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29 APRILE 2004

 

 

29/04/2004

Lavoro agricolo: esposizione a rumore ed effetti cardiovascolari

RIASSUNTO - Scopo dello studio è stato quello di valutare gli effetti cardiovascolari in agricoltori esposti a rumore. Abbiamo studiato due gruppi: 143 trattoristi (età anagrafica 51.0±10.5 anni e anzianità lavorativa 33.0±10.5 anni) e 193 agricoltori non esposti a rumore usati come controlli (età anagrafica 48.3±13.7 anni e anzianità lavorativa 30.6±14.7 anni). Dopo le indagini fonometriche tutti gli agricoltori sono stati sottoposti a: visita medica, valutazione della pressione arteriosa, esame audiometrico ed esame elettrocardiografico. I risultati mostrano un aumento della prevalenza di ipertensione arteriosa e anomali e elettrocardiografiche tra gli agricoltori esposti a rumore (ipertensione sistolica n. 53, 37.1%; ipertensione diastolica n. 60, 42.0%; anomalie elettrocardiografiche n. 44; 30.8%) rispetto al gruppo di  controllo (ipertensione sistolica n. 23, 16.1%; ipertensione diastolica n. 26, 18.2%; anomalie elettrocardiografiche n. 5; 3.5%) (ipertensione sistolica p=0.002; ipertensione diastolica p=0.003; anomalie elettrocardiografiche p=0.030).
In conclusione i risultati ottenuti potrebbero far pensare
all’esistenza di effetti cardiovascolari dovuti all’esposizione cronica al rumore; questo dovrebbe incentivare programmi di screening per i lavoratori agricoli.

ABSTRACT - CARDIOVASCULAR EFFECTS IN FARMERS EXPOSED TO NOISE - Aim of the study was to assess cardiovascular effects in the farmers exposed to noise. We assessed two samples of 143 farmers using tactor (mean age 51.0 ±10.5 years, length of service 33.0 ±10.5 years) and 193 farmers not exposed to noise (controls) (mean age 48.3 ±13.7 years, length of service 30.6 ±14.7 years). After the phonometric measurements all farmers were undergone to a medical examination, measurements of blood pressure, a audiometric test and a electrocardiogram. The collected data show an increased prevalence of hypertension and electrocardiographic anomalies in farmers exposed to noise (systolic hypertension n. 53, 37.1%; diastolic hypertension n. 60, 42.0%; electrocardiographic anomalies n. 44; 30.8%) compared to the control group (systolic hypertension n. 23, 16.1%; diastolic hypertension n. 26, 18.2%; electrocardiographic anomalies n. 5; 3.5%) (systolic hypertension p=0.002; diastolic hypertension p=0.003; electrocardiographic anomalies p=0.030). Our results could be taken to mean that there are effects of chronic exposure to noise on cardiovascular apparatus; this would stimulate the screening programmes for farmers.

Introduzione
Gli studi sulle relazioni tra esposizione a rumore e patologia cardiovascolare
in agricoltura sono ancora insufficienti. Scopo del presente studio è quello di valutare se l’esposizione cronica a rumore, dovuta all’uso di macchine agricole, possa avere effetti su alcuni parametri cardiovascolari oltre che sulla perdita dell’udito.

Materiali e metodi
Sono stati studiati 286 lavoratori agricoli maschi di una zona rurale
nei pressi di Roma: 143 trattoristi (età anagrafica 51.0±10.5 anni e anzianità lavorativa 33.0±10.5 anni) e 193 agricoltori non esposti a rumore usati come controlli (età anagrafica 48.3±13.7 anni e anzianità lavorativa 30.6±14.7 anni). Per tutti i lavoratori è stato compilato alla presenza di un medico un questionario clinico-anmnestico mirato alla identificazione dei rischi lavorativi ed extralavorativi audiologici e cardiovascolari nonché sull’utilizzazione dei DPI. Tutti i lavoratori agricoli inclusi nello studio, dopo il calcolo dell’esposizione quotidiana personale al rumore (LEP,d), sono stati sottoposti ad un esame clinico con misurazione della pressione arteriosa in clinostatismo, esame audiometrico ed esame elettrocardiografico.

Risultati
I risultati evidenziano l’elevato livello di emissione sonora da parte
dei mezzi utilizzati. L’analisi fonometrica e la determinazione dei tempi di esposizione a rumore hanno evidenziato per 63 lavoratori esposti (44.1%) su 143 un LEP,d superiore a 90 dB(A) (media 93.6±8.1; range 69.8-110.1). I risultati ottenuti dalla visita medica e dagli esami strumentali sono mostrati in tabella I. I dati relativi ai rischi lavorativi e all’uso dei DPI sono esposti in tabella II.

Discussione
I dati esposti fanno ritenere che l’attività lavorativa in agricoltura
comportante l’esposizione a rumore possa avere effetti sull’apparato cardiovascolare. L’esistenza di una relazione tra ipertensione ed ipoacusia è sottolineata dalla pressione media sistolica che è significativamente più alta nei trattoristi con deficit audiometrico rispetto ai trattoristi con normoacusia. Gli effetti cardiovascolari del rumore in agricoltura potrebbero essere condizionati da una serie di fattori: la variabilità del tipo di lavoro; l’esposizione in luoghi aperti; l’uso di diversi tipi di macchine; la combinazione di rumore proveniente da diverse sorgenti; l’entità ed il tipo di rumore variabile e discontinuo nel tempo; le caratteristiche del lavoro stesso. In conclusione i risultati ottenuti indicano l’esistenza di una problematica cardiovascolare in agricoltura e sottolineano l’importanza dei programmi di screening per i lavoratori agricoli.

Tabelle I e II (1 pagina in formato PDF)

Bibliografia
1) Tomei F, Fantini S, Tomao E, Baccolo TP, Rosati MV. Hypertension and chronic exposure to noise. Arch Environ Health 2000; 55(5): 319-25.
2) Griefahn B. Noise effects not only the ears. But can damage to health be objectively evalutuated? MMW Fortschr Med 2000; 142: 26-9.
3) Abbate C, Giorgianni C, Munao F, Costa C, Brecciaroli R, Barbaro M.: Effects of noise on functional cardiovascular parameters: a follow - up study. G Ital Med Lav Ergon 2002; 24: 43-8.
4) Van Kempen EE, Kruize H, Boshuizen HC, Ameling CB, Staatsen BA, de Hollander AE. The association between noise exposure and blood pressure and ischemic heart disease: a meta-anlysis. Environ Health Pespect 2002; 110(3): 307-17.

Autori: L. Marcellini, M.V. Rosati, M. Ciarrocca, A. Ursini, E. Tomao, F. Tomei
Medicina del Lavoro, Università degli Studi di Roma "La Sapienza"

 

 

29/04/2004

Gli atteggiamenti riguardanti la sicurezza sul lavoro e il livello di benessere psicofisico del personale educativo dei servizi all’infanzia (0-6 anni) del Comune di Roma - Il laboratorio di psicologia e sociologia del lavoro del DML dell’Ispesl ha effettuato una ricerca sul personale educativo in collaborazione con il Comune di Roma. Come ha descritto, L’on. Spera, presidente della Commissione Scuola, i servizi educativi all'infanzia hanno la finalità "di facilitare l'armonico sviluppo della personalità del bambino". In quest'ottica, nella struttura dell'asilo nido e scuola materna, la figura dell'educatrice e dell'insegnante, è ritenuta centrale. Essa determina l'azione educativa attraverso la sua influenza diretta sui bambini ma anche sull'organizzazione, sui rapporti con i colleghi e con i genitori. Il personale educativo vive una condizione di coinvolgimento emotivo che merita la più alta considerazione e valutazione. Nell'assolvere alla propria mansione, il personale educativo è impegnato in un rapporto con il bambino che richiede una disponibilità di energie, di attenzione, vigilanza, sensibilità e di empatia, fino ad arrivare ad un coinvolgimento totalizzante, che può sfociare in uno stato di stress psicofisico per l'operatore. Secondo la nostra ricerca tale condizione di coinvolgimento, fortemente presente e reale e può condurre gli operatori verso forme di disagio molto accentuate, che in alcuni casi possono confinare con una patologia (burnout). Sappiamo che l'interazione del fattore umano, fattore organizzativo e fattore ambientale sono determinanti per la valutazione globale del rischio sappiamo che al crescere del rischio diminuisce la sicurezza e con essa il benessere psicofisico. L'indagine è volta a conoscere le condizioni di lavoro di questi soggetti e le situazioni di affaticamento fisico e stress psicologico che condizionano il benessere psicofisico e la qualità del servizio prestato. continua >>. (5 pagine in PDF).

