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31/01/2005
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Immunoprofilassi
per alcune patologie trasmesse da zecche
Le patologie
vettore-trasmesse, in particolare quelle veicolate dalle zecche,
negli ultimi anni hanno assunto rilevanza sempre crescente, sia a causa
dei cambiamenti verificatisi negli habitat naturali, sia per i progressi nel
campo delle metodologie che hanno consentito diagnosi più accurate delle
forme morbose. In tutto il mondo sono conosciute oltre 800 specie
di zecche, otto delle quali riconosciute come serbatoi e vettori di microrganismi
patogeni. In Italia sono presenti zecche appartenenti alla famiglia
delle Ixodidae (zecche dure) e delle Argasidae (zecche molli). L’habitat
preferito è caratterizzato da vegetazione erbosa ed arbustiva, con
microclima preferibilmente fresco ed umido, anche se non è raro il loro
riscontro in aree con clima decisamente caldo ed asciutto e vegetazione più
rada.
Il D.Lgs 626/94, relativamente alla tutela dei lavoratori esposti a rischio da
agenti biologici, ribadisce l’importanza della vaccinazione quale misura
preventiva per i soggetti suscettibili. Due circolari del Ministero della
Salute normano le misure di prevenzione nei confronti di malattie trasmesse
da zecche. In particolare nella Circolare 13 luglio 2000, n.10,
le misure di profilassi vengono suddivise in:
– profilassi comportamentale: basata sulla informazione e sulla educazione sanitaria
della popolazione generale e delle categorie professionali potenzialmente
più esposte al rischio di punture da zecche;
– profilassi ambientale: basata sul controllo del numero delle zecche nelle
aree residenziali (rimozione di foglie secche, sterpaglie e cataste di
legna intorno alle case, potatura di alberi e siepi, pulizia di prati e
sentieri) e disinfestazioni su larga scala (non sempre fattibili per ragioni
pratiche e per il possibile impatto ambientale negativo);
– profilassi specifica: vaccinazione.
In Italia le patologie infettive trasmesse da zecca che presentano rilevanza epidemiologica
includono la malattia di Lyme, la febbre bottonosa del
Mediterraneo, la febbre ricorrente da zecche, la tularemia e la meningoencefalite
da zecche (TBE). Nella presente relazione verranno dati
alcuni cenni sui vaccini contro la malattia di Lyme e contro la
meningoencefalite da zecche. La
malattia di Lyme è causata dalla spirocheta Borrelia burgdorferi (Bb).
Fermo restando che, nella grande maggioranza dei casi, l’infezione è
clinicamente inapparente e ad evoluzione benigna e che la prevenzione basata
su profilassi comportamentale ed ambientale risultano determinanti, negli
USA è stato messo a punto, sperimentato ed approvato un vaccino (LYMErix - SmithKline Beecham
Pharmaceuticals). È basato sulla
proteina di superficie OspA (rOspA) derivata da Bb sensu stricto, espressa
in E. coli. Il vaccino agisce attraverso un meccanismo di azione basato
sulla impossibilità da parte della zecca di trasmettere l’infezione. Inizialmente
Bb si stabilisce nell’intestino del vettore ed esprime primariamente la
proteina OspA. Allorché la zecca inizia un pasto di sangue, la spirocheta
mostra diminuzione dell’espressione di OspA e migra nelle ghiandole
salivari, da dove viene trasmessa all’ospite. Quando un ospite immunizzato
viene morso da una zecca infetta, gli anticorpi anti-rOspA vengono
ingeriti dal vettore e concentrati nell’intestino, dove sarebbero in
grado di uccidere il patogeno prima che venga trasmesso all’ospite. La schedula
vaccinale approvata dalla FDA prevede la somministrazione di 3
dosi IM ai tempi 0, 1 e 12 mesi. Gli anticorpi decadono rapidamente dopo la
3a dose e non sono in grado di fornire protezione per più di 1 o 2 anni.
Nel 1999 la ACIP (Advisory Committee on Immunization Practices) americana
ha emanato raccomandazioni riguardo all’uso del vaccino LYMErix.
In sintesi la vaccinazione è da prendere in considerazione per coloro
che, avendo una età compresa tra 15 e 70 anni risiedono, lavorano, frequentano
o viaggiano in aree ad alto o moderato rischio di infezione. La
decisione di somministrare il vaccino dovrebbe essere presa sulla
base della valutazione del rischio individuale, che dipende dalla probabilità di
essere punto dalla zecca infetta, e dell’attività della persona, considerata
a rischio se esposta frequentemente e a lungo ad habitat infestati da
zecche. Permangono tuttavia delle perplessità sul ruolo della vaccinazione in
lavoratori che operano in ambienti esterni. La non applicabilità del
vaccino americano alla realtà europea deriva dal fatto che, sebbene Bb
sensu stricto sia presente anche in Europa, le genospecie dominanti sono
altre. Infatti per fornire protezione contro genospecie multiple sono
in fase di studio vaccini basati su combinazioni di proteine immunogeniche. La
meningoencefalite da zecche (TBE) è causata da un arbovirus appartenente
al genere flavivirus. Oltre alla profilassi comportamentale è
possibile attuare una immunoprofilassi specifica. Il vaccino, attualmente non
commercializzato in Italia, è a base di virus coltivati su cellule
embrionali di pollo, inattivati con formalina. Il ciclo vaccinale prevede
la sommnistrazione IM di 3 dosi ai tempi 0, 1-3 mesi, 9-12 mesi,
con richiami a cadenza triennale. A seguito di segnalazione di effetti avversi
è stato proposto, in sede europea, di formulare raccomandazioni quali
la somministrazione in bambini di età superiore a 4 anni, l’impiego
di mezza dose per la prima dose del ciclo vaccinale negli adulti
e per tutto il ciclo vaccinale nei bambini, nonché l’attenta valutazione delle
effettive indicazioni alla vaccinazione. Alla luce di quanto riportato
è ovvio che, anche in presenza di immunizzazione, gli esposti
dovrebbero continuare ad attuare una corretta profilassi comportamentale.
