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14/12/2004
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Patologia e
possibile relazione con l’occupazione in un gruppo di
orchestrali
Introduzione
In Italia vi è una carenza di dati epidemiologici riguardanti l’attività
professionale dei musicisti, in
quanto spesso non sottoposti a sorveglianza sanitaria. Data
la complessità dei movimenti eseguiti nel corso dell’esecuzione strumentale, essi
rappresentano una popolazione di lavoratori a rischio di "Cumulative
Trauma Disorders", i cui fattori predisponenti sono non solo i movimenti
ripetitivi, rapidi e precisi dell’arto superiore, ma anche le condizioni disergonomiche
legate all’utilizzo degli strumenti (1-3). Particolare rilievo deve essere dato
inoltre al rumore, in quanto il suono degli strumenti costituisce
per i musicisti un rischio specifico che deve essere valutato nell’ambito della prevenzione
del danno uditivo (4). Scopo del presente lavoro è
rilevare la presenza delle patologie muscolo-scheletriche dell’arto superiore, nonché le
affezioni uditive, respiratorie e cardiovascolari in un gruppo di strumentisti
professionisti di un’orchestra di un Ente lirico palermitano.
Materiali e
Metodi
Lo studio è
stato condotto utilizzando i dati ottenuti dalle visite periodiche effettuate
nell’ambito dell’attività ordinaria di sorveglianza sanitaria svolta sui
dipendenti di un importante Ente Lirico di Palermo: i soggetti valutati sono
stati i 116 componenti dell’orchestra. I lavoratori sono
stati sottoposti, a partire dal 1998, ad anamnesi, ad esame obiettivo ed ad
elettrocardiogramma, spirometria ed audiometria tonale liminare. La
casistica raccolta e distinta per le diverse mansioni è stata suddivisa per sesso, età,
consumo di sigarette. I 116 orchestrali da noi visitati erano 97 di sesso
maschile (età media 41 anni, DS 9) e 19 di sesso femminile (età media 39
anni, DS 10). Tra gli uomini vi erano 40 fumatori (1 fumatore di pipa, 26 di
oltre 20 sigarette al dì, 13 di circa 10). Gli ex fumatori erano 24. Tra le donne vi
erano invece 3 fumatrici di circa 10 sigarette al dì e 2 ex fumatrici. Oltre
alle patologie specifiche derivanti dall’esercizio professionale sono state
valutate patologie comuni quali ipertensione o cardiovasculopatie, per raffrontare
la loro prevalenza con quella della popolazione generale.
Risultati,
Considerazioni e Conclusioni
I soggetti
esaminati sono stati ulteriormente suddivisi in relazione allo strumento suonato
in 4 gruppi: archi, legni, ottoni e percussioni. Dai dati ricavati dalle
anamnesi si sono rilevati affezioni a carico dell’apparato osteoarticolare soltanto nel
gruppo degli archi, più precisamente per quanto riguarda l’arto
superiore. La sintomatologia soggettiva riferita comprendeva oltre il dolore all’arto
superiore anche astenia e spasmi muscolari, limitazioni articolari cui
spesso si associavano parestesie (5-6). All’esame obiettivo di tutti i
soggetti di sesso maschile
sono stati riscontrati 19 casi di sovrappeso. L’obiettività cardiologica
evidenziava in 10 musicisti un’impurità sistolica puntale da ascrivere
a prolasso della mitrale. Tra le patologie non attinenti l’esercizio della
professione l’affezione più
rappresentata è stata l’ipertensione arteriosa in 11 soggetti di
sesso maschile, di cui 6 fumatori di 20 sigarette al giorno. Ciò che
ha destato maggiore interesse, perché verosimilmente correlabile con l’attività lavorativa, è
stata la presenza di diverse limitazioni funzionali delle articolazioni. In particolare
citiamo il caso di una violista con epicondilite al gomito dx (diagnosi Rx),
di 3 violinisti che presentavano rispettivamente una tumefazione a
livello dell’articolazione interfalangea del I dito della mano dx, una severa
ipostenia ai muscoli della mano dx ed infine una tumefazione latero - cervicale sn con
segni di rubor. Inoltre vanno considerati i casi di 1 violista con
limitazione alla flessione del collo, di 1 maestro d’orchestra con limitazione ai
movimenti di rotazione della spalla sn ed ipotrofia all’arto superiore omolaterale e di
1 contrabbassista con modesta limitazione alla flessione del I e V dito
della mano sn. In genere i soggetti con maggiori disturbi sono gli strumentisti
con maggiore numero di anni di pratica dello strumento musicale.
