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27 GENNAIO 2004 |
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| 27/01/2004 |
La lana come isolante reattivo verso gli inquinanti indoor - L’inquinamento dell’aria causato dall’uso di combustibili, da materiali e da attività produttive è oggetto di particolare attenzione e, nei paesi industrializzati, sono stati fissati limiti di concentrazione massima per numerose sostanze aerodisperse nocive per l’ambiente e l’uomo. L’Environmental Protection Agency pubblica un elenco di 189 HAPs (Hazardous Air Pollutants), sostanze che "causano o possono causare gravi effetti negativi sulla salute o sull’ambiente". Alcune di queste sostanze possono raggiungere, negli ambienti indoor, dove molte persone trascorrono più del 90% del loro tempo, livelli 2-5 volte superiori rispetto all’ambiente esterno, anche a causa della presenza di fonti di inquinamento interne (vernici, pannelli, isolanti, prefabbricati ecc., senza considerare il fumo passivo). La letteratura medica riporta numerose relazioni tra sintomatologie classificate sotto il termine "sick building sindrome" e l’inquinamento dell’aria indoor, con particolare riferimento ad effetti cronici o effetti combinati imputabili ad esposizioni prolungate a sostanze in bassa concentrazione. Esperimenti condotti di recente in Germania e Giappone, in laboratori attrezzati per questo genere di valutazioni, hanno dimostrato che la lana è materiale isolante "reattivo" nei confronti di sostanze inquinanti come formaldeide, NOx e Sox, che vengono assorbite e legate chimicamente all’interno delle fibre. I materiali fibrosi per coibentazione termica, acustica e per l’arredamento contenenti lana, rappresentano un’alternativa ai materiali tradizionali (fibre minerali e materiali sintetici), non emettono sostanze nocive e possono contribuire sensibilmente al miglioramento della qualità dell’aria negli edifici e nei mezzi di trasporto. Autore: Claudio Tonin - CNR-ISMAC Biella |
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| 27/01/2004 |
Effetti biologici delle radiazioni solari e ruolo dei tessuti nella prevenzione dei tumori - Mentre nel secolo scorso mantenere una pelle chiara veniva considerato un privilegio riservato alle classi più abbienti., in questi ultimi quaranta anni , in conseguenza ai cambiamenti sociali ed economici derivati soprattutto dalla trasformazione industriale, l’abbronzatura è assurta al ruolo di "status-symbol" e la pelle abbronzata viene ritenuta una espressione di salute e di bellezza. Accanto a questo atteggiamento si riscontra , comunque, sempre più frequentemente la presa di coscienza dei danni cutanei causati da una esposizione al sole intensa e prolungata. E’ ben noto, infatti, che le radiazioni ultraviolette determinano sulla cute effetti biologici classificabili in immediati e tardivi: i primi cratterizzati sostanzialmente dall’eritema, i secondi dal fotoinvecchiamento e dall’insorgenza di lesioni precancerore e cancerose. In questa ottica diventa, quindi, sempre più importante effettuare una efficace e corretta fotoprotezione che tenga conto delle precauzioni tradizionali, dell’uso di creme antisolari e di indumenti protettivi confezionati con tessuti capaci di isolare il corpo da agenti esterni potenzialmente dannosi. Alcuni studi, supportati da test, hanno evidenziato che nella composizione di un tessuto i parametri che influenzano la capacità di fotoproteggere sono identificati nel tipo di fibra, nella struttura e nella tintura; in conclusione un tessile tinto e costruito in modo corretto può dare un’ottima protezione ai raggi solari, tuttavia tale protezione può non essere sufficiente per l’abbigliamento destinato a soggetti con patologie fotosensibili oppure ad lindividui che, per esigenze di lavoro, per attività sportive o per situazioni climatiche, devono trascorrere molte ore all’aria aperta. Per questi motivi, a nostro avviso, è estremamente apprezzabili che tra gli obiettivi principali della ricerca nel settore tessile vi sia lo studio per la progettazione e produzione di tessuti sottoposti a particolari trattatamenti con determinate sostanze chimiche in grado di schermare le radiazioni ultraviolette e di aumentarne, quindi, il livello di fotoprotezione. Attualmente, comunque, resta ancora difficile quantizzare la reale capacità di un tessuto di proteggere dagli UV ed è, pertanto, auspicabile l’attuazione di ulteriori studi, seri ed approfonditi, in questo importante settore della nostra economia. Autori: Elisabetta Stanghellini, Nerella Petrini*, Lucio Andreassi - Istituto di Scienze Dermatologiche Università Degli Studi di Siena, *Dermatologo Ambulatoriale, Presidente AIDA |
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| 27/01/2004 |
