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29 GENNAIO 2003

 

  

29/01/2004

Cancerogenicità delle Polveri di Legno duro - D.Lgs. 66/2000 - Valutazione e misura dell’esposizione professionale - Il D.Lgs. 626/1994 come modificato dal D.Lgs. 66/2000 all’art.64 comma d, richiama espressamente l’obbligo di misura degli agenti cancerogeni per verificare l’efficacia delle aspirazioni localizzate realizzate per captare le polveri di legno, contenenti polveri di legno duro, alla fonte. Prevede altresì che i metodi di campionamento e di misurazione siano conformi alle indicazioni dell’allegato VIII del D.Lgs. 277/91. Per quanto attiene la valutazione dell’esposizione professionale prevista dall’art. 63 del D.Lgs. 626/94, essa è un processo articolato che deve tener conto anche, ma non solo, delle misure che vanno effettuate per la verifica dell’efficacia dell’aspirazione, requisito impiantistico fondamentale per ridurre al minimo il livello d’esposizione. In tal senso la norma UNI EN 689 del giugno 1997 "Guida alla valutazione dell’esposizione per inalazione a composti chimici ai fini del confronto con i valori limite e strategie di misurazione" suggerisce una strategia di valutazione che prevede tre fasi:

  1. Valutazione iniziale.
    La valutazione iniziale porta a considerare la probabilità d’esposizione. Le variabili che interessano le concentrazioni presenti nell’aria sono:
    - il numero di fonti da cui sono emessi gli agenti;
    - la velocità di produzione in relazione alla capacità di produzione;
    - il tipo e la posizione di ogni fonte;
    - la dispersione degli agenti dovuta a spostamenti d’aria;
    - il tipo e il livello di efficienza degli impianti di scarico e di aerazione.

Le variabili collegate alle azioni e al comportamento individuale sono:
- vicinanza della persona alle fonti:
- tempo trascorso in una certa zona;
- specifiche abitudini di lavoro dell’individuo.

  1. Analisi di base.
    Fornisce informazioni di tipo quantitativo riguardo all’esposizione degli addetti in esame, tenendo conto in particolare di compiti soggetti ad esposizioni notevoli. Le possibili fonti di informazione sono:
    - misurazioni precedenti;
    - misurazioni da impianti o procedimenti di valutazione confrontabili;
    - calcoli affidabili basati su dati quantitativi pertinenti.

  2. Se le informazioni ottenute risultassero insufficienti a consentire un valido confronto con i valori limite, esse dovranno essere integrate con misurazioni sul posto di lavoro. In questa fase, nel caso delle polveri di legno duro, si inseriscono le misure che vanno effettuate ai sensi dell’art. 64 del D.Lgs. 626/1994 per verificare l’efficacia delle aspirazioni localizzate, misure che si ritiene possano essere utilizzate ai fini della valutazione del rischio prevista dall’art. 63 del decreto stesso.

  3. Analisi dettagliata.
    E’ ritenuta indispensabile solo se l’analisi di base evidenzia esposizioni professionali prossime al valore limite.

Le tre fasi descritte si inseriscono in una procedura di valutazione più ampia riportata in figura 1 "Panoramica schematica della procedura " della norma UNI EN 689.

STRATEGIE DI MISURA
Al fine di individuare adeguate strategie di misurazione delle polveri di legno duro, si ritiene opportuno leggere l’allegato VIII del D.Lgs. 277/91 in maniera integrata con le norme:

  • UNI EN 689 del giugno 1997: "Guida alla valutazione dell’esposizione per inalazione a composti chimici ai fini del confronto con i valori limite e strategie di misurazione."

  • UNI EN 481 del luglio 1993: "Definizione delle frazioni granulometriche per la misurazione delle particelle aerodispoerse."

  • UNI EN 482 del gennaio 1998: "Requisiti generali per le prestazioni dei procedimenti di misurazione degli agenti chimici."

  • UNI EN 626-2 del giugno 1997: "Riduzione dei rischi per la salute derivanti da sostanze pericolose emesse dalle macchine."

Seguendo l’ordine dei contenuti dell’allegato VIII al D.Lgs 277/91 si ritiene opportuno evidenziare i seguenti aspetti:

A) Definizioni.