 

 

29/04/2004

Più flessibili ma più poveri - Il lavoro si trasforma in tutta Europa. E il welfare che fa? La precarietà e la crescente eterogeneità delle forme del lavoro dipendente mettono in discussione il sistema attuale di welfare plasmato sulla figura del dipendente con contratto a tempo indeterminato; mentre non emergono sufficienti proposte in grado di soddisfare le nuove esigenze dei cittadini.
“Sulla scia di un trend che dura da diversi decenni - spiega Enrico Pugliese, direttore dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali (Irpps) del Cnr - è diminuita l’occupazione stabile alle dipendenze, soprattutto nella grande industria, che aveva rappresentato il modello occupazionale trainante nel XX secolo. Questo modello aveva influenzato non solo la struttura sociale, ma anche il sistema di welfare, che si era fondato sulla figura del lavoratore maschio adulto, occupato stabilmente con lo stesso lavoro per un certo numero di anni, alla fine dei quali si andava in pensione. I sistemi scolastico, sanitario e previdenziale – cioè l’insieme delle politiche sociali - erano finanziati, oltre che dalla fiscalità generale, anche, e soprattutto, dai contributi versati dai lavoratori e dalle imprese. L’ingresso nel lavoro era precoce e l’uscita tardiva. Con il risultato di un lungo periodo di versamenti contributivi ”.
La realtà oggi è molto cambiata e impone nuove politiche sociali. Le carriere lavorative sono diventate più instabili e frastagliate, vi si accede tardi e, nel caso si riesca a ottenere un impiego definitivo, ciò avviene in maniera molto dilazionata. “Sono aumentati i cosiddetti lavori atipici - continua Pugliese - e si tende a cambiare frequentemente occupazione. A fronte di questa realtà sta riemergendo anche la figura del “working poor”, il lavoratore che pur disponendo di un normale salario non riesce ad arrivare alla fine del mese”. In conclusione, se da una parte la disoccupazione di massa è diminuita, è aumentato per converso il lavoro precario che comporta grandi difficoltà anche nel prelievo contributivo. Di questo fenomeno il sistema del welfare non può non tenerne conto.

Sandra Fiore

Fonte: Enrico Pugliese, Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Cnr, Roma, tel. 06/49932805, cell. 338/8161469, e-mail: e.pugliese@irpps.cnr.it

Allarme Eurispes: pericoloso impoverimento dei ceti medi - Le famiglie italiane di ceto medio stanno impoverendosi: lo rivela un'indagine dell'Eurispes dalla quale risulta anche che piu' di 15 milioni di italiani sono a rischio poverta'. Tra le famiglie indigenti, nel 2002, il 33,3% delle famiglie monogenitoriali, il 22,1% delle coppie con due figli ed il 33,9% delle coppie con tre o piu' figli non hanno avuto i soldi per comprare il cibo necessario, per pagare le bollette e per le cure mediche
Il dossier ha evidenziato tra le cause la caduta della qualita' dei servizi, ad esempio sanita' e trasporti, lo smantellamento del welfare, la trasformazione del mercato del lavoro e l'impoverimento dei ceti medi che devono difendersi dal pericoloso avanzamento della proletarizzazione.

Fonte: e-coop

 

 

29/04/2004

Sì ai turni, ma con la pennichella - Insonnia di notte e sonnolenza di giorno. Sono questi i principali sintomi della sindrome del turnista. Si tratta di un disturbo che colpisce quei lavoratori, come poliziotti o ferrovieri, a cui è richiesta flessibilità nell'orario e garanzia dei servizi nell'arco delle ventiquattro ore. Eppure basterebbe un sonnellino pomeridiano prima di iniziare il turno per ridurre il problema e migliorare la qualità della vita di chi appartiene a queste categorie professionali.
Uno studio, svolto dall’
Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare (Ibfm) del Cnr in collaborazione con il Centro del sonno dell’Università di Genova e il Servizio sanitario della Polizia di stato, evidenzia come questa categoria di lavoratori soffra di una serie di disturbi, tutti collegabili alla carenza di sonno, conseguente allo sfasamento dei ritmi circadiani: si va dall'insonnia alla sonnolenza, dai disturbi gastrointestinali ai problemi respiratori e cardiaci. "Questo vale sia per chi lavora di notte sia per chi fa il turno di sera - dice Fabrizio De Carli dell'Ibfm–Cnr - ma difficilmente il turnista collega questi disturbi al suo lavoro”.
Il turnista, poi, non sembra neanche rendersi conto fino in fondo del grado di stanchezza che gli causa appunto la carenza di sonno e si espone inconsapevolmente a una serie di pericoli, aumentando la probabilità di incidenti sul lavoro. "Abbiamo constatato - prosegue De Carli - che il rischio di incidenti, legati soprattutto alla sonnolenza, è correlato al processo omeostatico, ossia alla quantità di sonno perduto che via via si accumula senza che il lavoratore ne sia cosciente”. Dalle ricerche effettuate risulta infatti che gli incidenti e gli infortuni sul lavoro diminuiscono se il turnista si concede un breve sonno, anche solo di un’ora al pomeriggio, prima di prendere servizio. Al contrario, il rischio aumenta quando il lavoratore non adotta una simile precauzione. "Il sonnellino pomeridiano - spiega De Carli - è risultato un’efficace contromisura alla deprivazione di sonno, in grado di diminuire il livello di sonnolenza conseguente al fattore omeostatico e migliorare le prestazioni dei lavoratori”.
E la situazione sarà ancora migliore con una buona organizzazione dei turni e un controllo medico periodico.

Anna Capasso

Fonte: : Fabrizio De Carli, Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Cnr, Genova, tel. 010/353 7466, e-mail: f.decarli@ibfm.cnr.it

 

 

29/04/2004

Il mercato degli esplosivi in Italia - Segnaliamo l'articolo Il mercato degli esplosivi in Italia (9 pagine in PDF)..

 

 

29/04/2004

Breve guida al problema amianto - Dall'ASL n. 20 di Alessandria e Tortona segnaliamo Breve guida al problema amianto (69 pagine in formato PDF compresso)

 

 

29/04/2004

Nel 2003 è cresciuto il numero degli edifici abusivi - Secondo una indagine del Cresme sarebbero 40mila le nuove costruzioni illegali
Secondo una recente indagine del
Cresme e di Legambiente risulta che nel 2003 sarebbero stati realizzati ben 40mila nuovi edifici abusivi ossia circa il 41% in più rispetto a quanto è stato fatto nel 2001. Questo risultato è allarmante se si considerano gli effetti negativi che questo produce sull'ambiente e sul valore urbanistico e architettonico delle nostre città.
Complessivamente risulta che dal 1994 ad oggi gli edifici costruiti abusivamente siano circa 402.676 il che significa che le manovre sul condono che si sono succedute da questa data ad oggi, hanno incentivato e alimentato il ricorso alla costruzione di edifici abusivi.
Un altro fenomeno molto diffuso è quello delle trasformazioni d'uso e i frazionamenti di edifici illegali con aumento anche considerevole di volume, infatti gli abusi di questo tipo ammontano a 11mila (il doppio rispetto al 2002).
Un altro fenomeno in netto aumento in questi ultimi anni è stato quello delle piccole modifiche accessorie agli edifci, ossia quegli aumenti volumetrici poco consistenti realizzati nell'ambito di ristrutturazioni o risistemazione degli ambienti abitativi.
I casi in questione sarebbero 800mila, cifra purtroppo destinata ad aumentare

