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30/09/2004
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Valutazione
della depressione in lavoratori esposti a basse dosi di
Stirene
Introduzione
Lo Stirene o vinilbenzene è un liquido oleoso, incolore, con un
caratteristico odore pungente
aromatico, polimerizza facilmente in presenza d’ossigeno.
L’assorbimento avviene sia per via inalatoria, sotto forma di
vapore 45-85%, che per via cutanea. L’assorbimento per via respiratoria è
influenzato dal carico di lavoro e provoca alterazioni della ventilazione polmonare
e della portata cardiaca. Nel sistema microsomiale epatocellulare
avviene la biotrasformazione con formazione di 7,8 stirene ossido.
Circa il 90% della dose assorbita è eliminata attraverso l’emuntorio renale
sotto forma di acido mandelico e acido fenilgliossidico, il
3% viene eliminato per via aerea, la frazione metabolizzata ad acido ippurico
è del tutto trascurabile. Lo stirene, grazie alla sua liposolubilità, può
interagire con lo strato lipidico delle membrane cellulari e pertanto presenta
uno spiccato tropismo per i tessuti ricchi di lipidi, tra cui il Sistema Nervoso
Centrale (SNC). L’effetto dello stirene sul SNC è rappresentato da
alterazioni neurologiche precedute dalla comparsa di disturbi sfumati,
quali irritabilità, fatica, modificazioni del comportamento e
depressione intesa come riduzione della vivacità e della mobilità emotivo-affettiva.
Nel presente studio è stata
valutata la depressione in un gruppo di lavoratori esposti
a basse dosi di stirene.
Materiali e
Metodi
Il campione in studio era costituito da 20 soggetti di sesso maschile, addetti
alla produzione di tubi in vetroresina di una ditta della provincia di
Siracusa, con età media di 36,1 (range 26-48 anni) e anzianità lavorativa media
di 7,1 anni. Il gruppo di controllo era rappresentato da 20 lavoratori di
sesso maschile, comparabile per età al gruppo in studio, che operavano
in una ditta metalmeccanica della stessa aerea geografica e non
erano esposti a stirene o ad altre sostanze tossiche. A tutti i soggetti in
studio è stata somministrata la scala di Hamilton per la valutazione della depressione.
L’Hamilton Depression Scale comprende 21 items con un punteggio
per ogni item da: 0 (assente) 1 (lieve) 2 (moderato) 3 (grave) a 4
(molto grave). Un punteggio totale superiore a 18 è un limite comune nei
protocolli della ricerca richiesto a pazienti con depressione maggiore. Questa
scala per la valutazione della depressione è principalmente utilizzata a
scopo di ricerca. È stata
inoltre effettuata un’indagine ambientale per determinare l’esposizione media
ponderale TWA e TLV con campionamenti ambientali in
reparti ad alto rischio di esposizione a stirene.
Risultati
Un gruppo di 9 soggetti (45%) su 20 del campione sperimentale ha presentato
punteggi significativi per sintomatologia depressiva; contro il 35%
(7 soggetti su 20) del gruppo di controllo. L’indagine ambientale ha evidenziato
dei valori di esposizione a stirene inferiori al TLV. Alcune postazioni lavorative,
come la zona "taglia spruzzi" hanno fatto registrare valori
pari ad 1/3 del valore TLV.
Discussione e
Conclusioni
Nel presente studio si è valutata l’associazione tra bassa esposizione a
stirene ed insorgenza di disturbi depressivi. I soggetti esposti a basse dosi
di stirene, hanno presentato una sintomatologia depressiva con una frequenza
maggiore rispetto al gruppo di controllo. I
disturbi depressivi evidenziati nei lavoratori, secondo i criteri del DSM-IV
(Manuale statistico e diagnostico dei disturbi mentali), possono essere considerati
come forme medie di depressione, che normalmente rimangono latenti.
In conclusione, la prolungata esposizione occupazionale a basse dosi
di stirene può determinare neurotossicità che si manifesta precocemente con
sintomatologia depressiva. La presenza di sintomi depressivi anche nel
gruppo di controllo indica tuttavia che altri fattori, quali turnazione e
routine lavorativa, possono influire sulla comparsa dei disturbi depressivi.
Bibliografia
Barale R. The genetic toxicology of styrene and styrene oxide. Mutat Res 1991;
257:107-126.
Mutti A, Mazzucchi A, Rustichelli P, Frigeri G, Arfini G, Franchini I.