L’allegato VIII al punto A, 2b) recita: Dell’aggregato di materiali in sospensione presenti nell’aria che respira un lavoratore, solo una parte viene inspirata (inspirazione nasale e/o boccale). Questa parte inspirata è chiamata frazione inspirabile. A tal riguardo la norma UNI EN 481 precisa che la frazione inalabile è a volte chiamata inspirabile e specifica che i termini inspirabile ed inalabile sono equivalenti. Per il campionamento di polveri di legno contenenti legno duro si può pertanto fare riferimento alla convenzione inalabile di cui alla norma EN 481.

B) Valutazione dell’esposizione e strategie di misurazione.

1. Elementi di base: ancora una volta può essere di supporto la norma UNI EN 689 che integra e chiarisce i contenuti del D.Lgs. 277/91: in genere per ottenere dati quantitativi sull’esposizione attraverso la misurazione, si dovrebbe prevedere un approccio che consenta l’utilizzo più efficiente possibile delle risorse. I contenuti della procedura di misurazione e le motivazioni che hanno portato ad adottarla nello specifico posto di lavoro è opportuno siano integralmente riportati nel resoconto di valutazione dell’esposizione professionale come previsto dalla norma UNI EN 689. Il resoconto ai sensi della UNI EN 689 deve contenere:
- il nome della persona/e o le istituzioni che eseguono la valutazione e le misurazioni;
- il nome delle sostanze prese in esame (essenze di legno………..);
- il nome e l’indirizzo dell’azienda (in cui vengono effettuate le misurazioni);
- la descrizione dei fattori relativi al posto di lavoro comprese le condizioni di lavoro durante le misurazioni;
- lo scopo della procedura di misurazione;
- la procedura di misurazione (la procedura di campionamento, la procedura analitica, i punti di campionamento,…….………);
- i tempi previsti (data, inizio e fine del campionamento);
- le concentrazioni di esposizione professionale;
- tutti gli eventi o fattori che possono influenzare sensibilmente i risultati;
- i dettagli della eventuale garanzia di qualità;
- il risultato del confronto con il valore limite.

2. Requisiti degli addetti alle misurazioni.

……………………..

3. Requisiti dei metodi di misura.

a) Il metodo di misurazione deve consentire di ottenere risultati rappresentativi per quanto riguarda l’esposizione del lavoratore.
b) Ai fini della valutazione dell’esposizione del lavoratore sul luogo di lavoro, è opportuno utilizzare, per quanto possibile, strumenti di prelievo fissati sul corpo del lavoratore. Si rammenta che i lavoratori esposti sono quelli individuati tramite la valutazione dei rischi iniziale.
Quando esiste un gruppo di lavoratori che eseguono mansioni identiche o simili in uno stesso luogo e che sono soggetti ad un’esposizione analoga, il campionamento può essere effettuato nel gruppo, in modo tale che sia rappresentativo del gruppo stesso.
Purché le condizioni d’esposizione, durante il turno di lavoro, non cambino in modo significativo, si possono scegliere tempi di campionamento inferiori all’intero periodo di lavoro. Il numero minimo di campioni per turno di lavoro (8 ore) in relazione alla durata del campionamento viene indicato nell’APPENDICE A (informativa) della norma UNI EN 689 che nel caso di campioni di polvere su filtri indica almeno 2 campioni della durata di 1 ora, oppure 1 campione della durata di 2 ore. Una strategia possibile per limitare il numero di campioni da effettuare in presenza di una rilevante variabilità di esposizioni, consiste nella misurazione nelle condizioni peggiori (norma UNI EN 689) da individuare selezionando opportunamente i fattori critici (vedi norma UNI EN 626 – 2). Possono essere impiegati sistemi di misurazione stazionari se i risultati delle misurazioni consentono di valutare le esposizioni del lavoratore sul luogo di lavoro. I campioni devono essere prelevati per quanto possibile a livello degli organi respiratori e nelle immediate vicinanze del lavoratore. In caso di dubbio le misurazioni vanno effettuate nel punto in cui il rischio è maggiore.

4 Disposizioni particolari relative alle tecniche di misurazione degli aggregati rappresentativi di particelle presenti nell’aria sul posto di lavoro.

