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4 FEBBRAIO 2005 |
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| 04/02/2005 |
L’ATTIVITA’ DI VALUTAZIONE E GESTIONE DEL RISCHIO IN UN’AZIENDA OSPEDALIERA Introduzione. I dati italiani stimano 320.000 persone ogni anno in Italia vittime di errori in Ospedale, 12.000 cause tra penali e civili intentate da pazienti, 413 milioni di Euro i risarcimenti pagati dalle Assicurazioni (1999-2000). Obiettivo. Per l’importanza del problema, a livello dell’ASO S. Giovanni Battista di Torino si è creata una specifica struttura con il compito di valutare e gestire il rischio sanitario in Ospedale. Metodologia. La struttura ha identificato e categorizzato i rischi in cui possono incorrere gli utenti, basandosi su alcune pubblicazioni rilevanti (To err is human: Building a safer health system; 2000, The National Academy of Sciences e altri riferimenti bibliografici internazionali). Con uno studio retrospettivo sono quindi stati valutati gli errori sanitari dal 2000 al 2002 assumendo come fonti: l’Ufficio Legale (cause civili e penali), il Patrimonio (richieste risarcimento), l’URP (segnalazioni). indipendentemente dal fatto che sia seguita una attività risarcitoria. Risultati. Nel periodo sono stati segnalati 319 casi. In 17 casi (5,4%) si trattava di un errore diagnostico, in 15 casi (4,6%) si trattava di infezioni contratte in ospedale, in 95 casi di eventi avversi legati a deficit tecnico-strutturale, di vigilanza, di trasporto (30%), in 192 casi di un problema legato al trattamento (60%) . Di questi 144 casi si riferivano ad errore nel corso di procedura (45%) e 47 casi nel corso di somministrazione di terapia (15%). In 96 casi si trattava di una miscellanea pari al 30% del totale. All’interno dei 144 casi collegati all’esecuzione di procedure, si sono focalizzati i casi più propriamente collegati con la permanenza del Paziente in sala operatoria. In 6 casi si aveva una lesione da elettrobisturi , pari al 4,1% del sottogruppo. In 11 casi si trattava di una lesione da nervosa da postura sul tavolo operatorio, pari al 7,6% dei casi. In 46 casi si trattava di avulsioni dentali in corso di intubazione OT (31,9%), 4 casi invece erano corpi estranei dimenticati nel corpo del paziente durante una procedura chirurgica (2,7% del sottogruppo). Molti di questi eventi sfavorevoli sono di tipo organizzativo per cui sono stati creati gruppi di lavoro (Direzione Sanitaria, Clinici, Dirigenti Infermieristici) per la stesura di procedure condivise con gli operatori. E’ attivo ad esempio un Gruppo di Lavoro per i corpi estranei dimenticati in cavità del corpo durante interventi operatori, che ha prodotto una procedura e formulato una check list dei ferri chirurgici da compilare pre e post intervento. E’ stato poi istituito un gruppo di lavoro che basandosi sui principi della Evidence Based Medicine, ha strutturato percorsi terapeutici validati, accettati ed applicati per le patologie più gravi e frequenti in Azienda. Molta importanza si è poi data alla compilazione della cartella clinica e alla stesura della documentazione di dimissione, per trasformare questi documenti da pure formalità a mezzi utili per la comunicazione tra i vari attori nella cura del paziente. E’ stata avviata una accurata analisi del contenzioso con i pazienti sin dalla fase della segnalazione alla Direzione Generale, Sanitaria o all’Ufficio Relazioni col Pubblico. Le segnalazioni che riferiscono supposti errori medici, deficit di assistenza, di comunicazione, di organizzazione vengono attentamente esaminate dal Risk Manager, che richiede chiarimenti agli operatori interessati e ai responsabili di Struttura Complessa, rivede documentazione clinica, studia attentamente il caso e propone al Direttore Generale una risposta agli utenti. In alcuni casi più complessi viene convocata una Commissione Tecnica appositamente deliberata, per una risposta concordata, che viene poi presentata al Direttore Generale per una approvazione definitiva. In casi particolari vengono interessati il Medico Legale, la Struttura Complessa Patrimonio e/o la SC Legale. Negli ultimi otto mesi sono state formulate 22 risposte ad utenti, e per il momento in nessuno dei casi è stato successivamente formalizzato un procedimento legale. Inoltre ulteriori sei casi sono stati risolti con colloqui diretti con l’utente. Conclusioni Il problema degli eventi sfavorevoli si è dimostrato di notevole importanza a livello della nostra Azenda. Stiamo diffondendo con metodi informativi e formativi a livello degli operatori una cultura di "voluntary reporting", senza implicazioni di colpevolizazzione, in modo tale che ogni operatore possa riferire ad una apposita Commissione Aziendale gli eventi avversi generali, quelli prevedibili e quelle situazione di rischio presunto o di "quasi errore", che sono spesso alla base delle più gravi e frequenti criticità conclamate. M. Rapellino,
I.M.Raciti, M.C.Azzolina, A.Scarmozzino, R.Durando*, E.Guglielmi, R.Arione, P.Panarisi |
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| 04/02/2005 |
La sentenza della settimana: CADUTA DALLA GRU - In questa sentenza la Suprema Corte - Sezione penale - ha ritenuto dimostrato il nesso di causalità tra l'omesso controllo e la morte di un lavoratore che, nella cabina di guida di una gru, non adeguata dal punto di vista della sicurezza, era uscito dalla cabina precipitando nel vuoto. |
