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30 APRILE 2004

  

    

30/04/2004

Il primo maggio 2004 a Gorizia - Le segreterie nazionali CGIL, CISL, UIL hanno deciso che, nell’ambito delle iniziative del 1° Maggio, la manifestazione centrale, con la partecipazione dei Segretari generali delle organizzazioni, abbia luogo a Gorizia.
La storia della provincia di Gorizia assume aspetti drammatici nel corso del XX secolo.Già fiaccata dal primo conflitto mondiale nel 1945 Gorizia perde il suo retroterra economico a causa della politica fascista e per l'esito della seconda guerra mondiale dopo l'occupazione tedesca e quella jugoslava. Nel 1947, con l'entrata in vigore del trattato di pace, il Goriziano viene tagliato in due: Gorizia e una parte della sua storica provincia tornano sotto l'Italia, un'altra parte viene assegnata alla Jugoslavia vincitrice. L'inizio del secondo dopoguerra è connotato, più che in altre parti d'Europa, dallo scontro tra comunismo e anticomunismo. Con il trascorrere degli anni le tensioni sono andate però stemperandosi e l'imminente ingresso nell'Unione Europea della Repubblica di Slovenia deve essere considerato come il definitivo passo verso l'integrazione fra due popoli che assieme possono crescere e prosperare. [per approfondire].

  

    

30/04/2004

Concerto del primo maggio - Esaltare le due anime della piazza e' stato, in questi due anni di nostra organizzazione, l'intento e l'obiettivo principale del concerto del Primo Maggio.
Lo sara' ancora una volta, e ancora di piu', in questa edizione 2004.
Nel corso delle sette ore di musica ci saranno due i momenti attorno ai quali si catalizzera' l'attenzione del pubblico e attorno ai quali tendera' la tensione delle note.
L'omaggio a Fabrizio De Andre', a cinque anni dalla sua scomparsa.
Con l'accompagnamento della PFM, alcune delle canzoni piu' suggestive del cantautore saranno interpretate da vari artisti che si alterneranno sul palco.
La celebrazione della musica popolare con un progetto che portera' in piazza la Taranta, una delle espressioni piu' significative di questo tipo di musica, arricchita e sviluppata con il contributo di un ospite internazionale di straordinario spessore: Stewart Copeland, il batterista dei mitici Police.
Ad accompagnarlo, i musicisti che incendiano la Notte delle Taranta: Raiz, i Radiodervish, Uccio Aloisi e l'Ensamble Bash.
Se l'omaggio al cantautore genovese non potra' che scuotere e far vibrare il cuore di ogni singola persona presente in piazza, il morso della Taranta avra' il potere di coinvolgere e far muovere un popolo variegato, proveniente dal Nord e dal Sud, al ritmo di suoni ipnotici e trascinanti. Con i gruppi emergenti che gia' conoscete e che gia' ballate, con gli artisti che appartengono alla storia della musica italiana di questi ultimi anni, con quelli che la storia della musica italiana l'hanno fatta, con la musica dei dj set piu' attenti all'aria che tira, l'intento e' quello di creare un circolo, una comunicazione continua, fra pubblico e musicisti sul palco; un vortice di energia che si rispecchiera' e si rimandera' in entrambe le direzioni e che da entrambe le direzioni trarra' la sua forza
A sostenere e ad amplificare questi due momenti, la musica sara' quella di qualita' che meglio rappresenta e interpreta il gusto musicale del popolo che partecipa dal vivo, nella piazza, o a casa, davanti a schermi invasi di vita. Per legare la musica, lo spettacolo, le parole e lo spirito della piazza, la conduzione non potra' che corrispondere alle aspettative di chi partecipa a questo evento corale, come spettatore e come musicista.

Per il programma ed ulteriori info vai al sito www.primomaggio.com.

 

  

30/04/2004

Forme di presentazione del disagio psicologico a genesi occupazionale: esperienza presso il call center di una azienda di rilevanza nazionale

RIASSUNTO - Spesso in Medicina del Lavoro non vengono riconosciute o adeguatamente valutate le forme di disagio psicologico occupazionale che derivano da rischi "trasversali" di tipo organizzativo/relazionale. In questo contributo viene brevemente descritta una indagine da noi condotta in una struttura "call center". Vengono illustrate le forme di disagio psicologico da noi rilevare e studiate. Si indicano, infine, alcune modificazioni dell’organizzazione del lavoro derivate dal recepimento dei primi risultati del nostro studio..

