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02/02/2005
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18 mesi di
tempo per la transizione alla nuova ISO 14001:2004 - Sono stati ormai resi
noti tutti i dettagli sui 18 mesi di tempo a disposizione delle aziende che
hanno attuato un sistema di gestione ambientale conforme alla prima edizione del
1996 della norma ISO 14001 e che devono ora effettuare la transizione alla nuova
versione del 2004.
Il periodo di transizione è decorso a partire dal il 15 novembre 2004, data
nella quale è stata pubblicata la nuova edizione della norma (resa disponibile
a gennaio nella versione bilingue italiano/inglese come UNI
EN ISO 14001:2004) e durerà sino al 15 maggio 2006.
Dopo tale data solo i certificati rilasciati sulla base della norma ISO
14001:2004 saranno riconosciuti dai membri dell’International Accreditation
Forum (IAF), l’associazione internazionale che rappresenta gli enti di
accreditamento di circa 44 paesi, istituiti per verificare le competenze degli
organismi di certificazione. I certificati rilasciati da organismi di
certificazione accreditati vengono infatti percepiti dal mercato come più
affidabili rispetto a quelli rilasciati da organismi non accreditati. IAF ha
quindi messo a punto il documento guida “IAF Transition Plan for Accredited
EMS Certification from ISO 14001:1996 to ISO 14001:2004” che è stato messo
a disposizione sul sito UNI in formato pdf. “Esorto tutte le imprese ad
iniziare quanto prima ad attuare la nuova versione della ISO 14001 in modo da
beneficiare di quelli che sono i suoi vantaggi: un linguaggio reso ancora più
comprensibile, la chiarezza degli obiettivi e l’accresciuta compatibilità con
la norma ISO 9001:2000 sui sistemi di gestione per la qualità che molte imprese
hanno già implementato” ha dichiarato il segretario generale ISO Alain Bryden
il quale ha inoltre sottolineato che “Non occorre essere certificati per
ottenere i benefici che l’attuazione della norma può portare, come ad esempio
il miglioramento continuo delle prestazioni ambientali; nonostante ciò più di
66000 imprese di tutto il mondo hanno scelto di avere il proprio sistema di
gestione ambientale certificato da un organismo indipendente e sebbene l’ISO
non si occupi né di certificazione né di accreditamento noi tutti naturalmente
auspichiamo una facile transizione dalle vecchie alle nuove certificazioni”. IAF
stima che 18 mesi di tempo siano un periodo sufficiente per il passaggio alla
nuova ISO 14001:2004 anche rapportandolo ai tre anni che erano stati considerati
necessari quando ci fu il passaggio alla ISO 9001:2000. Infatti le innovazioni
introdotte dalla nuova ISO 14001 sono decisamente meno impegnative rispetto a
quelle della nuova norma sui sistemi di gestione per la qualità che prevedeva
cambiamenti più importanti come -ad esempio- l’introduzione dell’approccio
per processi.
I principali punti del Piano di transizione alla ISO 14001:2004 -messo a punto
da IAF- si possono così riassumere:
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Per sei mesi
a partire dalla data di pubblicazione della norma (15 novembre 2004) spetta
agli organismi di certificazione e ai loro clienti concordare se gli audit
debbano essere fatti in accordo all’edizione del 1996 o a quella del 2004.
Questo riguarda l’intero ciclo di verifiche: iniziali e di sorveglianza.
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Dopo sei mesi
dalla data di la pubblicazione della norma (15 novembre 2004) tutte le
verifiche dovranno essere effettuate sulla base della nuova ISO 14001:2004.
-
Le eventuali
non conformità ai requisiti della ISO 14001:2004 dovranno essere segnalate
alle imprese certificate sulla base della precedente versione della norma ma
non potranno influire negativamente sulle certificazioni esistenti sino alla
fine dei 18 mesi necessari alla transizione.
-
Le
certificazioni rilasciate sulla base della ISO 14001:1996 saranno rinnovate
come certificazioni ISO 14001:2004 solo nel momento in cui il sistema di
gestione ambientale al quale si riferiscono sia stato valutato conforme alla
nuova versione della norma.
