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7 APRILE 2004

      

         

07/04/2004

Confronto tra Confindustria e UNI sulla normazione ambientaleLo scorso 9 marzo, presso la sede della Confindustria a Roma, si è tenuta una riunione tecnica su tutti gli aspetti di normazione in campo ambientale. Erano presenti per l'UNI il Presidente Paolo Scolari, il Direttore Tecnico Ruggero Lensi ed il coordinatore delle attività normative ambientali Stefano Sibilio, che hanno illustrato ai rappresentanti della "rete ambiente" confindustriale lo sviluppo e le prospettive future delle attività normative rilevanti per un corretto rapporto tra le imprese e l'ambiente.
Ha aperto l'incontro il Direttore del Nucleo Ambiente di Confindustria Giancarlo Coccia, che ha sottolineato l'importanza strategica per le associazioni di categoria di partecipare all'elaborazione delle norme tecniche per coglierne gli aspetti di competitività per le aziende ed ha sollecitato tutti i presenti a ripensare ed organizzare al meglio la partecipazione confindustriale ai tavoli UNI.
Il Presidente Scolari ha sottolineato come ormai le aziende all'avanguardia non hanno più nei confronti dell'ambiente un atteggiamento "di difesa", ma sanno cogliere le opportunità che una corretta gestione ambientale riesce a dare anche da un punto di vista economico. Lensi ha invece posto l'accento sul fatto che, al di là di alcune attività normative molto specifiche da un punto di vista prettamente tecnico, le attività normative trasversali quali la gestione ambientale, la sicurezza, la qualità e la responsabilità sociale, coinvolgono sicuramente tutti i settori industriali fornendo strumenti volontari applicabili a qualsiasi impresa.
Nel dibattito finale tra i presenti è emerso notevole interesse per le attività di normazione ambientale, sia dal punto di vista del supporto tecnico che i metodi di prova UNI potrebbero dare allo sviluppo della legislazione ambientale, sia per tutto ciò che riguarda l'elaborazione delle norme internazionali ISO 14000. Su questo punto in particolare, Fausto Sini dell'
Unione Petrolifera ha raccontato la sua esperienza di "storico" rappresentante italiano in sede ISO per le tematiche relative alla gestione ambientale, sottolineando l'importanza di essere presenti in questi contesti per salvaguardare le posizioni dell'industria italiana minate dagli interessi delle altre parti coinvolte.
In chiusura Fulvio D'Alvia di Confindustria ha chiesto di dare seguito al fruttuoso incontro rivedendo nel dettaglio la partecipazione dei rappresentanti industriali in tutti i gruppi della Commissione Ambiente dell'UNI.
Qui di seguito, l'elenco delle associazioni presenti all'incontro: AITEC ANCE ANIE ANIGAS ANIMA Assindustria Genova Assoelettrica Assografici Federchimica Federlegno-Arredo Federvarie FINCO FISE-Assoambiente FITA Confindustria Unione Industriali Napoli Unione Industriali Pisana Unione Industriali Torino Unione Petrolifera

Scarica la relazione UNI distribuita durante l'incontro (file: relazione_UNI.pdf; size: 461 Kb)

      

         

