Info-crono-archivio

    

4 MARZO 2004

   
04/03/2004

Valutazione dell’esposizione a idrocarburi policiclici aromatici nella stesura di asfalto

RIASSUNTO - L’asfalto è una miscela di bitume, i cui fumi contengono circa l’1% di idrocarburi policiclici aromatici (IPA), e materiali inerti. È stato condotto uno studio su un gruppo di 18 asfaltatori per valutare l’esposizione ad IPA mediante monitoraggio ambientale (16 IPA ritenuti di maggiore importanza dall’agenzia americana per la protezione dell’ambiente, EPA), e biologico (escrezione di 1-idrossipirene urinario). I livelli espositivi misurati durante le operazioni di stesura di conglomerato bituminoso non sono superiori a quelli riscontrabili in vigili urbani di aree metropolitane.

ABSTRACT - ASSESSMENT OF EXPOSURE TO POLYCYCLIC AROMATIC HYDROCARBONS DURING ROAD PAVING - Asphalt is a mixture of bitumen, (its fumes contain about 1% of polycyclic aromatic hydrocarbons, PAH), and mineral matter. 18 Workers were investigated during road paving to assess PAH exposure by environmental air-monitoring (the 16 most relevant, according to the American Environmental Protection Agency, EPA) and biological monitoring (urinary 1-hydroxypyrene excretion). Our results show that PAH exposure in these workers is not higher than that observed in traffic policemen working in urban areas.

Introduzione
L’asfalto è una miscela di bitume (5-6%) e materiali inerti. Esso non
è classificato pericoloso ai sensi dell’attuale legislazione dell’Unione Europea, che ha riconosciuto la notevole diversità che intercorre tra bitume e catrame, anche in merito al contenuto di sostanze cancerogene (alcuni IPA): infatti i fumi provenienti da bitume contengono circa il 99% di composti alifatici e solo l’1% di composti aromatici, mentre i fumi di catrame, mai utilizzato in Italia, contengono circa il 90% di composti aromatici (1). D’altro canto, un recente studio epidemiologico suggerisce un lieve incremento di rischio per tumore polmonare in lavoratori del settore (2). Scopo di questa ricerca è la valutazione degli attuali livelli espositivi a IPA nel comparto asfalti.

Soggetti e Metodi
Sono stati indagati 18 soggetti maschi, di età media 40 anni (D.S.
9,8), addetti alla stesura di asfalto. L’indagine si è svolta nei mesi tra febbraio e aprile durante un’intera giornata lavorativa in strada chiusa al traffico. L’esposizione agli IPA è stata misurata mediante monitoraggio ambientale e biologico attraverso la raccolta di urine dopo due giornate di astensione dal lavoro (baseline), all’inizio ed alla fine del turno. Ogni soggetto è stato sottoposto ad anamnesi ed intervista mediante ausilio di questionario mirato al controllo di fattori di confondimento (cibo, fumo di sigaretta). Tutti i soggetti utilizzavano, come dispositivi di protezione individuale, tuta da lavoro ad alta visibilità, guanti e scarpe antinfortunistiche. Il campionamento dell’esposizione a IPA durante l’asfaltatura ha avuto la durata di almeno 4 ore ed è stato effettuato con campionatori personali (flusso 2 l/min) posizionati in zona respiratoria. Si è monitorato la frazione inalabile del particolato aerodisperso (membrana in PTFE) e la fase vapore (fiala XAD2). La determinazione della concentrazione dei 16 IPA e dell’1-idrossipirene urinario è avvenuta mediante cromatografia liquida ad elevate prestazioni (HPLC) con rilevatore spettrofluorimetrico.

Risultati
I risultati del campionamento ambientale sono riportati in Tabella I.
Per quanto riguarda i risultati delle analisi effettuate sui campioni biologici (Tabella II), è stata riscontrata una concentrazione mediana di 1- idrossipirene nei campioni baseline, inizio e fine turno pari rispettivamente a 120, 381, 516 ng/g creatinina. L’escrezione di 1-idrossipirene è risultata significativamente maggiore nei campioni raccolti ad inizio turno e fine turno rispetto ai campioni baseline (p < 0,001), mentre la differenza tra inizio e fine turno non è risultata significativa (t-test per dati appaiati effettuato sui valori log-normali).