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18 mesi dopo
la pubblicazione della ISO 14001:2004 (cioè dal 15 maggio 2006) ogni
certificazione esistente alla ISO 14001:1996 -rilasciata da un membro IAF-
non sarà più considerata valida. Le non conformità ancora esistenti a
quel punto diverranno attive e renderanno non valido il certificato stesso.
Per informazioni:
UNI, Comparto Impresa e Società
e-mail: servizi@uni.com
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02/02/2005
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Nuova UNI EN
ISO 5349, una "mano" contro le vibrazioni - L'esposizione
alle vibrazioni meccaniche provenienti da macchine operatrici può influenzare
il comfort, l'efficienza lavorativa e, in determinate circostanze, la salute e
la sicurezza delle persone. Le macchine vibranti o i pezzi sottoposti a
lavorazione possono trasmettere alle mani e alle braccia degli operatori
vibrazioni intense. Ciò si verifica, per esempio, quando una persona utilizza
macchine pneumatiche, elettriche, idrauliche o a combustione interna, quali le
motoseghe, la macchine a percussione o le smerigliatrici. A seconda del tipo e
del luogo di lavoro, le vibrazioni possono interessare un solo braccio, o
entrambe le braccia contemporaneamente e possono essere trasmesse dalla mano e
dal braccio alla spalla. La vibrazione di parti del corpo e le vibrazioni
percepite sono spesso causa di malessere e probabilmente di riduzione del
rendimento. È stato dimostrato che l'uso continuo e abituale di macchine
vibranti è collegato a diversi tipi di disturbi vascolari e neurologici e di
lesioni a carico delle ossa, delle articolazioni, dei muscoli o dei tessuti
connettivi della mano e dell'avambraccio. Non si conoscono con precisione i
livelli di esposizione alle vibrazioni necessari a determinare questi disturbi,
né per quanto riguarda l'intensità e il contenuto spettrale delle vibrazioni né
per quanto riguarda la durata giornaliera e complessiva dell'esposizione. Da
sempre l’argomento è stato trattato e sviluppato in ambito UNI dalla
Commissione Vibrazioni ma solo ultimamente, prima con la “direttiva
Macchine” e recentemente con la nuova Direttiva 2002/44/CE, l’aspetto delle
vibrazioni è emerso in termini più espliciti.
Benché la materia risulti assai complessa, un aiuto ci viene offerto dalle due
nuove norme UNI EN ISO, pubblicate lo scorso dicembre, e precisamente:
UNI EN ISO 5349-1:2004 Vibrazioni meccaniche - Misurazione e valutazione
dell'esposizione dell'uomo alle vibrazioni trasmesse alla mano - Parte 1:
Requisiti generali.
UNI EN ISO 5349-2:2004 Vibrazioni meccaniche - Misurazione e valutazione
dell'esposizione dell'uomo alle vibrazioni trasmesse alla mano - Parte 2: Guida
pratica per la misurazione al posto di lavoro
La parte 1
specifica i requisiti generali per la misurazione e la registrazione
dell'esposizione alle vibrazioni trasmesse alla mano su tre assi ortogonali.
Inoltre essa definisce la ponderazione della frequenza e filtri di limitazione
di banda per consentire un confronto uniforme delle misurazioni. I valori così
ottenuti possono essere utilizzati per prevedere effetti avversi della
vibrazione trasmessa alla mano sull'intervallo di frequenza coperto dalle bande
di ottava da 8 Hz a 1000 Hz.
Questa parte 1 si applica a vibrazioni periodiche e a vibrazioni casuali o
aperiodiche. Provvisoriamente, essa potrebbe essere applicata all'eccitazione di
tipo a urto ripetuto (impatto).

La
parte 2 fornisce una guida alla misurazione e alla valutazione delle vibrazioni
trasmesse alla mano sul posto di lavoro in conformità alla UNI EN ISO 5349 1.