La determinazione delle concentrazioni delle polveri di legno, con presenza di legno duro, si configura come determinazione di polveri inalabili e quindi la strategia di misurazione prevede:
l’uso di campionatori con una velocità di aspirazione di 1.25 m/s ± 10% ovvero campionatori conformi ISO/TR 7708 - 1983 (L) con flusso non inferiore ai 2 l/min. Si ritiene altresì valido l’uso di altri preselettori di polveri inalabili che garantiscano il rispetto della convenzione inalabile di cui alla norma UNI EN 481. Le pompe per il campionamento personale dovranno essere conformi alla norma UNI EN 1232 del giugno 1999;
durante i campionamenti individuali la faccia dell’orifizio di aspirazione sia parallela alla faccia dell’operatore.

Riguardo alla tipologia di filtri da utilizzare e l’eventuale loro condizionamento in atmosfera controllata si ritiene opportuno:

  • l’uso di filtri in PVC, materiale idrofobo che non risente della variabilità del contenuto di umidità delle polveri di legno;

  • il condizionamento ambientale degli stessi;

  • pesate con bilancia precisa allo 0,001 mg. (può essere accettabile una precisione allo 0,01 mg.).

Considerata l’assenza di metodi definiti dal Decreto Legislativo n. 66/2000, si invita a sottoporre preliminarmente la procedura di indagine ai Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie.

Fonte: REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA - DIREZIONE REGIONALE SANITÀ AZIENDE PER I SERVIZI SANITARI - DIPARTIMENTI DI PREVENZIONE: U.O.P.S.A.L. - A cura di: Paolo Barbina, Claudio Beltrame, Roberto Brisotto, Cristina Cussigh, Cristina Driussi, Antonello Poles.

 

  

29/01/2004

Licenziati da Trenitalia assunti dalla Regione Liguria - Due ferrovieri erano stati cacciati per aver permesso
sul loro treno riprese televisive per il programma Report - La giunta di centrodestra affida loro un incarico di consulenza su proposta di un consigliere di Rifondazione comunista.

GENOVA - Fanno salire sul treno una troupe televisiva di Rai3. Trenitalia li licenzia. Un consigliere regionale di Rifondazione propone alla maggioranza di centrodestra di prenderli come consulenti. E il governatore Biasiotti li assume. Capita a due ferrovieri liguri, che da disoccupati diventano "consulenti per i problemi della sicurezza del trasporto ferroviario".
L'annuncio è stato dato oggi dal presidente della giunta regionale, Sandro Biasotti, che come si diceva ha raccolto la proposta del consigliere di minoranza Arturo Fortunati (Prc).
Riccardo Poggi, macchinista, e Vito Belfiore (capotreno) erano stati licenziati il 7 gennaio scorso da Trenitalia per avere consentito, alcuni mesi prima, riprese televisive per il programma "Report" a bordo del loro treno, e per avere tra l'altro fermato il convoglio in una galleria durante il servizio. Ma secondo il presidente della regione Liguria, Biasotti, si tratta di "motivazioni strumentali, e per questo motivo abbiamo deciso di assumere i due ferrovieri, e crediamo di poter dar loro alcuni mesi di tranquillità in attesa di un eventuale reintegro da parte di Trenitalia".
Belfiore e Poggi daranno la loro consulenza per la stesura del nuovo contratto di servizio che la Regione Liguria sta preparando per la gara internazionale con cui affiderà nei prossimi anni la gestione del trasporto ferroviario ligure. E i due sono naturalemente contenti: "Mi fa molto piacere questa assunzione - ha detto Belfiore, oggi seduto accanto a Biasotti - vuol dire che non siamo stati lasciati soli".
Intanto, però, il licenziamento continua a provocare le proteste dei ferrovieri liguri. Da giovedì 29, tutti indosseranno una fascia nera al braccio "in segno di lutto" per il licenziamento dei colleghi (che sono in tutto quattro). L' iniziativa è stata lanciata dalle segreterie regionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt, Sma, Ugl per caldeggiare la riassunzione dei lavoratori, in vista di uno sciopero regionale di otto ore che potrebbe cadere a metà febbraio

Fonte: la Repubblica - 27 gennaio 2004

     

       