Fonte: Edilportale

 

 

29/04/2004

A milano si sperimenta il cemento mangia-smog - Tunnel di via Porpora scelto per l’applicazione
Una nuova pittura antismog come rivestimento stradale che riduca l’inquinamento atmosferico, mantenendo le caratteristiche estetiche delle pareti con conseguente aumento della sicurezza stradale. È questo il nuovo esperimento della Global Engineering.
Il nuovo prodotto mangia-smog sarà sperimentato a Milano nel tunnel di via Porpora. L’accordo con il Comune è in via di chiusura.
Si tratta di utilizzare prodotti fotocatalitici in grado di abbattere l’inquinamento atmosferico sotto l’azione della luce. I “sistemi a Cheniluminescenza”, certificati dal Cnr attraverso un protocollo scientifico redatto dall’Arpa Lombardia, verificheranno l’impatto che l’esperimento avrà sull’inquinamento.
Secondo quanto dichiara la Global Engineering, i nuovi prodotti, applicati su pareti, volta e marciapiedi, eserciteranno una funzione antibatterica.

Scarica il Dossier tecnico Malta cementizia
Scarica il Dossier tecnico Pittura cementizia

Fonte: Edilportale

 

 

29/04/2004

Smog: per le "auto blu" del ministero si sceglie l'elettrico - Le "auto blu" del Ministero dell' Ambiente e della Tutela del Territorio diventano ecologiche. Le 15 vetture di servizio tradizionali, che costituiscono il parco auto ministeriale, verranno infatti sostituite con autovetture ibride a basso impatto ambientale, funzionanti a propulsione elettrica e con motore a propulsione interna. La decisione del ministero arriva allo scadere del vigente contratto di locazione.
"Si tratta di un gesto simbolico - ha detto il Ministro Altero Matteoli - che però vuole essere di esempio per dimostrare come sia le istituzioni che i privati cittadini possano contribuire alla riduzione dello smog in città. Spero che l'iniziativa del Ministero venga seguita anche da altre Amministrazioni ". Per dare un reale contributo alla riduzione non solo dell'inquinamento atmosferico, ma anche di quello acustico, le auto ibride ministeriali utilizzeranno la propulsione elettrica obbligatoriamente all'interno del centro storico della città. Il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, proprio per incentivare il rinnovo del parco veicolare della Pubblica Amministrazione con auto ecologiche (elettriche, a gas, bifuel), ha già stanziato un fondo di circa 58 milioni di euro ed altri 90 milioni sono in arrivo per il prossimo triennio. Regioni, Comuni (quelli sopra a 25.000 abitanti, quelli delle isole minori con aree marine protette e i comuni all'interno di aree protette), Aziende comunali e Aziende di servizi pubblici possono contare su un incentivo che può raggiungere fino al 65% del prezzo del veicolo.

Fonte: Ministero dell'Ambiente

 

 

29/04/2004

In 11 citta' sbarca il car-sharing, l'auto anti-smog - Nelle citta' assediate dal traffico arriva l'auto self-service, in grado di togliere dalla strada dai 5 ai 10 veicoli e di far risparmiare 7 milioni di ore all'anno. E' il car-sharing, l'auto "partecipata" da piu' persone. A 19 mesi dall'avvio dell'operazione, e' funzionante a Venezia, Bologna, Torino, Modena e Rimini. Il servizio di condivisione dell'auto fra passeggeri che fanno lo stesso tragitto sta per essere attivato a Roma, Genova, Palermo e Firenze. E' in fase di elaborazione a Milano, Brescia, Parma e Reggio e Bolzano. A fare un bilancio della ricetta anti-ingorgo, finanziata dal ministero dell'Ambiente con una prima tranche di 9 milioni e 300mila euro, e' stato il primo Forum car-sharing tenutosi a Roma, organizzato dal ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e ICS, il circuito istituito dal ministero per la diffusione del servizio.

Fonte: e-coop

 

 

29/04/2004

Quanto pesa l'impatto ambientale di un Pc! Come un'auto - Per la costruzione di un singolo computer da tavolo vengono usate 1,8 tonnellate di materiale grezzo. L'impatto ambientale, in termini di peso, e' quindi pari a una piccola auto utilitaria. Lo rivela un recente studio sponsorizzato dalle Nazioni Unite, secondo cui un personal computer standard, corredato di un monitor 17 pollici, richiede almeno 240 kg di carburante fossile, 22 kg di vari elementi chimici e 1,5 kg di acqua. "Per diminuire l'impatto ambientale", dice Eric Williams, autore dello studio, "bisogna prolungare la vita d'uso dei computer". In parole povere, e' bene non disfarsi del vecchio pc, destinandolo agli impianti di riciclaggio, se non dopo aver fatto una revisione generale dell'hardware. Se proprio vogliamo cambiarlo, la scelta migliore e' di venderlo, oppure di donarlo a chi non ne possiede uno e ne possiede di piu' vecchi ancora.

Fonte: e-coop

 

 

29/04/2004

Laboratori ambientali - Segnaliamo il sito web della Provincia di Firenze dedicato al Coordinamento dei Laboratori e Centri di Educazione Ambientale della Provincia di Firenze.

  

   

29/04/2004

REGIONE EMILIA ROMAGNA: CONTRIBUTI PER LA REALIZZAZIONE DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI - Il bando attuativo del Programma regionale per la realizzazione di impianti fotovoltaici prevede la possibilita' di avere aiuti sotto forma di contributi in conto capitale nella misura del 75% del costo dell’investimento ammissibile per l’installazione di impianti fotovoltaici collegati alla rete elettrica di distribuzione e si rivolge a tutti i soggetti pubblici e privati che siano proprietari o esercitino un diritto reale di godimento sulla struttura edilizia cui fa riferimento l’intervento.
Sono ammessi gli interventi di installazione di impianti fotovoltaici di potenza nominale compresa tra 1 e 20 kW di picco i cui moduli fotovoltaici siano installati su strutture edilizie e relative pertinenze e/o costituiscano parte degli elementi costruttivi fissi delle stesse strutture e pertinenze. Sono ammessi anche i sistemi fotovoltaici che costituiscono arredo urbano. Le voci di spesa ammesse a contributo sono nel dettaglio: - progettazione, direzione lavori, oneri per la sicurezza, collaudo e certificazioni dell’impianto fotovoltaico; - fornitura dei materiali e dei componenti necessari alla realizzazione dell’impianto; - installazione e posa in opera dell’impianto; - eventuali opere accessorie strettamente necessarie e connesse all’installazione dell’impianto fotovoltaico.
Le domande, redatte secondo l’apposito modulo, andranno inoltrate insieme alla documentazione prevista, tramite raccomandata A/R al seguente indirizzo:
Regione Emilia Romagna, Assessorato Attività Produttive – Servizio Politiche Energetiche, viale Aldo Moro 44 – 40127 Bologna entro il 30 aprile 2004.

