Info-crono-archivio

    

8 APRILE 2004

 

 

08/04/2004

UN PROGETTO PER LA SALUTE E SICUREZZA NELLE P.M.I. DEL COMPARTO FALEGNAMERIE DI ROMA: SINERGIE TRA ISTITUZIONI E PARTI SOCIALI
A. Baldacconi*, S. Barca*, P. De Santis*, R. Nitti*, G. Rosci*,
* INAIL - Direzione Regionale Lazio - Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione

RIASSUNTO - L’Azienda Sanitaria Locale Roma B e l’INAIL - Direzione Regionale Lazio - CONTARP nel corso del 2002 hanno implementato un progetto di miglioramento delle condizioni di sicurezza e di riduzione del fenomeno infortunistico all’interno delle aziende del comparto "Lavorazione del legno": lo scopo è stato quello di favorire l’introduzione nel settore di tutte le misure adeguate alla riduzione degli infortuni ed all’adeguamento alle normative in materia di Sicurezza, Igiene del lavoro con riferimento anche al rischio chimico e alle sostanze cancerogene (polveri di legno duro). Il presente lavoro riporta i risultati dell’indagine.

SUMMARY - The Local Health Office ROMA B-ASLRMB- and the INAIL- Latium Technical Office for the RisK Evaluation in Industrial Halls- have implemented a plan to improve Safety & Health conditions and to reduce Accidents and Industrial diseases phenomenon in the wood- carpenter’s shops. The aim is to answer to National Health Plan the reduce of 3% on the total of the Accidents and Industrial diseases. The authors deal with application of Safety requirements and the Assessment of professional disease with reference to the chemical risk and hard wood-dust.

1. L’INIZIATIVA
Il piano sanitario nazionale propone un patto per la salute stipulato tra utenti, Servizio sanitario
Nazionale, imprenditori, Enti Bilaterali: in tale prospettiva, l’Azienda Sanitaria Locale Roma B e l’INAIL - Direzione Regionale Lazio - CONTARP hanno implementato, nel corso dell’anno 2002 un progetto di miglioramento delle condizioni di sicurezza e di riduzione del fenomeno infortunistico all’interno delle aziende del comparto "Lavorazione del legno" in linea con l’obiettivo nazionale del - 3%. La lavorazione del legno si colloca, soprattutto nelle piccole e medie imprese, tra i settori con più infortuni sul lavoro, sia per frequenza che per gravità degli eventi innestandosi spesso, nelle fasi dei montaggio in esterno, nelle complesse problematiche della cantieristica mobile e delle costruzioni. Questo comporta la necessità di analizzare il fenomeno infortunistico per intervenire efficacemente sulle cause, siano esse legate alla protezione delle macchine che alle procedure di lavoro od ai comportamenti a rischio in laboratorio ed in cantiere. I rischi di infortunio e di malattia in questo comparto comprendono in primo luogo i macchinari, le cadute dall’alto ed a livello, varie sostanze pericolose, comprese le polveri di legno duro, gli oli, i solventi, le vernici ed il rumore.

continua >> (7 pagine in formato PDF)

 

 

08/04/2004

I costi della sicurezza nelle aziende - Segnaliamo un'indagine di Assolombarda relativa ai Costi della sicurezza nelle aziende (15 slides in Microsoft Power Point).

 

 

08/04/2004

LAVORO: INFORTUNI; QUELLI AGRICOLI CALANO DI UN TERZO IN CINQUE ANNI - Negli ultimi cinque anni gli infortuni sul lavoro in agricoltura sono diminuiti del 28 %. Lo rende noto il presidente della Coldiretti Paolo Bedoni a Verona in chiusura della Fieragricola, l'appuntamento nazionale sulle tecnologie, le tendenze e i servizi della nuova agricoltura, valutando il bilancio degli infortuni sul lavoro del 2003 diffuso dall'INAIL. "Grazie al prezioso lavoro di ammodernamento delle imprese agricole fatto in questi anni si è giunti a rendere il lavoro in agricoltura nello stesso tempo tecnologicamente più avanzato, ma anche più sicuro e lo dimostra anche il progressivo calo costante degli infortuni in agricoltura dal 1999 ad oggi. Un risultato che conferma un trend incoraggiante, frutto dell'impegno degli imprenditori e dei lavoratori per lo sviluppo di un'agricoltura al servizio della sicurezza della salute, dell'ambiente e dell'alimentazione, che vuole conciliare gli interessi delle imprese, dei lavoratori e dei consumatori". Bedoni ha, tuttavia sottolineato che molto resta ancora da fare e per questo "è necessario continuare con decisione sulla strada intrapresa con interventi per la semplificazione, la trasparenza, l'innovazione tecnologica e la formazione, che sappiano accompagnare le imprese nello sforzo di prevenzione in atto.