Tabella I. Risultati del monitoraggio ambientale (ng/m3)

Tabella I (1 pagina in PDF)

Tabella II. Risultati del monitoraggio biologico (ng/g creatinina)

Tabella II (1 pagina in PDF)

Discussione
I risultati del monitoraggio ambientale (Tabella I) indicano che le
operazioni di stesura di conglomerato bituminoso implicano una mo desta dispersione in aria degli IPA oggetto di indagine. Dal confronto con i pochi valori limite esistenti (TRK tedeschi, MPC polacchi e norvegesi), le concentrazioni di benzo(a)pirene, dibenzo(a,h)antracene e naftalene risultano mediamente inferiori di vari ordini di grandezza. Le concentrazioni di IPA misurate appaiono superiori a quelle riscontrate nell’ambiente di vita della popolazione generale (3) e paragonabili ai livelli espositivi rilevati sui lavoratori del comparto asfalto e sui vigili urbani di un’area metropolitana (4, 5). I livelli di 1-idrossipirene urinario misurati appaiono in buona parte sovrapponibili a quelli della popolazione generale (5-7), tuttavia la differenza significativa tra i valori di baseline e di inizio e fine turno sembra dimostrare che le operazioni di stesura di conglomerato bituminoso comportino un assorbimento di IPA.

Bibliografia
1) Concawe. Bitumens and Bitumen Derivates (Product dossier 92/104). Brussels: Concawe’s Petroleum Products and Health Management Groups, 1992.
2) Boffetta P, Burstyn I. Cancer mortality among european asphalt workers: selected papers from a study f cancer risk in the european asphalt industry coordinated by the International Agency for Research on Cancer. Am J Ind Med 2003; 43.
3) Minoia C, Magnaghi S, Micoli G, Fiorentino ML, Turci R, Angeleri S, Berri A. Determination of environmental reference concentration of six PAHs in urban areas (Pavia, Italy). Sci Total Environ 1997; 198: 33-41.
4) Watts RR, Wallingford KM, Williams RW, House DE, Lewtas J. Airborne exposure to PAH and PM2.5 particles for road paving workers applying conventional asphalt and crumb rubber modified asphalt. J Expo Anal Environ Epidemiol 1998; 8: 213-229.
5) Szaniszló J, Ungváry G. Polycyclic aromatic hidrocarbon exposure and burden of outdoor workers in Budapest. J Toxicol Environ Health 2001; 62: 297-306.
6) Pavanello S, Genova A, Foà V, Clonfero E. Valutazione dell’esposizione professionale ad idrocarburi policiclici aromatici mediante l’analisi dei livelli urinari di 1-pirenolo. Med Lav 2000; 91(3): 192-205
7) Roggi C, Minoia C, Sciarra GF, Apostoli P, Maccarini L, Magnaghi S, Cenni A, Fonte A, Nidasio GF, Micoli G. Urinary 1-hydroxypyrene as a marker of exposure to pyrene: an epidemiological survey on a general population group. Sci Total Environ 1997; 199: 247-254.

Autori: D. Cavallo (1), S. Fustinoni (2), M. Buratti (2), E. Prandi (3), O. Longhi (4), P. Cirla (4), I. Martinotti (4), V. Foà (4)
1 Università degli Studi dell’Insubria, Dipartimento di Scienze CCMMFF
2 Azienda Ospedaliera Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano
3 ASL Città di Milano, Servizio PSAL
4 Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Medicina del Lavoro

 

 