  

   

29/04/2004

REGIONE LOMBARDIA - “AZIONI DI SISTEMA PER IL MIGLIORAMENTO DELLE RISORSE UMANE NEL SETTORE DELLA RICERCA E SVILUPPO TECNOLOGICO” MISURA D4 FSE OBIETTIVO 3 - Con decreto pubblicato sul BURL è stato approvato il dispositivo per presentare progetti “Azioni di Sistema per il miglioramento delle risorse umane nel settore della ricerca e sviluppo tecnologico” Misura D4 FSE Obiettivo 3 e la relativa modulistica (disponibile all’indirizzo: www.monitorweb.it) per le aree Obiettivo 2 o in regime transitorio.
I soggetti che possono presentare i progetti sono le Associazioni Temporanee di Scopo (ATS) tra i seguenti soggetti (appartenenti alle aree Obiettivo 2 o in regime transitorio): Centri di formazione professionali pubblici e privati che operano nella formazione professionale regionale; Province, Comuni, Comunità montane, loro associazioni ed altri enti pubblici; Imprese, in particolare ventur capitalist, finanziarie di partecipazione, fondi di investimento, società di gestione del risparmio, anche temporaneamente associate e loro consorzi, centri di eccellenza e incubatori; Università, Centri e Istituti di ricerca. Le ATS dovranno essere composte: - per i progetti di Sistema da almeno 3 tipologie di operatori; - per i progetti di Ente da almeno 2 tipologie.
Le domande, redatte utilizzando il formulario on line predisposto dalla Regione, andranno presentate insieme alla documentazione prevista (tra cui: il progetto particolareggiato) presso il protocollo della Regione Lombardia, Direzione Generale Artigianato, Nuova Economia, Ricerca e Innovazione Tecnologica – piazza Duca d’Aosta, 4 – 20124 Milano o presso le sedi territoriali della Regione entro il 21 giugno 2004.
Per informazioni: 02.67652928.

   

   

29/04/2004

REGIONE PUGLIA: PUBBLICATO IL BANDO PER L’ACCESSO AL FONDO DI COGARANZIA E CONTROGARANZIA GESTITO DA ARTIGIANCREDITO PUGLIA IN RIFERIMENTO ALLA MISURA 4.19 DEL POR OBIETTIVO 1 - E’ stato approvato e pubblicato nel BURP il Bando per l’accesso al fondo di cogaranzia e controgaranzia gestito da Artigiancredito Puglia in attuazione della misura 4.19 “Interventi per la capitalizzazione ed il consolidamento finanziario del sistema delle PMI, dell’artigianato, del turismo e del commercio” del POR Ob.1
Sono ammessi alle prestazioni del fondo di Cogaranzia e Controgaranzia le imprese socie o consorziate delle cooperative di garanzia o dei consorzi fidi (Cofidi) che aderiscono ad Artigiancredito Puglia e che possiedano adeguati requisiti di solidità patrimoniale
Le domande di ammissione al Fondo, stilate secondo il modulo appositamente predisposto, vanno inviate tramite raccomandata A/R, con marca da bollo e firma autenticata del legale rappresentante del richiedente, insieme alla documentazione, ad: Artigiancredito Puglia, via V.N. de Nicolò, 20 Bari fino al 30 giugno 2006 (in quanto il bando è di tipo “aperto”) e comunque fino ad esaurimento delle risorse finanziarie disponibili.

      

          

''L'ANGOLO DELLA SICUREZZA ALIMENTARE''

''FOOD SAFETY'S CORNER''

 

   

29/04/2004

Autorità europea per la sicurezza alimentare - Si è tenuto l'altro ieri (n.d.r.) a Parma il primo cda dell'Autorità per la sicurezza alimentare, Efsa, nata su proposta della Comunità Europea allo scopo di ricucire lo strappo tra i consumatori e le istituzioni.
L'Autorità vigilerà su 450 milioni i consumatori europei che si confronteranno con le emergenze alimentari. 'Questo organismo - spiega la Coldiretti - è stata istituitra per affrontarli in modo omogeneo, evitando posizioni contraddittorie tra stati, rischi di inefficienza e soluzioni tampone.
Di fronte agli allarmi nazionali, la commissione europea ha proposto nel gennaio 2000, con il
libro bianco sulla sicurezza alimentare (60 pagine in PDF), una revisione delle politiche a favore dei consumatori dell'unione e l'istituzione di un'autorita' alimentare europea.
L'autorita' dovra' rispondere alle caratteristiche di indipendenza, obiettivita' e trasparenza. Tra i suoi compiti: il controllo della qualita' degli alimenti umani e animali (la struttura dell'autorita' prevede otto settori di esperti che indagheranno su alimenti animali, protezione delle piante, organismi geneticamente modificati, prodotti dietetici, allergie, rischio biologico, contaminazioni nella catena alimentare, salute degli animali); l'identificazione di ogni fattore di rischio per la salute del consumatore anche attraverso una rete di 'allarme rapido contemporaneo per tutti i quindici paesi; una base scientifica consolidata per porre in essere azioni preventive.
Pareri e decisioni dovranno essere trasmessi alla commissione europea, cui spettera' l'ultima parola.

Fonte: il Resto del Carlino - 27.04.2004

  

  

29/04/2004

Requisiti funzionali e impiantistici dei locali degli esercizi di produzione, preparazione, deposito, trasporto, vendita e somministrazione di alimenti e bevande - Dal Regolamento di Igiene per la Tutela della Salute e dell'Ambiente del Comune di Bologna segnaliamo: Allegato G - Requisiti funzionali e impiantistici dei locali degli esercizi di produzione, preparazione, deposito, trasporto, vendita e somministrazione di alimenti e bevande (23 pagine in Microsoft Word).

 

   

29/04/2004

La dieta mediterranea atterra sulla Stazione spaziale internazionale - Primo pasto nello spazio in regola con i canoni della dieta mediterranea. E' avvenuto sabato scorso per l'equipaggio della missione Delat, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (Iss). L'esperimento, informano i responsabili, '' è riuscito e si è concluso felicemente con soddisfazione degli stessi astronauti''.
Il menu, a base di pomodori pachino, piadina romagnola, pecorino toscano, pesche e gianduiotti, è il fulcro dell'esperimento Mediet (Mediterranean diet), nato dalla collaborazione fra il consorzio dell'università di Firenze Iacsa (Intenational advanced center for space applications) e la Coop Italia. I cibi, tutti rigorosamente freschi, sono in grado di conservarsi per alcuni mesi in bustine trasparenti grazie ad una tecnica di pastorizzazione a pressioni altissime messa a punto dal team scientifico e tecnico della Coop Italia a Bologna e Parma.
Le reazioni degli astronauti ad un cibo così insolito in una missione spaziale sono state filmate e registrate in un questionario dal quale i responsabili dell'esperimento contano di ottenere il primo indice di gradimento della dieta mediterranea assaporata in orbita. I test cui sono stati sottoposti i membri dell'equipaggio riguardano la percezione di colore, sapore, aspetto del cibo e le sensazioni relative all'ergonomia dello speciale vassoio messo a punto dallo stesso gruppo di ricerca.

Fonte: Ansa 28/04/2004

 

   

29/04/2004

Mais bt11: Italia benderuola, grave il si al mais ogm
Legambiente si rivolge alla Commissione Ue: "Si tenga presente le tante perplessità degli Stati membri"
“È vergognosa la strategia da banderuola che l’Italia porta avanti in Consiglio europeo di Agricoltura. A seconda di chi rappresenta il nostro Paese in Consiglio, l’Italia cambia la sua posizione sugli Ogm”. È durissimo il direttore generale di Legambiente, Francesco Ferrante sul voto a favore espresso oggi dal nostro Ministero per l’agricoltura per il nuovo mais BT11 della Syngenta.
“Non è possibile che la posizione dell’Italia – continua Ferrante - sia così ambigua, ci piacerebbe che il nostro Governo fosse più serio in sede europea soprattutto quando sono in discussione argomenti così delicati come la possibile importazione e trasformazione di un mais geneticamente modificato. Che, tra l’altro – incalza il direttore di Legambiente – desta così tante perplessità tra gli Stati Membri”.
Forti obiezioni infatti sono state mosse soprattutto da Austria, Belgio e Francia che hanno denunciato le gravi lacune nella documentazione redatta in sede europea per garantire la sicurezza di questo prodotto geneticamente modificato.
“Quello che ci auguriamo – conclude Francesco Ferrante - è che la Commissione Ue riconosca lo stato ancora insoddisfacente degli studi e riconsideri l’apertura delle frontiere al BT11”.