INFORTUNI SUL LAVORO IN AGRICOLTURA

 

1999

2003

Numero

98.089

70.656

% su totale lavoratori

8,65

7,00

Fonti: Elaborazione Coldiretti su dati INAIL.

 

 

08/04/2004

Sicurezza nella gestione delle apparecchiature a risonanza magnetica - Segnaliamo l'aggiornamento del documento ISPESL Sicurezza nella gestione delle apparecchiature a risonanza magnetica (76 pagine in PDF)

 

 

08/04/2004

Responsabilità sociale delle imprese,  a Milano apertura del primo sportello CSR-SC - Il mese scorso a Milano e' stato inaugurato il primo sportello CSR-SC (Corporate Social Responsibility-Social Commitment) alla presenza del Ministro del Welfare Roberto Maroni. Tale sportello avrà la funzione di fornire un servizio di consulenza alle imprese sulla responsabilità sociale e di supportare le imprese stesse nell'attività di autovalutazione delle performance di CSR
L'apertura di questo primo sportello milanese è il risultato dell'attuazione del protocollo d'intesa siglato dal Ministero del lavoro e delle Politiche sociali con Unioncamere nel dicembre 2003
Apertura dello sportello CSR-SC (formato .Doc - 132 KB)
Il Ministro Maroni conclude i lavori del convegno 'Responsabilità sociale: un'opportunità per la piccola impresa' programma (formato .PDF - 207 KB).

 

 

08/04/2004

Annuario 2003 dei dati ambientali - E' stato presentato recentemente presso il Ministero dell'Ambiente l'Annuario 2003 dei dati ambientali (128 pagine in PDF). Si tratta della radiografia che l'APAT (Agenzia per la protezione dell'Ambiente) e le strutture periferiche fanno dell'ambiente nei suoi molteplici aspetti: inquinamento cittadino (polveri sottili, smog, ecc.), inquinamento elettromagnetico ecc...

  

  

08/04/2004

Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nella scuola - All’interno del sistema prevenzione nei luoghi di lavoro, il D.Lgs 626/94 affida al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (Rls) un ruolo decisamente da protagonista. L’articolo 2 del D.Lgs 626 definisce il Rls la persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori sugli aspetti che concernono la salute e la sicurezza durante il lavoro.  E’ una figura obbligatoria presente in tutti i luoghi di lavoro a prescindere dal numero dei dipendenti.
Nella scuola, in attesa di una revisione del CCNQ del 1996 sul pubblico impiego, il Rls è eletto o designato all’interno delle RSU – art. 71 del CCNL in vigore - nel numero di 1 negli istituti che occupano fino a 200 dipendenti, e in numero di 3 in quelli con più di 200 dipendenti
.
Il RLS dura in carica 3 anni. Il RLS, per legge e per contratto, gode di quattro diritti fondamentali: diritto all’informazione, diritto alla formazione, diritto alla consultazione e alla partecipazione, diritto al controllo e alla verifica. Per l’espletamento del proprio mandato ad ogni RLS spettano 40 ore annue di permessi retribuiti, distinti da quelli destinati ai membri delle RSU.
Il RLS ha le stesse tutele sindacali previste dalla legge per i rappresentanti sindacali. Inoltre il D.Lgs 626/94 stabilisce, all’art. 89, specifiche sanzioni penali ai datori di lavoro che non permettono al RLS la verifica dell’applicazione delle norme sulla sicurezza e la consultazione nei casi previsti dalla legge. Il RLS ha solo due obblighi: avvertire il Dirigente scolastico sui rischi individuati nella scuola; mantenere il segreto d’ufficio. A livello di scuola –  lettera d lettera d) del comma 1 dell’art. 6 del CCNL – il Rls, unitamente alla RSU, contratta tutte le materie che hanno attinenza con le questioni relative alla sicurezza.
A titolo esemplificativo sono oggetto di contrattazione:
modalità dell’agibilità del RLS; designazione del Responsabile del servizio di prevenzione e protezione anche in relazione all’eventuale compenso; individuazione e designazione delle “figure sensibili”; forma, contenuti, modalità e tempi dell’informazione e della formazione ai lavoratori, agli studenti e alle figure previste dal sistema; organizzazione e distribuzione del lavoro in funzione della sicurezza; criteri dell’uso delle risorse destinate alla sicurezza.