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| 04/02/2005 |
IMPORTAZIONI DI PRODOTTI CONTRAFFATTI E NON SICURI:IL RUOLO DELL'AGENZIA DELLE DOGANE A TUTELA DI CONSUMATORI E AZIENDE - SOLO LA COLLABORAZIONE TRA TUTTI GLI ATTORI PUÒ DARE RISULTATI EFFICACI Milano, 20
gennaio 2005 - L'importazione di prodotti contraffatti e non conformi alle
norme è uno degli ostacoli che maggiormente rallentano lo sviluppo di un
mercato competitivo ed efficiente. Nei settori di competenza di Federazione
ANIE, ovvero le apparecchiature elettriche ed elettroniche, il fenomeno della
contraffazione assume un'importanza ancor maggiore, perché si lega
indissolubilmente al fatto che può comportare rischi evidenti per clienti e
utilizzatori. Per contrastare
il fenomeno, un ruolo fondamentale è svolto dall'Agenzia delle Dogane che, in
collaborazione con tutti gli attori della filiera, promuove metodologie attive
di controllo delle importazioni, per combattere una pratica lesiva e
controproducente. Nel periodo compreso tra gennaio e settembre 2004 sono stati
sequestrati in Italia oltre 650.000 pezzi di materiale elettrico, rispetto ai
150.000 del 2003 e i 139.000 circa dell'anno precedente (fonte: Agenzia delle
Dogane). Per discutere del
problema e illustrare agli operatori il ruolo dell'autorità doganale, l'ANIE
(Federazione Nazionale Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche, aderente a
Confindustria), in collaborazione con l'Agenzia delle Dogane e con l'IMQ
(Istituto Italiano del Marchio di Qualità) ha organizzato il convegno sul tema
"Come fare cosa per tutelare la tua azienda ed il consumatore dalle
importazioni di prodotti contraffatti e non sicuri: il ruolo dell'Agenzia delle
Dogane", presso la sede IMQ a Milano. Durante
l'incontro, i Relatori dell'Agenzia delle Dogane hanno illustrato il nuovo
circuito di tutela doganale, che stabilisce procedure integrate basate
sull'utilizzo estensivo delle tecnologie telematiche (banche dati e sistemi
web-based di raccolta e circolazione delle informazioni) al fine di contrastare
con maggiore efficacia il fenomeno. L'intervento coordinato dell'Agenzia delle
Dogane, in ottemperanza del nuovo Regolamento CE di applicazione del 1 luglio
2004, ha previsto tra le altre misure l'attivazione di una banca dati
multimediale, in funzione dal luglio 2004 e alimentata dalle richieste di tutela
presentate dai titolari dei diritti di proprietà intellettuale. Il sistema,
illustrato in modo approfondito ai partecipanti al Convegno, consente di
riconoscere i prodotti originali, individuare quelli contraffatti e le strategie
di frode, alimentando automaticamente la banca dati e acquisendo in tal modo
conoscenze sempre maggiori. La
loro diffusione tramite un sofisticato sistema di codifica delle informazioni
collegate automaticamente alle dichiarazioni doganali, grazie all'accumulo di
informazioni conseguenti alle richieste di intervento da parte degli utenti,
permette al sistema di apprendere in modo progressivo, migliorando l'efficienza
dell'intero circuito. L'associazione dei dati che collegano tipologie di
prodotto, paese di importazione, dogana di valico e regione di destinazione
consente di tracciare percorsi e informazioni relative ai flussi doganali, nonché
di intervenire selettivamente nei controlli, aumentando l'efficacia dei vari
interventi. Il successo delle
operazioni si basa anche in questo caso sulla collaborazione tra Autorità
doganale e operatori del mercato (produttori e distributori) ed è proprio tale
collaborazione ad essere stata auspicata negli interventi di tutti i Relatori. "La
contraffazione uccide il mercato ? ha dichiarato l'ing. Gian Francesco
Imperiali, Presidente di Federazione ANIE. Lottare contro questo fenomeno è una
delle nostre priorità, ma vincere è impossibile se a farlo si è soli. Per
questo la strada più volte sottolineata da ANIE è la collaborazione con tutti
gli enti e i soggetti preposti, e nessuno meglio dell'Agenzia delle Dogane ci può
fornire un contributo concreto in tal senso". "IMQ
- aggiunge l'ing. Giorgio Scanavacca, presidente IMQ - grazie ai differenti
accordi conclusi con l'Agenzia delle Dogane, il MAP e la Camera di Commercio di
Milano offre un supporto tecnico, in termini di competenza e know-how, ai
soggetti preposti alla sorveglianza del mercato ed è disponibile a partecipare
a tutte le iniziative che contribuiscono a migliorare la lotta ai prodotti non
conformi e contraffatti". Per
l'Agenzia delle Dogane, gli interventi sono stati curati da: Giuseppe Peleggi,
Dirigente di Vertice dell'Agenzia delle Dogane su "Andamento delle
importazioni nel settore elettrico: evoluzione e prospettive", Roberto
Tugnoli e Antonio Romano Per ulteriori informazioni: Federazione ANIE
Comunicazione e Immagine IMQ-Istituto
Italiano del Marchio di Qualità Agenzia delle
Dogane Comunicazione e Relazioni Esterne |
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| 04/02/2005 |
SALUTE -
Sono 65 le sostanze tossiche scovate nel sangue di un campione di 18 Vip: il 59%
dei 111 principi chimici ricercati. Tutti i soggetti sottoposti al test promosso
dal Wwf sono contaminati da metalli pesanti. E nel 94,4% dei casi da Pcb,
probabili cancerogeni per l'uomo. Per l'associazione serve un nuovo regolamento
sulla chimica a livello europeo |
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- Mobbing - Regolamento per il rappresentante dei lavoratori - Tutti gli
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