Cause e gestione della dermatite atopica - La dermatite atopica (DA) è la malattia dermatologica più frequente dell’infanzia, interessando circa il 10% della popolazione in età scolare. La DA ha una base genetica, dimostrata da numerosi studi familiari e su gemelli omozigoti, e un andamento cronico-recidivante. Si manifesta con prurito e con lesioni infiammatorie cutanee, a diversa localizzazione a seconda dell’età del paziente. L'infiammazione cutanea nella DA è il risultato di molteplici e distinti meccanismi. Il danno di barriera, dovuto ad un'alterazione qualitativa e quantitativa dei ceramidi epidermici, facilita la penetrazione di molecole irritanti e/o sensibilizzanti ed, associato ad un'anomala produzione cheratinocitaria di citochine, crea un microambiente che favorisce sia l'infiammazione non specifica, sia la risposta immune allergene-specifica. Inoltre, la presenza alla superficie della cute atopica di batteri (in particolare Staphilococcus aureus) in elevata quantità contribuisce al mantenimento della flogosi. I fattori non immunologici che intervengono nella patogenesi della DA sono rappresentati dagli irritanti esterni, dalle infezioni microbiche e dalla sudorazione, mentre quelli immunologici sono costituiti da aeroallergeni, alimenti e allergeni da contatto. Per la corretta gestione del paziente affetto da DA è indispensabile identificare, mediante l'esecuzione di adeguati test diagnostici (prick test, patch test, esami del sangue, test di esposizione, etc.), gli allergeni responsabili delle riesacerbazioni della malattia al fine di ridurre il carico allergenico. In particolare, abbiamo studiato il ruolo dei coloranti tessili su un’ampia casistica di pazienti con DA afferenti al nostro Servizio di Allergologia e dimostrato l'efficacia dell'utilizzo di tessuti non trattati con coloranti dispersi nei pazienti atopici sensibilizzati agli stessi. Contemporaneamente occorre utilizzare prodotti topici non irritanti e sensibilizzanti, in grado di migliorare la barriera e ripristinare la flora microbica fisiologica. Autore: S. Seidenari, F. Giusti - Clinica Dermatologica, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia |
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| 27/01/2004 |
Salute: Invecchiano Prima Operai Di Manager - Gli operai invecchiano prima di manager e dirigenti. Secondo una ricerca inglese, i disturbi e le malattie croniche legate all'eta' colpiscono chi fa un lavoro manuale anche 20 anni prima rispetto ai loro boss. Secondo i ricercatori dell'University College di Londra, circa un terzo degli operai tra i 5O e i 59 anni soffre di distrurbi cronici, che tra i dirigenti, invece, si manifestano nella stessa proporzione solo dopo i 75 anni. Una ricerca, si legge sulla Bbc on line, che conferma il legame a lungo termine tra reddito e salute. L'indagine, l''English Longitudinal Study on Ageing', e' stata condotta su un gruppo di piu' di 12 mila persone, monitorandone lo stato di salute per piu' di 20 anni. Dall'analisi dei dati raccolti e' emerso che i 'colletti blu' sono piu' a rischio di essere colpiti da problemi cardiaci e psichiatrici rispetto ai loro dirigenti. Non solo. Chi proviene da famiglie a basso reddito spesso fuma e si alimenta in maniera poco salutare, fattori che accelerano la comparsa dei disturbi. ''Premesso che oggi siamo tutti piu' in salute rispetto a 100 anni fa - spiegano i ricercatori londinesi - e' possibile colmare questo squilibrio migliorando, per prima cosa, le condizioni e l'ambiente di lavoro''. (Pin/Adnkronos Salute) |
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| 27/01/2004 |
Associazioni
di protezione ambientale -
Recentemente il Ministero
dell'Ambiente ha individuato, tra le istituzioni ambientali legittimate ad
"intervenire nei giudizi per danno ambientale e ricorrere in sede di
giurisdizione amministrativa per l'annullamento di atti illegittimi"
(articolo 18, Legge 8 luglio 1986, n. 349/1986), due nuove associazioni: |
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| 27/01/2004 |
Installazione, monitoraggio, controllo e razionalizzazione impianti di stazioni radio base - L'ANCI e il Ministero delle Comunicazioni hanno siglato un protocollo d'intesa per "l'installazione, monitoraggio, controllo e razionalizzazione impianti di stazioni radio base". |
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| 27/01/2004 |
Direttiva grandi rischi - Lo scorso dicembre la regione Lombardia ha emanato una "Direttiva regionale grandi rischi: linee guida per la gestione delle emergenze chimico - industriali" (76 pagine in formato PDF). |
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| 27/01/2004 |
Assicurazione per le casalinghe - Dall'INAIL l'opuscolo ''Nessuno lavora quanto le casalinghe. Ve lo assicuriamo'' (16 pagine in formato PDF). |
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| 27/01/2004 |
Interventi
urgenti in materia di ammortizzatori sociali e di formazione professionale -
Ministero della Giustizia -
Comunicato
26/1/2004: |
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| 27/01/2004 |
Certificazione CE sulle macchine
-
Ministero delle Attivita' Produttive -
Comunicato
26/1/2004: |
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| 27/01/2004 |
Progetti di
ammodernamento di pescherecci
-
Ministero delle Politiche Agricole e Forestali -
D.M.
22/10/2003: |
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