07/04/2004

Novità on line per gli utilizzatori delle norme della serie ISO 9000:2000 - L'ISO ha varato due nuove iniziative on line dedicate agli utilizzatori delle norme sui sistemi di gestione per la qualità ISO 9000:2000: un'inchiesta sulle reazioni degli utilizzatori e un servizio per l'interpretazione della norma ISO 9001:2000. "Questo sostegno che l'ISO offre a coloro che utilizzano questa importante famiglia di norme, testimonia l'evoluzione in atto nei settori industriali ed economici in cui operano le nostre imprese" -ha dichiarato il segretario generale ISO Alan Bryden. "Nei mercati competitivi di oggi un'impresa non può più permettersi di sviluppare un prodotto e di lanciarlo tal quale sul mercato. Il successo durevole di un prodotto dipende spesso dall'integrazione di servizi post-vendita, dalla sua manutenzione e dalla ricerca del miglioramento continuo". L'orientamento verso il cliente rappresenta uno dei principi base sui quali si fonda la serie delle norme ISO 9000:2000. Prima di intraprendere lo sviluppo di queste norme, l'ISO ha effettuato dei sondaggi presso gli utilizzatori al fine di conoscere le loro esigenze mentre, durante il processo di elaborazione delle stesse, ha fornito loro l'occasione di provarle. L'inchiesta sulle reazioni degli utilizzatori, che è stata lanciata ultimamente, e il servizio di interpretazione delle norme dimostrano che l'ISO continua a mettere in pratica il principio dell'orientamento verso il cliente. L'inchiesta on line sulle reazioni degli utilizzatori delle norme ISO 9000:2000, ISO 9001:2000 e ISO 9004:2000 ha l'obiettivo di perfezionare le norme stesse o di elaborare dei documenti di supporto per i consumatori che vogliono capirle ed attuarle. Chiunque abbia una conoscenza o un'esperienza sull'utilizzo delle norme può partecipare all'inchiesta e non c'è limite al numero di partecipanti per ciascuna impresa. Per rispondere al questionario sono necessari non più di 15 minuti. L'inchiesta è accessibile all'indirizzo: http://isotc.iso.ch/webquest/tc176/index.html
Il servizio per l'interpretazione delle norme ha appunto lo scopo di evitare interpretazioni ambigue e vaghe dei requisiti, di sviluppare una banca dati e una base di dati di interpretazione. Le richieste di interpretazione devono essere inoltrate tramite l'organismo nazionale membro ISO, in questo caso l'UNI. La banca dati contenente le interpretazioni già approvate, gli orientamenti sul metodo per sottoporre una nuova domanda così come la formulazione ufficiale delle domande sono accessibili sul Web all'indirizzo: http://www.tc176.org/Interpre.asp
Sul sito principale dell'ISO, all'indirizzo: www.iso.org è inoltre disponibile una sezione ad hoc dedicata alle norme ISO 9000 che contiene tra l'altro gli ultimi aggiornamenti di alcuni documenti gratuiti tra cui un dossier di introduzione alla IOS 9000:2000, un'altra iniziativa dell'ISO destinata a facilitare la comprensione e la messa in opera delle norme sui sistemi qualità. Questa sezione contiene inoltre un'ampia gamma di articoli tratti dalla rivista bimestrale ISO Management Systems, che forniscono una panoramica degli sviluppi legati alle norme ISO 9000 e ISO 14000 in tutto il mondo.

      

         

07/04/2004

Gestione dei rischi associata ai dispositivi medici: aggiornata la UNI CEI EN ISO 14971 - Pubblicata dal CEN come norma europea nel dicembre del 2000 e recepita dall'UNI nel 2002, la UNI CEI EN ISO 14971 "Dispositivi medici - Applicazione della gestione dei rischi ai dispositivi medici", una delle norme più importanti per il settore dei dispositivi medici, è stata completata nel marzo 2003 da un aggiornamento messo a punto dal Comitato tecnico ISO/TC 210 "Gestione della qualità e aspetti generali corrispondenti per dispositivi medici". Tale aggiornamento, pubblicato nella norma come Appendice H (informativa) da titolo "Razionale per i requisiti", aiuta a comprendere alcuni requisiti contenuti nella norma.
L'UNI pertanto ha provveduto a ripubblicare il documento -completo di Appendice- come
UNI CEI EN ISO 14971:2004. Ricordiamo che la norma, applicabile a tutte le fasi del ciclo di vita di un dispositivo medico, specifica una procedura che permette di identificare i pericoli associati ai dispositivi medici e ai loro accessori - inclusi i dispositivi medico-diagnostici in vitro - e di stimarne e valutarne i rischi.

Per informazioni:
Gian Luca Salerio
Comparto Beni di consumo e materiali
e-mail:
beniconsumo@uni.com

  

    

07/04/2004

Dal 1º aprile giubbotti catarifrangenti in tutte le autoDal 1º aprile e' obbligatorio indossare giubbotti o bretelle catarifrangenti prima di scendere dai veicoli in sosta forzata. Proviamo a saperne qualcosa in più.

Cosa prevede la legislazione
Il
Decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 355, ha prorogato la scadenza al 1 aprile 2004, mentre il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 30/12/03 ha definito le caratteristiche tecniche di questi indumenti.
In particolare l’articolo 1.2 di questo ultimo decreto, stabilisce che si presumono conformi ai requisiti essenziali di salute e di sicurezza i giubbotti e le bretelle muniti della marcatura CE, la cui norma armonizzata è la norma
UNI EN 471. Vuol dire che i giubbotti "a norma UNI" sono considerati conformi alla legislazione vigente, e questo evidentemente rappresenta un grosso valore aggiunto per i fabbricanti che rispettano i requisiti della norma UNI EN 471 in fase di produzione degli indumenti.
Ma in questo caso non si tratta solo di utilizzare i principi del Nuovo Approccio, con il rinvio alle norme tecniche armonizzate per la marcatura CE, ma anche di riprendere i requisiti della norma volontaria rendendoli obblighi di legge. Infatti all’articolo 2 del Decreto Ministeriale si pone anche l’obbligo, per i materiali dei giubbotti e delle bretelle, del rispetto dei requisiti prestazionali fotometrici del punto 6.1 della stessa norma UNI EN 471.