Fonte: CGIL Scuola

 

 

08/04/2004

Sistemi qualità, ambiente, sicurezza, etica: nuovi fondi per le PMI della Basilicata - Con la pubblicazione del "Bando per lo sviluppo dei sistemi di qualità, ambiente, sicurezza ed etica nelle piccole e medie imprese" -pubblicato sul Bollettino ufficiale n. 55 del 2 agosto scorso- la Regione Basilicata intende promuovere in maniera diffusa tra le PMI ubicate sul territorio regionale la cultura della certificazione: ha così previsto l'erogazione di incentivi -pari a 4 milioni di euro- per il finanziamento di programmi aziendali volti ad ottenere il rilascio, da parte di organismi accreditati, di certificazioni in tema di qualità e ambiente, sicurezza ed etica. Destinatari delle agevolazioni sono le piccole e medie imprese della Basilicata che operano nei settori dell'industria, dell'artigianato, dell'edilizia, del turismo, del commercio e dei servizi.
I programmi ammissibili riguardano, tra gli altri, gli investimenti concernenti l'acquisizione di:

  • certificazioni del sistema di qualità aziendale secondo la norma ISO 9001:2000;

  • certificazioni del sistema di gestione ambientale secondo la norma ISO 14001:1996 e la normativa EMAS (Regolamento CE 761/2000);

  • certificazioni OHSAS 18001, UNI 10616, UNI 10617 relative alla sicurezza;

  • marchio di qualità ecologica Ecolabel, secondo la normativa comunitaria e nazionale in vigore.

Il bando prevede la possibilità di redigere ed integrare qualità, sicurezza, ambiente ed etica in un unico sistema documentale.
Il contributo concesso alle imprese consiste in una sovvensione a fondo perduto pari al:

  • 50% delle spese riconosciute ammissibili per i costi relativi al rilascio della certificazione da parte degli organismi accreditati

  • 50% del totale delle spese di consulenza ed acquisizione di software nel limite massimo del 200% del contributo concesso sui costi relativi al rilascio del certificato da parte di organismi accreditati.

La scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 30 settembre 2006.
Clicca qui ( IN FORMAper consultare o scaricare il Bando con la relativa modulistica.
Per ulteriori informazioni:
http://www.basilicatanet.it/news/article.asp?Id=93596

Fonte: UNI - Ente Nazionale Italiano di Unificazione

     

        

''L'ANGOLO DELLA SICUREZZA ALIMENTARE''

''FOOD SAFETY'S CORNER''

 

   

08/04/2004

L'olio di canola - Penso che sia importante che un maggior numero possibile di persone venga a conoscenza delle origini di questo prodotto.
Recentemente ho comprato un tipo di olio per cucinare che e' nuovo ai nostri supermarket: l'olio di canola.
L'ho provato perche' l'etichetta assicurava che questo tipo di olio fosse il meno ricco di grassi "cattivi".
Comunque, dopo averne usato mezza bottiglia, l'etichetta continuava ad incuriosirmi e ho cominciato a domandarmi da dove derivasse l'olio di canola.
L'olio di oliva si estrae dalle olive, l'olio di arachidi dalle arachidi e l'olio di girasole deriva dai girasoli; e l'olio di canola? Non c'era niente sull'etichetta che potesse suggerirmelo. Cosi' ho cominciato a fare qualche ricerca in internet. Ci sono una miriade di siti internet che pubblicizzano questo fantastico prodotto enfatizzando i benefici sulla salute per il suo basso contenuto di grassi saturi. Perdendoci un pochino di tempo si trovano pero' anche informazioni meno gradevoli.
continua >>.