Exposure-effect and exposure-response relationships between occupational exposure
to styrene and neuropsychological functions. Am J Ind Med 1984; 275-286.
Nasterlack M, Triebig G. Increase in neuropsychiatric symptoms after
occupational exposure to low levels of styrene. Occup Environ Med 1994;
286-287.
Autore: C.
Fenga (1), A. Cacciola (1), G. Spatari (1), B. Trombetta (1), M. Cantio (1), C.
Mangiafico (2), E. Micali (1)
1 Sezione di Medicina del Lavoro, Dipartimento di Medicina Sociale del
Territorio, Università degli Studi di Messina
2 Servizio di Medicina del Lavoro AUSL, Siracusa
Fonte: G Ital Med Lav Erg 2003; 25:4 POSTER
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30/09/2004
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Una scuola su tre è ancora a rischio crolli di intonaco - Crolli di
intonaco all’interno e all’esterno di varia entità in una scuola su tre,
assenza di certificazioni (di agibilità statica, igienico-sanitaria e di
prevenzione incendi) in una scuola su due, rappresentano i principali fattori
che rendono insicure le scuole italiane. Ma anche mancanza di adeguata
segnalazione per le vie di fuga e la presenza di estintori e presenza di
barriere architettoniche all’ingresso principale di una scuola su quattro.
Questi i dati che emergono dall’ indagine Impararesicuri presentata oggi a
Roma dalla Scuola di cittadinanza attiva, la rete di Cittadinanzattiva che si
occupa di scuola e politiche della formazione. L’indagine ha riguardato 200
edifici scolastici di 14 Regioni e 20 Province: continua
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30/09/2004
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Avviate le
istruttorie formali riguardanti il black-out del 28 settembre 2003
- L'Autorità per l'energia elettrica e il gas, come già annunciato al termine
dell'indagine
conoscitiva (117 pagine
in PDF) riguardante il black-out del 28 settembre 2003 e pubblicata lo scorso 9
giugno, ha avviato le conseguenti istruttorie formali al fine di effettuare
approfondimenti ed accertamenti circa eventuali responsabilità di operatori del
sistema elettrico nazionale. Le procedure delle istruttorie formali forniscono
ai soggetti interessati le più ampie garanzie per l'illustrazione e la
motivazione dei propri comportamenti. La delibera
di avvio delle istruttorie è disponibile sul sito www.autorita.energia.it
L'avvio delle istruttorie tiene conto del Rapporto della Commissione di indagine
istituita dal Ministero delle Attività produttive e si basa sulle conclusioni
dell'indagine conoscitiva condotta dagli uffici dell'Autorità, che hanno
riguardato sia l'origine del black-out, dovuta a disservizi verificatisi in
territorio svizzero, sia la diffusione dell'interruzione del servizio elettrico
al territorio nazionale e la dinamica del ripristino del servizio stesso.
Gli ulteriori elementi sulla dinamica dell'accaduto e sui comportamenti negativi
o anche positivi degli operatori che saranno ricavati dallo svolgimento delle
istruttorie formali avviate contribuiranno anche all'identificazione di
eventuali iniziative, oltre a quelle già assunte dal Ministero delle Attività
produttive, dal Parlamento, dagli operatori e dall'Autorità stessa, a favore
del progressivo sviluppo del sistema elettrico nazionale. Analogamente potrà
essere ulteriormente migliorato il quadro normativo riguardante le connessioni
internazionali e le modalità dell’interscambio italo-svizzero.
Fonte:
Autorita' per l'Energia Elettrica e il Gas.
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30/09/2004
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Ripartizione
del Fondo per il diritto al lavoro dei disabili -
E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 227 del 27 settembre 2004 il
decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali concernente
"Ripartizione del Fondo nazionale per il diritto al lavoro dei disabili, ai
sensi dell'art. 13, comma 4, della legge 12 marzo 1999, n. 68". Vai
al Dossier >>
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30/09/2004
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Salute
Sicurezza Ambiente 2003 - Riportiamo il riferimento web al rapporto 'Salute Sicurezza Ambiente
2003' dell'Italgas. Vai
al Documento >> (44 pagine in PDF)
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30/09/2004
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Organizzazione
d'impresa e sicurezza - Dalla Regione Piemonte segnaliamo il seguente questionario
per il Direttore del Personale (16 pagine in PDF).
