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30 GIUGNO 2004

      

         

30/06/2004

Conferenza ISO sulla responsabilità sociale delle imprese - Nei giorni 21 ed il 22 giugno si è svolta a Stoccolma la Conferenza ISO sul tema della Responsabilità Sociale, magistralmente organizzata dal SIS (Istituto Svedese di Normazione). Presenti le delegazioni provenienti da molti Paesi, delle quali una trentina provenienti da Paesi dell Terzo Mondo, ed altre rappresentanze di istituzioni storicamente esterne al sistema ISO, per un totale di oltre 300 partecipanti.
L’Italia era rappresentata da una delegazione ben bilanciata tra le diverse parti interessate: oltre ad UNI erano presenti ABI (sistema bancario), CGIL (sindacati), Confindustria (mondo industriale), Inail (Ente pubblico), Regione Toscana (Pubblica Amministrazione), Sodalitas (ONG), Università di Castellanza (mondo accademico).
La Conferenza è stata aperta dalla Principessa Vittoria, erede diretto al Trono del Regno di Svezia, mentre i saluti di benvenuto e l’introduzione ai lavori sono stati condotti dal Vice Segretario Generale ISO McKinley, dal Presidente ISO/TMB Patir e dal Direttore del SIS Flink. Abu Osebh, in rappresentanza del Global Compact (ONU), ha poi illustrato alla platea quale sarebbe stato il compito centrale della manifestazione: la definizione delle possibilità dell’ISO di fornire un valore aggiunto alle molteplici iniziative inter-governative, nella costituzione di uno schema unico e globale sulla responsabilità sociale. L’obiettivo ISO era quello di dar voce alle cinque categorie principali di interesse per la Responsabilità sociale: Lavoratori, Industria, Consumatori, Governi e Organizzazioni Non Governative.
Gagnier, Coordinatore del gruppo ad-hoc ISO TMB-AG sulla Responsabilità sociale, nonché Presidente dell’ISO/TC 207 “Gestione Ambientale”, ha dichiarato che ci sono centinaia di aziende che chiedono degli strumenti per introdursi ai concetti della conduzione etica del business. Carderas, dell’Istituto Messicano di Normazione, ha poi illustrato i risultati della riunione dei Paesi in via di sviluppo, svoltasi a Stoccolma nei giorni precedenti. La loro posizione è molto chiara: si chiede a gran voce che l’ISO si occupi di responsabilità sociale, in quanto la normazione garantisce la voce bilanciata di tutti gli stakeholders, mediante la costituzione di una nuova struttura tecnica il cui coordinamento/segreteria possa essere affidato proprio ad un rappresentante dei Paesi in via di sviluppo.
La discussione si è incentrata sui contenuti del Working Report elaborato dal TMB-AG, reso disponibile liberamente su Internet un mese prima della Conferenza. Secondo il documento, l’intervento ISO dovrebbe fornire uno strumento di assistenza alle aziende nell’approccio alla responsabilità sociale, enfatizzando le possibilità di risultati positivi ottenibili, anche in termini di miglioramento delle prestazioni.

Riguardo alle 5 categorie di interesse individuate:

  1. I Lavoratori (per l’Italia ha partecipato CGIL) non sono favorevoli ad una norma tecnica, ma sono orientati sulla realizzazione di una Guida che illustri la materia facendo riferimento all’ILO, al fine di aiutare le imprese medio-piccole e quelle dei Paesi in via di sviluppo, illustrando tutti gli elementi che costituiscono la responsabilità sociale ed i diversi strumenti già esistenti, con riferimento alle esperienze già condotte in materia.

  2. L’Industria (per l’Italia hanno partecipato CONFINDUSTRIA e ABI) si chiede quali aspetti della responsabilità sociale dovrebbero essere oggetto di attività di normazione, ritenendo che la tematica rientri nella sfera di competenza dei governi che devono assicurare il rispetto delle leggi fondamentali del rispetto della vita umana. Le imprese possono comunque avere un ruolo nella catena di fornitura e l’ISO potrebbe elaborare un Technical Report per illustrare ed analizzare con chiarezza che cosa si intende con responsabilità sociale.