 

   

08/04/2004

OLI VEGETALI, CONOSCIAMOLI MEGLIO - Sebbene l’extravergine d’oliva sia unanimemente riconosciuto come il migliore grasso vegetale, la sua produzione, commercializzazione e consumo rimane assolutamente marginale rispetto agli altri oli vegetali. Sulla base di studi dell’Università di Milano possiamo affermare che la produzione di tutti gli oli di oliva, compresi quindi anche i rettificati, rappresenta solo il 2,3% di tutti gli altri grassi vegetali. Pertanto dobbiamo escludere che questo possa essere considerato una commodity, ovvero una materia prima largamente nota e diffusa. Inoltre se le previsioni a medio e lungo termine, elaborate dal Coi (Consiglio oleicolo internazionale) e dal Prof. Gunstone, sono esatte la produzione mondiale di olio d’oliva è minore dell’incremento medio della produzione mondiale degli oli di semi. continua >>.

 

   

08/04/2004

Seed Oil Translation Table - Segnaliamo la Seed Oil Translation Table (4 pagine in PDF).

  

  

08/04/2004

Nuovi sensori per il rilevamento di tossine nei prodotti ittici - Un gruppo di ricercatori europei ha prodotto anticorpi contro le tossine di cozze, vongole, granchi e tonno. Questi anticorpi verranno impiegati per lo sviluppo di sensori che potranno essere impiegati dalle industrie per la determinazione rapida delle tossine in prodotti ittici. La presenza delle tossine nei prodotti ittici è da attribuirsi alla proliferazione di fitoplancton tossico nel mare o nelle acque usate per l'allevamento. Le tossine vengono generalmente rilevate utilizzando metodi costosi e laboriosi, in particolare i kit ELISA, HPLC o metodi in vivo (topi). Tuttavia, al fine di garantire la sicurezza e la freschezza dei prodotti ittici sono necessari metodi affidabili più rapidi ed economici. Un regolamento CE stabilisce in 40-60 microgrammi il limite critico di tossicità della principale tossina delle cozze, responsabile di intossicazione con manifestazioni diarroiche. Il progetto europeo che ha sviluppato gli anticorpi ha anche studiato altre due tossine presenti in alcune specie di prodotti ittici. Il nuovo biosensore è basato sulla reazione immunologica tra la tossina e il suo anticorpo. Esso è combinato con una cella elettrochimica di misura. In particolare, vengono determinati i cambiamenti di attività di un enzima (perossidasi estratta da rafano, fosfatasi alcalina o glucosio ossidasi), in seguito alla formazione di legami con la tossina, impiegando elettrodi di platino e carbonio vetroso. I ricercatori ritengono che questo sensore avrà un'elevata sensibilità e selettività. La costruzione di uno strumento di piccole dimensioni, portatile e di basso costo renderà possibile la determinazione delle tossine dei prodotti ittici "sul campo". A tale riguardo, è stata sviluppata una nuova strumentazione, basata su un immunosensore chemiluminescente integrata in un sistema di analisi a iniezione di flusso.

Progetto No:  FAIR-CT96-1092
Coordinatore:
Prof Giuseppe Palleschi
Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, Dipartamento di Scienze e Tecnologie Chimiche 
Via della Ricerca Scientifica, 00133 Roma, ITALY.
Tel: +39 (0)6 72594423 - Fax: +39 (0)6 2024342
E-
mail:
giuseppe.palleschi@uniroma2.it; URL: www2.uniroma2.it                          

  

  

08/04/2004

Caffeina e salute - La caffeina è la sostanza psicoattiva più consumata al mondo. Nonostante sia presente nella cioccolata e in alcuni medicinali, il principale consumo di caffeina avviene nella forma di bevande quali caffè, tè o bevande di fantasia energizzanti. Ogni giorno, più di 300 milioni di cittadini europei consumano bevande contenenti caffeina. In questo progetto, un gruppo di ricerca che coinvolge 6 paesi europei ha iniziato il più ampio studio mai svolto a livello mondiale sui legami tra consumo di caffeina e salute. Il progetto si focalizza su:

- studi di base e applicativi sull’effetto della caffeina sui processi e sulle funzioni mentali;
- studi epidemiologici sulla salute e sul benessere di consumatori di caffeina;
- un programma pan-europeo di disseminazione delle informazione a consumatori, istituti governativi e industrie. 