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30/09/2004
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Gestione del
rischio in ospedale Risk
management: il modello secondo
il d.lgs. 626/94
- Segnaliamo l'articolo Gestione del rischio in ospedale. Vai
all'articolo >>
(8 pagine in PDF).
Fonte:
Edilpro.it
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30/09/2004
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Progetto flepy:
sul sito apat il kit del materiale didattico -
[27/09/04]
Flepy è un progetto di educazione ambientale che si
rivolge ai bambini dai 3 ai 7 anni per accrescere, con una forma ed un
linguaggio adatto all’età, la loro conoscenza delle problematiche ambientali
dell’acqua e dell’aria: nel suo ambito è stato realizzato materiale
didattico multimediale
Approfondimento:
Consulta
il materiale
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30/09/2004
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Impianti
elettrici nei locali ad uso medico. Direttive Europee ATEX - AIAS e CEI
organizzano il giorno 1 Ottobre 2004 il convegno "Impianti elettrici nei
locali ad uso medico. Direttive Europee ATEX. La classificazione dei luoghi con
pericolo di esplosione. Impianti elettrici: rischi connessi e requisiti di
sicurezza. Sistemi bus negli edifici."
La manifestazione si svolgerà presso l'Aula Magna dell'Università della
Calabria, località Arcavacata - Rende, Cosenza dalle 9.00 alle 18.00.
La locandina all'indirizzo
http://www.aias-sicurezza.it/docs/grp147/01_10_04_convegno_CEI.pdf
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30/09/2004
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BANDI PER
l'INFORMAZIONE, la FORMAZIONE E l'EDUCAZIONE AMBIENTALE 2004 -
[13/09/04]
In tutte le province toscane sono aperti i bandi per la
presentazione di progetti di informazione, formazione ed educazione ambientale.
Per informazioni: settore
Educazione ambientale. La scadenza è fissata al 30 settembre prossimo
Approfondimento:
Bandi
e referenti delle province
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30/09/2004
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Emilia-Romagna:
contributi regionali per lo sviluppo di sistemi integrati di gestione - Nell'ambito
del Programma regionale triennale per le attività produttive 2003-2005, la
Regione Emilia-Romagna ha approvato le modalità e i criteri per l'attuazione
degli interventi previsti dalla Misura 2.1 Azione A "Progetti per lo
sviluppo di sistemi integrati di gestione" e per la concessione dei
relativi contributi. In
pratica sono finanziabili "i progetti finalizzati a perseguire un
significativo miglioramento della gestione aziendale nell'ottica di realizzare
un sistema integrato di gestione aziendale e un sistema di gestione evoluto
della qualità". Sono in
particolare ammessi al contributo i progetti che contemplano iniziative di
sviluppo di sistemi integrati di gestione per almeno due degli aspetti Qualità,
Sicurezza, Ambiente in conformità alle norme di riferimento e ai regolamenti
vigenti (Qualità - norma UNI EN ISO 9001:2000, Sicurezza - serie BS 8800 oppure
OHSAS 18001, Ambiente - norma UNI EN ISO 14001:1996 oppure Regolamento EMAS). L'iniziativa
è rivolta alle PMI che hanno sede legale ed operativa nel territorio della
Regione Emilia-Romagna e che operano nei principali settori di attività
economica. Il contributo
regionale a finanziamento dei progetti proposti verrà concesso fino ad un
massimo del 40% della spesa ritenuta ammissibile per la realizzazione dei
progetti stessi. Il contributo in ogni caso non potrà superare la somma
complessiva di € 100.000,00. Le
domande, complete dei relativi allegati, dovranno essere inviate entro il
termine del 30 settembre 2004, esclusivamente a mezzo raccomandata con ricevuta
di ritorno al seguente indirizzo:
Regione
Emilia-Romagna
Direzione Attività Produttive, Sviluppo economico e Piano telematico
Servizio Politiche Industriali
Viale Aldo Moro, 44
40127 Bologna
Tutte le
informazioni e la modulistica relative al bando sono disponibili sul sito
internet regionale all’indirizzo www.ermesimprese.it.
Per eventuali informazioni telefoniche è inoltre possibile chiamare i seguenti
numeri: 800.662200 / 051-6396323 / 051-6396322.