  3. I Consumatori (per l’Italia ha partecipato UNI quale osservatore) sono favorevoli ad un documento guida che faccia da ponte tra le leggi e le convenzioni internazionali. Si chiede un livello minimo di riferimento basato sulle Convenzioni ILO, quale requisito da rispettare, ed altri strumenti più flessibili sul modello delle ISO 14000, da realizzarsi in un apposito nuovo Comitato Tecnico.

  4. I Governi (per l’Italia hanno partecipato INAIL e REGIONE TOSCANA) considerano l’attività ISO quale possibile integrazione di quella legislativa, a garanzia di un mercato più trasparente tra business e consumo. Inoltre l’intervento della normazione può aiutare il legislatore nella gestione multi-stakeholder della consensualità di intervento.

  5. Le Organizzazioni Non Governative (per l’Italia ha partecipato SODALITAS) chiedono di coinvolgere maggiormente i Paesi in via di sviluppo e la società civile e registrano molte difficoltà da parte delle numerose ONG internazionali per partecipare con costanza alle attività tecniche dell’ISO.

L’esito della Conferenza deve ora essere valutato dal TMB, rimasto a Stoccolma per riunirsi in questi giorni. E’ sicuro, come ha dichiarato Patir in chiusura, che il processo in corso non può più essere fermato: i 2 anni di dibattiti nel TMB e nel Consiglio ISO, i mesi di lavoro di numerosi esperti del gruppo AG e la stessa Conferenza devono essere valorizzati in un’attività ben definita.
L’impressione finale che si ricava è che l’approccio UNI alla tematica, delineato grazie all’apposito Gruppo di Lavoro recentemente costituito per volontà dal Presidente Scolari, presenta molte similitudini alle argomentazioni sollevate nel corso della Conferenza (esigenza di strumenti per le PMI, approccio modulare, rapporto tecnico, partecipazione di tutti gli stakeholders, ecc.), a dimostrazione del livello raggiunto in Italia e della nostra potenzialità di intervenire anche a livello internazionale con una buone base di esperienza.
Anche la struttura ISO è uscita rafforzata dall’esperienza della Conferenza, a vantaggio di tutto il sistema mondiale della normazione volontaria, che può ora aprirsi a tematiche nuove e delicate quali la responsabilità sociale.

International Conference on Social Responsibility of Organizations
Stoccolma, 21-22 giugno 2004

SIS - Istituto Svedese di Normazione

      

         

30/06/2004

Una banca dati per i simboli grafici - Una banca dati comune ISO-IEC che offre per la prima volta tutti i simboli grafici utilizzabili sulle apparecchiature è ora disponibile on-line, frutto della preziosa collaborazione tra l'International Organization for Standardization (ISO) e l'International Electrotechnical Commission (IEC). Il database fornisce agli utilizzatori un unico punto di accesso a tutti i simboli grafici contenuti nelle norme IEC 60417 "Graphical symbols for use on equipment" e ISO 7000:2004 "Graphical symbols for use on equipment - Index and synopsis", utilizzabili su tutte le attrezzature, dalle automobili agli apparecchi domestici, dalle macchine tessili alle macchine movimento terra...
La banca dati contiene circa 3500 simboli grafici, facilmente individuabili grazie ad una semplice funzione di ricerca per identificazione del simbolo, nome, parola-chiave, forma, funzione, applicazione, comitato tecnico/sottocomitato, pubblicazione, data di pubblicazione, insieme con informazioni sul significato e sull'applicazione di ogni simbolo in inglese e francese. Gli utilizzatori potranno inoltre scaricare i simboli in formato PDF.
Il database - aggiornato ogniqualvolta verrà approvato e registrato un nuovo simbolo grafico - è destinato principalmente agli utilizzatori e ai progettisti industriali che hanno la necessità di includere i simboli grafici nei loro prodotti, ai normatori e a tutti i comitati tecnici che devono incorporare il simbolo grafico in una norma di prodotto.