In particolare essa descrive le precauzioni da prendere per effettuare
misurazioni rappresentative delle vibrazioni e per determinare l'esposizione
giornaliera a ciascuna operazione per calcolare il valore complessivo di
vibrazione riferita a un periodo di 8 h secondo il principio dell’uguaglianza
energetica (esposizione giornaliera alla vibrazione).
Inoltre essa fornisce i mezzi per determinare le operazioni pertinenti che
dovrebbero essere prese in considerazione quando si determina l'esposizione alle
vibrazioni. La valutazione dell'esposizione alle vibrazioni può essere
suddivisa in un numero di fasi distinte:
-
identificazione
di una serie di operazioni discrete che compongono la sequenza delle attività
lavorative normali del soggetto;
-
selezione
delle operazioni da misurare;
-
misurazione
del valore efficace di accelerazione per ciascuna operazione selezionata;
-
valutazione
del tipico periodo di esposizione giornaliera per ciascuna operazione
identificata;
-
calcolo del
valore totale di vibrazione riferita a un periodo di 8 h, secondo il
principio dell’uguaglianza energetica (esposizione giornaliera alle
vibrazioni).
La norma UNI EN
ISO 5349 si applica a tutte le situazioni nelle quali le persone sono esposte
alle vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio da macchine portatili o
condotta a mano, manufatti in lavorazione vibranti, o dispositivo di comando di
macchine mobili o fisse.
La norma, nel suo insieme, offre una guida per la valutazione dell'esposizione
alla vibrazione trasmessa alla mano, specificata in termini di accelerazione
ponderata in frequenza e in termini di esposizione giornalieri. Non definisce
limiti di sicurezza di esposizione alla vibrazione.
La guida fornita dalla UNI EN ISO 5349 è derivata dai dati quantitativi
limitati resi disponibili dalla sperimentazione sia pratica sia di laboratorio
concernente la risposta umana alle vibrazioni trasmesse alla mano, e alle
informazioni limitate riguardanti le condizioni di esposizione correnti. È
pertanto difficile proporre un metodo esaustivo di valutazione dell'esposizione
alle vibrazioni. Tuttavia, l'uso delle informazioni fornite nella UNI EN SO 5349
dovrebbe proteggere la maggioranza dei lavoratori da seri problemi di salute
associati con le vibrazioni trasmesse alle mani.
La strumentazione da utilizzare per le misure effettuate in conformità alla UNI
EN ISO 5349 è pienamente specificata nella UNI
ENV 28041 Risposta degli individui alle vibrazioni. Strumenti di misurazione.
Per informazioni
tecniche:
UNI, Roberto Bottio
Comparto Meccanica
e-mail: meccanica@uni.com
Per informazioni
commerciali:
UNI, Settore Diffusione
Tel. 02 70024200 - Fax 02 70105992
e-mail: diffusione@uni.com
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02/02/2005
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Gestione dei
veicoli fuori uso: partono i lavori del gruppo UNI - Sta
per prendere il via l'attività del nuovo gruppo di lavoro (GL13) sulla
“Gestione dei veicoli fuori uso (secondo la Direttiva 2000/53/EC)”
recentemente costituito in seno alla Commissione Ambiente dell'UNI.
Il coordinamento del gruppo è stato affidato a Claudio A. Dozio di ARPA
Lombardia, principale fautore della richiesta di costituzione del GL unitamente
a FISE Assoambiente. L’avvio
dell’attività normativa prevede inizialmente la realizzazione di linee guida
applicative per le attività di autodemolizione finalizzate al recupero ed al
riciclaggio, nel quadro definito dalla Direttiva europea 2000/53/EC.
La prima riunione si terrà giovedì 24 febbraio 2005 dalle ore 10,00 alle ore
13,30 presso le sale riunioni dell’UNI in via Battistotti Sassi, 11 b -
Milano. Gli eventuali
interessati a partecipare alla riunione -e successivamente ad aderire al gruppo
di lavoro- possono contattare la Segreteria UNI della Commissione Ambiente
Per informazioni:
UNI, Alessandra Negri
Comparto Impresa e Società
e-mail:
servizi@uni.com
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