E’ infine possibile rivolgersi al seguente indirizzo e mail: imprese@regione.emilia-romagna.it
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30/09/2004
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Agevolazioni
fiscali per le Onlus di ricerca
- Le
prevede una risoluzione del Ministero delle Finanze
-
Agenzia
delle Entrate 123/04
Previsti
benefici fiscali per le attività connesse a quelle
di ricerca scientifica
Una risoluzione dell'Agenzia delle Entrate del 22 settembre ha stabilito che
spettano agevolazioni fiscali alle Organizzazioni non a scopo di lucro (Onlus)
che svolgono una attività in qualche modo connessa a
quella di ricerca scientifica. Il documento, redatto in
risposta ad un quesito che aveva interpellato l'organo ministeriale, specifica
che, per beneficiare delle agevolazioni, l'attività delle Onlus
deve essere svolta in stretta connessione con quella istituzionale, al fine di
ampliare il patrimonio di conoscenze scientifiche e migliorare le metodologie
terapeutiche, con conseguente divulgazione dei risultati presso la comunità
scientifica.
AGENZIA
DELLE ENTRATE
Risoluzione n. 123 del 22.09.2004
Oggetto: Istanza di interpello. Fondazione (Omissis)
- Onlus - Attività di ricerca scientifica di
particolare interesse sociale. Art. 10, comma 1, lettera a)
n. 11), del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460 - DPR 20 marzo 2003, n.
135
Fonte:
Italiapuntodoc
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''L'ANGOLO DELLA SICUREZZA
ALIMENTARE'' ''FOOD
SAFETY'S CORNER''
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30/09/2004
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Botulino, se lo conosci lo
eviti - La bella stagione ci ha abituati ad assaporare una molteplice quantità
di frutta e ortaggi freschi. Che diventano una vera prelibatezza quando
riusciamo a conservarli in casa e a gustarli fuori stagione. Tale operazione
però va fatta con attenzione, perché un succulento boccone potrebbe
nascondere un’insidia letale. Gli alimenti conservati, quali frutta e
ortaggi, insaccati e pesce, se non trattati in modo adeguato, diventano
l’habitat ideale per lo sviluppo della tossina botulinica prodotta dalle
spore del batterio sporigeno anaerobio (che vive in assenza di ossigeno)
‘Clostridium botulinum’. “Tale microrganismo”, spiega Filomena
Nazzaro dell’Istituto di scienze dell’alimentazione (Isa) del Cnr,
“diventa pericoloso quando si trova in un alimento mal conservato: in tali
condizioni, le spore possono germinare e dare origine alla pericolosa
esotossina, responsabile di disturbi a carico dell’apparato neuromuscolare
che possono portare al decesso”.
I primi sintomi di avvelenamento sono sudorazione, vomito, diarrea,
mal di testa, vertigini, visione annebbiata e difficoltà del linguaggio. A
questi poi subentrano disturbi gravissimi nella deglutizione e nella
respirazione. Come fare dunque per conservare in casa gli alimenti in
maniera corretta? “Il ‘Clostridium’”, continua Nazzaro, “è molto
sensibile al pH dell'alimento, cioè al suo valore di acidità: quindi, per
quanto riguarda le marmellate, confetture e gelatine è indispensabile che
la quantità di zucchero aggiunta sia pari almeno al 35% (350 gr/kg) del
composto. Anche aceto e limone hanno un’efficace azione inibitoria perché
servono a portare i valori di pH al di sotto del 4,5, soglia del
pericolo”.
Converrà dunque bollire gli ortaggi prima in una soluzione di aceto e acqua
per poi metterli sott’olio. La stessa funzione è assolta dal sale, usato
per i capperi, olive, insaccati, acciughe, le cui dosi dovrebbero (ma questo
dipende dal prodotto) rispondere almeno al 10% della concentrazione. Un
altro passaggio importante consiste nella scelta dei contenitori. Si
raccomandano barattoli sterilizzati o lavati con accuratezza e coperchi
nuovi che assicurino una chiusura ermetica. Una volta riempiti, i barattoli
andrebbero sterilizzati a vapore, ad una temperatura di 121°, per 15
minuti, oppure a bagnomaria e portati ad ebollizione per molto più tempo,
dipendendo questo dalle dimensioni del contenitore “Dopo tutto questo
lavoro, attenzione alle confezioni che presentano rigonfiamenti”,
raccomanda l’esperta Cnr, “si tratta di indizi della presenza di gas
sviluppata dal batterio e di una sterilizzazione insufficiente” .