29/01/2004

Premi di Laurea Eco.Pne.Us. - "Pneumatici fuori uso: una risorsa da non sprecare" - 6ª edizione - Eco.Pne.Us., il Consorzio volontario per il riutilizzo e lo smaltimento dei pneumatici fuori uso, promuove ed organizza il Concorso per l'assegnazione di premi per tesi di laurea, secondo quanto stabilito dal Regolamento riportato in calce. 
Il Consorzio Eco.Pne.Us. è costituito dalle Aziende produttrici di pneumatici, associate ad Assogomma (Associazione Nazionale fra le Industrie della Gomma, Cavi elettrici ed Affini):
PARTECIPAZIONE
Il Bando di Concorso è rivolto a laureati che abbiano conseguito il titolo di studio entro il 31 marzo 2004, nelle facoltà indicate all'art. 2 del Regolamento, le cui tesi di laurea riguardino il settore del riutilizzo e recupero di pneumatici fuori uso.

PREMI DA ASSEGNARE
La dotazione dei Premi è di € 6.000, così suddivisi: - un Premio di € 3.000 per la tesi ritenuta migliore; - due Premi di € 1.500 ciascuno per le tesi ritenute meritevoli.

MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE
Le domande di ammissione al Concorso dovranno essere corredate della documentazione indicata nell'art. 4 del Regolamento e devono essere inviate, entro il 31 marzo 2004, alla segreteria di Eco.Pne.Us. -Via San Vittore, 36 - 20123 Milano tel. 02/4817204 - fax 02/435432 - e-mail:
ecopneus@assogomma.it

NOTE
L'attribuzione dei premi è rimessa all'insindacabile giudizio della Commissione Giudicante.
Eco.Pne.Us. tratterrà le tesi nella sua biblioteca, a disposizione per la consultazione e l'eventuale riproduzione da parte dei suoi associati, con diritto di utilizzare i dati e le informazioni in esse contenuti.
Eco.Pne.Us. si riserva il diritto di pubblicizzare le tesi premiate e l'assegnazione dei premi riconosciuti.

 

 

29/01/2004

Rumore, un dossier dell'ISS - L'Istituto Superiore di Sanita' ha messo on line un interessante documento che costituisce un valido approfondimento sul rumore, in ambiente lavorativo ed extralavorativo.

 

 

29/01/2004

Istituto Italiano Sicurezza dei Giocattoli - Segnaliamo l'Istituto Italiano Sicurezza dei Giocattoli

 

    

29/01/2004

REGIONE EMILIA-ROMAGNA: CONTRIBUTI AI PROGETTI INTEGRATI D’IMPRESA - Con Deliberazione della Giunta Regionale, sono stati approvati i termini e le modalità di accesso per le PMI alle agevolazioni di cui alla Legge Sabatini e 598/94 attraverso i Progetti Integrati d’impresa previsti dalla Misura 1.1, Azione B del Programma Triennale per le Attività Produttive 2003-2005.
Tali agevolazioni verranno corrisposte nella forma di contributi in conto interesse secondo una percentuale pari al 50% per le piccole imprese e al 23% per le medie imprese; tali percentuali sono da considerarsi elevabili al 60% per entrambe le categorie di soggetti qualora siano ubicati nelle zone 87.3.c.
Le PMI potranno beneficiare, inoltre, dei contributi a titolo de minimis a copertura della garanzia offerta dal Fondo di garanzia centrale e dai confidi regionali per un massimo dell’1% “una tantum” sull’importo della garanzia concessa.
Le domande che devono essere presentate a Banche o Intermediari finanziari convenzionati con Mediocredito Centrale potranno essere trasmesse tra il 12 Gennaio e il 30 Aprile 2004 salvo precedente esaurimento risorse.

 

    