Fonte: Legambiente

 

   

29/04/2004

L'UE vara le nuove norme per il trasporto di animali - Il Consiglio dei ministri dell'Agricoltura ha iniziato lunedì sera la discussione delle proposte di regolamento europeo per il trasporto di animali. Al vaglio, tra l'altro, le condizioni e i limiti di viaggio per gli animali destinati alla macellazione e l'esame delle innumerevoli richieste avanzate dagli animalisti per quanto riguarda il problema degli spazi e dei livelli di temperatura e di umidità all'interno dei camion.
La proposta originale della Commmissione, pubblicata nel luglio 2003, era stata esaminata dal Parlamento europeo che aveva chiesto di migliorare ulteriormente le regole stabilendo dei limiti massimi di viaggio e i tempi di percorso, legandoli agli orari di lavoro dei trasportatori. Il Parlamento aveva posto anche la questione della ventilazione dei veicoli e dello spazio a disposizione degli animali.
La presidenza irlandese ha presentato una proposta di compromesso che prevede in particolare 9 ore di viaggio e 2 di riposo, seguite da altre 9 ore di viaggio e 12 di riposo.

Martedì, 27 aprile 2004/Il Corriere della Sera

 

   

29/04/2004

Le bevande gassate fanno ingrassare i piccoli - Per evitare che i propri figli diventino troppo grassi il modo migliore e scoraggiarli dal consumare bevande gassate. Lo dimostrano i dati di un programma di educazione alimentare condotto su alcune classi scolastiche nel Dorset in Inghilterra, pubblicati sul British Medical Journal da Janet James del Royal Bournemouth Hospital. Il consumo di bevande gassate è stato ridotto di 0,6 bicchieri nel gruppo di studenti sul quale è stato messo in atto il programma ed è aumentato di 0,2 bicchieri in quello usato come gruppo di controllo, mentre il consumo di acqua è aumentato in entrambi i gruppi. In un anno, la percentuale di bambini obesi è aumentata del 7,6 % nel gruppo di controllo, mentre è diminuita dello 0,2 % tra quelli sottoposti al programma.

Fonte: Lanci - Bmj - 26/4/2004

 

   

29/04/2004

Vitamine, quanto ci mancate! - E’ opinione comune che una dieta varia fornisca il fabbisogno minimo (Rda Racommended daily allowance) di tutte le vitamine (ed anche dei minerali) per evitare la comparsa di disturbi da carenza (scorbuto, pellagra). Questo è solo in parte vero: le vitamine B6, B9, B12, D ed E ed i minerali calcio, magnesio, ferro, zinco e selenio non sempre sono coperti al 100% delle rispettive Rda. A maggior ragione, la dieta non riesce a fornire (soprattutto, in alcune fasce di popolazione) le quantità ottimali (Roi Recommended optimal intake) di vitamine, cioè quelle quantità (superiori di circa 3 volte alle Rda, e, quindi, non farmacologiche), che contribuiscono a limitare il rischio di malattie e a rallentare i processi degenerativi.
Bisogna anche ricordare che, purtroppo, l’alimentazione è spesso tutt’altro che varia ed equilibrata, con il rischio che la quantità di vitamine assunte possa addirittura essere inferiore a quella minima raccomandata.
 Oltre alla mancata osservanza di una dieta varia ed equilibrata, altre cause di insufficiente apporto possono essere:
- le perdite vitaminiche (e non solo di queste) nel corso della preparazione e conservazione degli alimenti;
- l’assunzione di determinati farmaci che interferiscono con le vitamine.
Vi sono poi alcune fasi della vita (gravidanza, allattamento, crescita, menopausa, terza età..) oppure abitudini/situazioni (fumo, sport, stress) che si accompagnano ad accresciute esigenze di micronutrienti. Questi ultimi, ad esempio, diventano particolarmente importanti con l’avanzare degli anni. Le persone anziane possono andare incontro a carenze vitaminiche senza rendersene conto. Infatti, la loro dieta è spesso monotona; mangiano meno ed hanno una minore capacità di assorbire ed utilizzare i micronutrienti. Sofferenti di disturbi gastro-intestinali, epatici, metabolici (diabete) sono soggetti a rischio. Per non parlare di pazienti in trattamento con antibiotici e chemioterapici. Anche il consumo cronico di quantità non fisiologiche più di 30 grammi al giorno) di alcol pregiudica lo stato nutrizionale di alcune vitamine.
Di conseguenza, possono instaurarsi situazioni di “quasi-carenza”, le cui manifestazioni sub-cliniche sono diverse: fatica, irritabilità, insonnia, disturbi dell’umore, minore resistenza alle infezioni, dolori muscolari, disturbi della pelle e delle mucose.
In tali casi, il ricorso ad integratori è giustificato. Tuttavia, attenzione! Gli integratori non sostituiscono una dieta varia ed equilibrata né possono compensare comportamenti alimentari sbagliati e uno scorretto stile di vita (sedentarietà, fumo, alcol).
In conclusione, le fonti alimentari di micronutrienti rappresentano la scelta prioritaria: infatti, gli alimenti, oltre ai macronutrienti, cioè proteine, grassi e carboidrati, forniscono una miscela di vitamine, minerali, fibra e fitocomposti vari, la cui azione è nel complesso benefica.
L’approccio da seguire quindi è di procurarsi più micronutrienti possibile tramite una dieta adeguata, in particolare la mediterranea e, quindi, ricorrere ad una integrazione bilanciata (cioè, rispettosa dell’armonia metabolica, il che significa no alle megadosi di singole vitamine) e mirata a fornire i fabbisogni dei micronutrienti (vitamine e minerali) necessari per soddisfare specifiche esigenze fisiologiche, che sono diverse a secondo del sesso, dell’età, delle fasi della vita, delle attività e dei comportamenti.

Fonte: Piergiorgio Pietta, Istituto di tecnologie biomediche del Cnr, Milano, tel. 02/26422725, e-mail: piergiorgio.pietta@virgilio.it

  

  

