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7 FEBBRAIO 2005

  

  

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07/02/2005

L’inserimento lavorativo del soggetto portatore di pacemaker: problematiche sanitarie connesse con le interferenze di tipo elettromagnetico

RIASSUNTO
Un problema di attuale rilievo, soprattutto nell’opinione pubblica, è quello rappresentato dai potenziali effetti dei campi elettromagnetici conseguenti alla presenza ormai ubiquitaria in tutti gli ambienti di vita e di lavoro della società moderna di dispositivi elettronici che espongono l’uomo a radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti. Il problema assume un significato particolare e rilevante di fronte al reinserimento sociale e lavorativo dei soggetti cardiopatici portatori di pacemaker (PM) o defibrillatore impiantabile (DI). L’effetto prodotto da una interferenza di tipo elettromagnetico è quello di provocare malfunzionamenti temporanei o permanenti nei dispositivi elettronici. Nel caso di dispositivi medici critici dal cui corretto funzionamento dipende la vita del paziente (pacemaker e defibrillatori impiantabili) la sicurezza elettromagnetica assume un particolare significato. Le precauzioni normalmente messe in atto dai soggetti portatori di PM o DI sono in genere adeguate e sufficienti quando finalizzate alla protezione del paziente dalle interferenze potenzialmente presenti negli ambienti di vita; per la protezione nell’ambiente di lavoro non vengono spesso fornite informazioni adeguate, anche perché non sempre viene tempestivamente coinvolto il medico del lavoro. Il presente lavoro intende effettuare un approfondimento su un ambiente di lavoro specifico, l’officina di carpenteria con lavorazioni di saldatura, partendo dal caso di un soggetto portatore di PM che ha richiesto la consulenza del Medico Competente per valutare le eventuali problematiche connesse con il suo reinserimento lavorativo. Sono stati misurati i livelli di campo elettrico e magnetico prodotti dalle attrezzature presenti nell’ambiente di lavoro ed i valori rilevati sono stati confrontati con i dati della letteratura per valutare la possibilità di interazione con il corretto funzionamento di dispositivi elettronici impiantabili. Sulla base dell’esperienza in esame, sono stati individuati e presi in esame alcuni criteri di valutazione del rischio specifico utili per la definizione di protocolli operativi per l’inserimento lavorativo di soggetti portatori di pacemaker o defibrillatori impiantabili, anche in considerazione dell’attuale carenza di indicazioni o procedure specifiche per il Medico del Lavoro che si trova in prima persona ad affrontare il problema. I dati raccolti, nonché il confronto con la letteratura, evidenziano che le lavorazioni di saldatura possono essere attività a rischio per il portatore di PM in quanto risulta possibile il raggiungimento di livelli di campo che, in condizioni di laboratorio, per dispositivi particolarmente sensibili o regolati in maniera errata, si sono dimostrati a rischio.

RETURN TO WORK OF A PACEMAKER BEARING WORKER: THE RELATIONSHIP BETWEEN HEALTH PROBLEMS AND ELECTROMAGNETIC INTERFERENCES
The potential effects of electromagnetic fields is a problem that interest the public opinion, as the modern society expose all people to electromagnetic non ionizing radiations. The problem has a particular and important meaning facing the return to normal life and work conditions of a cardiopatic subject bearing a pacemaker (PM) or implantable cardioverter defibrillator (ICD). Electromagnetic interferences can produce temporary or permanent malfunctions in these devices. Checking for the absence of electromagnetic interferences is necessary considering that correct functioning of these medical devices is essential for the life of the bearer. Precautions normally adopted by these subjects are generally adequate to ensure protection from interferences present in life environment; for occupational environment, there is often lack of adequate information, also due to late involving of the doctor specialist in occupational health. This work intends to study in depth a specific job, a carpentry-workshop with welding activities, starting with a case of a PM bearer who asked a doctor specialist in occupational health to evaluate the problems involved in his return to work. Electric and magnetic fields produced by equipments present in the workshop were measured and compared to data supplied by the literature to evaluate the possibility of interactions in the normally functioning of implanted electronic devices. On the basis of our experience, we have found some criterions for specific risk assessement to adopt for the definition of operative protocols for return to work of PM or ICD carriers, also considering the lack of specific procedures and indications for the doctor specialist in occupational health. The collected information and data from the literature suggest that welding can be a risk for a subject with PM; as observed in experimental conditions, electromagnetic radiations can alter particular sensitive devices and those with uncorrected settings.

Introduzione
La conoscenza dei potenziali effetti sulla salute dell’uomo causati dall’esposizione a radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti rappresenta a tutt’oggi un problema oggetto di numerose ricerche, sia per la necessità di verificare ed eventualmente approfondire alcuni degli effetti descritti, sia per la notevole risonanza che il problema ha presso l’opinione pubblica, anche dietro la spinta dei media che tendono sempre più a focalizzare l’attenzione sugli effetti, spesso non accertati, che i campi stessi potrebbero avere sugli individui sani. Un problema di particolare rilievo nell’opinione pubblica è quello rappresentato dai potenziali effetti dei campi elettromagnetici conseguenti alla presenza ormai ubiquitaria in tutti gli ambienti di vita e di lavoro della società moderna di dispositivi elettronici che espongono l’uomo a radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti.
  continua >>  (7 pagine in PDF)

 

 

07/02/2005

LA VALUTAZIONE DEI RISCHI ED I PRINCIPALI TIPI DI RISCHIOI commi 1 e 2 dell’art. 4 del D. Lgs. 626/94 impongono al datore di lavoro di:
· valutare i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori presenti nell’attività di cui è responsabile,
· individuare i provvedimenti necessari per eliminare o ridurre per quanto possibile tali rischi,
· predisporre un programma per l’attuazione nel tempo di tali provvedimenti,
indicando tutto quanto sopra in un documento appositamente elaborato.

L’attività sopra indicata non è delegabile dal datore di lavoro, che può (e in parte deve) farsi aiutare da altri, ma rimane comunque il responsabile della valutazione e della programmazione degli interventi. Nel caso dei Capi di Istituto l’obbligo relativo all’attuazione degli interventi è limitato dal comma 12 dello stesso art. 4 del D. Lgs. 626/94 per quanto riguarda gli interventi strutturali e di manutenzione sugli edifici, che restano a carico dell’amministrazione proprietaria. E’ comunque il Capo di Istituto che deve valutare i rischi e richiedere all’amministrazione competente l’esecuzione degli interventi conseguentemente necessari. continua >>  

 

 

07/02/2005

Master universitario - Riportiamo il riferimento web al Master universitario 'Affidabilita', sicureza e manutenzione dei sistemi tecnologici complessi'. continua >> (15 pagine in PDF)

 

 

07/02/2005

Rischi chimici - Dalla Confartigianato della Marca Trevigiana un opuscoletto sul rischio chimico. continua >> (6 pagine in PDF)

 

 

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Le altre notizie del 7 febbraio 2005: Segnaletica di sicurezza - Atmosfere esplosive - Rumore negli ambienti di lavoro - Tutti i piu' importanti convegni, seminari e conferenze sulla sicurezza e salute sul lavorto che si terranno dal 14.02.2005 al 20.02.2005 e molto altro ancora ... 
  

 

   

                             
                             
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