione e quantificazione. Lo studio propone un modello di valutazione e una procedura per la quantificazione del mobbing e delle caratteristiche di personalità ad esso associate. Tale modello è stato sperimentato su una casistica ambulatoriale relativa a 29 soggetti (19 maschi, 10 femmine) che lamentavano una condizione di disagio lavorativo. Ponendo particolare attenzione all’anamnesi lavorativa e alle caratteristiche del contesto di lavoro, si è giunti a una psicodiagnosi (DSM IV-asse I) per 27 di essi: 14 casi di disturbo d’ansia generalizzato, 6 soggetti con disturbo depressivo, 1 disturbo distimico, 1 disturbo post-traumatico da stress, 2 casi di disturbo dell’adattamento, 3 soggetti con disturbo di personalità. Nonostante il numero di soggetti esaminati sia limitato, il modello proposto sembra poter essere utilizzabile nella pratica clinica.

ABSTRACT - The phenomenon "mobbing" has been studied scientifically for twenty years. In this period, researchers have elaborated progressively more complex explanations for it. Despite the attempts to examine mobbing closely, and to define it accurately, further investigation, aimed at quantifying the factors that characterize it, is still needed. This study proposes a method for assessing mobbing and the personality features linked to it. The model was tested on a sample of 29 outpatients (19 males, 10 females) asking medical assistance for work-related psycopathological problems. Focusing on the occupational history and work environment, a psychological diagnosis (DSM IV-axis I) was made for 27 of them: 14 cases of generalized anxiety disorder, 6 subjects with depressive disorder, 1 dysthymic disorder, 1 post-traumatic stress disorder, 2 cases of adaptation disorder, 3 patients with personality disorder. Although the number of the examined subjects is limited, the proposed model seems to be utilizable in the clinical practice.

1. Introduzione
Il fenomeno "mobbing", che probabilmente nelle sue componenti psico-sociologiche è sempre esistito, negli anni recenti ha assunto un rilievo particolare e ha attratto l’attenzione di numerosi ricercatori. Dai primi lavori pionieristici di Heinz Leymann (1, 2), considerato il "padre fondatore del mobbing" (3), si è assistito alla pubblicazione di un notevole numero di studi riguardanti tale fenomeno. Le evidenze empiriche provenienti da tali ricerche hanno progressivamente ampliato la conoscenza sul mobbing permettendo anche di rivedere le tesi sostenute da Leymann (4, 5). Altri ricercatori tendono infatti ad individuare, oltre alla qualità dell’ambiente di lavoro, altri possibili fattori che intervengono nell’insorgenza di tale fenomeno (6). Inoltre l’ipotesi di Leymann (4), secondo la quale le variabili relative alla personalità dei soggetti mobbizzati non sono da considerarsi come concause potenziali di mobbing, è stata oggetto di critica da parte di diversi autori; ad esempio Zapf (7) sostiene che tra le vittime di mobbing, esistono gruppi di persone con disturbi d’ansia e depressivi preesistenti; tali soggetti presentano deficienze nel comportamento sociale rispetto ai colleghi e ciò li rende più esposti al rischio di divenire vittime nel contesto lavorativo. Baron et al. (8) e Folger (9) hanno posto l’attenzione sul modello comportamentale di tipo A. Tale modello caratterizza individui che possiedono elevati livelli di irritabilità interpersonale e che percepiscono gli altri come ostacoli nel raggiungimento dei propri bisogni personali. Secondo gli autori, tali caratteristiche predispongono a problematiche e conflittualità nell’ambiente lavorativo e possono divenire una concausa di mobbing. Pertanto le caratteristiche relative alla personalità dei lavoratori, a differenza di quanto sostenuto da Leymann, devono essere considerate come fattori che intervengono nella genesi e nello sviluppo del processo del mobbing. In generale, l’ampliamento delle conoscenze sul mobbing ha reso sempre più evidente l’inadeguatezza di spiegazioni monocausali a favore di spiegazioni dove più fattori agiscono simultaneamente (7). Nell’insieme il mobbing oggi si configura come un fenomeno complesso nel quale si possono rintracciare una serie di variabili riferite all’organizzazione (ad es.: stile della leadership, cultura organizzativa, organizzazione del ... continua >>  (6 pagine in PDF)

 

 

08/02/2005

Giornata di studio: “Rischio idraulico-geologico in ambiente costiero. Ricerca scientifica e opere di prevenzione”

 

Si svolgerà domani, 9 febbraio, a Roma, presso  la Sala delle Conferenze  di Palazzo Marini, via del Pozzetto (Piazza San Silvestro), 158  

 

Il  Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, considerati i recenti drammatici eventi avvenuti nel Sud Est asiatico e la vulnerabilità mostrata in numerose occasioni dalle coste italiane,  promuove, di intesa con l’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica (Irpi) del Cnr, il Gruppo nazionale per la difesa dalle catastrofi idrogeologiche (Gndci) e il Comitato di parlamentari per l’innovazione tecnologica e lo sviluppo sostenibile (Copit),  una giornata di studio su: “Rischio idraulico-geologico in ambiente costiero. Ricerca scientifica e opere di prevenzione” che   si terrà a Roma,  il 9 febbraio, alle ore 9.30,  presso  la Sala delle Conferenze  di Palazzo Marini, via del Pozzetto (Piazza San Silvestro), 158.

I principali argomenti trattati ai quali il Consiglio nazionale delle ricerche, sia attraverso l’attività di propri organi sia coordinando la ricerca di Unità operative di molte università italiane e straniere, ha rivolto una notevole attenzione, saranno: l’erosione e l’instabilità dei versanti, gli allagamenti diretti e indiretti dovuti all’interazione del mare con le foci fluviali, la valutazione del rischio di mareggiate, la realizzazione di mappe di allagamento con determinata probabilità di accadimento, gli strumenti di previsione e le misure di prevenzione. La giornata di studio ha, inoltre,  lo scopo di presentare al Governo e alle forze  politiche un programma di azioni sia scientifiche sia legislative al fine di potenziare le attività accademiche e di ricerca per la difesa dal rischio idrogeologico del territorio italiano con particolare riferimento alla fascia costiera.

All’incontro interverranno, tra gli altri, l’On. Altero Matteoli, Ministro dell’Ambiente  e della Tutela del Territorio, Lucio Ubertini, direttore dell’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica (Irpi), Enrico Marchi, Accademia Nazionale dei Lincei, On. Mario Tassone, vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.  

 

Roma,  8 febbraio 2005

 

La scheda

Che cosa: giornata di studio: “Rischio idraulico-geologico in ambiente costiero: ricerca scientifica e opere di prevenzione”

Chi: Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica (Irpi) del Cnr, il Gruppo nazionale per la difesa dalle catastrofi idrogeologiche (Gndci) del Cnr, Comitato di parlamentari per l’innovazione tecnologica e lo sviluppo sostenibile (Copit). 

Quando: 9 febbraio ore 9,30

Dove: Roma, Sala delle Conferenze di Palazzo Marini, via del Pozzetto (Piazza San Silvestro), 158.

Per informazioni: prof. Lucio Ubertini, Istituto di ricerca  per la protezione idrogeologica (Irpi) del Cnr tel. 075/5014411-5014402, cell. 348/0826200  

Ufficio Stampa Cnr: Sandra Fiore, tel. 06/49933789-3383, sandra.fiore@ufficiostampa.cnr.it

 

Fonte: CNR

 

 

08/02/2005

Rischio industriale - Dall'ARPAV 'Informazione della popolazione sul rischio industriale'. continua >>  (19 pagine in PDF)

  

  

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