29/04/2004

BEVANDE FANTASIA: COLDIRETTI, FINALMENTE IN GAZZETTA IL NO ALLA FRUTTA
SOLO IN FOTOGRAFIA
- Alla fantasia c'è un limite e non sarà possibile mettere in commercio le cosiddette "bevande di fantasia" con dizioni o immagini sulle confezioni che fanno esplicito riferimento a frutta non presente. E' quanto afferma la Coldiretti nel rendere noti i contenuti della nuova circolare del 25 marzo 2004, n. 168 bis del Ministero delle Attività produttive su "Etichettatura, presentazione e pubblicita' dei prodotti alimentari" pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale N.74 del 29 marzo 2004, che sostituisce, per la parte interessata, quella precedente come richiesto dalla Coldiretti. Nella nuova Circolare - sottolinea la Coldiretti - si precisa che "le bevande di fantasia", che si distinguono per un contenuto in succo di frutta inferiore al 12%, "devono essere presentate con denominazione di vendita e modalità tali da non creare confusione." "Con i chiarimenti apportati - sostiene la Coldiretti - sono stati rispettati gli impegni assunti per evitare una interpretazione ambigua della legge che rischiava di tradursi in un inganno per i consumatori e in un danno per gli imprenditori agricoli, nel rispetto di quanto convenuto nell'incontro tra il Ministro Antonio Marzano e il presidente della Coldiretti Paolo Bedoni il 14 gennaio scorso. L'allarme sulle bevande di fantasia era stato infatti lanciato dalla Coldiretti dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 7 gennaio scorso della Circolare 10 novembre 2003, n.168 del Ministero delle Attività produttive che è stata ora modificata e la cui interpretazione consentiva la vendita di bibite "al gusto di…" o "al sapore di…." con contenuti marginali o addirittura l'assenza totale di succo di frutta, sostituito dalla presenza di aromatizzanti, coloranti, acqua e zucchero con anche la possibilità di riportare sulle confezioni figure o indicazioni che facevano riferimento a frutta non presente, ma di cui la bibita ha il sapore grazie solo all'impiego di specifici aromi. Grazie alla nuova circolare - continua la Coldiretti - è stato chiarito che questo non sarà possibile e l'Ispettorato Repressione Frodi, che ha eseguito nel corso del 2003 numerosi sequestri, potrà proseguire la sua attività di vigilanza per evitare che venga aggirata l'attuale normativa per le bevande analcoliche "a base di" frutta che stabilisce un contenuto di succo non inferiore al 12 %. La vicenda delle bibite alla frutta…senza la frutta aveva avuto immediate ripercussioni nel mondo politico, economico e sindacale. Le prime voci di protesta si erano levate dalla Sicilia. Il presidente della Coldiretti isolana Giuseppe Guastella aveva denunciato che la Circolare del ministero rappresentava un attacco gravissimo all'economia agricola della Sicilia in quanto sostituendo il succo delle arance con semplici aromi si sarebbero penalizzati gli imprenditori che nel comparto della frutticoltura hanno investito, e lo stanno facendo tuttora, ingenti risorse per garantire la qualità dei prodotti ai consumatori. ''Incomprensibile e comunque da rivedere immediatamente": questo il giudizio espresso da numerosi parlamentari di vari gruppi politici della maggioranza e dell'opposizione che non si sono limitati a denunciare il provvedimento, ma che si sono attivati con interpellanze e interrogazioni parlamentari rivolte al Presidente del Consiglio e ai Ministri competenti Marzano e Alemanno. Tra esse, va segnalate l'interpellanza "bipartisan" dei senatori siciliani. In essa, si evidenziava, tra l'altro, come la Circolare fosse in contrasto con gli intendimenti manifestati chiaramente e più volte dal Parlamento, contro la diffusa preoccupazione e le volontà di non indurre mai il consumatore in inganno con immagini e definizioni menzognere apposte sulle etichette, e contro la volontà di garantire per quanto è possibile tracciabilità e rintracciabilità delle sostanze alimentari per favorire una scelta consapevole da parte dei consumatori. La correttezza dell'etichetta e la sua necessaria verifica si conferma ancora una volta uno strumento indispensabile di trasparenza nel rapporto tra produttori e consumatori e per questo la Coldiretti ha raccolto un milione di firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per "l'indicazione obbligatoria nell'etichettatura dell'origine di tutti i prodotti alimentari" che è all'esame della Commissione Agricoltura del Senato.

Fonte: Coldiretti 

   

  

29/04/2004

Tracciabilita' in cantina - Dal sincert segnaliamo ''Tracciabilita' in cantina'' (21 pagine in PDF)

   

  

29/04/2004

ALIMENTARE: QUALITA' PER DUE ITALIANI SU TRE SIGNIFICA GENUINITA' - Per due italiani su tre (64%) la qualita' alimentare di un prodotto dipende soprattutto dalla genuinità, che si presenta come il fattore principale nelle scelte di acquisto del cibo, seguita dalla sicurezza, dalla naturalita' e dalla salubrita', mentre all'ultimo posto si colloca il prezzo che è considerato solo da un italiano su cinque come un indicatore della qualità. E' quanto emerge dalle elaborazioni fatte dalla Coldiretti sull'indagine svolta da Swg-Cibus sull'opinione pubblica degli italiani sulla qualità alimentare. Dall'indagine con possibilità di risposte multiple - precisa la Coldiretti - emerge che per i consumatori la qualità alimentare significa nell'ordine genuinità (64%), sicurezza (53%), naturalità (37%), salubrità (33%), gusto (30%) e solo per ultimo costo (20%). A garantire i consumatori sulla qualità dei cibi acquistati non sono dunque solo gli alti prezzi ma - sostiene la Coldiretti - le informazioni relative alla genuinità e alla sicurezza e naturalità degli alimenti che dipendono in gran parte dalla provenienza e dal legame con il territorio. Una tendenza a consumare prodotti garantiti dal "campo alla tavola" con adeguate informazioni in etichetta avallata dal fatto che nel corso del 2003 secondo l'indagine Coldiretti-Ispo l'80% degli italiani ha consumato prodotti a denominazione di origine controllata o protetta, il 78% quelli biologici e il 63% quelli garantiti Ogm free. Una opportunità - sostiene la Coldiretti - resa possibile dai primati sul piano qualitativo e della sicurezza alimentare e ambientale dell'agricoltura italiana che è leader in Europa nei prodotti a denominazione di origine (136 DOP/IGP il 20% del totale dell'Unione), nel biologico (quasi 50.000 imprese biologiche, un terzo di quelle comunitarie) e nelle garanzie contro gli inquinamenti da biotech. Primati che non possono essere messi a rischio e per questo la Coldiretti è impegnata a garantire l'assenza di contaminazioni nelle coltivazioni nazionali con il progetto "semina sicura" e a promuovere e difendere l'adozione di provvedimenti che dichiarino OGM free i territori comunali, provinciali e regionali. Una scelta che per la prima volta ha fatto anche una intera contea degli Stati Uniti che, a seguito di una consultazione pubblica, è stata dichiarata libera da OGM con il divieto di coltivare prodotti transgenici per proteggere gli alimenti e i vini biologici e di qualità caratteristici del territorio". Si tratta - precisa la Coldiretti - di una decisione adottata nella Contea di Mendocino situata a nord di San Francisco in California grazie ad una maggioranza del 56% dei 47.000 elettori che si sono espressi a sostegno di una norma, chiamata "misura H", che rende illegale propagare, crescere o allevare piante o animali geneticamente modificati e prevede multe nel caso di mancato rispetto. Una iniziativa che secondo i promotori - riferisce la Coldiretti - potrebbe presto estendersi ad altre Contee della California come Sonora, Marin e Humboldt. Tra i promotori del "referendum" a sostegno della nuova misura si sono espressi - conclude la Coldiretti - i produttori agricoli di vino e frutta impegnati nel biologico e preoccupati del rischio di contaminazione accidentale delle proprie colture mentre a contrastare la decisione della Contea si sono schierate le grandi multinazionali del biotech che hanno investito inutilmente centinaia di migliaia di Dollari in spot pubblicitari televisivi e radiofonici.

LA QUALITA' ALIMENTARE DI UN PRODOTTO SIGNIFICA SOPRATTUTTO
Genuinità 64%
Sicurezza 53%
Naturalità 37%
Salubrità 33%
Gusto 30%
Costo 20%
(*) % delle risposte consentite (tre scelte possibili)
Fonte. Elaborazioni Coldiretti su dati SWG

Fonte: Coldiretti 

 

   