Cosa prevede le norma tecnica
La norma UNI distingue innanzitutto tra materiale di fondo del giubbotto e materiale retroriflettente, che è invece quello delle bande trasversali. Queste bande devono essere larghe almeno 50 mm (30 mm nel caso di bretelle). Inoltre la norma prevede una classificazione in base alle aree minime di materiale visibile: per esempio, nel caso di giubbotti di classe 2, il materiale di fondo deve essere almeno 0,50 m2, mentre il materiale retroriflettente deve occupare 0,13 m2.
I colori ammissibili sono: giallo fluorescente, arancio-rosso fluorescente e rosso fluorescente, con coordinate cromatiche e di luminosità definite nei prospetti della norma stessa.
I materiali devono poi rispettare tutta una serie di metodi di prova, atti a dimostrare la resistenza del colore allo sfregamento, al sudore, al lavaggio, ecc.
Il prodotto deve poi essere venduto con tutte le informazioni scritte in italiano relativamente alle istruzioni d’uso (per esempio per quanto riguarda il lavaggio).
Infine la marcatura del giubbotto, presente sul giubbotto stesso o sulle relative etichette, deve prevedere:

  • il nome, il marchio che identifica il fabbricante,

  • il nome commerciale o il codice del prodotto,

  • la taglia (per la quale si fa riferimento ad un’altra norma, la UNI EN 340),

  • il numero della norma di riferimento: EN 471:1994 (oppure UNI EN 471:1995),

  • un pittogramma come quello riportato qui a lato

dove X rappresenta la classe dell’area visibile ed Y la classe di materiale (classe 2).


Nelle figure seguenti si mostrano alcuni esempi di giubbotti a norma.

Per informazioni:

UNI, Emanuela Sari e Stefano Sibilio
Comparto Impresa & Società
e-mail:
servizi@uni.com

      

         

07/04/2004

Un ricettario per la gestione dei dati - Archiviare, conservare, trattare le informazioni sulla propria attività e sull'ambiente esterno ed interno è una necessità di ogni impresa, grande o piccola. Attraversando differenti sistemi informatici, le informazioni devono interagire con persone, con processi e con sistemi, ed è necessario creare un mezzo comune che permetta la condivisione dei dati tra gli utenti. Messo a punto in seno al Comitato tecnico ISO/IEC JTC1, è stato pubblicato il Rapporto tecnico ISO/IEC TR 10032:2003 "Information technology - Reference model of data management" che ha come obiettivo quello di migliorare l'interfaccia tra i sistemi informatici e gli utilizzatori identificando aree di possibile sviluppo normativo. Tale documento aiuterà a migliorare la condivisione delle risorse situate su uno o più sistemi informatici e a ridurre al minimo i costi dei sistemi di supporto, compresi quelli relativi alla progettazione, allo sviluppo, all'attuazione e alla manutenzione. L'ISO/IEC TR definisce un modello di riferimento per la gestione dei dati e delle informazioni e fornisce una base comune per il coordinamento delle norme esistenti e l'elaborazione di nuove normative.

      

         

07/04/2004

Pianificazione e progettazione come mezzo per prevenire il crimine - Se l’ambiente costruito, il modo in cui viene pianificato, progettato e successivamente gestito/mantenuto influenza la condotta, le attitudini e le scelte di chi lo utilizza, l’impatto di questo sulla criminalità, nei sui diversi tipi, e sulla paura del crimine è potenzialmente di grande interesse ai fini della prevenzione.
Partendo dalla constatazione che in Europa un sempre maggiore numero di autorità locali o regionali si stanno ponendo il problema e chiedono che vengano adottati principi verificabili di pianificazione e progettazione tali da contribuire a scoraggiare aggressioni, furti, atti di vandalismo o altri crimini, l’ente normatore europeo (CEN) ha creato alcuni anni fa un comitato tecnico con lo specifico compito di redigere delle norme che trattassero questo argomento. Il lavoro sta ora dando i suoi frutti. Una prima norma è stata pubblicata ed altre seguiranno a breve. Fanno tutte parte della serie ENV 14382 sulla prevenzione del crimine tramite la pianificazione urbanistica e la progettazione degli edifici.
Dal gennaio 2004 è disponibile la parte 2 sulla “pianificazione urbanistica”; seguiranno la parte 1, dedicata alla “terminologia”, la Parte 3 “residenze” e la parte 4 sugli “uffici e negozi”.

