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22/01/2004
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Scuole in
rete per l'ambiente - In dieci scuole pilota della regione Emilia
Romagna si stanno sperimentando in questi mesi nuovi modelli di educazione
ambientale. L’iniziativa didattica, innovativa a livello nazionale, rientra
nel progetto biennale "Una scuola per l'ambiente: reti per uno sviluppo
sostenibile", promosso dall’Irre, dalla Regione Emilia Romagna e della
rete dei Centri di Educazione Ambientale della regione.
Gli obiettivi del progetto sono quelli di promuovere negli studenti una mentalità
di sviluppo consapevole del territorio, a partire dall'ambiente scolastico fino
alla proprio paese e città e al mondo intero, e mettere le scuole della regione
in rete tra loro e con le altre reti che promuovono lo sviluppo sostenibile, in
modo che dialoghino e collaborino tra di loro in modo sempre più efficace e
costruttivo.
In una prima fase, coincidente con l’anno scolastico 2002-03, sono state
coinvolte novantotto scuole della regione nella progettazione e attuazione di
progetti di miglioramento dell'ambiente interno ed esterno alla scuola,
definendo così un campionario di buone pratiche.
Nella seconda fase, in corso nel corrente anno scolastico, sono state
individuate le dieci scuole pilota in regione nelle quali si stanno
sperimentando nuovi modelli di educazione ambientale, secondo modalità
improntate alla ricerca-azione partecipativa. A sostegno del lavoro delle scuole
sono in corso percorsi formativi di 30 ore in tutti gli istituti scolastici
coinvolti. I corsi sono rivolti ad oltre 200 alunni appartenenti al segmento NOS
(nuovo obbligo scolastico) e NOF (nuovo obbligo formativo), per supportarli
nelle attività di sperimentazione del piano di Agenda 21, nell’attivazione di
laboratori per la sostenibilità, nell’elaborazione dell'audit scolastico e
dei piani di azione dell'Agenda 21 scolastica.
Al termine della fase di sperimentazione verrà pubblicato un volume contenente
i risultati del progetto, che verranno inoltre illustrati ed approfonditi nel
corso di un convegno pubblico. La divulgazione dell’esperienza consentirà di
rendere trasferibili ed applicabili i nuovi modelli di educazione ambientale in
altre scuole ed istituti scolastici, della regione e non solo.
Il cuore della rete è rappresentato dal sito web
www.scuolesostenibili.it,
che si pone a supporto del lavoro in rete delle scuole e si caratterizza come
luogo di discussione e incontro per le scuole-laboratorio che lavorano su Agenda
XXI, migliorando l'interazione tra scuola e territorio e l'integrazione delle
scuole con la Rete dei Centri regionali di educazione ambientale Infea.
Il sito mette a disposizione di insegnanti e studenti una ricca ed approfondita
banca dati regionale con tutti i progetti di educazione ambientale realizzati
dalle novantotto scuole e con l'aggiornamento continuo delle esperienze di
sperimentazione previste in questi mesi dalle dieci scuole protagoniste. La
consultazione della banca dati è facilitata da un motore di ricerca per ambito
territoriale, tipologie di scuole e singole parole - chiave.
Sono inoltre previsti periodici incontri di aggiornamento e workshop tra gli
insegnanti delle classi coinvolte, docenti universitari ed esperti di educazione
ambientale.
Links utili
- Progetto "Una scuola per l'ambiente: reti per uno sviluppo
sostenibile"
www.scuolesostenibili.it
- Dieci Istituti selezionati per la sperimentazione
http://www.scuolesostenibili.it/newshome.asp?id=38
- INFEA Emilia Romagna
www.regione.emilia-romagna.it/infea
- IRRE
www.irre.org
- Centri di Educazione Ambientale coinvolti nel progetto
http://www.scuolesostenibili.it/html/protagonisti/protagocea.htm
Fonte: Ermes
Ambiente
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22/01/2004
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CNR
in tour e Laboratori aperti - Una settimana tutta dedicata alla
scienza e alla tecnologia. Un’immersione tra genetica e climatologia,
chimica e astronomia. E’ quanto promette il Consiglio nazionale delle
ricerche alle scuole organizzando per loro Cnr in tour e Laboratori aperti
Studenti e
ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche si danno appuntamento a
Milano, ma anche a Roma, Firenze e Napoli. E se la scuola si trova a Cassino
o Lecce si incontreranno anche lì. Su e giù per l’Italia, dal 22 al 28
marzo, in occasione della XIV Settimana della cultura scientifica e
tecnologica e per celebrare gli 80 anni dell’ente di ricerca, gli
scienziati del Cnr metteranno a disposizione degli studenti le loro
esperienze, con incontri, dibattiti, proiezioni di video, nelle scuole o
direttamente a casa loro, nei laboratori. In una società in continua
evoluzione, diventa sempre più importante accorciare le distanze tra il
mondo della ricerca e le scuole, favorendo la diffusione della conoscenza
scientifica e preparando i giovani a orientarsi, anche in vista delle loro
scelte future. Due le iniziative che il Cnr propone agli studenti delle
scuole medie superiori: Cnr in tour e Laboratori aperti. Nel primo caso a
far visita alle scuole saranno direttamente i ricercatori che risponderanno
alle domande e alle curiosità dei ragazzi. Che cosa sono i buchi neri?
