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28 GENNAIO 2004 |
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| 28/01/2004 |
Sui giubbotti
retroriflettenti guardare la Marcatura CE - Per verificare che il giubbotto
o le bretelle riflettenti siano regolari, l’automobilista dovrà semplicemente
accertarsi che abbiano la marcatura CE. Fonte: Unione Nazionale Consumatori, Agenzia n. 5048 del 22 gennaio 2004 Ricordiamo che la marcatura CE attesta che la fabbricazione di tali indumenti è avvenuta in conformità alle norme armonizzate di riferimento. Nella fattispecie la norma armonizzata di riferimento è la UNI EN 471 "Indumenti di segnalazione ad alta visibilità", che specifica i requisiti minimi in grado di segnalare visivamente la presenza dell'utilizzatore in situazioni pericolose, in qualunque condizione di luce diurna e alla luce dei fari dei veicoli nell'oscurità. La norma stabilisce requisiti prestazionali relativi al colore, alla retroriflettenza, alle dimensioni e alla disposizione dei materiali. Il decreto relativo alle caratteristiche tecniche che devono possedere giubbotti e bretelle retro-riflettenti ad alta visibilità destinati ai conducenti di veicoli: si fa riferimento alla norma UNI EN 471 "Indumenti di segnalazione ad alta visibilità" e' stato pubblicato in GURI n. 2 del 3 gennaio scorso. |
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| 28/01/2004 |
Pubblicata la
nuova norma europea EN 81-80 sulla sicurezza degli ascensori esistenti - Più
di 3 milioni di ascensori sono oggi in uso nell'Unione Europea e nei paesi dell'EFTA
e quasi il 50% è stato installato più di 20 anni fa: ciò significa che gli
ascensori esistenti possiedono un livello di sicurezza adeguato al periodo di
installazione. Molti incidenti hanno avuto luogo in Europa anche a causa di una
situazione diversificata dei livelli di sicurezza. La nuova norma europea:
La Commissione "Impianti di ascensori, montacarichi, scale mobili e apparecchi similari" dell'UNI ha in preparazione un documento di implementazione nazionale della suddetta norma europea. Per informazioni: |
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| 28/01/2004 |
Aggiornamenti
elenchi norme UNI - Sono on
line gli elenchi delle norme
tecniche UNI aggiornati a tutto dicembre 2003. |
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| 28/01/2004 |
I vestiti che si infiammano - La Commissione UE ha ribadito recentemente che non esiste alcuna norma sul trattamento "ignifugo" degli indumenti per evitare che si incendino, in particolare quelli dei bambini. Della questione se ne discute da vent'anni anche per i molti incidenti domestici che sono accaduti in vari paesi europei. La Commissione UE ha però comunicato che il problema è tutt'ora allo studio e che è stato conferito un mandato al Comitato europeo di normazione (CEN) per elaborare le relative norme tecniche. Fra i tessuti più diffusi, la lana brucia molto lentamente e quindi c'è il tempo di togliersi l'indumento, almeno per un individuo in grado di farlo. Ciò perché la lana ha un alto indice LOI (limit oxygen index). Questo, infatti, misura la quantità minima di ossigeno necessaria ad una fibra per bruciare. Partendo dalla considerazione che la percentuale di ossigeno nell'aria è circa il 21 per cento, tutte le fibre che hanno un LOI inferiore a tale valore bruceranno facilmente, mentre quelle che presentano un valore superiore al 21 per cento avranno tendenza a non bruciare. Si riporta di seguito una tabella esplicativa dell’indice LOI delle principali fibre tessili.
Per rendere ignifughi i tessuti è necessario un trattamento antifiamma e vengono utilizzati, tra gli altri, derivati fosforici, ossidi metallici, acidi, sali di ammonio. In passato, finché non è stata accertata la tossicità e la nocività per l'uomo, veniva utilizzato anche l'amianto. Se, da una parte, rendere ignifughi i tessuti (con un'etichetta sui capi di abbigliamento che certifichi la non infiammabilità), non farebbe che aumentare la sicurezza d'uso, dall'altra i metodi utilizzati per ottenere la non infiammabilità delle fibre potrebbero nuocere gravemente alla salute dei consumatori. La questione viene quindi esaminata con cautela per evitare che l'imposizione di una disciplina che obblighi all'adeguamento alle norme di sicurezza possa incoraggiare un uso indiscriminato di sostanze ignifughe che spesso presentano rischi di tossicità pari, se non superiori, a quelli che possono essere provocati dalla infiammabilità degli indumenti. Fonte: Unione Nazionale Consumatori, Agenzia n. 5042 del 7 gennaio 2004 |
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| 28/01/2004 |
Due nuove norme a
supporto della gestione per la qualità ISO 9000 - Sono state pubblicate
nei giorni scorsi due nuove norme nazionali elaborate dalla Commissione Qualità
e affidabilità: la UNI 11097:2003, che fornisce le linee guida per
l’individuazione, la selezione e la rappresentazione degli indicatori della
qualità e dei quadri di gestione (detti anche di governo) per la qualità e la
UNI 11098:2003 che fornisce le linee guida per la rilevazione della
soddisfazione del cliente.