29/04/2004

UE: ALIMENTARE; SALGONO A 145 I PRODOTTI ITALIANI TUTELATI ENTRO 2004 - Più scelta per i consumatori "Doc" - Entro la fine del 2004 saranno almeno 145 le specialità alimentari nazionali riconosciute dall'Unione Europea come indicazioni geografiche (DOP/IGP) poiché ben nove prodotti tipici del belpaese entreranno definitivamente, prima della fine dell'anno, nel paniere europeo della qualità che già oggi può contare su 136 prodotti italiani tutelati, oltre il 20% del totale comunitario di 641. E' quanto afferma la Coldiretti in occasione della presentazione della ricerca Cirm/Consorzio Mela Val di Non dalla quale emerge tra l'altro che sette italiani su dieci conoscono il significato di alimenti "Dop", la metà dei consumatori sono in grado di citare il nome di uno o due prodotti DOP e che la maggior parte degli italiani è disposta a pagare il 10% in più per questi prodotti. Con i nuovi riconoscimenti dell'Unione si consoliderà il primato nazionale in Europa distaccando la Francia ferma a 132 riconoscimenti e potranno aumentare le opportunità di acquisto di alimenti certificati, rispettosi di un preciso disciplinare e caratterizzati da un forte legame territoriale verso i quali esiste un crescente interesse dei consumatori dimostrato dal fatto che nel corso del 2003, secondo l'indagine Coldiretti-Ispo, quasi due italiani su dieci (18%) hanno consumato regolarmente prodotti a denominazione di origine controllata o protetta, quattro qualche volta (43%) e due raramente (19%) mentre solo uno (6%) non ne ha mai sentito parlare. Entro la fine dell'anno - continua la Coldiretti - saranno definitivamente riconsciuti gli oli di oliva Dop Valdemone, Terre Tarantine, Lucca, Cartoceto e Tergeste, la ricotta romana e l'abbacchio romano Dop, il lardo di colonnata Igp, il salame d'oca di mortara e il miele della Lunigiana, il primo italiano ad entrare nel paniere. Un paniere di qualità nazionale dove ad oggi a guidare la classifica in termini numerici - spiega la Coldiretti - sono gli ortofrutticoli (41), i formaggi con ben 31 prodotti riconosciuti, seguiti dagli oli di oliva (30), dai prodotti a base di carne (26), ai quali seguono gli aceti (2), i prodotti da panetteria (3), due prodotti di carne e frattaglie fresche e una essenza. Interesse crescente dei consumatori e la presenza di new entry nei riconoscimenti fa prevedere una ulteriore aumento degli acquisti "Doc" ai quali - conclude la Coldiretti - nel corso del 2003 gli italiani hanno destinato 6,2 miliardi di Euro (1,5 miliardi le esportazioni) dei quali 3,7 miliardi per i formaggi (500 milioni le esportazioni), 2,2 miliardi per salumi e prosciutti (618 milioni le esportazioni), 62 milioni per l'ortofrutta (13 milioni le esportazioni), 27 milioni per gli oli di oliva (19 milioni le esportazioni) e 138 milioni per gli altri prodotti (232 milioni) le esportazioni.

LA SPESA “DOC” DEGLI ITALIANI NEL 2003 (DOP e IGP) in Milioni di Euro

PRODOTTI

SPESA

EXPORT

FORMAGGI

3.746

600

SALUMI E PROSCIUTTI

2.200

618

ORTOFRUTTA

62

13

OLIO D’OLIVA

27

19

ALTRI PRODOTTI

138

232

TOTALE

6.170

1.483

Fonte: Elaborazione Coldiretti su dati Nomisma e Consorzi di Tutela

 

 

 29/04/2004

Controllo delle micotossine negli alimenti - I sistemi di controllo HACCP per le micotossine nella catena alimentare sono pubblicati su Internet. Inoltre sono disponibili schede informative su ciascuna delle principali tossine e su metodi di analisi, corsi di addestramento e valutazione dei rischi. Tutte queste informazioni sono state raccolte da un gruppo di lavoro finanziato dalla Commissione Europea. Le micossine sono composti tossici prodotte da muffe che hanno contaminato e si sono sviluppate in prodotti alimentari. Fin dai tempi antichi, le micotossine sono state responsabili di malattie e morte di persone e animali da allevamento. Si stima che il 25% della produzione agricola mondiale sia contaminata da muffe che producono micotossine. Queste tossine si trovano principalmente in cereali, noci, semi di cacao e caffè, ma anche in vino, frutta secca e carne, specialmente quando vi è uno scarso controllo del contenuto/attività dell’acqua e della temperatura. Nei prodotti destinati all’alimentazione umana e animale sono state individuate più di 20  micotossine, in particolare aflatossine (da Aspergillus parasiticus e A. flavus), ocratossine (da Pencillium verrucosum e Aspergillus ochraceus), ma anche zearalenone, fumonisina e deossinivalenolo da Fusarium spp. Il sistema HACCP per il controllo delle micotossine sopra citato può essere reperito nel seguente sito Internet: http://www.mycotoxins.org. In questo sito si trovano anche utili schede informative su 12 micotossine, metodi analitici e di decontaminazione, legislazione, nonché diversi corsi di addestramento on-line. Inoltre, il sito web riporta il nuovo manuale FAO sull’HACCP per il controllo delle micotossine, che può essere scaricato da ftp://ftp.fao.org/es/esn/food/mycotoxin_manual.pdf.  Il progetto Flai Flow Europe ha pubblicato su questo argomento un manuale tecnico, basato sui risultati di ricerche scientifiche finanziate dalla UE. Il manuale può essere consultato al seguente indirizzo: http://www.flair-flow.com/industry-docs/mycotoxins.pdf.  

Progetto No:  QLK1-2000-01248 (EMAN) 
Co-ordinatore: Richard Lawley 
Leatherhead Food International Ltd., Randalls Road, Leatherhead, Surrey, KT22 7RY, UK.

Tel: +44 (0) 1372 822271;
Fax: +44 (0) 1372 822272
E-mail: eman@leatherheadfood.com

 

   

29/04/2004

Ocratossina A nel vino - Vino e succo d’uva sono stati recentemente classificati come le seconde più importanti fonti di ocratossina A (OTA), una delle principali micotossine. OTA induce tumori nel rene e in altri organi di animali; esposizioni elevate nell’uomo sono correlate a malattie renali e cancro del tratto urinario. Un gruppo di ricercatori ha condotto un’analisi del rischio sulla presenza di OTA nel vino e nel succo d’uva. Fino a poco tempo fa, i cereali erano considerati la principale fonte di ocratossina. Ricerche hanno messo in evidenza che il contenuto di questa tossina può essere elevato anche nel vino. I vini rossi possono contenere quantità più elevate di OTA dei vini bianchi, e il contenuto della tossina aumenta nei vini prodotti nelle regioni europee più meridionali. Il progetto Wine-Ochra Risk fa parte di un insieme di progetti di ricerca complementari, finanziati dalla UE, noto come Mycotoxin Prevention Cluster (www.mycotoxin-prevention.com). I ricercatori di questo progetto, oltre a condurre un’analisi del rischio, mirano a ridurre l’assunzione di OTA grazie allo sviluppo di uno schema HACCP per la produzione e la lavorazione delle uve. Gli obiettivi del progetto sono:

§ identificare le muffe che producono OTA nelle uve coltivate nel bacino mediterraneo

§ definire i punti di controllo critico (CCP) per la contaminazione di muffe e la produzione della tossina

§ identificare i passaggi chiave critici nel processo di vinificazione in relazione al rischio di presenza di tossina

§ elencare prodotti e linee guida utili per ridurre il contenuto di tossina nelle uve, nel mosto e nel vino

§ analisi del rischio relativa alla presenza di tossina in uva e vino

§ sviluppo di un sistema di supporto decisionale per la gestione integrata delle uve.

Le muffe produttrici di OTA nei cereali sono Aspergillus ochraceus e Penicillium verrucosum. In questo progetto, le muffe principalmente responsabili di produrre OTA nelle uve e nel vino sono state identificate essere Aspergillus sezione Nigri, in particolare A. carbonarius e A. nigri. I ricercatori stanno studiando la loro ecologia ed epidemiologia, anche attraverso approcci molecolari per una diagnosi rapida. Durante la produzione del vino, il contenuto della tossina aumenta durante la macerazione e diminuisce durante la fermentazione. Sono in fase di studio metodi per ridurre il contenuto della tossina. 