Sandra Fiore
Fonte: Filomena Nazzaro, Istituto di scienze
dell’alimentazione di Avellino, tel. 0825/299381, e-mail: mena@isa.cnr.it
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30/09/2004
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La frutta autunnale? Un cocktail di salute
- Minerali, vitamine, fibre, antiossidanti, e tanto gusto. È il salutare
cocktail racchiuso nella frutta autunnale, preziosa alleata, insieme agli
altri vegetali, nel contrastare l’invecchiamento e nella prevenzione di
diverse malattie, come arteriosclerosi e infarto. Ma attenzione, avvertono gli
esperti, non in tutti i frutti sono presenti gli stessi elementi. Per questo
la parola d’ordine è varietà.
“Per prevenire il rischio di malattie cardiache e cronico-degenerative”,
spiega Piergiorgio Pietta, dell’Istituto di tecnologie biomediche del Cnr di
Milano, "bisogna consumare regolarmente un insieme di vegetali,
preferibilmente di stagione. “La mela ad esempio”, prosegue Pietta “ha
proprietà nutrizionali interessanti: non contiene grassi né colesterolo né
sodio; è ricca di pectina, fibra che abbassa il colesterolo e contiene
polifenoli antiossidanti, cioè antiradicali liberi. Manca però di altri
micronutrienti importanti, come le vitamine C, E ed A, l’acido folico, e i
carotenoidi”.
Ricco invece di carotenoidi è il kaki: originario del Nord America e
dell'Asia, considerato frutto nazionale in Giappone, il kaki sembra sia
proprio un vero concentrato di benessere. Oltre ai già citati carotenoidi,
fondamentali per la funzione visiva, l'esotico frutto presenta un altissimo
contenuto di fibra, polifenoli e potassio. “Il contenuto di fibra nel
kaki”, osserva Pietta, “è più alto che nella mela e rallenta
l'assorbimento intestinale dei grassi, colesterolo e glucosio. I polifenoli,
oltre a essere più abbondanti nel kaki, hanno anche un potere antiossidante
decisamente maggiore rispetto a quello di altri frutti, e l’alto contenuto
di potassio aiuta infine la funzione cardiaca”.
Se vogliamo invece fare il pieno di vitamina C, oltre ovviamente a mangiare la
classica arancia, possiamo deliziarci con il melograno, da sempre simbolo di
prosperità, e noto sin dal tempo degli antichi romani come valido antitodo
per vari disturbi. E oggi gli studiosi confermano le proprietà benefiche di
questo frutto. “Il succo di melograno”, commenta Pietta, “ha una capacità
antiossidante tre volte maggiore di quella del vino rosso e del tè e offre
protezione nei confronti dei disturbi cardio-vascolari. Inoltre ha anche una
funzione chemiopreventiva nei confronti dei tumori ormono-dipendenti ”.
Insomma, tante valide ragioni per gustare queste bontà autunnali!
Cecilia Migali
Fonte: Piergiorgio Pietta, Istituto di tecnologie biomediche del
CNR di Milano, tel. 02 26422725 e-mail: piergiorgio.pietta@itb.cnr.it
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30/09/2004
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Ascorbato: La scienza della Vitamina
C
http://www.laleva.org/it/2004/07/ascorbato_la_scienza_della_vitamina_c.html
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30/09/2004
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INDIA: I PESTICIDI CAUSANO RITARDI
MENTALI NEI BAMBINI
http://www.laleva.org/it/2004/07/_india_i_pesticidi_causano_ritardi_mentali_nei_bambini.html
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30/09/2004
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MICOTOSSINE
E QUALITA' DEL FRUMENTO - Syngenta
Crop Protection e SIS (Società Italiana Sementi), hanno organizzato un
interessante incontro per martedì 5 ottobre dal titolo "Problematica
micotossine e qualità del frumento".
I lavori si svolgeranno presso la sede della SIS, in via Mirandola 5 a San
Lazzaro di Savena (BO), a partire dalle ore 9.
Nel corso della giornata verranno presentati e discussi i risultati sperimentali
ottenuti nell'ambito del progetto triennale, iniziato con l'incontro di Monte
del Re nell'ottobre 2001, in cui sono stati studiati gli effetti della difesa
fitosanitaria e delle pratiche colturali, con particolare riferimento alle
problematiche correlate alle micotossine da Fusarium spp.sul frumento.
Durante l'incontro verranno approfonditi in particolare gli aspetti agronomici e
colturali che influenzano lo sviluppo di Don in campo e l'influenza del
calendario di difesa sugli aspetti qualitativi.