ABSTRACT - DIFFERENT TYPES OF OCCUPATIONAL PSYCHOLOGIC DISCOMFORT: EXPERIENCE IN A CALL CENTER. Often in Occupational Medicine doctors misunderstand or underestimate the occupational’s psychologic disconfort forms deriving from "trasverse risks" of organizational kind. In this communication is shortly described a our study with in a "call center". We explain the several kinds of psychologic disconfort which we have here recognized and studied. We show, at last, some of job’s organizzation modifications rised from the first outcome of our study.

Introduzione
Sempre più spesso il Medico Competente si confronta con forme di
rischio trasversale, quali per esempio fattori relativi all’organizzazione del lavoro o ai rapporti relazionali interni. Tali rischi sono spesso sottostimati, così come misconosciute sono spesso le forme di disagio psicologico che ne derivano, e che ledono, talvolta in modo cospicuo, l’integrità psicofisica del lavoratore (1, 2, 4). Nel presente contributo vengono brevemente illustrati i dati di una indagine ad hoc eseguita nella sede romana di una azienda di rilevanza nazionale.

Indici di disagio psicologico rilevati in una azienda leader del settore dei servizi.
Nel 1999 una azienda leader nella distribuzione dell’energia, a seguito
di una impegnativa riorganizzazione interna, creò una imponente struttura di "call center", destinandovi lavoratori già altrimenti impiegati presso la stessa azienda. La prima organizzazione prevedeva una divisione abbastanza rigida tra mansioni di "front office" (ossia di "call center" vero e proprio), che occupavano i 2/3 circa degli addetti, e le restanti mansioni di "back office" (prive dei ritmi e degli orari di lavoro rigidi e della costrittività delle operazioni del call center). Tutti i lavoratori del call center (214 individui), rientrando nella tipologia di rischio per videoterminale, vennero sottoposti nel 2000 ad una campagna di visite per Sorveglianza Sanitaria specifica. In quell’occasione, la rilevazione anamnestica dei più classici segni di disagio psicologico (assenteismo, e segnatamente per malattia, e denuncia di sintomatologie a base o a correlazione psicologica) (2, 3, 4) sembrò senza dubbio significativa. Essendo molti lavoratori risultati idonei con prescrizioni, e/o di età superiore ai 50 anni, ed avendo nel frattempo l’Azienda riconosciuta le presenza di rischio legati a posture incongrue o costrittive, la campagna di Sorveglianza Sanitaria è stata replicata nel 2002. In questa seconda occasione è stato anche somministrato un questionario anonimo semistrutturato multidimensionale; gli items esplorati (4) riguardavano l’evenienza di fenomeni infortunistici (compresi quelli in itinere), l’assenteismo, la percezione soggettiva della disaffezione al lavoro, la percezione soggettiva di aumento di comportamenti aggressivi in ambiente di lavoro, la rilevazione di aumentato uso di servizi di medicina occupazionale offerti, la rilevazione di sintomi psichiatrici (raccolti secondo le categorie del DSM-IV/MINI 5.1) ma senza suggerimenti diagnostici sindromici, rilevazione descrittiva di soggettività di disagio psicologico. È stato inoltre possibile confrontare alcune tipologie (infortuni, assenteismo, aumentato ricorso ai servizi di medicina del lavoro offerti - anche tramite un marcato ricorso alle possibilità date dall’art. 17 comma 1 lettera i del D.Lgs.626/94) con i dati oggettivi disponibili presso l’azienda. I risultati dello studio sono di seguito schematizzati (Tabella I).