29/01/2004

REGIONE PIEMONTE: CONTRIBUTI A SOSTEGNO DELLE PICCOLE IMPRESE COMMERCIALI - Sul B.U.R. del Piemonte n. 49 dello scorso 4 dicembre 2003 è stato pubblicato il bando e la modulistica relativi alla Misura N - Azione N3 "Interventi a sostegno delle piccole imprese commerciali" - Interventi B e D del Piano di Sviluppo Rurale 2000-2006.
I beneficiari dei contributi sono: - per l’intervento B le piccole imprese commerciali che operano nei Comuni appartenenti a Comunità Montane e con popolazione residente inferiore alle 3000 unità che esercitano la vendita al dettaglio rivolta a beni di prima necessità; - per l’intervento D i Comuni che fanno parte di Comunità Montane e con poloplazione inferiore alle 3000 unità.
Relativamente all’Intervento B saranno ammessi a contributo:
B1. l'ampliamento, la ristrutturazione e la trasformazione di immobili da destinarsi ad attività commerciali di vendita di beni di prima necessità;
B2. l'acquisizione di macchinari, attrezzature e macchine da ufficio, gli arredi e gli automezzi funzionale all’attività. Riguardo all’Intervento D saranno ammissibili:
D1. la sistemazione di spazi pubblici da destinare ai mercati;
D2. la sistemazione di spazi pubblici, esterni alle sedi mercatali, da destinare all’esercizio dell’attività tramite l’assegnazione di “posteggi singoli” o di “gruppi di posteggi”.
Gli interventi D1 e D2 dovranno essere rivolti in modo prioritario ad opere di adeguamento alle norme igienico-sanitarie e di sicurezza.
I contributi in conto capitale sono concessi per gli interventi B1 e B2 fino al 40% della spesa ammessa nel rispetto del regime “de minimis” e per gli interventi D1 e D2 fino all’80% della spesa ammessa.
Le domande, redatte sulla base della modulistica approvata, dovranno essere inviate alla Direzione Regionale Commercio e Artigianato - Settore Tutela del consumatore - Mercati all'ingrosso ed aree mercatali - p.zza Nizza 44 - 10126 Torino a partire dal 2 aprile 2004 sino al 30 aprile 2004.
Per informazioni: 011.4322357-011.4323506-011.4322512-011.4322699.

 

    

29/01/2004

REGIONE BASILICATA: CONTRIBUTI ALLE IMPRESE PER PROGETTI DI FORMAZIONE CONTINUA - Sul B.U.R. della Basilicata è stato pubblicato l’Avviso pubblico “Formazione continua” relativo alla Misura III.1.D.1 del POR Basilicata 2000-2006.
Potranno godere del contributo le seguenti inziative: progetti di formazione aziendale pluriaziendale rivolti alle grandi imprese ed alle PMI da svolgersi attraverso interventi di tipo corsuale (da un minimo di 30 ore ad un massimo di 200 ore) volti all’aggiornamento, al perfezionamento e all’acquisizione di competenze dei lavoratori al fine di accrescere la competitività delle imprese e di rafforzare da un punto di vista professionale ed occupazionale i lavoratori stessi.
I progetti di formazione dovranno riguardare:
- interventi finalizzati a favorire lo sviluppo delle competenze dei lavoratori in seguito a mutamenti organizzativi;
- interventi di formazione continua volta a favorire le pari opportunità di carriera delle donne;
- interventi rivolti ai lavoratori occupati in imprese a rischio di competititività.
Le tipologie di attività formativa ammesse saranno le seguenti:
- formazione specifica;
- formazione generale
I soggetti che potranno presentare percorsi formativi sono: le imprese singole; le Associazioni temporanee d’impresa (ATI); i Consorzi di impresa; le Associazioni di categoria; gli Organismi di formazione accreditati, mentre i destinatari di tali progetti sono i lavoratori dipendenti dalle imprese assoggettate al contributo di cui all’art.12, legge n. 160/75 e s.m.i. (in particolare: lavoratori dipendenti del settore privato; lavoratori stagionali; lavoratori part-time; soci di società cooperativa; prestatori di lavoro temporanei).
La domanda di finanziamento, redatta sull’apposito modulo, insieme alla documentazione (disponibile sul sito internet della Regione Basilicata:
www.regione.basilicata.it e presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico presso il Dipartimento Formazione Lavoro Cultura e Sport – Corso Umberto I, 28 – Potenza) che forma il dossier di candidatura andrà depositata in busta chiusa alla: Regione Basilicata – Dipartimento Formazione, Lavoro, Cultura e Sport – Corso Umberto I n. 28 – 85100 Potenza o spedita entro il 31 gennaio 2004.