Perché cambia il clima? Come invecchieremo? Dalla storia delle galassie al
futuro tecnologico, dall'inquinamento alle conquiste genetiche, il
progredire della conoscenza in questi settori, e in tanti altri ancora, è
stato determinante per migliorare la qualità della vita dell’uomo. Cnr in
tour è, quindi, un viaggio attraverso la ricerca scientifica italiana da
fare assieme a ricercatori ed esperti che, in missione speciale, andranno
nelle scuole per raccontare il loro appassionante mestiere e coinvolgere i
ragazzi sui grandi temi della scienza e alla tecnica. Il viaggio inverso,
dalle scuole ai luoghi della scienza, lo compiranno, invece, gli studenti
che parteciperanno a Laboratori aperti. In questa occasione, infatti, gli
istituti del Cnr danno appuntamento alle scuole per illustrare e “far
toccare con mano” le proprie attività di ricerca. Le scuole interessate a
partecipare, a una o entrambe le iniziative in programma, devono compilare
la scheda di preiscrizione entro il 30
gennaio collegandosi al sito www.cnrperlescuole.cnr.it.
Per maggiori informazioni scrivere a cnrperscuole@rm.cnr.it.
Fonte:
Comunicato stampa CNR - 22.01.2004
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22/01/2004
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Sicurezza
aerea - A seguito dell’incidente del 3 gennaio 2004, al Boeing di proprietà
della Flash Airlines ed in relazione alle notizie diffuse dalla stampa su
velivoli non in regola all’esito delle ispezioni SAFA, lo scorso venerdì 16
gennaio si è svolto un incontro presso la Direzione Generale dell’ENAC al
quale hanno partecipato i rappresentanti delle compagnie Royal Air Maroc,
Royal Jordanian Airlines e Air Adriatic. Durante l’incontro ed a seguito
della verifica documentale, è stato evidenziato che non vi sono limitazioni al
normale esercizio delle attività di volo sul territorio italiano delle
compagnie aeree convocate.
Fonte: Ente
Nazionale per l'Aviazione Civile - Roma 21.01.2004 DE
PALACIO ESAMINA IDEA FRANCIA MARCHIO SICUREZZA PER COMPAGNIE (ANSA) -
BRUXELLES, 21 GEN - I turisti europei che in futuro prenderanno un charter
sapranno con precisione la compagnia sulla quale hanno deciso di volare: e'
questo il progetto al quale sta lavorando la Commissione Ue, che ''prima dell'
estate'' presentera' una proposta legislativa al riguardo. Lo ha assicurato oggi
la commissario Ue ai trasporti, Loyola De Palacio, al termine di un incontro a
Bruxelles con il ministro francese dei trasporti, Gilles de Robien, colloquio
che e' stato in gran parte dedicato alle misure che l' Ue dovra' prendere dopo
l' incidente ai primi dell' anno del charter egiziano Flash Airlines, nel quale
sono morte 148 persone (tra cui 133 francesi). De Palacio e de Robien hanno fra
l' altro esaminato la proposta di creare un 'marchio di sicurezza' per quelle
compagnie che assicurano le migliori garanzie, ''affinche' - ha precisato la
commissario Ue - i passeggeri possano prendere le proprie decisioni sulla base
di informazioni affidabili''. L' idea sul marchio riprende una proposta avanzata
pochi giorni fa dal governo francese, sulla quale - ha detto De Loyola - sara'
creato ''un gruppo di lavoro congiunto''. (ANSA). RIG
Fonte: Ansa -
21.01.2004
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22/01/2004
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Porto Marghera,
una partenza ritardata - Dopo l'assoluzione in primo grado, il processo
d'appello sulla fuoriuscita di Cvm dall'impianto comincia con un rinvio al 10
febbraio. Ma intanto si sono iniziate a delineare le condotte di accusa e difesa.