04/03/2004

Alluminio e salute - L'alluminio è un elemento presente in quantità considerevoli nella biosfera dove tutti gli esseri viventi sono esposti a potenziali effetti tossici. La neurotossicità di questo metallo è nota da più di un secolo. Recentemente l'alluminio è stato implicato come fattore eziologico di alcune manifestazioni patologiche (tra cui encefalopatia, osteopatia e anemia) associate al trattamento dialitico. Inoltre è stato ipotizzato che l'alluminio possa essere un cofattore nell'eziopatogenesi di alcune malattie neurodegenerative, tra cui la malattia di Alzheimer, sebbene una prova diretta in questo senso sia ancora controversa. Tuttavia, la neurotossicità da alluminio è accertata negli animali da esperimento e nei pazienti con insufficienza renale (conseguente all'età o alla presenza di malattie renali) - e ci sono i presupposti per un legame tra esposizione all'alluminio e patologie neurodegenerative. Inoltre sono state evidenziate associazioni tra elevati livelli di alluminio in alcune preparazioni alimentari per neonati e nelle soluzioni per la nutrizione parenterale domiciliare con possibili complicanze neurologiche e ossee, caratterizzate da una riduzione della velocità di sintesi ossea. continua >>

 

 

04/03/2004

Bolzano: edifici certificati con “CasaClima” - Obbligatori il risparmio energetico ela tutela ambientale - 26/02/2004 – Bolzano è il primo Comune in Italia ad aver introdotto l’obbligo della certificazione “CasaClima”, che promuove metodi di costruzione che rispettano l’ambiente e consentono un notevole risparmio energetico.
In base al consumo di energia CasaClima suddivide gli edifici in tre categorie:
- classe A, quando l’indice termico non supera all’anno i 30 kwh/mq;
- classe B, quando l’indice termico è inferiore ai 50 kwh/mq l’anno;
- classe C, quando l’indice termico è inferiore ai 70 kwh/mq l’anno.
Gli edifici che rientrano nella categoria A hanno diritto al 10% di sconto sugli oneri di urbanizzazione, oltre a benefici straordinari previsti dai regolamenti provinciali e comunali.
Con la certificazione CasaClima i costruttori, per poter ottenere la dichiarazione di abitabilità sui nuovi edifici, sono tenuti a rispettare le condizioni della classe C. È compito dell’ufficio Aria e rumore dell’agenzia provinciale per la Protezione dell’ambiente della provincia di Bolzano rilasciare una targa, da affiggere sull’edificio in modo che sia visibile, sulla quale viene segnata la classe cui l’edificio appartiene. Ciò consente anche ai potenziali acquirenti dell’alloggio di valutare la propria scelta con maggiore consapevolezza.
Due anni fa è partito il progetto per “Firmian”, il quartiere residenziale con 194 alloggi da realizzare in linea con CasaClima, secondo i criteri della classe B. Il forte interesse da parte di utenti e costruttori ha incoraggiato il Comune di Bolzano a convincere altri Comuni ad introdurre l’obbligo della certificazione CasaClima. In Alto Adige i comuni coinvolti sono già dieci, ma l’interesse verso l’iniziativa è destinato a crescere. Anche il governo canadese si sta muovendo per una possibile collaborazione con il Comune di Bolzano.

Fonte: redazione@edilportale - Roberta Dragone

 

  

04/03/2004

BICA - Biennale Internazionale di Comunicazione Ambientale - BICA si svolge a Venezia dal 24 al 27 marzo 2004 presso il Padiglione Italia, sede prestigiosa della Biennale dell’Arte.
L’evento, promosso da Federambiente e giunto alla sua terza edizione, si posiziona nel panorama italiano come appuntamento qualificante dedicato alla comunicazione ambientale, tema centrale nel rapporto tra ambiente, istituzioni e mondo delle imprese.
Bica è un’opportunità esclusiva per confrontarsi su idee, progetti, risultati e prodotti in grado di testimoniare l’impegno e la responsabilità sociale di istituzioni e imprese in campo ambientale.