La banca dati

      

         

30/06/2004

Il lavoro rispettoso dei lavoratori: una nuova norma ISO - Un sistema di lavoro implica una combinazione di persone e di equipaggiamenti in uno spazio e in un ambiente definito e le interazioni tra queste stesse componenti in una organizzazione del lavoro. Per migliorare la sicurezza e la salute del lavoratore in un sistema di lavoro senza tralasciare l'economicità e il rendimento, l'ISO ha pubblicato la nuova ISO 6385:2004 "Ergonomic principles in the design of work systems", messa a punto in seno all'ISO/TC 159 "Ergonomics". La norma fornisce un metodo per migliorare l'interfaccia tra gli utilizzatori e i diversi elementi che compongono la situazione di lavoro -compiti, attrezzature, spazio di lavoro, ambiente- a partire dalla progettazione del processo. Un sistema di lavoro può contribuire direttamente o indirettamente allo scaturire di problemi di salute mentale e fisica, di assenteismo, di cattiva gestione del tempo e di instabilità del personale, tutti elementi che vanno ad incidere sulla produttività e sul rendimento e che hanno un effetto negativo sulla produzione. È quindi necessario adattare il sistema di lavoro all'utilizzatore. Esistono molteplici cause di distrazione che predispongono il lavoratore a cadere in errore: una giusta progettazione del luogo di lavoro può ridurre considerevolmente la possibilità di errore umano o, ove la concentrazione è essenziale, apportare un supporto addizionale. La nuova ISO 6385:2004, che sostituisce la precedente edizione del 1981, include una descrizione della progettazione del processo, le definizioni dei principi di ergonomia e dei principi ergonomici di progettazione, dona una visione d'insieme degli elementi presenti nella progettazione di un sistema di lavoro. È destinata ai responsabili e ai lavoratori (o loro rappresentanti), ai responsabili delle risorse umane, ai responsabili di progetto, ergonomi e progettisti coinvolti nella progettazione/riprogettazione di sistemi di lavoro. La norma è stata recepita dal CEN come EN ISO 6385:2004 ed è stata recentemente pubblicata come UNI EN ISO 6385 in lingua originale inglese.

Per informazioni:
Diffusione UNI
tel. 02 70024.200, fax 02 70105992
e-mail:
diffusione@uni.com

      

         

30/06/2004

Documentazione di prodotto - Per facilitare la comunicazione tra le imprese e i loro fornitori, clienti, consulenti e altri partner commerciali, ISO ha recentemente pubblicato una norma per migliorare le modalità di trattamento della documentazione di prodotto all'interno di differenti sistemi informatici e per disporre di un metodo normalizzato di documentazione delle informazioni che assicuri una chiara comunicazione riducendo i rischi di interpretazioni non corrette, errori e conseguenti costi addizionali.
Si tratta della ISO 7200:2004 "Technical product documentation - Data fields in title blocks and document headers", messa a punto in seno al comitato tecnico ISO/TC 10 "Technical product documentation", che faciliterà lo scambio di documenti garantendo la compatibilità - non soltanto a livello informatico - del documento stampato definendo una modalità comune di presentazione e trasferimento delle informazioni contenute.
Il sistema servirà da piattaforma per la comunicazione, sarà d'aiuto per facilitare gli scambi di informazioni tra le parti lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, dalla sua progettazione e fabbricazione fino alla manutenzione e all'eliminazione finale. La norma è applicabile a tutti i tipi di documento per tutti i tipi di prodotto, indipendentemente dal settore tecnico di appartenenza.
La ISO 7200:2004, che sostituisce l'edizione del 1984, è stata aggiornata includendo il trattamento elettronico/digitale delle informazioni e l'applicabilità sia a documenti in formato testuale che grafico.

Norma ISO 7200:2004
Technical product documentation - Data fields in title blocks and document headers.

      

         

30/06/2004

Bambini più sicuri (e genitori più tranquilli) se il parco giochi è a norma UNI - Il parco giochi rappresenta oggi -in pratica- l'unica opportunità che viene offerta ai bambini per potersi incontrare e giocare insieme all'aperto, soprattutto per chi vive nelle grandi città. Ma anche in queste aree verdi si possono talvolta verificare incidenti dovuti -in alcuni casi- ad attrezzature non correttamente installate o non sottoposte ad una adeguata manutenzione. La nuova norma UNI 11123:2004 "Guida alla progettazione dei parchi e delle aree da gioco all'aperto" fornisce indicazioni per la progettazione e l'allestimento di parchi e aree da gioco, sia di nuova costruzione sia destinati a modifiche, miglioramenti o ricostruzioni.
Obiettivo principale della norma è proprio quello di definire criteri di progettazione e di costruzione di aree da gioco sicure, di dimensioni adeguate, facilmente accessibili dalle zone abitative.