Inoltre, con Angelo Visconti, direttore dell'Ispa del Cnr e di Davide Pancaldi
dell'Università degli studi di Bologna, verrà affrontato il problema della
formazione e diffusione di Don nei cereali e prodotti derivati.
Su questo delicato argomento verranno presentati gli ultimi
aggiornamentinormativi a livello comunitario, i dati dei monitoraggi condotti in
Italia dal 1997 e gli studi specifici portati avanti negli ultimi tre
anni.
Per informazioni: tel.
02/33444234 - claudio.campagna@syngenta.com
- tel. 051/6223111 - s.ravaglia@sisonweb.com
Fonte: Agronotizie
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30/09/2004
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IL MERCATO DEL BIOLOGICO IN
CRESCITA NEL 2003 (+8,5) - E’
questo il risultato dell’annuale studio di Databank sull’andamento del
mercato dei prodotti biologici in Italia. Rispetto agli anni precedenti il ritmo
di crescita rallenta, ma le prospettive anche per l’anno in corso sono buone
(+ 10%). Nel 2003 il valore totale dei consumi di alimenti biologici in Italia
è di 746,8 milioni di euro a prezzi ex-fabrica, in aumento dell’ 8,5%
rispetto al 2002.
continua
>>
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30/09/2004
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IL 3 OTTOBRE
TORNA LA BIODOMENICA - La Biodomenica, giunta alla quinta edizione, è una
festa dell'ambiente, della salute e del gusto. L'occasione per promuovere il
consumo di prodotti sicuri e di qualità, legati al territorio, alla sua cultura
e alle sue tradizioni e per far conoscere ai consumatori le tecniche produttive
e le pratiche agronomiche ecocompatibili. Migliaia di cittadini potranno
apprezzare i prodotti di una agricoltura che ha scelto di non utilizzare
fertilizzanti, pesticidi, sostanze chimiche di sintesi; un'agricoltura che non
avvelena l'organismo e non danneggia l'ambiente; un'agricoltura che offre
alimenti sani e di qualità senza trascurare la tutela del paesaggio rurale e la
biodiversità. (continua...)
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30/09/2004
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PRODOTTI DA
FORNO PIÙ SALUTARI - Questa
ricerca consentirà di sviluppare nuovi prodotti da forno con aumentato
contenuto di fibra solubile. La fibra solubile, quale quella presente in frutta,
vegetali e cereali (avena), può svolgere un ruolo positivo nei confronti della
salute per la sua capacità di ridurre il livello di colesterolo del sangue.
Questa variabile rappresenta infatti un fattore di rischio per le malattie
cardiovascolari, che attualmente sono una delle principali malattie in Europa.
La fibra solubile può anche contribuire al controllo degli effetti negativi del
diabete mellito poiché associata ad una riduzione della risposta glicemica
postprandiale. Il principale obiettivo del progetto Solfibread è quello di
sviluppare tecnologie, comprendenti anche l’uso di enzimi, per aumentare la
presenza di fibra solubile (ottenuta da frumento e orzo) in prodotti da forno,
che abbiano comunque caratteristiche sensoriali accettabili. Il frumento e
l’orzo contengono rispettivamente arabinoxilani e beta-glucani presenti sia in
forma solubile che in quella insolubile. La forma insolubile può essere
convertita a quella solubile attraverso l’uso di enzimi.
Risultati preliminari ottenuti nell’ambito del progetto hanno mostrato che,
rispetto al frumento utilizzato tradizionalmente per la produzione di pane,
l’orzo privato dei tegumenti esterni contiene elevati livelli di glucani e
flavanoidi. Tuttavia, ricerche condotte durante il secondo anno di attività
hanno indicato che gli effetti benefici dei betaglucani dell’orzo possono
essere ridotti dai normali processi di produzione del pane.
Il progetto ha sviluppato e applicato con successo su scala industriale la
tecnologia di macinazione di orzo privato delle glumelle, per ottenere farina ad
elevato tenore di fibra solubile. I ricercatori stanno ora lavorando sulle
condizioni di panificazione ottimali per minimizzare la degradazione dei
betaglucani.
Per ulteriori
informazioni, contattare il coordinatore o visitare il sito del progetto
http://www.solfibread.com
, dove verranno pubblicati i risultati ottenuti.