Occorre
premettere che gli indicatori per la qualità forniscono delle informazioni
qualitative e/o quantitative associate a dei fenomeni o a dei processi.
Generalmente sono
confrontati con gli obiettivi per la qualità dei processi o
dell’organizzazione per tenere sotto controllo le tendenze e per fornire dati
di fatto su cui basare le decisioni. Il
quadro di gestione per la qualità è uno strumento per rappresentare in modo
immediato il livello e l’andamento dei valori che assumono gli indicatori
della qualità. Esso serve per il monitoraggio dei fenomeni e/o dei processi e
per l’assunzione delle decisioni da parte dei vertici aziendali e delle
organizzazioni in generale. In
altri termini, sia gli indicatori, sia i quadri di gestione della qualità
concorrono a porre in evidenza l’insieme degli elementi che consentono alla
direzione di guidare e far funzionare con successo una organizzazione, nonché
di tenerla sotto controllo in maniera sistematica e trasparente. Oltre a definire il sistema di gestione degli indicatori, la UNI 11097 riporta in appendice, a titolo di esempi,
In concreto, la UNI 11097 può risultare utile per le organizzazioni gestite per processi, a prescindere dalla loro dimensione e specializzazione; infatti, le decisioni efficaci si basano sull’analisi di dati ed informazioni organizzati in modo tale da fornire una panoramica complessiva sufficientemente rappresentativa dei più significativi processi. Essa è quindi destinata in particolare ai responsabili, posti ai vari livelli di una organizzazione, interessati all’attivazione di un sistema di misurazione, di analisi e di miglioramento dei processi e delle prestazioni aziendali.
La UNI 11098
fornisce delle linee guida per la rilevazione della soddisfazione del cliente e
per la misurazione degli indicatori del relativo processo. Per informazioni: |
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| 28/01/2004 |
Marchi di fiducia per consumatori, clienti ed utilizzatori nel mercato globale - La presenza di un marchio, di un timbro o di altre forme di marcatura presenti sui prodotti, nei certificati o sulle pubblicazioni, che attestano che il prodotto -o il servizio- risponde a specifici requisiti, può influenzare il cliente nella decisione sull'acquisto. Per migliorare l'utilizzo e la comprensione dei marchi -apposti allo scopo di accrescere la fiducia dei consumatori nel mercato - ISO ha pubblicato la norma ISO/IEC 17030:2003 "Conformity assessment - General requirements for third-party marks of conformity", che fornisce le basi per la comparazione dei marchi di conformità di terza parte e per la valutazione e il controllo di un loro utilizzo coerente, confrontabile e sicuro. Considerando che i beni e i servizi attraversano le frontiere, i partners commerciali e gli organismi governativi possono richiedere verifiche sulla loro conformità alle norme, ai regolamenti o ad altri requisiti: se queste verifiche si svolgono indipendentemente dal fornitore e dall'utilizzatore finale, si parlerà di "valutazione della conformità di terza parte", che si può concludere con il rilascio del marchio di conformità. Il proliferare di differenti tipologie di marchi rilasciati da diversi organismi di valutazione della conformità in molti paesi è spesso motivo di confusione, di equivoco e di uso scorretto. Messa a punto dal Comitato ISO per la valutazione della conformità (CASCO) in collaborazione con IEC, la norma servirà a fare chiarezza nel mondo dei marchi di conformità, tanto nel contesto legislativo quanto in quello volontario e avrà come risultato la loro accettazione e comprensione da parte dei consumatori. La ISO/IEC 17030 si applica a forme e utilizzi differenti dei marchi di conformità, sia che si applichino ai prodotti, ai sistemi di gestione, ai servizi, ai processi o alle imprese. Ricordiamo che ISO non svolge attività di certificazione. Indipendentemente da ISO, l'attività di certificazione viene eseguita da organismi specializzati di controllo e certificazione e da laboratori di prova. La missione di ISO è l'elaborazione di norme internazionali e non la verifica della loro applicazione. |
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| 28/01/2004 |
Quando la
sicurezza corre sul ghiaccio - Nella pratica dell'hockey su ghiaccio, per i
giocatori, i portieri e gli arbitri il rischio di lesioni al viso e alla testa
è abbastanza comune. Per ridurre la frequenza e la gravità delle ferite senza
compromettere l'aspetto e l'attrattiva del gioco, l'ISO/TC 83 "Sport and
recreational equipment" SC 5 "Ice hockey equipment and facilities"
ha pubblicato la norma 10256:2003 "Head and face protection for use in ice
hockey". Messa a punto
con la collaborazione della Federazione Internazionale di Hockey, la norma
specifica i requisiti e i metodi di prova relativi alla costruzione degli
elmetti di protezione della testa e dei protettori del viso, considerando
aspetti quali la distribuzione ed attenuazione della forza d'impatto, la
prevenzione della penetrazione di oggetti, le proprietà del sistema di
ritenzione, il campo visivo, la marcatura. Per informazioni: |
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| Fonte: UNI - Ente Nazionale Italiano di Unificazione | |||||||||||||||||||||||||
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