In particolare la norma stabilisce i seguenti criteri:

  • accessibilità (i bambini devono poter accedere in modo sicuro alle aree da gioco anche non accompagnati);

  • abbattimento delle barriere architettoniche (gli accessi e i vialetti interni non devono presentare ostacoli per portatori di handicap o mamme con carrozzine);

  • dimensionamento, posizionamento ed orientamento dell'area gioco (che deve offrire zone soleggiate, zone ombreggiate e zone protette dal vento e dalla pioggia;

  • aree o spazi per lo sviluppo dei sensi e della motricità (la norma prevede infatti l'utilizzo di materiali come sabbia, argilla, sassi, ghiaia, legno, piante…);

  • aree o spazi di mobilità per adolescenti (ad esempio attrezzature ed aree per pattinaggio, pallacanestro, pallavolo, tennis da tavolo…);

  • sicurezza generale del parco giochi (un aspetto che deve essere considerato in ogni fase, dalla progettazione alla realizzazione e manutenzione dell'area).

Nella norma sono inoltre richiamati i riferimenti alle singole norme di sicurezza delle attrezzature da gioco. Insomma la nuova norma UNI 11123:2004 si occupa del parco giochi a 360°: stabilisce anche la segnaletica (nome dell'area, gestore, orari di apertura, alcuni numeri telefonici utili come Pronto soccorso, Polizia, Vigili ecc.) e fornisce suggerimenti su alcune specie botaniche non adatte ad essere collocate in prossimità delle aree da gioco perché potenzialmente pericolose per i bambini. La norma è applicabile sia ai parchi dei Comuni, sia a quelle zone destinate alla funzione del gioco in strutture private, come le aree verdi in zone abitative, i cortili e le aree per lo sport delle strutture scolastiche. Il parco giochi sicuro non è "l'isola che non c'è": con il rispetto delle norme UNI esistenti ed un adeguato controllo da parte dei genitori, i bambini potranno giocare sicuri… anche in città!

Per informazioni:
Diffusione UNI
tel. 02 70024.200, fax 02 70105992
e-mail: diffusione@uni.com

      

         

30/06/2004

I progetti in inchiesta pubblica in ProgettON-LINE - On-line nuovi progetti di norma UNI in
inchiesta pubblica
Scadenza: 30 agosto 2004
http://catalogo.uni.com/pii/home.html

   

        

Fonte: UNI - Ente Nazionale Italiano di Unificazione

      

         

30/06/2004

Nuove regole tecniche di adeguamento ascensori - Pronta in Italia una bozza di Ddl per recepire lo standard europeo stabilito dalla direttiva EN 81-80 - 23/06/2004 – Arrivano in Italia le nuove regole tecniche di adeguamento dei vecchi ascensori. È pronta una bozza di disegno di legge che recepisce la norma europea En 81-80, approvata dal Cen a dicembre scorso.
Il provvedimento, tradotto in italiano dall’Uni, è noto come “Snel” – Safety norm for existing lifts – cioè norme di sicurezza per gli ascensori esistenti, e riguarda il controllo e gli interventi di adeguamento degli ascensori già installati. Per le nuove installazioni, invece, vale la direttiva 95/16/Ce, recepita in Italia dal Dpr 162/1999.
In Europa il 50% circa degli impianti è stato installato 20 anni fa. Ciò significa che il livello di sicurezza è adeguato agli anni ’80, con gravi conseguenze per gli attuali utenti degli impianti. Solo negli ultimi tre anni, secondo i dati forniti dall’Ela – associazione europea dei produttori di ascensori – il cattivo funzionamento degli impianti obsoleti ha causato la morte di 18 persone, mentre oltre mille sarebbero rimaste ferite. Senza contare i numerosi incidenti che non vengono denunciati.
Il Ministero italiano delle Attività produttive intende richiamare la Snel nella bozza di Ddl, prevedendo un arco temporale di 14 anni entro il quale effettuare controlli ed adeguamenti dei vecchi impianti. Entro i primi due ani dall’entrata in vigore del provvedimento dovranno essere sottoposti a controllo tutte le installazioni che risalgono ad un periodo precedente al 1957.
 

Fonte: Edilportale

   

 

                             
                             
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