La ENV 14382-2 combina prescrizioni relative alle strategie e alle misure che possono essere prese per prevenire e ridurre il crimine in un dato ambiente a prescrizioni di processo, sulle procedure più efficaci ed idonee a consentire alle parti coinvolte di prendere le decisioni in merito.
Prima di ogni altra considerazione, la norma suggerisce di effettuare tre valutazioni preliminari: un'identificazione chiara dell’area di intervento; un’identificazione degli specifici problemi legati al crimine o alla paura del crimine (visto come problema sociale, distinto da quello del crimine in sé); un’identificazione delle parti interessate (amministrazione locale, progettisti, costruttori, tutti quelle categorie che investono nell’area, polizia, assicurazioni, servizi, residenti o altri utenti, ecc...) da coinvolgere nel progetto. Per ognuna delle tre valutazioni vengono forniti dei criteri di classificazione in tipi. Combinando i tipi di area di intervento individuati (che comprendono interventi di nuova costruzione o sull’esistente) con i tipi di crimine e di problemi correlati la norma ottiene delle indicazioni sulle strategie adottabili nei tre casi della pianificazione urbanistica, della progettazione urbana e della gestione di un contesto esistente.
Riassumendo, al livello della pianificazione urbanistica vengono ritenuti prioritari il rispetto delle strutture sociali e fisiche esistenti, la creazione di un grado accettabile di vivibilità (per esempio assicurando la coesistenza di diverse funzioni e con un attraente layout degli spazi pubblici), la presenza di efficaci interrelazioni tra vari gruppi socio-economici (evitando l’isolamento e la segregazione) e la creazione di un’adeguata densità urbana (favorendo lo stabilirsi di un senso di buon vicinato, di appartenenza, evitando terre di nessuno e aree deserte).
Nella fase di progettazione urbana, le strategie suggerite sono riassumibili nei termini “visibilità” (presenza di spazi aperti, libera visuale tra, ad esempio, le abitazioni e gli spazi pubblici, illuminazione adeguata, ecc.), “accessibilità” (presenza di mezzi per orientarsi facilmente, spazi di movimento adeguati, strade alternative, eventuale accesso limitato agli autorizzati), “territorialità” (sistemazioni a scala umana, chiara divisione tra spazi pubblici e privati), “attrattività” (colori, materiali, illuminazione, rumori, arredo urbano, ecc.) e “robustezza” (di porte, finestre, elementi dell’arredo urbano ecc.).
Le strategie da adottare, infine, quando si tratta di gestire correttamente un ambiente esistente includono la rimozione di possibili bersagli del crimine o il rinforzo dei mezzi posti a loro difesa, la manutenzione, la sorveglianza (diretta, con telecamere, ecc.), la definizione di regole di condotta per il pubblico negli spazi aperti, l’esistenza di infrastrutture per gruppi particolari (giovani, senza fissa dimora, tossicodipendenti), la comunicazione al pubblico di informazioni preventive.

Le prescrizioni relative al processo basano il loro approccio sulla ISO 9001 e suggeriscono un iter in sei passi, a partire dall’identificazione dei problemi e per finire, una volta implementate le misure decise, con gli audit e le eventuali azioni correttive.

UNI, Marco Fossi
Comparto Costruzioni
e-mail:
costruzioni@uni.com

      

         

07/04/2004

Auto GPL: meno inquinante e più conveniente - Secondo le disposizioni contenute nel Decreto 22 novembre 2002, gli autoveicoli alimentati a gas di petrolio liquefatto (GPL) possono essere parcheggiati anche nei piani fuori terra ed al primo piano interrato delle autorimesse. È una grande conquista per il settore delle auto a GPL!
UNI, sempre attento alle tematiche vicine al consumatore, ha recentemente pubblicato la norma
UNI EN 12979 "Sistemi a GPL per autoveicoli - Requisiti di installazione". Questa norma specifica i requisiti per l'installazione di componenti GPL per tutti i tipi di autoveicoli (compresi gli autoarticolati oltre le 12 tonnellate); tali requisiti devono garantire il funzionamento sicuro di tutti i componenti (tubazioni, serbatoio, valvole di regolazione, ecc.).
La norma definisce il gas di petrolio liquefatto - GPL - come una "miscela di idrocarburi leggeri, gassosa in condizioni atmosferiche normali, che possono essere liquefatti mediante aumento della pressione o abbassamento della temperatura".