La caffeina è un potente antagonista del recettore dell’adenosina. In questo modo, la caffeina può contrastare gli effetti protettivi dell’adenosina nei confronti dei danni ischemici. Per questo motivo, si stanno studiando gli effetti della caffeina sui danni ischemici nell’uomo, considerando anche le variazioni della risposta cardiovascolare alla caffeina stessa. Inoltre, si stanno studiando negli  animali gli effetti dell’assunzione di caffeina in fase prenatale e neonatale, con particolare attenzione a fertilità, comportamento, modificazioni dei recettori e suscettibilità all’ischemia. In linea generale, gli studi umani sul funzionamento fisiologico e psicologico intrapresi nel progetto hanno quale scopo quello di determinare il bilancio complessivo del consumo giornaliero di caffeina, considerando anche gli effetti negativi dell’astinenza da caffeina (compresa l’astinenza notturna). I risultati ottenuti finora indicano che un consumo quotidiano di caffeina è associato ad un leggero aumento della pressione sanguigna (dovuto specialmente all’aumento della vasocostrizione periferica) e ad una modesta riduzione dello stato di benessere (aumento della frequenza delle fasi di umore negativo). 

Progetto: QLK1-2000-00069 (CAFFEINE AND HEALTH)

http://www.caffeineandhealth.net

Coordinatore: Prof Dr Jack James
National University of Ireland, Galway
Department of Psychology
University Road
Galway, IRELAND
Tel.: +35391512016; Fax: +35391521355
E-mail:
j.james@nuigalway.ie                                    

   

  

08/04/2004

Determinazione in tempo reale di antibiotici nel latte - Sono in via di sviluppo nuovi e semplici sensori on-line per la determinazione degli antibiotici in prodotti di origine animale, quali prodotti lattiero caseari e carne. Questi sensori potrebbero servire per ridurre i tempi ed i costi di analisi e potrebbero essere usati direttamente nel luogo di produzione. Un prototipo trasportabile per le analisi del latte è già stato messo a punto. Esso è costituito da una cella per il campione, un microreattore ed una cella ottica. Il riconoscimento molecolare degli analiti avviene attraverso il loro legame con un polimero (MIPs). L’elemento di riconoscimento è in grado di legare selettivamente l’analita. La determinazione si basa poi sulla determinazione della fluorescenza del composto. I MIPs sono polimeri il cui sito di riconoscimento viene prodotto attraverso il legame con specifici polimeri sintetici. Il sito viene formato in loco attraverso la co-polimerizzazione di monomeri funzionali  in presenza della molecola “modello” di interesse (l’antibiotico in questo caso). Dopo la polimerizzazione, la molecola modello viene estratta dal polimero, lasciando dei siti a essa complementari per forma o a livello di specifici gruppi. Il polimero è così capace di legare selettivamente la molecola modello. Questo tipo di sensori viene chiamato “antibiotico artificiale”. I partecipanti al progetto non sono riusciti a raggiungere completamente l’obiettivo prefissato in termini di specificità e limite di determinazione. Tuttavia, attraverso minimi cambiamenti sarà presumibilmente possibile aumentare le performance di questi sensori che potrebbero rivelarsi molto utili sia per i produttori e per i consumatori al fine di valutare la sicurezza degli alimenti. Un manuale Flair-Flow sullo sviluppo di nuovi sensori per la valutazione della qualità e della sicurezza degli alimenti è stato pubblicato di recente. Questo manuale, che riporta i principi di funzionamento e le possibili applicazioni del MIT e di altre tecnologie, può essere scaricato gratuitamente dal sito: http://flair-flow.com/industry-docs/sme-syn4.zip

Progetto No: QLK1-1999-00902   (CREAM)

http://www-samlab.unine.ch

Coordinatore: Dr. Maria Kempe
Lunds University
Department of Cell and Molecular Biology
Biomedical Center, B12
Lund University
SE-221 84 Lund, SWEDEN
Tel: +46 46 2220857; Fax: +46 46 2221410

E-mail:
Maria.Kempe@medkem.lu.se.