Per ricevere ulteriori informazioni è possibile rivolgersi direttamente a :
SEGEST srl
Viale Cavour, 147
44100 Ferrara Italy
tel 0532 205455
mail:
info@segest.com
web: http://www.bicaonline.com

 

 

04/03/2004

Le nuove forme di prestazione di lavoro - Segnaliamo i seguenti interessanti documenti
M. Magnani, S. Spataro: "Il lavoro a progetto"
http://www.lex.unict.it/eurolabor/ricerca/wp/n27_magnani_spataro.pdf (18 pagine in PDF)

P. Chieco: "Somministrazione, comando, appalto. Le nuove forme di prestazione di lavoro a favore del terzo"
http://www.lex.unict.it/eurolabor/ricerca/wp/n26_chieco.pdf (92 pagine in PDF)

 

 

04/03/2004

Fondi della Regione Emilia-Romagna per la qualità nel settore agroalimentare - La Giunta regionale dell'Emilia-Romagna ha approvato una delibera avente per oggetto lo sviluppo dei sistemi di rintracciabilità e di gestione per la qualità nel settore agroalimentare. Essa prevede contributi alle aziende che intendono ottenere la certificazione in conformità alle norme UNI EN ISO 9000, UNI 11020 e la registrazione in conformità al regolamento EMAS.

 

 

04/03/2004

Incentivi per le imprese artigiane della Regione Campania - Approvate dalla Giunta regionale della Campania le linee guida per l'attuazione del "Nuovo regime di aiuti a favore dell'artigianato". Tra le spese finanziabili: l'adesione ad un sistema di gestione ambientale (Emas, ISO 14001) e l'acquisizione del sistema di qualificazione del processo produttivo dell'impresa, secondo le norme della serie UNI EN ISO 9000 - Vision 2000.

 

     

''L'ANGOLO DELLA SICUREZZA ALIMENTARE''

''FOOD SAFETY'S CORNER''

 

 

 04/03/2004

L'olio d'oliva - Ricordiamo che sono state pubblicate le Norme per la commercializzazione dell'olio d'oliva con le quali vengono recepite a livello nazionale le disposizioni di cui al Regolamento (CE) n. 1019/2002 (e successive modifiche).
In particolare si fa riferimento alla disciplina degli imballaggi, alla designazione di origine e alle indicazioni facoltative che possono essere riportate nelle etichette (articoli 2, 4 e 5 del suddetto Regolamento CE).

Per ulteriori approfondimenti:

Decreto 14 novembre 2003
da GURI n. 296 del 22 dicembre 2003

Regolamento (CE) n. 1019/2002
Norme di commercializzazione dell’olio di oliva

Regolamento (CE) n. 1176/2003
modifiche al regolamento n. 1019

Agecontrol s.p.a.

 

 

04/03/2004

Caccia al glutine con il kit del Cnr - Basta mangiare un biscotto, una fettina di pane, una forchettata di pasta perché si vada incontro a diarrea, inappetenza, perdita di peso. E’ la celiachia, un disturbo determinato da un’intolleranza permanente al glutine. Tra breve, però, chi ne soffre potrà evitare senza troppi problemi gli alimenti a rischio, grazie ad un kit, studiato dall’Istituto di biochimica delle proteine (Ibp) del Cnr di Napoli, che individua la presenza di questa sostanza nei cibi.
“Il primo passo”, spiega Sabato D’Auria dell’Ibp che ha svolto la ricerca, “è stata l’individuazione della proteina che lega in maniera specifica le sequenze amminoacidiche tossiche per chi soffre di celiachia. Con una sonda fluorescente è stata poi marcata la proteina per far sì che a contatto con il glutine cambiasse colore, in maniera proporzionata alla sua presenza nel cibo”.
La stabilità della proteina unita alla visibilità della fluorescenza rende possibile assemblare le singole parti in uno strumento di facile utilizzo, della grandezza di un pacchetto di sigarette ed alimentato con una semplice batteria. Per la realizzazione e la distribuzione del kit il Cnr ha già avviato contatti con due industrie del nord Italia.
Utilizzando lo stesso principio, il cosiddetto Fret (Fluoressence resonance energy transfer), D’Auria si sta dedicando anche alla realizzazione di lenti che mutano colore a contatto con il glucosio contenuto nelle lacrime e che consentono quindi ai diabetici di misurare il livello di glicemia senza dover ricorrere al prelievo del sangue o ad altri metodi invasivi.