Tabella I (1 pagina in formato PDF)

Si precisa che i dati forniti sono preliminari e soltanto descrittivi; l’elaborazione definitiva dei dati ricavati, infatti, è attualmente ancora sottoposta a controllo incrociato degli items e ad analisi statistica non parametrica). L’analisi preliminare dei dati rilevati nell’indagine è risultata preoccupante, per le molteplici forme di disagio psicologico riscontrato e per il peso totale dello stesso nella struttura lavorativa. L’unica ipotesi in grado di rendere conto della situazione riscontrata correla la costrittività del lavoro in "call center" alla destinazione alla mansione specifica di personale abbastanza in avanti con l’età cronologica e lavorativa, e non motivato da possibilità di avanzamenti di carriera allo svolgimento di una mansione portatrice di vari stressor intrinseci. Il primo esame dei dati rilevati ha portato il management alla decisione di riorganizzare le mansioni, attribuendo a ciascun individuo, per ogni turno di lavoro, sia mansioni in front office (per i 2/3 del turno) che mansioni in back office (per il restante terzo). Tale riorganizzazione avrebbe lo scopo di alleggerire il carico costrittivo per singolo individuo. Gli effetti verranno rivalutati tramite ripetizione dello studio nella prossima campagna di Sorveglianza Sanitaria sugli stessi individui (prevista per il 2004).

Conclusioni
Lo studio delle forme di disagio psicologico occupazionale e i rischi
di tipo trasversale (in questo caso organizzativo/relazionale), pur rappresentando un patrimonio culturale della Medicina del Lavoro, sono spesso di fatto sottovalutate o misconosciute. Tuttavia è prevedibile che, per motivi socioeconomici e di evoluzione delle organizzazioni lavorative, esse siano destinate ad aumentare esponenzialmente. La loro esatta valutazione e gestione, perciò, rappresenta un momento irrinunciabile ai fini del miglioramento delle condizioni di lavoro, e di una vera tutela preventiva del benessere psicofisico dei lavoratori.

Bibliografia
1) Cooper CL. Job Distress: Recent Research and the Emerging Role of the Clinical Occupational Psychologist. Bulletin of the British Psychological Society 1986; 39: 325-331.
2) Favretto G. Lo stress nelle organizzazioni. Il Mulino, Bologna, 1994.
3) Lacquaniti A. Psicologia del lavoro. In Scansetti G, Piolatto PG, Perrelli G. Medicina del Lavoro. Edizioni Minerva Medica, Torino, 2000: 465-477.
4) Papalia F, Mattei O, Vinci F. Disagio psicologico in ambiente di lavoro e mobbing: approccio e competenze dello specialista in Medicina del Lavoro. In De Risio S (ed.) Psichiatria della salute aziendale e mobbing. Franco Angeli, Milano, 2002.

Autori: F. Papalia (1), M.R. Vinci (1), V. Faia (2), L. Cesarini (1), F. Vinci (1)
1 Istituto di Medicina del Lavoro, Facoltà di Medicina e Chirurgia, U.C.S.C., Roma
2 Istituto di Psicologia e Psichiatria, Facoltà di Medicina e Chirurgia, U.C.S.C., Roma

  

  

30/04/2004

L'angolo dell'avvocato: responsabilita' del Datore di Lavoro - Il nostro responsabile legale segnala questa interessante recente sentenza della Corte di Cassazione sulla responsabilita' del Datore di Lavoro in caso di infortunio.

Nella sentenza
Le norme dettate in tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, tese ad impedire l'insorgenza di situazioni pericolose, sono dirette a tutelare il lavoratore non solo dagli incidenti derivanti dalla sua disattenzione, ma anche da quelli ascrivibili ad imperizia, negligenza ed imprudenza dello stesso: ne consegue che il datore. di lavoro è sempre responsabile dell'infortunio occorso al lavoratore, sia quando ometta di adottare le idonee misure protettive, sia quando ...

Vai alla sentenza per esteso >>  

L'angolo dell'avvocato: malattia professionale ed incidenza sulla capacita' lavorativa - Il nostro responsabile legale segnala questa interessante recente sentenza della Corte di Cassazione su di una di malattia professionale e la relativa incidenza sulla capacità lavorativa.

Nella sentenza
Le valutazioni circa le attenzioni e le limitazioni, cui inevitabilmente va incontro un soggetto che contrae il virus HCV (particolarità del regime alimentare, cautele nei rapporti con i terzi, diminuita intensità della vita lavorativa), fra l'altro in presenza di malattia silente, non attengono in linea di principio alla ...

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L'angolo dell'avvocato: mobbing - Il nostro responsabile legale segnala questa interessante recente sentenza della Corte Costituzionale sul mobbing.