 

   

08/04/2004

Rilevazione e quantificazione della presenza di OGM nei prodotti da agricoltura biologica e fonti di rischio - Segnaliamo il documento Rilevazione e quantificazione della presenza di OGM nei prodotti da agricoltura biologica e fonti di rischio (26 pagine in PDF).

 

   

08/04/2004

Linee guida FIAO - Segnaliamo alcune interessanti Linee Guida della Federazione Italiana Agricoltura Organica.

 

   

08/04/2004

Le malattie da alimenti come prevenirle in famiglia - Segnaliamo l'opuscolo, ad opera della ASL Citta' di Milano, Le malattie da alimenti come prevenirle in famiglia (16 pagine in formato PDF).

 

 

 08/04/2004

Origine genetica e qualità dei prosciutti DOP - Importanti evidenze da una ricerca triennale condotta da CRPA, Istituto Sperimentale per la Zootecnia e Stazione Sperimentale per l'Industria delle Conserve Alimentari.
Negli ultimi anni l'attività di controllo degli Istituti IPQ e INEQ ha messo in evidenza che tra le cause di mancata idoneità delle cosce hanno una crescente rilevanza: l'eccessiva magrezza (magroni), la presenza di venature ed ematomi, la qualità del grasso (numero di Iodio superiore a 70), la eccessiva grassinatura. Di una certa importanza, inoltre, sullo stagionato la casistica dei cosiddetti "molloni", dovuta ad una eccessiva attività di degradazione proteica (catepsine).
Su questi aspetti gli Enti sopraindicati hanno effettuato un dettagliato ed accurato monitoraggio, che ha interessato un campione particolarmente rappresentativo degli allevamenti dell'Emilia Romagna e della Lombardia.
Si trattava di allevamenti con suini derivati dalle razze Large White, Landrace e Duroc italiane, selezionate dal Libro genealogico tenuto da ANAS.
I risultati dell'indagine hanno messo in evidenza che la popolazione di suini derivati dalle razze selezionate in Italia per la produzione del suino pesante, con il programma appositamente messo a punto e gestito da circa un quindicennio da ANAS, assicura cosce caratterizzate da una elevata pezzatura, da una copertura adiposa e da caratteristiche biochimiche corrispondenti ai requisiti dei disciplinari per la produzione dei prosciutti DOP. Sono assenti le sindromi PSE e DFD, e risulta contenuta l'attività della catepsina B - enzima principale responsabile della proteolisi durante la stagionatura.
Possiamo, quindi, ragionevolmente affermare che l'utilizzo di verri e scrofe derivati dal Libro genealogico italiano permette la produzione dei suini richiesti dall'Industria di trasformazione dei prodotti tipici italiani, e rappresenta la migliore strategia per difendere la competitività e la reddittività della nostra suinicoltura.

Febbraio 2004/ANAS/Anas notizie n.2.

  

   

08/04/2004

Effetto di un solo trattamento con enrofloxacina per 5 giorni sulla Salmonella enterica sierotipo Typhimurium DT104 - Di fronte alla possibilità che l’utilizzo di enrofloxacina nella produzione zootecnica possa contribuire allo sviluppo della resistenza al fluorochinolone nei batteri zoonotici, è stato realizzato uno studio per determinare l’effetto di un solo trattamento con enrofloxacina per 5 giorni sulla Salmonella enterica sierotipo Typhimurium DT104.
I risultati dello studio hanno evidenziato che questo trattamento unico non può eradicare la S. Typhimurium DT104, isolata fino a 35 giorni dopo il trattamento. Inoltre, è stato osservato che il trattamento seleziona positivamente i ceppi che sono già resistenti all’acido nalidissico (gyrA Asn-87) o al cicloesano. Non è stata osservata presenza di resistenza al fluorochinolone durante il periodo del trattamento o in seguito, in nessuno dei ceppi di salmonella analizzati. Tuttavia, l’effetto dell’enrofloxacina sulla resistenza all’acido nalidissico e al cicloesano è durato più tempo rispetto all’attuale periodo di sospensione di 10 giorni per alcune formulazioni veterinarie commerciali di enrofloxacina.
I risultati dello studio indicano che i suini trattati con enrofloxacina potrebbero entrare in macello con un numero più elevato di batteri zoonotici resistenti al chinolone rispetto ai suini non trattati, aumentando così il rischio di contaminazione della catena alimentare.