Bibliografia
Circolare Ministero della Salute 10 luglio 1995, n. 19. Misure di
prevenzione nei confronti di malattie trasmesse da artropodi: Malattia di Lyme;
Encefalite da zecche.
Circolare Ministero della Salute del 13 luglio 2000, n. 10. Malattie trasmesse
da zecche: cenni di epidemiologia - misure di prevenzione Cristofolini A et al.
Le zoonosi trasmesse da zecche nei lavoratori forestali (Tick-borne encephalitis
e Lyme Borreliosis): risultati preliminari.
Med Lav 1993; 84, 394-402
Centers for Disease Control and Prevention. Recommendations for the use of Lyme
disease vaccine: recommendations of the Advisory Committee on Immunization
Practices (ACIP).
Onrust SV et al. Adjuvanted Lyme disease vaccine. A review of its use in the
management of Lyme disease. Drugs 2000; 59: 281-299.
N. Vonesch, B.
Papaleo, A. Pera, M.C. D’Ovidio, M.A. De Rosa, S. Signorini, P. Tomao
ISPESL - Dipartimento Medicina del Lavoro
Fonte: G Ital Med Lav Erg 2003; 25:4 POSTER
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31/01/2005
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Sostenibilità:primi
risultati della sinergia Canada-Bolzano - Al via in Italia il
primo edificio realizzato con pareti isolate in cemento armato.
22/12/2004 – La
collaborazione tra la società canadese Living Tech Inc., Provincia e Comune di
Bolzano e la realtà imprenditoriale locale per uno scambio tecnologico in
materia di risparmio energetico porta ad un primo importante risultato: la
realizzazione delle fondazioni del nuovo palazzo di proprietà del Comune di
Bolzano, destinato ad alloggi protetti per anziani, con annesso centro diurno.
Si tratta del primo esito concreto della sinergia Canada-Italia, resa possibile
dalla struttura organizzativa della Living Tech Inc e finalizzata a rendere
disponibili in Italia tecnologie, prodotti e sistemi canadesi per la
realizzazione di edifici ad alta efficienza energetica, acustica e sismica.
Iniziativa che fornisce un servizio utile a professionisti ed imprenditori che
intendano avvicinarsi al programma Casa Clima per il risparmio energetico e la
tutela dell’ambiente. Valutare, ad esempio, come e con quali sistemi in un
paese come il Canada i costruttori possano raggiungere in modo semplice alti
standard di efficienza energetica, acustica e sismica, sempre nel rispetto
dell’ambiente e della qualità della vita dell’utente finale.
Questa prima esperienza consiste nell’utilizzare un sistema canadese -
denominato ICF (Insulated Concrete Form) - per l’elevazione di pareti isolate
in cemento armato. Il Sistema ICF, selezionato dalla Living Tech, costituisce
attualmente la tecnologia più premiata e riconosciuta in Nord America. In
Canada è stato utilizzato per la realizzazione della casa più efficiente dal
punto di vista energetico e della qualità vita-aria dell’utente finale.
Il lavoro sarà realizzato dalla società Alois Rabensteiner di Villandro (BZ),
nota impresa della provincia di Bolzano, mentre il progetto delle strutture e
della sicurezza sono dell’ingegner Letzner che curerà anche la direzione
lavori ed il coordinamento della sicurezza in fase esecutiva. Il progetto
architettonico è dell’architetto Arno Hofer di Bolzano. La Living Tech fornirà
il materiale ed invierà a Bolzano un tecnico specializzato che coordinerà e
supervisionerà l’installazione. Saranno inoltre presenti durante questa fase
anche il signor Claudio De Sanctis, Presidente di Living Tech Inc. e il signor
Leone Cantini, Responsabile di Living Tech Italia.
Per quanto riguarda il centro diurno la struttura verrà gestita molto
probablimente dall’Azienda Servizi Sociali di Bolzano – A.S.S.B, e dal
Comune per quanto riguarda invece l’assegnazione degli alloggi.
L’ultimazione dei lavori complessivi è prevista per fine aprile 2006, mentre
la realizzazione dei muri con il Sistema ICF Canadese è prevista entro febbraio
2005.
Per ulteriori informazioni contattare Leone Cantini (Living Tech Italia) al 335
6761683, oppure via e-mail all’indirizzo livingtechitaly@sympatico.ca.
Fonte. Edilportale
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