Secondo la norma, l'installatore del sistema a GPL deve assicurare:

  • di possedere l'esperienza necessaria per la corretta installazione del sistema,

  • che il sistema sia installato in modo tale da essere adeguatamente protetto contro eventuali danni da collisione (per esempio durante un incidente), pietrisco, spostamento dei carichi, ecc.,

  • che nessun componente del sistema possa sporgere dalla superficie esterna del veicolo,

  • che nessun componente del sistema sia ubicato a meno di 10 cm dallo scarico o da altre fonti di calore,

  • che tutte la parti del sistema siano saldamente fissate all'autoveicolo.

La norma riserva particolare attenzione ai requisiti di installazione dei contenitori per lo stoccaggio del GPL, ma fornisce indicazioni, tra gli altri, anche sui collegamenti al sistema a GPL, sulla valvola di servizio, sulla valvola limitatrice della pressione, sulla valvola di arresto all'80%, sulla valvola di chiusura, sull'indicatore di livello e sulle tubazioni. Il fabbricante è tenuto a realizzare il manuale d'installazione che deve contenere alcune informazioni essenziali, tra le quali la descrizione del sistema GPL, la lista dei componenti, le istruzioni di installazione, disegni o fotografie dettagliate/i indicanti l'esatta ubicazione dei componenti, le istruzioni di montaggio dei singoli componenti, le istruzioni per una corretta regolazione del sistema ed anche le indicazioni riguardo alle azioni da eseguire in caso di malfunzionamento. La norma riporta infine le indicazioni inerenti la marcatura, cioè un autoadesivo di identificazione, da apporre in modo ben visibile sull'autoveicolo che deve riportare almeno il tipo di autovettura, la dichiarazione che è alimentata dal sistema GPL e un breve elenco dei componenti del sistema.
In attesa della macchina del futuro ad idrogeno ... perché
non il GPL "a norma"?

Per informazioni:
Diffusione UNI
tel. 02 70024.200, fax 02 70105992
e-mail: diffusione@uni.com

      

         

07/04/2004

Dall'ISO un aiuto alle biblioteche digitali per valutare le loro prestazioni e i loro servizi elettronici - Aumentando il numero di servizi e di prodotti elettronici offerti dalle biblioteche, ISO ha pubblicato un nuovo Rapporto tecnico che le aiuterà nella valutazione delle prestazioni relative a fornitura, utilizzo, costi e diffusione nel mercato dei servizi elettronici, verificandone l'utilità, l'utilizzo e la qualità offerta. Oltre ad essere un utile strumento di comparazione, l'ISO/TR 20983:2003 "Information and documentation - Performance indicators for electronic library service" fornisce anche un valido supporto per le decisioni ti tipo gestionale come la riassegnazione di risorse, l'introduzione di nuovi servizi, la riduzione o la cancellazione di servizi esistenti ed è applicabile a differenti tipologie di biblioteche: universitarie, pubbliche, specializzate, nazionali. Secondo John Bertot, membro dell'ISO/TC 46/SC 8 "Quality - Statistics and performance evaluation" che ha elaborato il Rapporto tecnico, "le biblioteche che adotteranno l'ISO/TR 20983 potranno gestire i loro servizi e i loro prodotti elettronici in maniera più efficiente ed efficace; inoltre conoscendo le esigenze degli utilizzatori potranno fornire loro un servizio migliore". Il nuovo documento è stato pubblicato come Rapporto tecnico ISO (ISO/TR) a causa della immediata necessità di disporre di una guida relativa agli indicatori di prestazioni dei servizi elettronici offerti dalle biblioteche. Un gruppo di lavoro controllerà gli sviluppi nella valutazione di tali servizi elettronici proponendo, se necessari, indicatori aggiuntivi o modifiche e adattamenti degli indicatori presenti nell'ISO/TR 20983.

Per informazioni:
Diffusione UNI
tel. 02 70024.200, fax 02 70105992
e-mail:
diffusione@uni.com

      

         

07/04/2004

Dental standards - Segnaliamo Dental Standards (9 pagine in formato PDF) raccolta delle norme tecniche per il mondo dell’odontoiatria, in particolare per quanto riguarda le attrezzature e i materiali dentali.

   

     

Fonte: UNI - Ente Nazionale Italiano di Unificazione

     

        

                             
                             
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