Fonte: Delsol A.A., Woodward M.J. and Roe J.M. Journal of Antimicrobial Chemotherapy. Vol. 53 (2). 2004. Pag. 396-398.

  

   

08/04/2004

Caratterizzazione di Campylobacter provenienti da suini clinicamente sani e di casi sporadici di campilobatteriosi negli esseri umani - Ricercatori canadesi hanno eseguito uno studio per caratterizzare gli isolamenti di Campylobacter provenienti da suini clinicamente sani e di casi sporadici di campilobatteriosi negli esseri umani. 
Il Campylobacter spp. è stato ottenuto da 660 degli 850 campioni di contenuto cecale (77,6%) di suini, raccolti al macello, e da 24 su 278 (8,6%) campioni provenienti da casi sporadici, con presenza di diarrea, in esseri umani, nello stesso periodo e nella stessa area geografica. Del totale di isolamenti, il Campylobacter coli ha rappresentato il 95,7% degli isolamenti di suino e l'8,3% di quelli umani. Sono stati determinati i profili genetici mediante PFGE e sono stati realizzati studi fenotipici per rilevare la produzione di citotossine, enterotossine e emolisine. Da un sottogruppo di isolamenti (n=10) sono state caratterizzate fino a 5 colonie dello stesso animale. In 5 di questi 10 isolamenti, è stato osservato più di un profilo genetico per suino. Dei 100 isolamenti di suini selezionati per realizzare l'analisi, sono stati osservati 81 profili genetici diversi, mentre negli isolamenti umani sono stati rilevati 20 profili genetici diversi dai 24 isolamenti analizzati. E' stata osservata citotossicità nelle cellule delle ovaie di hamsteres cinesi nell'11% dei 98 isolamenti di suini e nel 21% dei 24 isolamenti umani. Non è stata rilevata produzione di enterotossina in nessuno degli isolamenti né suini né umani, mentre è stata rilevata attività emolitica nel 71% degli isolamenti umani e nel 63% dei suini.
Lo studio dei profili genotipici e fenotipici di entrambi i tipi di isolamenti non ha evidenziato alcuna relazione epidemiologica tra di loro. I risultati dello studio dimostrano anche che il rischio di
contaminazione da Campylobacter, negli esseri umani, associato alla produzione di suini è basso.

Guévremont E., Higgins R. and Quessy S. Characterization of Campylobacter Isolates Recovered from Clinically Healthy Pigs and from Sporadic Cases of Campylobacteriosis in Humans. Journal of Food

 

  

08/04/2004

LA GESTIONE DELLA TRACCIABILITA' DEGLI ALIMENTI IN UN'AZIENDA SUINICOLA CERTIFICATA S.A.Q. ISO 9002 - La Direttiva 93/43 CEE obbliga le imprese europee operanti nelle diverse fasi del settore alimentare ad adottare opportuni metodi di autocontrollo delle proprie attività e raccomanda in particolare l'adozione della metodologia HACCP (Hazard Ananlysis and Critical Control Point) per evidenziare i possibili rischi all'interno della filiera produttiva, individuarne i punti critici e prevedere per ognuno di essi modalità di controllo tali da prevenirli.
Attraverso l'adozione del sistema HACCP, l'azienda potrà così assicurare ai propri clienti (ed agli organismi di controllo esterni) di aver posto in essere tutte le misure tecnologiche ed organizzative necessarie a garantire che ogni attività del proprio processo produttivo sia stata eseguita in modo da prevenire i possibili rischi igienico sanitari connessi al consumo dei propri prodotti.
L'introduzione della metodologia HACCP risulta perciò essere una base particolarmente efficace ai fini dell'implementazione di un Sistema Assicurazione Qualità basato sullo standard UNI EN ISO 9000.
continua >>.