Progetto No:  QLK1-2001-01761         
(WINE-OCHRA RISK)
http://www.ochra-wine.com
 

Coordinatore: 
Dr Paola Battilani 
Università Cattolica Sacro Cuore, Faculty of Agriculture,
Instituto di Entomologia e Patologia Vegetale,
Via Emilia Parmense 84, 29100 Piacenza, ITALY 
Tel: +39 (0)523 599254; Fax: +39 (0)523 599256 
E-mail:
paola.battilani@pc.unicatt.it ; URL: www.unicatt.it

  

   

29/04/2004

Fitoestrogeni e prevenzione dell’osteoporosi - Benché sia stato dimostrato che i fitoestrogeni esplicano effetti positivi sul tessuto osseo e sullo sviluppo dell’osteoporosi in animali di laboratorio, sono necessari studi su soggetti umani prima di formulare raccomandazioni di carattere generale. Questa è la conclusione a cui è giunta l’azione concertata VENUS, recentemente terminata, sulla quale il progetto Flair Flow ha già riferito (documento FFE 422/01/SME14). I fitoestrogeni (PE) sono composti naturalmente presenti in prodotti alimentari di origine vegetale, che nell’organismo umano vengono convertiti in sostanze in grado di esplicare effetti simili a quelli degli estrogeni. Nell’ambito del progetto VENUS è stato creato un database contenente indicazioni sulla concentrazione di PE in circa 300 alimenti comunemente consumati in Europa. I PE considerati sono: isoflavoni (genisteina e daidzeina), cumestrolo, formononetina, biocanina A e lignani. Questi composti sono principalmente contenuti in semi di soia e altri semi, noci e alcuni cereali. Sulla base di questo database è stato stimato che l’assunzione di PE attraverso la dieta in Europa è inferiore a 1 mg/giorno, mentre in Asia è intorno a 20-100 mg/giorno. E’ stato stimato che per ottenere un effetto fisiologico sono necessari 60-100 mg/giorno di PE. Studi sulla biodisponibilità dei PE hanno confermato che la maggior parte di questi composti è prontamente assorbita dall’organismo umano, anche se è stata riscontrata molta variabilità tra i soggetti a causa di differenze nella microflora intestinale, nella dieta e nel metabolismo. Un consumo adeguato di isoflavoni tra la popolazione europea è piuttosto difficile perché i prodotti derivati della soia, particolarmente ricchi di questi composti, sono poco diffusi in Europa. Per questa ragione il progetto VENUS ha ideato un certo numero di menù contenenti derivati della soia in grado di aumentare significativamente l’assunzione di PE. Obiettivo di un altro progetto europeo, denominato PHYTOS, recentemente avviato, è quello di fornire evidenze scientifiche circa gli effetti degli isoflavoni della soia su marker dell’osteoporosi in donne in menopausa. 

Progetto: FAIR-PL98-4456 (VENUS)   www.venus-ca.org

Coordinatore: Prof Francesco Branca
Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN) 
Via Ardeatina, 546; 00178 Roma, ITALY

Tel: +39  (0)6 51494 571/521; Fax: +39 (0)6 51494 550

E-mail:
f.branca@agora. it;
URL:
http://inn.ingrm.it/Ricerca/scheletro/scheletro.htm

  

   

29/04/2004

Scarti di lavorazioni agro-industriali - L’utilizzazione degli scarti di lavorazioni agro-industriali nel settore alimentare può rappresentare un ottimo affare. Un nuovo gruppo di lavoro europeo, denominato AWARENET, si occupa di questi aspetti nell’ambito delle più importanti industrie agro-alimentari: latte e derivati, carne, prodotti ittici, prodotti vegetali e vino. Il gruppo comprende 32 ricercatori di 14 paesi europei che lavorano su legislazione europea, tecniche disponibili, mercato dei derivati degli scarti di lavorazione, nonché a una nuova strategia europea di ricerca e sviluppo. Nel primo anno, il gruppo di lavoro ha pubblicato diversi rapporti, tra i quali un’indagine sulle legislazioni nazionali ed europea in tema ambientale, in particolare quelle basate sulle seguenti Direttive: 90/667 sullo smaltimento e sulla trasformazione di scarti animali, 91/271 sul trattamento dei rifiuti urbani, 96/61 sul controllo e sulla prevenzione dell’inquinamento, e 99/31 sull'interramento di reflui, eccetto la Direttiva Rifiuti 75/442 e successiva modifica 91/156. Inoltre, sono stati pubblicati un’analisi dei reflui liquidi nei settori agro-industriali, e rapporti sulle principali tecnologie e sistemi di gestione degli scarti di lavorazioni agro-industriali e dei sottoprodotti commerciali da questi derivati. Nel secondo anno, il gruppo di lavoro ha studiato i principali processi si produzione per l’ottenimento di prodotti a partire da scarti organici, sottoprodotti e coprodotti, e individuato i punti critici in ciascuno dei processi di produzione di scarti solidi e liquidi. Parallelamente, sono stati affrontati aspetti legati al mercato, e i costi di smaltimento sono stati messi in relazione al guadagno realizzabile attraverso la produzione di prodotti a partire da scarti di lavorazione.
Nel sito web del progetto,

http://eea.eionet.eu.int:8980/Public/irc/envirowindows/awarenet/home
,
si possono trovare più di 60 rapporti e documenti pubblicati fino ad oggi sugli scarti delle lavorazioni agro-industriali. Alcuni esempi sono: analisi del rischio relativo a compostaggio; le migliori tecniche disponibili nell’industria lattiero-casearia nordica; le migliori pratiche per le acque dei processi di lavorazione del pesce; manuale della tecnica di emissione per la trasformazione di prodotti vegetali. Inoltre, dal sito possono essere scaricati copie delle newsletter del gruppo di lavoro e tutti i documenti divulgati. Entro dicembre 2003 verrà pubblicato un manuale tecnico sulla gestione degli scarti di lavorazioni agro-industriali in Europa.

Progetto No:  G1RT-2000-05008 AWARENET
Coordinatore: Libe de las Fuentes
Centro tecnológico GAIKER
Parque Tecnológico, Edificio 202
Zamudio, 48117 Bizkaia, SPAIN 
Tel: +34 94 6002323; Fax: +34 94 6002324

E-mail:
awarenet@gaiker.es; URL: www.gaiker.es

 

   

29/04/2004

REGIONE LOMBARDIA - CONTRIBUTO PER INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DI TRASFORMAZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE DEI PRODOTTI AGRICOLI - Con deliberazione della Giunta Regionale sono state approvate le “Disposizioni attuative relative ad interventi di miglioramento delle condizioni di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli da realizzare tramite l’utilizzo di risorse regionali e/o cofinanziate ai sensi della Misura g (1.7) del PSR 2000-2006 della Regione Lombardia” (pubblicate sul BURL). Sullo stesso Bollettino Ufficiale è stata pubblicata anche la modulistica necessaria per la presentazione delle domande.
I soggetti beneficiari sono i seguenti: imprese di lavorazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli e loro consorzi. Potranno accedere ai contributi previsti anche le Organizzazioni di Produttori che introducano sistemi di gestione per la qualità, sistemi di gestione ambientale, sistemi di rintracciabilità.
Sono ammessi a contributo i seguenti investimenti: - costruzione, ristrutturazione di beni immobili; - acquisizione di beni immobili esistenti, come quota parte di un progetto di sviluppo; - acquisto di macchine nuove, impianti e attrezzature nuove (compresi programmi informatici); - introduzione di sistemi di gestione per la qualità, sistemi di gestione ambientale, sistemi di rintracciabilità; - spese generali (onorari di progettisti e consulenti, eventuale acquisto di brevetti e licenze).
Le domande, redatte utilizzando l’apposita modulistica, andranno presentate, insieme alla documentazione prevista, presso la Direzione Generale Agricoltura, piazza IV Novembre 5 – 20124 Milano o ai protocolli federati ubicati presso le Sedi Territoriali della Regione Lombardia entro l’8 giugno 2004.

 

   

29/04/2004

7 maggio, Cesena - "Difesa dalle calamità naturali e risparmio idrico: il punto sulle gelate tardive"
Per informazioni: F. Marini, Centro Ricerche Produzioni Vegetali
Tel. 0547 347164, Fax 0547 346142
E-mail: fmarini@crpv.it
Siti: www.crpv.it   www.macfrut.com

 

 

                             
                             
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