Commento
Con questa sentenza l
a Consulta ha condiviso la questione sollevata dal Tribunale che aveva statuito una omogeneità tra il credito da demansionamento (e cioè l’attribuzione al lavoratore di mansioni inferiori a quelle a lui spettanti o il mancato affidamento di qualsiasi mansione) e gli altri crediti assistiti da ...

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30/04/2004

Protezione da agenti chimici - D.Lgs. del 2 Febbraio 2002 n. 25 - Il rischio di natura chimica è un rischio igienico - ambientale legato alla presenza di fattori chimici.
E' principalmente legato alla mancata cognizione della pericolosità di ciò che si utilizza durante le lavorazioni.
Ogni sostanza o preparato può essere tossica per l'uomo quando causa danni organici e/o funzionali. La sostanza tossica può presentarsi sotto diverse forme (gas, polveri, vapori, ecc.) e può causare danni all'organismo venendo inalata attraverso le vie respiratorie, per contatto cutaneo, per ingestione, ecc.

SOSTANZE CHIMICHE PRESENTI NEI CICLI PRODUTTIVI DI ALCUNE ATTIVITA' ARTIGIANE

Segherie, Falegnamerie ed ebanisterie

Nelle polveri di legno sono presenti residui di resine tossiche, proprie dei vari tipi di legno e delle varie sostanze usate come preservanti (creosoto, pentoclorofenolo, organofosfati, ecc.).
L'incollaggio viene effettuato mediante colle sintetiche specialmente di tipo vinilico ed amminoplastico.
Le vernici utilizzate appartengono alle classi poliesteri e poliuretaniche e contengono numerose sostanze chimiche fra le quali: toluene, xilene, acatato, stirene.

Tinto-lavanderie

Nel lavaggio a secco vengono principalmente utilizzati il Tricloroetilene ed il Tetracloroetilene.
La smacchiatura viene effettuata con solventi specifici per il tipo di macchia e fra questi: Trielina, ammoniaca, benzina, ac. acetico, trementina.

Autofficine

I lubrificanti e specie l'olio esausto sono le sostanze chimiche abbondantemente presenti in queste attività.

Elettrauto

Gli acidi ed il piombo presenti nelle batterie costituiscono il rischio chimico di queste attività.

Autocarrozzerie

Nelle lavorazioni di queste aziende sono presenti numerosissime sostanze chimiche ed in particolare:
Stucchi a spatola: Stirene e perossido di benzoile.
Vernici, diluenti ed induritori: cromati di zinco e di piombo, sali di cobalto, xilene, acetone, stirene e toluene, isocianati.

Fabbri

Particolare importanza rivestono i fumi di saldatura, che contengono piombo, ossido di carbonio ed altre sostanze tossiche, e le vernici al minio.

Tipografie

Inchiostri e piombo.

CHE COSA SI INTENDE PER «SOSTANZE PERICOLOSE»
Si tratta di una sostanza con una o più delle seguenti caratteristiche:
- è in grado di provocare incendi ed esplosioni;
- è pericolosa per la salute;
- è corrosiva o irritante;
- è pericolosa per l'ambiente.
Talune sostanze possono possedere contemporaneamente diverse proprietà fra quelle enunciate, ad esempio il toluene che è sia nocivo che facilmente infiammabile.

ETICHETTATURA E SCHEDA DI SICUREZZA

Contenuti della scheda di sicurezza

Prima di iniziare il lavoro a contatto con sostanze pericolose, è importante leggere attentamente l'etichetta, le istruzioni complementari, il manuale di istruzione e la scheda di sicurezza che vi consiglieranno le precauzioni da adottare.

Qualora acquistiate determinati prodotti, è dovere del venditore o del produttore fornirvi la scheda di sicurezza della sostanza e/o del preparato.

Al momento dell'acquisto le confezioni del prodotto devono essere imballate ed etichettate in conformità alle disposizioni vigenti, nonché fornite della scheda di sicurezza.
La scheda di sicurezza deve fornire una panoramica completa di tutti i rischi legati al prodotto e deve essere conservata in azienda.

Autovalutazione.
L'impresa che utilizza per le lavorazioni sostanze o preparati pericolosi, riceve dai fornitori le schede di sicurezza di detti prodotti?
Le schede di sicurezza sono illustrate al personale e distribuite?
L'impresa che produce sostanze pericolose, redige le schede di sicurezza da consegnare ai clienti, redatte secondo la normativa vigente?