 

  

08/04/2004

Sicurezza e tracciabilità degli alimenti: latte, yogurt e formaggi freschi - Segnaliamo il convegno on line Sicurezza e tracciabilità degli alimenti: latte, yogurt e formaggi freschi.

 

 

08/04/2004

OGM: COLDIRETTI, DA PROGETTO SEMINA SICURA GARANZIE CONTRO INQUINAMENTI - "Dopo l'accordo raggiunto con primarie società sementiere come Pioneer e Kws, che si sono dichiarate pronte a condividere con la Coldiretti il progetto "semina sicura" attraverso un sistema certificato e informatizzato di rintracciabilità, arrivano dal Ministero per le Politiche Agricole ulteriori importanti assicurazioni sul versante dei controlli con riguardo all'assenza di contaminazioni da OGM nelle sementi di mais e soia". E' quanto afferma la Coldiretti che ha reso noti i contenuti di una lettera inviata dal Ministro Gianni Alemanno al Presidente Nazionale Paolo Bedoni. Nella lettera si rileva che "gli esiti dei controlli hanno evidenziato che "su circa 800 campioni analizzati sono state rilevate irregolarità pari al 3.6% delle sementi campionate" con "una diminuzione della presenza di sementi OGM in lotti convenzionali di sementi di mais e soia commercializzati nel territorio nazionale". Questi risultati sono stati ottenuti, estraendo i campioni da un bacino di oltre 200.000 quintali di sementi destinati alle semine 2004 ed hanno messo in evidenza una presenza di sementi geneticamente modificate pari alla metà di quella registrata lo scorso anno". Viene inoltre precisato che - prosegue la Coldiretti - "il quantitativo corrispondente ai lotti campionati supera sensibilmente la percentuale prevista dal decreto del 27 novembre 2003 attestandosi ad oltre il 33% ad un mese dal termine dei controlli" "procrastinati, per la campagna in corso, al 2 marzo 2004 per il mais e al 31 marzo 2004 per la soia" ed effettuati "dall'ispettorato Centrale Repressione Frodi, dall'ENSE e dall'Agenzia delle dogane presso le ditte importatrici, i depositi di stoccaggio ed i punti di entrata terrestri e portuali dislocati sul territorio nazionale." Si tratta - sostiene la Coldiretti - di risultati positivi frutto dell' impegno per il progetto "semina sicura" per garantire il pieno rispetto della normativa vigente in Italia che non ammette inquinamenti e rispondere alle domande dei consumatori che chiedono alimenti OGM free

Fonti: Coldiretti

 

 

08/04/2004

Rintracciabilità, qualità, ambiente: nuovi fondi per le PMI dell'Emilia Romagna - Nuovi finanziamenti per la qualità e la rintracciabilità in Emilia Romagna. La Regione ha stanziato circa 1,5 milioni di euro in particolare per le imprese agricole che effettuano la vendita diretta. Altri 750.000 euro sono in arrivo per la registrazione Emas, in particolare per i prosciuttifici. Si completa così il quadro dei finanziamenti alla rintracciabilità delle produzioni alimentari della regione avviato l'anno scorso col primo bando da 15 milioni di euro.
Il milione e mezzo di euro (domande dal 1 marzo al 15 aprile 2004) è destinato a chi si impegna a realizzare sistemi di gestione della qualità secondo le norme UNI EN ISO 9000 e di gestione ambientale Emas, secondo i criteri stabiliti dalla Legge regionale 33/97. La novità principale introdotta quest'anno consiste nel promuovere anche la realizzazione di un sistema di rintracciabilità "intraziendale" secondo la norma
UNI 11020, quale integrazione al sistema qualità. Per l'ottenimento dei contributi saranno favorite le imprese agroalimentari con produzioni regolamentate; poi usufruiranno di maggiore punteggio le aziende agricole che intendono conseguire più di una certificazione e le aziende agrituristiche iscritte nell'elenco regionale. I contributi sono erogati nella misura del 40% della spesa ammissibile fino ad un massimo di 51.645 euro per la realizzzazione del sistema di certificazione di qualità/rintracciabilità. La somma massima finanziabile sarà di 72.303 euro nel caso il progetto comprenda anche il sistema di gestione ambientale Emas.

Fonte: UNI - Ente Nazionale Italiano di Unificazione

   

                             
                             
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