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30/04/2004
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Concerto del primo
maggio - Esaltare le due anime della piazza e' stato, in questi due anni di
nostra organizzazione, l'intento e l'obiettivo principale del concerto del Primo
Maggio.
Lo sara' ancora una volta, e ancora di piu', in questa edizione 2004.
Nel corso delle sette ore di musica ci saranno due i momenti attorno ai quali si
catalizzera' l'attenzione del pubblico e attorno ai quali tendera' la tensione
delle note.
L'omaggio a Fabrizio De Andre', a cinque anni dalla sua scomparsa.
Con l'accompagnamento della PFM, alcune delle canzoni piu' suggestive del
cantautore saranno interpretate da vari artisti che si alterneranno sul palco.
La celebrazione della musica popolare con un progetto che portera' in piazza la
Taranta, una delle espressioni piu' significative di questo tipo di musica,
arricchita e sviluppata con il contributo di un ospite internazionale di
straordinario spessore: Stewart Copeland, il batterista dei mitici Police.
Ad accompagnarlo, i musicisti che incendiano la Notte delle Taranta: Raiz, i
Radiodervish, Uccio Aloisi e l'Ensamble Bash.
Se l'omaggio al cantautore genovese non potra' che scuotere e far vibrare il
cuore di ogni singola persona presente in piazza, il morso della Taranta avra'
il potere di coinvolgere e far muovere un popolo variegato, proveniente dal Nord
e dal Sud, al ritmo di suoni ipnotici e trascinanti. Con i gruppi emergenti che
gia' conoscete e che gia' ballate, con gli artisti che appartengono alla storia
della musica italiana di questi ultimi anni, con quelli che la storia della
musica italiana l'hanno fatta, con la musica dei dj set piu' attenti all'aria
che tira, l'intento e' quello di creare un circolo, una comunicazione continua,
fra pubblico e musicisti sul palco; un vortice di energia che si rispecchiera' e
si rimandera' in entrambe le direzioni e che da entrambe le direzioni trarra' la
sua forza
A sostenere e ad amplificare questi due momenti, la musica sara' quella di
qualita' che meglio rappresenta e interpreta il gusto musicale del popolo che
partecipa dal vivo, nella piazza, o a casa, davanti a schermi invasi di vita.
Per legare la musica, lo spettacolo, le parole e lo spirito della piazza, la
conduzione non potra' che corrispondere alle aspettative di chi partecipa a
questo evento corale, come spettatore e come musicista.
Per il programma
ed ulteriori info vai al sito www.primomaggio.com.
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30/04/2004
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Forme di
presentazione del disagio psicologico a genesi occupazionale: esperienza
presso il call center di una azienda di rilevanza nazionale
RIASSUNTO
- Spesso in Medicina del Lavoro non vengono riconosciute
o adeguatamente valutate le forme di disagio psicologico
occupazionale che derivano da rischi "trasversali" di
tipo organizzativo/relazionale. In questo contributo viene brevemente
descritta una indagine da noi condotta in una struttura
"call center". Vengono illustrate le forme di disagio psicologico
da noi rilevare e studiate. Si indicano, infine, alcune
modificazioni dell’organizzazione del lavoro derivate dal
recepimento dei primi risultati del nostro studio..
ABSTRACT -
DIFFERENT TYPES OF OCCUPATIONAL PSYCHOLOGIC DISCOMFORT: EXPERIENCE
IN A CALL CENTER. Often in Occupational Medicine doctors
misunderstand or underestimate the occupational’s psychologic
disconfort forms deriving from "trasverse risks" of organizational
kind. In this communication is shortly described a our
study with in a "call center". We explain the several kinds of psychologic
disconfort which we have here recognized and studied.
We show, at last, some of job’s organizzation modifications
rised from the first outcome of our study.
Introduzione
Sempre più spesso il Medico Competente si confronta con forme di rischio
trasversale, quali per esempio fattori relativi all’organizzazione del
lavoro o ai rapporti relazionali interni. Tali rischi sono spesso sottostimati, così
come misconosciute sono spesso le forme di disagio psicologico che
ne derivano, e che ledono, talvolta in modo cospicuo, l’integrità psicofisica
del lavoratore (1, 2, 4). Nel
presente contributo vengono brevemente illustrati i dati di una indagine
ad hoc eseguita nella sede romana di una azienda di rilevanza nazionale.
Indici di
disagio psicologico rilevati in una azienda leader del settore dei servizi.