     

       

29/01/2004

Varese Ligure premiata per lo sviluppo sostenibile - Nell'ambito della Conferenza europea sull'Energia Rinnovabile, tenutasi a Berlino dal 19 al 21 gennaio, la cittadina di Varese Ligure ha ricevuto un ambito premio come "migliore comunità rurale della UE ad aver attuato progetti a favore dell'energia rinnovabile".
In particolare, la cittadina ligure - di 2.400 abitanti - ha ottenuto il prestigioso riconoscimento per aver installato due generatori eolici (in grado di produrre 4 milioni di Kw all'anno) e due impianti fotovoltaici (per 23.000 Kw/anno). Altri due generatori eolici saranno, a breve, messi in grado di produrre altri 2 milioni di Kw.
L'installazione di questi impianti di energia alternativa e rinnovabile consente una importante riduzione delle emissioni di CO2 (stimabile attorno ai 9600 Kg/anno).
Varese Ligure vanta ormai da parecchi anni un impegno costante in materia di tutela ambientale e di sviluppo sostenibile: a questo proposito val la pena ricordare come questo paese sia stato tra i primi comuni italiani ad ottenere il certificato di conformità ISO 14001 per i sistemi di gestione ambientale.

Per approfondimenti: Renewable Energy Partnerships - dal sito della Commissione europea

  

     

''L'ANGOLO DELLA SICUREZZA ALIMENTARE''

''FOOD SAFETY'S CORNER''

 

 

29/01/2004

Influenza aviaria - Segnaliamo dal sito dell'Organizzazione Mondiale della Sanita' il Dossier sull'Influenza Aviaria (in inglese).

Il punto della situazione
La presenza del virus dell'influenza aviaria ceppo A (H5N1) è stata riscontrata esaminando i campioni biologici prelevati da 3 pazienti, di cui 2 bambini ed 1 adulto, ricoverati presso l’ospedale di Hanoi con una grave affezione respiratoria acuta.
I risultati degli esami di laboratorio sono stati ricevuti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) domenica 11 gennaio. 
Fin dalla fine di ottobre, presso gli ospedali di Hanoi e dintorni, sono state ricoverate 14 persone con sindrome respiratoria grave, di cui 13 bambini ed un adulto. Ad oggi, 11 dei bambini ricoverati e l’adulto sono deceduti.
L’OMS afferma che non e’ noto se tutti i casi siano riconducibili allo stesso ceppo virale.
L’influenza aviaria (detta anche "influenza dei polli") è una malattia causata da virus simili a quelli che provocano influenza nell’uomo ma che, normalmente, si trasmettono esclusivamente tra volatili infetti; in particolari condizioni (quali il contatto con animali infetti), tali virus possono essere trasmessi anche all’uomo.
Il primo caso di influenza aviaria nell’uomo (H5N1) è stato identificato in Hong Kong nel 1997.
Il virus aveva infettato 18 persone e causato 6 morti.
Studi genetici effettuati in seguito avevano collegato il focolaio umano ad un focolaio di grave influenza aviaria nei polli e, in quell’occasione, fu intrapresa l’immediata distruzione di circa 1.5 milioni di polli, per prevenire una più larga diffusione alla popolazione. Altri focolai recenti di influenza aviaria nell’uomo hanno causato pochi casi:

  • Guangdong, 1998, virus A(H9N2): 9 casi, nessun decesso;

  • Hong Kong, 1999, virus A(H9N2): due casi in bambini;

  • Hong Kong, febbraio 2003, da virus A(H5N1): 2 casi ed 1 decesso;

  • Olanda, aprile 2003, da virus A(H7N7): 83 casi di malattia lieve ed 1 decesso (si trattava di un veterinario);

  • Hong Kong, dicembre 2003, virus A(H9N2): 1 caso.

Nel nostro Paese, focolai di influenza aviaria, che però non hanno provocato casi umani, si sono registrati in zone dell’Italia settentrionale, dove esistono allevamenti avicoli intensivi, negli anni 1997 (ceppi H5N2), 1999/2000 e 2001 (H7N1), 2002/2003 (H7N3). L’OMS sta fornendo ogni supporto alle Autorita’ vietnamite, sia per quanto riguarda le indagini epidemiologiche che per la prevenzione di ulteriore diffusione alla popolazione. Al momento, non è stata dimostrata la trasmissione del virus da uomo a uomo.