Progetto
n.: QLK1-2000-00324 (SOLFIBREAD)
Coordinatore: J. Delcour and C. Courtin, Laboratory of Food Chemistry,
Katholieke Universiteit Leuven, Kasteelpark Arenberg 20, Leuven, Heverlee,
Belgio, Fax +32 16 321997, E-mail:
jan.delcour@agr.kuleuven.ac.be
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30/09/2004
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PROGRESSI
NELLA PREVENZIONE DELLE MALATTIE CARDIACHE - Il
rischio di sviluppare malattie cardiovascolare (CVD) è influenzato dal
trasferimento in altri paesi o dal cambiamento della dieta? I ricercatori
europei stanno cercando una risposta a questa domanda considerando le
popolazioni di Italia, Belgio e Gran Bretagna.
Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di mortalità in
Europa, ma il rischio non è ugualmente distribuito nei vari paesi che la
costituiscono. Il tasso di CVD in Gran Bretagna è tre volte superiore a quello
osservato in Italia e doppio rispetto a quello del Belgio. Vari studi hanno
dimostrato che la bassa incidenza di CVD nelle popolazioni mediterranee è
associata, per esempio, ad un minor consumo di acidi grassi saturi (quelli che
si ritrovano in burro, panna, dolci) e al consumo di vino rosso durante il
pasto. Sfortunatamente, negli ultimi 20 anni, le popolazioni dei paesi
mediterranei hanno progressivamente assunto alcune abitudini alimentari tipiche
del nord Europa. Questo ha comportato un aumento dell’incidenza di obesità.
Paradossalmente, le popolazioni del Nord-Europa, con altra incidenza di CVD,
stanno assumendo abitudini tipicamente mediterranee quali, ad esempio, l’uso
dell’olio d’oliva. Pertanto, il ruolo della dieta sul rischio di sviluppare
CVD nelle popolazioni europee deve essere rivalutato. Ovviamente, fattori di
rischio genetici possono essere coinvolti, ma questi possono essere influenzati
da variabili ambientali.
Il progetti Immidiet valuterà le abitudini alimentari di tre paesi Europei
(Gran Bretagna, Belgio e Italia) che presentano un diverso rischio di infarto
miocardico (MI). Verrà valutato l’effetto della migrazione dall’Italia al
Belgio sui fattori di rischio di MI – l’integrazione delle due popolazioni
sarà considerata come un modello di interazione gene-ambiente. Al momento si
stanno raccogliendo dati di composizione, biomarkers, consumo alimentare (acidi
grassi, selenio, zinco), variabili antropometriche e molti altri.
La ricerca consentirà di facilitare le campagne di prevenzione in Belgio,
Italia e Gran Bretagna attraverso l’individuazione di tecniche generali per
l’implementazione della prevenzione primaria.
Riferimento
progetto: QLK1-2001-00100 (IMMIDIET)
http://www.moli-sani.org/Progetti/immidiet_site/welcome.html
Coordinatore: L.
Iacoviello, “Angela Valenti" Laboratory of Genetic and Environmental Risk
Factors for Thrombotic Disease, Department of Vascular Medicine and Pharmacology,
Consorzio Mario Negri Sud, Via Nazionale, Santa Maria Imbaro (Ch), Fax +39 0872
570 299, E-mail: immidiet@cmns.mnegri.it
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30/09/2004
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CERVELLO,
ALIMENTI E GRASSI - Nell’ambito
di un progetto europeo si sta studiando il ruolo dell’assunzione dei lipidi
nella prevenzione delle malattie neurodegenerative del cervello. Tra queste, la
malattia di Alzheimer è la più diffusa in Europa colpendo circa un terzo della
popolazione.
Nonostante negli ultimi 20 anni siano stati fatti enormi passi aventi nella
comprensione dei meccanismi alla base dello sviluppo della malattia di Alzheimer,
ad oggi non è ancora del tutto chiaro quale sia la causa della sua insorgenza.
Nella maggior parte dei casi, sarebbero coinvolti sia fattori ambientali che
genetici. Tuttavia, nel 5% dei casi, la malattia è esclusivamente di tipo
genetico ed è causata dalla mutazione di tre geni specifici. In particolare,
una proteina chiamata Amyloid Precursor Protein (APP) è ritenuta essere
fondamentale per lo sviluppo della malattia. Questa proteina si trova
normalmente in molte cellule dove, per azione dell’enzima proteasi, può
rompersi a formare il cosiddetto frammento ‘A-beta’. Questo frammento si
accumula nel corso degli anni nel cervello formando delle placche. Questo evento
è comune a tutte le persone e non sembra quindi correlato allo sviluppo della
malattia di Alzheimer. Tale malattia sembra, invece, essere provocata
dall’accumulo di una specifica forma del frammento, detta A-beta 42. Al
momento sono in corso numerosi studi per riuscire a ridurre la produzione e
l’accumulo del frammento A-beta 42.