Nel 1999 una azienda leader nella distribuzione dell’energia, a seguito di
una impegnativa riorganizzazione interna, creò una imponente struttura
di "call center", destinandovi lavoratori già altrimenti impiegati presso
la stessa azienda. La prima organizzazione prevedeva una divisione abbastanza
rigida tra mansioni di "front office" (ossia di "call
center" vero e proprio),
che occupavano i 2/3 circa degli addetti, e le restanti mansioni
di "back office" (prive dei ritmi e degli orari di lavoro rigidi e della
costrittività delle operazioni del call center). Tutti i lavoratori del call
center (214 individui), rientrando nella tipologia di rischio per
videoterminale, vennero
sottoposti nel 2000 ad una campagna di visite per Sorveglianza
Sanitaria specifica. In quell’occasione, la rilevazione anamnestica dei
più classici segni di disagio psicologico (assenteismo, e segnatamente per
malattia, e denuncia di sintomatologie a base o a correlazione psicologica)
(2, 3, 4) sembrò senza dubbio significativa. Essendo
molti lavoratori risultati idonei con prescrizioni, e/o di età superiore
ai 50 anni, ed avendo nel frattempo l’Azienda riconosciuta le presenza
di rischio legati a posture incongrue o costrittive, la campagna di
Sorveglianza Sanitaria è stata replicata nel 2002. In questa seconda occasione
è stato anche somministrato un questionario anonimo semistrutturato
multidimensionale; gli items esplorati (4) riguardavano l’evenienza
di fenomeni infortunistici (compresi quelli in itinere), l’assenteismo, la
percezione soggettiva della disaffezione al lavoro, la percezione soggettiva
di aumento di comportamenti aggressivi in ambiente di
lavoro, la rilevazione di aumentato uso di servizi di medicina occupazionale offerti,
la rilevazione di sintomi psichiatrici (raccolti secondo le
categorie del DSM-IV/MINI 5.1) ma senza suggerimenti diagnostici sindromici,
rilevazione descrittiva di soggettività di disagio psicologico.
È stato inoltre possibile confrontare alcune tipologie (infortuni,
assenteismo, aumentato ricorso ai servizi di medicina del lavoro offerti
- anche tramite un marcato ricorso alle possibilità date dall’art. 17
comma 1 lettera i del D.Lgs.626/94) con i dati oggettivi disponibili presso
l’azienda. I risultati dello studio sono di seguito schematizzati (Tabella
I).
Tabella
I (1 pagina in formato PDF)
Si precisa che i
dati forniti sono preliminari e soltanto descrittivi; l’elaborazione
definitiva dei dati ricavati, infatti, è attualmente ancora sottoposta
a controllo incrociato degli items e ad analisi statistica non parametrica).
L’analisi preliminare dei
dati rilevati nell’indagine è risultata preoccupante, per
le molteplici forme di disagio psicologico riscontrato e per il
peso totale dello stesso nella struttura lavorativa. L’unica ipotesi in grado di
rendere conto della situazione riscontrata correla la costrittività del lavoro in
"call center" alla destinazione alla mansione specifica di personale abbastanza
in avanti con l’età cronologica e lavorativa, e non motivato da
possibilità di avanzamenti di carriera allo svolgimento di una mansione
portatrice di vari stressor intrinseci. Il primo esame dei dati rilevati ha
portato il management alla decisione di riorganizzare le mansioni, attribuendo
a ciascun individuo, per ogni turno di lavoro, sia mansioni in
front office (per i 2/3 del turno) che mansioni in back office (per il
restante terzo). Tale riorganizzazione avrebbe lo scopo di alleggerire il carico
costrittivo per singolo individuo. Gli effetti verranno rivalutati tramite ripetizione
dello studio nella prossima campagna di Sorveglianza Sanitaria
sugli stessi individui (prevista per il 2004).
Conclusioni
Lo studio delle forme di disagio psicologico occupazionale e i rischi di
tipo trasversale (in questo caso organizzativo/relazionale), pur rappresentando un
patrimonio culturale della Medicina del Lavoro, sono spesso di
fatto sottovalutate o misconosciute. Tuttavia è prevedibile che, per motivi socioeconomici
e di evoluzione delle organizzazioni lavorative, esse siano
destinate ad aumentare esponenzialmente. La
loro esatta valutazione e gestione, perciò, rappresenta un momento irrinunciabile
ai fini del miglioramento delle condizioni di lavoro, e di una
vera tutela preventiva del benessere psicofisico dei lavoratori.
Bibliografia
1) Cooper CL. Job Distress: Recent Research and the Emerging Role of the
Clinical Occupational Psychologist. Bulletin of the British Psychological
Society 1986; 39: 325-331.