Fonte: Sabato D’Auria, Istituto di biochimica delle proteine del Cnr, Napoli, tel. 081/6132250, 368/3422770, e-mail: s.dauria@ibp.cnr.it

 

 

 04/03/2004

Troppo arsenico nell'acqua - Un recente rapporto della National Academy of Sciences afferma che l'EPA (Environmental Protection Agency, importante istituzione americana per la protezione e la tutela dell'ambiente), ha sottostimato i rischi di cancro alla vescica ed ai polmoni dovuti alla presenza di arsenico nell'acqua potabile. Nuovi studi hanno infatti evidenziato l'esistenza di un chiaro legame tra la presenza di arsenico in percentuali anche molto ridotte e la possibilità di contrarre forme tumorali. I dati raccolti indicano che ogni 10000 cittadini americani, fino a 10 persone bevono acqua contente 3 parti per miliardo di arsenico. E secondo gli studiosi questo livello infinitesimale sarebbe già in grado di provocare un aumento dei rischi. Il livello standard fissato recentemente dall'EPA considera invece potabile l'acqua con una presenza di arsenico pari a 50 parti per miliardo. Per la verità, nel gennaio scorso il limite era stato abbassato a 10 parti per miliardo, ma l'amministrazione Bush ha sospeso il provvedimento in attesa di ulteriori riscontri. La National Academy of Sciences afferma con forza che il limite standard è troppo elevato, e mette in guardia le almeno 13 milioni di persone solo negli Stati Uniti che bevono acqua con una presenza di arsenico superiore a 10 parti per miliardo. L'arsenico si trova in natura nelle rocce, nel terreno, nell'aria e nell'acqua. I processi industriali, minerari e agricoli sono tra le prime cause della contaminazione da arsenico dell'acqua nell'ambiente circostante.

http://www.encanta.it/salute_declino.html

 

   

04/03/2004

Igiene in cucina - Segnaliamo l'opuscolo La buona cucina e' piacere e salute

 

04/03/2004

Fiera Agricola - Segnaliamo i seguenti convegni che si terranno nel corso di Fiera Agricola di Verona nella giornata di domani 05.03.2004:

Ore: 09.30-13.00 - 1° p WTC-Sala Respighi

Workshop: Rintracciabilità: obbligo o opportunità

Associazione Italiana per le tecnologie dell'informazione e della Comunicazione in Agricoltura in collaborazione con Veronfiere - AGRISERVICE

Ore: 09.30-13.00 - Centrocongressi Arena-Sala Rossini

Convegno: Il ruolo degli alberi nel governo del territorio

Veronafiere in collaborazione con il Sole 24 ore - Edagricole - AGRISERVICE

Ore: 10.30-13.00 - Centrocongressi Europa-Sala Vivaldi

Convegno: Sicurezza alimentare: tra tutela del consumatore e competitività della filiera

ASSALZOO - ZOOSYSTEM

Ore: 15.00-18.00 - Centrocongressi Arena-Sala Rossini

Convegno: Le malattie del pollo e del tacchino: cosa c'è di nuovo

Associazione Italiana Avicoltori - ZOOSYSTEM

Ore: 15.00-18.00 - Centrocongressi Europa-Sala Salieri

Convegno: Redditività e sicurezza nelle fattorie didattiche

Veronafiere in collaborazione con Informatore Agrario - AGRISERVICE

  

  

04/03/2004

Elenco delle sentenze penali passate in giudicato nell'anno 1999 a carico di produttori e ditte alimentari condannati per reati di frode e sofisticazioni alimentari - Ministero della Salute - Ordinanza 26/1/2004:
Elenco delle sentenze penali passate in giudicato nell'anno 1999 a carico di produttori e ditte alimentari condannati per reati di frode e sofisticazioni alimentari.
(G.U.R.I. n. 46 del 25/2/2004 - Suppl. Ordinario n. 29)

IL DIRETTORE GENERALE
della sanita' veterinaria e degli alimenti

Visto l'art. 8, comma 4 della legge 7 agosto 1986, n. 462, recante «Misure urgenti in materia di prevenzione e repressione delle sofisticazioni alimentari», che prevede la pubblicazione annuale, da parte del Ministero della salute, dell'elenco delle ditte commerciali e dei produttori che abbiano riportato condanne con sentenza passata in giudicato per reati di frode e sofisticazione alimentare; Viste le comunicazioni pervenute dagli organi giudiziari relative ai produttori e ditte commerciali condannati per reati di frodi e sofisticazioni alimentari con sentenze passate in giudicato nell'anno 1999; Dispone la pubblicazione dell'allegato elenco relativo alle sentenze citate in premessa nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e su un organo di stampa a diffusione nazionale. Roma, 26 gennaio 2004 Il direttore generale: Marabelli.