(Redazione Ministerosalute.it - 15 gennaio 2004

 

 

29/01/2004

Prevalenza della salmonella al momento della macellazione - Le ricerche sono state eseguite in 5 macelli commerciali, i quali sono stati visitati 8 volte. Campioni di sangue e tamponi sono stati prelevati dalle mezzene, dal contenuto del colon e dai noduli linfatici mesenterici per riflettere lo status degli animali. Inoltre, sono stati prelevati campioni dell’ambiente nel macello.
La
salmonella è stata isolata dal 37% dei campioni di mezzene come valore medio. Sono state rilevate variazioni elevate in funzione del macello (tra lo 0 ed il 70%) e dei giorni di campionamento nello stesso macello (tra il 3 e il 52%). E’ stata osservata correlazione tra la contaminazione della mezzena e lo status degli animali (P=0,01675). Il 29% delle mezzene positive è stato il risultato delle contaminazioni incrociate. L’ambiente nei macelli si presentava altamente contaminato prima dell’inizio della macellazione: in media il 25% dei campioni ambientali sono risultati positivi. I sierotipi isolati con più frequenza sono stati rilevati nei macelli e nel contenuto del colon: S. Typhimurium, S. Livingstone e S. Derby, mentre nelle mezzene, il sierotipo predominante è stato S. Typhimurium. La maggior variabilità di sierotipi è stati rilevata nei noduli linfatici. Le analisi sierologiche hanno evidenziato che il 56,3% dei suini sono risultati positivi alle salmonelle.
In conclusione, l’elevato livello di contaminazione delle mezzene dopo la macellazione è il risultato dell’ingresso di suini positivi e della contaminazione incrociata dell’ambiente del macello. L’igiene nei macelli è un fattore determinante per il controllo della contaminazione delle mezzene.

Fonte: Botteldoorn N, Heyndrickx M, Rijpens N, Grijspeerdt K, Herman L. Salmonella on pig carcasses: positive pigs and cross contamination in the slaughterhouse. J Appl Microbiol. Vol. 95 (5). 2003. pag. 891-903

 

 

29/01/2004

Acqua minerale sicura - I consumatori chiedono certezze, vogliono sapere se l’acqua che bevono è sicura e soprattutto quali sono le acque non conformi e quali quelle sicure, alla luce degli accertamenti effettuati. La richiesta è rivolta al Ministro, ma anche alle stesse imprese. Risposte evasive non farebbero che aggravare la situazione. La chiarezza è necessaria sia per i consumatori  sia per tutelare chi opera in questo settore.
Alcuni dati:  
- consumo annuo pro-capite di acqua minerale: 170 litri;  
- 87 aziende fuori legge su 98 aziende esaminate;  
- 37 impianti di imbottigliamento non in regola;  
- chiuse alcune fonti di note marche nazionali;  
- avviate indagini dalla Procura di Torino;  
- chieste nuove analisi, dal Ministro della Sanità, alle 400 aziende del settore;  
- informazioni sulle etichette, parziali o ingannevoli
(un libro-inchiesta evidenzia come i Governi (tutti) siano stati disattenti o compiacenti).  

Quali le richieste di Adiconsum:  
1) 
Al Ministro:  

predisporre prelievi diretti alla fonte da parte dei NAS, analisi di laboratorio in base ai parametri più recenti e informazioni sui risultati ottenuti per verificare se quanto riscontrato riguarda aspetti formali o sostanziali.  

2) 
Alle aziende:  

prevedere l’apertura di un sito internet  aggiornato periodicamente, attraverso il quale fornire a tutti  i cittadini dati completi sull’analisi delle acque e relative “istruzioni per l’uso”, incluse le controindicazioni.

3) Al Parlamento:  
anticipare la direttiva europea come segnale forte nei confronti dei consumatori, sia rispetto ai parametri di qualità sia agli obblighi di informazione (etichette più complete).
unificare tutte le norme sull’acqua per uso umano, relativamente ai parametri, all’informazione, ai controlli, alle sanzioni.

4) Al governo:  
eliminare il divieto di imbottigliare l’acqua in contenitori non superiori ai due litri. I costi per le famiglie sarebbero minori e ne beneficerebbe anche l’ambiente.  