2) Favretto G. Lo stress nelle organizzazioni. Il Mulino, Bologna, 1994.
3) Lacquaniti A. Psicologia del lavoro. In Scansetti G, Piolatto PG, Perrelli G.
Medicina del Lavoro. Edizioni Minerva Medica, Torino, 2000: 465-477.
4) Papalia F, Mattei O, Vinci F. Disagio psicologico in ambiente di lavoro e
mobbing: approccio e competenze dello specialista in Medicina del Lavoro. In De
Risio S (ed.) Psichiatria della salute aziendale e mobbing. Franco Angeli,
Milano, 2002.
Autori: F.
Papalia (1), M.R. Vinci (1), V. Faia (2), L. Cesarini (1), F. Vinci (1)
1 Istituto di Medicina del Lavoro, Facoltà di Medicina e Chirurgia, U.C.S.C.,
Roma
2 Istituto di Psicologia e Psichiatria, Facoltà di Medicina e Chirurgia,
U.C.S.C., Roma
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30/04/2004
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L'angolo
dell'avvocato: responsabilita' del Datore di Lavoro - Il nostro responsabile legale segnala questa
interessante recente sentenza della Corte di Cassazione sulla responsabilita'
del Datore di Lavoro in caso di infortunio.
Nella
sentenza
Le norme dettate in tema di prevenzione degli
infortuni sul lavoro, tese ad impedire l'insorgenza di situazioni
pericolose, sono dirette a tutelare il lavoratore non solo dagli incidenti
derivanti dalla sua disattenzione, ma anche da quelli ascrivibili ad
imperizia, negligenza ed imprudenza dello stesso: ne consegue che il
datore. di lavoro è sempre responsabile dell'infortunio occorso al
lavoratore, sia quando ometta di adottare le idonee misure protettive, sia
quando ...
Vai
alla sentenza per esteso >>
L'angolo
dell'avvocato: malattia professionale ed incidenza sulla capacita' lavorativa
- Il nostro responsabile legale segnala questa
interessante recente sentenza della Corte di Cassazione su di una di malattia professionale e la relativa incidenza sulla capacità
lavorativa.
Nella
sentenza
Le valutazioni circa le attenzioni e le limitazioni, cui inevitabilmente va
incontro un soggetto che contrae il virus HCV (particolarità del regime
alimentare, cautele nei rapporti con i terzi, diminuita intensità della vita
lavorativa), fra l'altro in presenza di malattia silente, non attengono in linea
di principio alla ...
Vai
alla sentenza per esteso >>
L'angolo
dell'avvocato: mobbing - Il nostro responsabile legale segnala questa
interessante recente sentenza della Corte Costituzionale sul mobbing.
Commento
Con questa sentenza la
Consulta ha condiviso la questione sollevata dal Tribunale che aveva statuito una omogeneità tra il credito da demansionamento (e cioè
l’attribuzione al lavoratore di mansioni inferiori a quelle a lui spettanti
o il mancato affidamento di qualsiasi mansione) e gli altri crediti assistiti
da ...
Vai
alla sentenza per esteso >>
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30/04/2004
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Protezione
da agenti chimici -
D.Lgs.
del 2 Febbraio 2002 n. 25 -
Il rischio di natura chimica è un rischio
igienico - ambientale legato alla presenza di fattori chimici.
E' principalmente legato alla mancata cognizione della pericolosità di ciò
che si utilizza durante le lavorazioni.
Ogni sostanza o preparato può essere tossica per l'uomo quando causa danni
organici e/o funzionali. La sostanza tossica può presentarsi sotto diverse
forme (gas, polveri, vapori, ecc.) e può causare danni all'organismo venendo
inalata attraverso le vie respiratorie, per contatto cutaneo, per ingestione,
ecc.
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SOSTANZE
CHIMICHE PRESENTI NEI CICLI PRODUTTIVI DI ALCUNE ATTIVITA' ARTIGIANE
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Segherie,
Falegnamerie ed ebanisterie
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Nelle
polveri di legno sono presenti residui di resine tossiche, proprie
dei vari tipi di legno e delle varie sostanze usate come preservanti
(creosoto, pentoclorofenolo, organofosfati, ecc.).
L'incollaggio viene effettuato mediante colle sintetiche
specialmente di tipo vinilico ed amminoplastico.
Le vernici utilizzate appartengono alle classi poliesteri e
poliuretaniche e contengono numerose sostanze chimiche fra le quali:
toluene, xilene, acatato, stirene.