È quindi evidente l’importanza del fattore età lavorativa (1). Alla luce degli
accertamenti sanitari effettuati è possibile affermare che si è riscontrato un
significativo numero di "cumulative trauma disorders" a carico dell’arto superiore, in
quanto disturbi di tale natura sono stati obiettivati in 7 orchestrali ed
erano presenti anche all’anamnesi anche remota. Le alterazioni elettrocardiografiche
riscontrate, riguardano 17 soggetti esclusivamente di sesso maschile e
non sono correlabili al tipo di attività lavorativa svolto in quanto trattasi
di alterazioni sovrapponibili percentualmente a quanto si riscontra nella popolazione
generale. Per quanto riguarda la patologia uditiva, la
valutazione dell’esposizione professionale al rumore si è resa difficoltosa dalla
discontinuità dell’emissione sonora (4). Dagli esami audiometrici realizzati sono stati
riscontrati diversi deficit uditivi in 3 donne e 16 uomini che sicuramente
possiamo considerare, se non causati, condizionati dalla frequente esposizione a
livelli di rumorosità superiori a quelli della popolazione generale. Anche
gli esami spirometrici eseguiti hanno evidenziato in entrambi i sessi patologie
ostruttive, restrittive e miste, che non sono state però nella maggior parte dei
casi correlate con il tipo di lavoro svolto. Infatti soltanto in 2 soggetti, 1
fagottista e 1 clarinettista, poteva configurarsi il nesso di causalità con
l’attività lavorativa svolta. Negli altri soggetti, sia di sesso maschile che
femminile, non esposti professionalmente a noxae per l’apparato respiratorio, si
rinveniva all’anamnesi il consumo di sigarette e patologie allergiche di
tipo asmatico, condizioni che possono influenzare l’instaurarsi di quadri
spirometrici sovrapponibili a quelli da noi obiettivati. Dai
dati emersi nello studio è nostra opinione sia necessario nell’attività ordinaria di
sorveglianza sanitaria valutare in sede di visita preassuntiva lo stato
di salute precedente all’esposizione lavorativa, nonché età, sesso,
suscettibilità individuale,
assunzione di tabacco ed inoltre malattie cardiovascolari, respiratorie,
neurologiche e infine pregressi eventi traumatizzanti, al fine di non
esporre persone particolarmente suscettibili a danni successivi.
Bibliografia
1) Cappellaro F,
Mocellini A, Marioni L, Rapa A, Bolzanino A, Polizzi S,
Matta P, Cassina T, Scansetti G. I disturbi muscolo-scheletrici dell’arto
superiore negli strumentisti professionisti italiani: indagine conoscitiva. Atti
del 58° Congresso nazionale SIMLII, Bologna 1995; Volume I, pp
91-99.
2) Graziano G,
Grieco B, Menegozzo M. Malattie da posizioni di lavoro. In Casula D e
coll: Medicina del Lavoro. Monduzzi Editore, II edizione, Bologna 1996; pp
723-729.
3) Missere M,
Lodi B, Bonfiglioli R, Violante FS, Gherardi G. Patologia muscolo-tendinea
di origine professionale dell’arto superiore. Federazione Medica
4, 1995; pp 35-39.
4) Atzeri S, Vacca L. Esposizione al rumore di professori d’orchestra. Atti del 59°
Congresso nazionale SIMLII, 1996; pp 866-871.
5) Margiotta L,
Fregonara C, Bonfiglioli R, Missere M, Gherardi G, Raffi GB.
La patologia professionale dell’arto superiore. Gli orchestrali del Teatro
comunale di Bologna: descrizione di 3 casi clinici. Atti del 58° Congresso
nazionale SIMLII, Bologna 1995; Volume II, pp 481-484.
6) Dupuis M.
Pathologies of musculo-skeletal system in musicians. In Union Med Can,
Nov-Dec 1993; 122 (6): pp 432-436.
Autori: A.
Provenzani, M.G. Verso, G. Lacca, G. Sorce, C. D’Agostino, S. Piazza, D.
Picciotto
Istituto di Medicina del Lavoro e Preventiva "G. Fradà", Università
degli Studi di Palermo
Fonte: G Ital Med Lav Erg 2003; 25:4 POSTER
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