Adiconsum sottolinea inoltre che in assenza di risposte adeguate, a settembre,  le associazioni consumatori valuteranno le iniziative più opportune, non escludendo la possibilità di coinvolgere i consumatori,  come fatto in queste settimane contro la speculazione sull’ortofrutta

.Fonte: Adiconsum

 

 

  29/01/2004

Acque minerali naturali - Errata - corrige - Comunicato relativo al decreto del Ministro della salute 29 dicembre 2003, recante: «Attuazione della direttiva n. 2003/40/CE della Commissione nella parte relativa ai criteri di valutazione delle caratteristiche delle acque minerali naturali di cui al decreto ministeriale 12 novembre 1992, n. 542, e successive modificazioni, nonche' alle condizioni di utilizzazione dei trattamenti delle acque minerali naturali e delle acque di sorgente.». (Decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 302 del 31 dicembre 2003) - Nel decreto ministeriale citato in epigrafe, pubblicato nella suddetta Gazzetta Ufficiale, sono apportate le seguenti correzioni in corrispondenza delle pagine sottoelencate: alla pag. 38, nel titolo del decreto, dove e' scritto: «Attuazione della direttiva n. 2003/40/CE della Commissione nella parte relativa ai criteri dei valutazione ...», leggasi: «Attuazione della direttiva n. 2003/40/CE della Commissione nella parte relativa ai criteri di valutazione ...»; alla pag. 39, nella tabella di cui all'art. 2 del decreto, in corrispondenza della voce 2 «Arsenico», il limite massimo ammissibile, invece di: «0,010 m/L ...», leggasi: «0,010 mg/L ...»; alla pag. 41, sotto la prima colonna: al ventesimo rigo, dove e' scritto: «... ad un analisi microbiologica ...», leggasi: «... ad una analisi microbiologica ...»; al ventiseiesimo rigo, dove e' scritto: «... da piu' sorgent ...», leggasi: « ...da piu' sorgenti... »; alla pag. 42, nell'allegato II: in corrispondenza della voce 3* «Benzene», il limite minimo di rendimento richiesto ai metodi analitici (LMRR), invece di: «0,500», leggasi: «0,5»; in corrispondenza della voce 5* «Antiparassitari», dopo la parola «insetticidi», deve intendersi inserita la parola «erbicidi»; in corrispondenza della voce 5* «Antiparassitari», il limite minimo di rendimento richiesto ai metodi analitici, invece di «0,5», leggasi: «0,05»; in corrispondenza della voce 5* «Antiparassitari», il limite minimo di rendimento richiesto «0,01» deve intendersi riportato sulla stessa riga delle voci «Aldrin, dieldrin, eptacloro, eptacloro»; in corrispondenza della voce 6* «Policlorobifenili», dove e' scritto: «(per singolo con genere), leggasi: «(per singolo congenere)»; in corrispondenza della voce 7* «Composti organoalogenati che non rientrano nelle voci 5 e 6», il limite minimo di rendimento richiesto «0,1» deve intendersi riportato sulla stessa riga delle voci «Tricloroetilene, tetracloroetilene, 1-2».

(G.U.R.I. n. 18 del 23/1/2004)

 

 

29/01/2004

Piemonte - Delibera della Giunta Regionale 15 dicembre 2003, n. 8-11294 - L.R. n. 63/78, art. 41 e L.R. n. 13/99, art. 8 - Linee di indirizzo, orientamento e priorità 2004 per la promozione dei prodotti agricoli, agroalimentari, zootecnici e biologici del Piemonte. Disposizioni e data di scadenza di presentazione delle domande.
La presente delibera stabilisce al 12 febbraio 2004, ore 12.00, la data di scadenza di presentazione delle richieste di concessione contributi per le iniziative promozionali da svolgere nell’anno 2004.

 

 

29/01/2004

Il marchio comune per le merci europee divide l'industria - Made in Italy o made in Europe? Mentre Berlino si sfila e mantiene il made in Germany, tra Confindustria e Governo circola un garbato carteggio sottilmente polemico sul marchio che dovrebbe fare da biglietto da visita alle merci italiane.
Mentre il Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, Gianni Alemanno, ribadisce che il made in Europe "non cancella il made in Italy, ma è la necessaria premessa per evidenziare il Paese di provenienza delle merci", la Confindustria sottolinea la necessità di "non perdere il fondamentale valore che il marchio made in Italy riveste nel mondo. L'eventuale e necessario strumento di tutela europeo non dovrà oscurare, o peggio, cancellare il marchio che da decenni contraddistingue la qualità, il prestigio e la insostituibilità dei prodotti italiani.

Fonte: Giovedì, 15 gennaio 2004/Il Gazzettino.

   

                              
                             
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