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Tinto-lavanderie
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Nel
lavaggio a secco vengono principalmente utilizzati il
Tricloroetilene ed il Tetracloroetilene.
La smacchiatura viene effettuata con solventi specifici per il tipo
di macchia e fra questi: Trielina, ammoniaca, benzina, ac. acetico,
trementina.
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Autofficine
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I
lubrificanti e specie l'olio esausto sono le sostanze chimiche
abbondantemente presenti in queste attività.
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Elettrauto
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Gli
acidi ed il piombo presenti nelle batterie costituiscono il rischio
chimico di queste attività.
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Autocarrozzerie
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Nelle
lavorazioni di queste aziende sono presenti numerosissime sostanze
chimiche ed in particolare:
Stucchi a spatola: Stirene e perossido di benzoile.
Vernici, diluenti ed induritori: cromati di zinco e di piombo, sali
di cobalto, xilene, acetone, stirene e toluene, isocianati.
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Fabbri
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Particolare
importanza rivestono i fumi di saldatura, che contengono piombo,
ossido di carbonio ed altre sostanze tossiche, e le vernici al
minio.
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Tipografie
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Inchiostri
e piombo.
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CHE
COSA SI INTENDE PER «SOSTANZE PERICOLOSE»
Si tratta di una sostanza con una o più delle seguenti
caratteristiche:
- è in grado di provocare incendi ed esplosioni;
- è pericolosa per la salute;
- è corrosiva o irritante;
- è pericolosa per l'ambiente.
Talune sostanze possono possedere contemporaneamente diverse proprietà
fra quelle enunciate, ad esempio il toluene che è sia nocivo che
facilmente infiammabile.
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ETICHETTATURA
E SCHEDA DI SICUREZZA
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Contenuti
della scheda di sicurezza
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Prima
di iniziare il lavoro a contatto con sostanze pericolose, è
importante leggere attentamente l'etichetta, le istruzioni
complementari, il manuale di istruzione e la scheda di sicurezza che
vi consiglieranno le precauzioni da adottare.
Qualora acquistiate determinati prodotti, è dovere del venditore o
del produttore fornirvi la scheda di sicurezza della sostanza e/o del
preparato.
Al
momento dell'acquisto le confezioni del prodotto devono essere
imballate ed etichettate in conformità alle disposizioni vigenti,
nonché fornite della scheda di sicurezza.
La scheda di sicurezza deve fornire una panoramica completa di tutti i
rischi legati al prodotto e deve essere conservata in azienda.
Autovalutazione.
L'impresa che utilizza per le lavorazioni sostanze o preparati
pericolosi, riceve dai fornitori le schede di sicurezza di detti
prodotti?
Le schede di sicurezza sono illustrate al personale e distribuite?
L'impresa che produce sostanze pericolose, redige le schede di
sicurezza da consegnare ai clienti, redatte secondo la normativa
vigente?
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Identificazione del preparato e della società produttrice;
- composizione dei componenti/ingredienti;
- identificazione dei pericoli;
- misure di primo soccorso;
- misure antincendio;
- misure in caso di fuoruscita accidentale;
- manipolazione e stoccaggio;
- proprietà fisiche e chimiche;
- stabilità e reattività;
- informazioni tossicologiche;
- informazioni ecologiche;
- considerazioni sullo smaltimento;
- informazioni sul trasporto;
- informazioni sulla regolamentazione;
- altre informazioni.
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Fonte: Secofor
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30/04/2004
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Agevolazioni
per le imprese - Ministero delle Attivita' Produttive -
Circolare
16/4/2004, n. 1192:
Modificazioni al punto 1.1 (soggetti
beneficiari) della circolare n. 1191966 del 2 aprile 2004, nonche' ulteriori
chiarimenti in merito alla redazione delle schede di progetto indicate all'art.
2, comma 4 del decreto 15 gennaio 2004.
(G.U.R.I. n. 99 del 28/4/2004)
Errata
- Corrige 27/4/2004:
Comunicato relativo alla circolare 2 aprile 2004, n. 946101, del Ministero delle
attivita' produttive, recante: «Chiarimenti in merito a modalita' e procedure
per la presentazione delle domande, nonche' per l'erogazione delle agevolazioni,
concernenti programmi di sviluppo ed innovazione nelle piccole e medie imprese
del settore tessile, abbigliamento e calzaturiero, ai sensi dell'art. 2, commi 4
e 5, della legge 12 dicembre 2002, n. 273. Circolare». (Circolare pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 87 del 14 aprile 2004).
(G.U.R.I. n. 98 del 27/4/2004)
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