- Identificazione del preparato e della società produttrice;
- composizione dei componenti/ingredienti;
- identificazione dei pericoli;
- misure di primo soccorso;
- misure antincendio;
- misure in caso di fuoruscita accidentale;
- manipolazione e stoccaggio;
- proprietà fisiche e chimiche;
- stabilità e reattività;
- informazioni tossicologiche;
- informazioni ecologiche;
- considerazioni sullo smaltimento;
- informazioni sul trasporto;
- informazioni sulla regolamentazione;
- altre informazioni.

Fonte: Secofor

  

  

30/04/2004

Termotecnica - Ministero dell'Economia e delle Finanze - D.I. 08/04/2004:
Modificazione della tabella «A» allegata al decreto 9 marzo 1999, concernente l'individuazione dei comuni non metanizzati ricadenti nella zona climatica «E», di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412.
(G.U.R.I. n. 100 del 29/4/2004)

  

  

30/04/2004

Nuove norme UNI sul gas in Gazzetta Ufficiale - Ministero delle Attivita' Produttive - D.M. 26/3/2004:
Pubblicazione del 20° gruppo di norme tecniche per la salvaguardia della sicurezza adottate ai sensi della legge 6 dicembre 1971, n. 1083, sulla sicurezza di impiego del gas combustibile.
(G.U.R.I. n. 99 del 28/4/2004 - Suppl. Ordinario n. 77)

  

  

30/04/2004

Finanziamenti per interventi ambientali - Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio - D.I. 14/10/2003:
Disciplina sulle modalita' di funzionamento ed accesso al fondo di rotazione istituito ai sensi del comma 9-bis dell'art. 18 della legge 8 luglio 1986, n. 349.
(G.U.R.I. n. 99 del 28/4/2004)

  

  

30/04/2004

Agevolazioni per le imprese - Ministero delle Attivita' Produttive - Circolare 16/4/2004, n. 1192:
Modificazioni al punto 1.1 (soggetti beneficiari) della circolare n. 1191966 del 2 aprile 2004, nonche' ulteriori chiarimenti in merito alla redazione delle schede di progetto indicate all'art. 2, comma 4 del decreto 15 gennaio 2004.
(G.U.R.I. n. 99 del 28/4/2004)

Errata - Corrige 27/4/2004:
Comunicato relativo alla circolare 2 aprile 2004, n. 946101, del Ministero delle attivita' produttive, recante: «Chiarimenti in merito a modalita' e procedure per la presentazione delle domande, nonche' per l'erogazione delle agevolazioni, concernenti programmi di sviluppo ed innovazione nelle piccole e medie imprese del settore tessile, abbigliamento e calzaturiero, ai sensi dell'art. 2, commi 4 e 5, della legge 12 dicembre 2002, n. 273. Circolare». (Circolare pubblicata nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 87 del 14 aprile 2004).
(G.U.R.I. n. 98 del 27/4/2004)

  

  

30/04/2004

Societa' Organismi di attestazione (SOA) - Ministero delle Attivita' Produttive - D.L. 26/4/2004, n. 107:
Proroga del termine di validita' delle certificazioni rilasciate dalle Societa' Organismi di attestazione (SOA) agli esecutori di lavori pubblici.
(G.U.R.I. n. 98 del 27/4/2004)

  

  

30/04/2004

Regole tecniche per i documenti informatici - D.P.C.M. 13/1/2004:
Regole tecniche per la formazione, la trasmissione, la conservazione, la duplicazione, la riproduzione e la validazione, anche temporale, dei documenti informatici
(G.U.R.I. n. 98 del 27/4/2004)

  

  

30/04/2004

Valutazione e certificazione della sicurezza nel settore della tecnologia dell'informazione - D.P.C.M. 30/10/2003:
Approvazione dello schema nazionale per la valutazione e la certificazione della sicurezza nel settore della tecnologia dell'informazione, ai sensi dell'art. 10, comma 1, del decreto legislativo 23 febbraio 2002, n. 10.
(G.U.R.I. n. 98 del 27/4/2004)

       

 

                             
                             
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