Recentemente, le ricerche sulla malattia di Alzheimer hanno evidenziato che il
colesterolo aumenta l’attività dell’enzima proteasi responsabile della
produzione del frammento A-beta. Il trattamento di pazienti affetti dalla
malattia con farmaci in grado di ridurre i livelli di colesterolo (statine)
sembra possa consentire una riduzione nella produzione di A-beta 42. Come noto,
i livelli di colesterolo possono essere controllati anche tramite la dieta.
Il progetto Lipidiet, iniziato nel 2002 e che terminerà nel 2005, ha come scopo
quello di studiare il ruolo dei lipidi alimentari (grassi) nella prevenzione
della malattia di Alzheimer. Tre saranno i principali filoni di ricerca:
Studi molecolari e cellulari sul ruolo dei lipidi nello sviluppo delle malattie
neurodegenerative
Messa a punto di trattamenti per le malattie neurodegenerative e malattia di
Alzheimer, e valutazione della loro efficacia in vivo
Studi in vivo sull’effetto delle modificazioni del consumo di lipidi nella
dieta per la cura, ed eventualmente la prevenzione, della malattia di Alzheimer.
Riferimento
progetto: QLK1-2002-00172 (LIPIDIET)
http://www.lipidiet.org/
Coordinatore:
T. Hartmann, Center for Molecular Biology Heidelberg (ZMBH), University of
Heidelberg, Im Neuenheimer Feld 282, Heidelberg, Germania, Fax +49 6221 545891,
E-mail: p.priortobias.hartmann@zmbh.uni-heidelberg.de
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30/09/2004
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AMINE
ETEROCICLICHE E INSORGENZA DI TUMORI - Alcune
ricerche condotte recentemente hanno indicato che molti vegetali possono
proteggere l’organismo umano dagli effetti dannosi delle amine eterocicliche (HCA).
Tra i fattori antinutrizionali, le amine eterocicliche suscitano da molti anni
un notevole interesse. Questi composti si sviluppano negli alimenti in
concentrazioni dell’ordine di qualche parte per miliardo in seguito a processi
di cottura. Studi epidemiologici hanno dimostrato una correlazione positiva tra
il consumo di carne fritta e l’insorgenza di tumori a livello di intestino
crasso, polmone e prostata. Tuttavia, altri studi non hanno rivelato alcuna
relazione.
Appare quindi evidente la necessità di condurre alcuni studi per migliorare le
conoscenze su:
capacità delle HCA di indurre l’insorgenza del cancro;
metodi analitici per le HCA note;
esposizione;
markers biologici;
composti in grado di proteggere l’organismo contro gli effetti dannosi delle
HCA.
A tale riguardo, alcune ricerche sono state condotte su molecole potenzialmente
protettive nei confronti degli effetti tossici delle HCA. E’ stato rilevato
che in sistemi biologici gli estratti vegetali ricavati da piante di uso
alimentare sono in grado di ridurre in modo rilevante gli effetti dannosi delle
HCA. I composti più efficaci sono risultati quelli estratti da tè verde, vino
rosso, mirtillo, lamponi, uva rossa, kiwi, anguria, prezzemolo e spinaci.
Altri risultati ottenuti nel corso delle ricerche riguardano:
sviluppo e validazione di un metodo analitico (LC-MS) per la valutazione
quantitativa delle HCA;
informazioni relative all’esposizione alle HCA. Si stima che l’assunzione
giornaliera attraverso la dieta sia compresa tra 0 e 15 microgrammi;
informazioni sullo sviluppo di tali composti negli alimenti sottoposti a
trattamenti termici;
conoscenza dell’influenza delle caratteristiche genetiche degli animali
(suini) sullo sviluppo delle amine eterocicliche nella carne cotta.
Progetto n.:
QLK1-1999-01197 (H C AMINES)
http://www.cis.tugraz.at/ilct/hca/hca.html
Coordinatore:
K. Skog, Center for Chemistry and Chemical Engineering, Department of Applied
Nutrition and Food Chemistry, Lund University, P.O. Box 124, Lund, Svezia, Fax
+46 46 22245532, E-mail: kerstin.skog@inl..lth.se
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