Allegato

----> Vedere elenco da pag. 6 a pag. 92 <----

----> Vedere elenco da pag. 93 a pag. 179 <----

Segnaliamo la sezione del sito web del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali dedicata all' Ispettorato Centrale Repressione Frodi.

  

  

04/03/2004

Elenco dei decreti legislativi sugli alimenti emanati l'ultima settimana - Dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 49 del 28/2/2003 segnaliamo i seguenti supplementi ordinari:

DECRETO LEGISLATIVO 20 febbraio 2004, n. 49
Attuazione della direttiva 2001/114/CE relativa a taluni tipi di latte conservato destinato all'alimentazione umana. (Suppl. Ordinario n. 30)

DECRETO LEGISLATIVO 20 febbraio 2004, n. 50
Attuazione della direttiva 2001/113/CE concernente le confetture, le gelatine e le marmellate di frutta, nonche' la crema di marroni, destinate all'alimentazione umana.

DECRETO LEGISLATIVO 20 febbraio 2004, n. 51
Attuazione della direttiva n. 2001/111/CE relativa a determinati tipi di zucchero destinati all'alimentazione umana.

DECRETO LEGISLATIVO 20 febbraio 2004, n. 52
Attuazione della direttiva 2001/115/CE che semplifica ed armonizza le modalita' di fatturazione in materia di IVA.

DECRETO LEGISLATIVO 20 febbraio 2004, n. 53
Attuazione della direttiva n. 2001/93/CE che stabilisce le norme minime per la protezione dei suini.

DECRETO LEGISLATIVO 20 febbraio 2004, n. 54
Attuazione della direttiva 2002/60/CE recante disposizioni specifiche per la lotta contro la peste suina africana
.

DECRETO LEGISLATIVO 20 febbraio 2004, n. 55
Attuazione della direttiva 2001/89/CE relativa alle misure comunitarie di lotta contro la peste suina classica
.

DECRETO LEGISLATIVO 20 febbraio 2004, n. 56
Attuazione della direttiva 2001/97/CE in materia di prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi da attivita' illecite. (Suppl. Ordinario n. 30)

  

  

04/03/2004

PROGRAMMI UE: BANDI APERTI PER L’AREA TEMATICA PRIORITARIA “QUALITÀ E SICUREZZA DEI PRODOTTI ALIMENTARI” - Segnaliamo gli inviti FP6-2003-Food-2-A e FP6-2003-Food-2-B inerenti la qualità e la sicurezza dei prodotti alimentari.
La dotazione finanziaria complessiva dei due inviti ammonta a circa 200 milioni di euro. I termini per la presentazione delle domande sono fissati per il 5 Febbraio 2004 e il 29 Settembre 2004.
Le proposte dovranno essere consegnate direttamente o tramite terzi designati dal proponente (compresi i corrieri privati) alla Commissione all'indirizzo: Commissione Europea, Rue de Genève, 1 B-1140 Bruxelles, con la seguente dicitura: «FP6 — Research Proposals» (Codice identificativo dell'invito: . . .). I risultati della valutazione saranno disponibili entro 4 mesi dalla data di scadenza.
Per informazioni aggiuntive consultare il sito
www.cordis.lu/fp6

   

                             
                             
 Sicurezzaonline declina ogni e qualsiasi responsabilità per possibili errori od omissioni,
nonché per eventuali danni derivanti dall'uso dei testi e dei relativi collegamenti ipertestuali sopra riportati
                   

Home page | In primo piano | Legislazione | Enti normativi | Norme tecniche | Aziende | Forum | Faq | Special links | Come abbonarsi