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Poco più
di due ore, giusto il tempo di fare il lungo appello delle parti, poi il
processo d'appello per le morti degli operai e l'inquinamento del
Petrolchimico di Porto Marghera si è già arenato. È stata una falsa
partenza, quella che si è consumata oggi nell'aula bunker di Mestre,
colma di avvocati difensori e di parte civile, ma non altrettanto di quei
cittadini che si erano sdegnati per le assoluzioni pronunciate in primo
grado. Una convalescenza dopo un intervento chirurgico all'occhio sinistro
ha costretto il presidente della seconda sezione penale della Corte,
Francesco Aliprandi, a rinviare tutto al 10 febbraio. Ma si sono intanto
iniziate a delineare le linee dell'accusa e della difesa.
Pubblico ministero e parti civili puntano a una rinnovazione del
dibattimento, per acquisire nuove prove, assieme a documenti che in primo
grado non erano stati accolti, in particolare quelli relativi al
cosiddetto "patto di segretezza" sugli effetti cancerogeni del
Cvm che sarebbe stato siglato a cavallo degli anni '70 tra i colossi
mondiali della chimica. A sostenere l'accusa ci sarà ancora il pm Felice
Casson, che si dedicherà al capo d'accusa delle morti tra gli operai,
mentre il sostituto procuratore generale Bruno Bruni curerà il ricorso
relativo alle accuse di inquinamento della laguna.
Ma ci sarà anche, nella prossima udienza, l'intervento in prima persona
del Procuratore generale, Ennio Fortuna, il quale aveva chiesto di
partecipare alla discussione sull'eccezione di costituzionalità
presentata dalla difesa Montedison, cui oggi si è affiancata quella di
Enichem. Gli avvocati chiedono in sostanza che la Consulta si pronuncia
sulla legittimità di un ricorso da parte del pm in caso di assoluzione,
per evitare, ha affermato il difensore di Enichem Federico Stella, «che
un imputato assolto venga aggredito due volte dallo Stato». La questione
era già stata sollevata in altri processi, e giudicata
"irrilevante" perché il codice prevede questa facoltà. Si
prevede che sarà una battaglia in punta di diritto, visti i contendenti.
Tra il pubblico si sono presentati alcuni rappresentanti degli Enti
locali, in particolare amministratori dei Verdi e di Rifondazione
Comunista, tra cui il prosindaco di Venezia Gianfranco Bettin, l'assessore
provinciale Ezio da Villa, qualche esponente dei centri sociali tra cui
Luca Casarini. Gianluca Bortolozzo, figlio dell'operaio che con le sue
denunce fece avviare l'indagine, si è invece presentato con un fiore in
mano, assieme alla sorella Beatrice, per ricordare gli operai morti. Come
unico segno esterno di mobilitazione, infine, c'é stato uno striscione
con la scritta «Via il fosgene», affisso da alcuni studenti. Per il
resto, un silenzio carico di attese.
Fonte: La Nuova
Ecologia - 20 gennaio 2003 |
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Articoli collegati:
> Porto
Marghera, condannati i vertici Evc
> Marghera,
cinque richieste di condanna
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22/01/2004
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Sistema pilota
di fitodecontaminazione per la bonifica di suoli inquinati da piombo (Pb) - Il
progetto intende realizzare un sistema pilota di fitodecontaminazione per la
bonifica di suoli inquinati da piombo (Pb) realizzato mediante piante
metallofite e/o agronomiche (phytoremediation). In alcuni siti dell’area
identificata per la sperimentazione (Arcola in Provincia di La Spezia) l’inquinamento
da metalli, ed in particolare di piombo, è di notevole rilevanza; la medesima
tipologia di inquinamento è diffusa su tutto il territorio nazionale e della
comunità europea fin dall’antichità. Il problema si e’ acuito in tempi
recenti a seguito dell’impatto ambientale delle industrie di lavorazione di
metalli e di altre tecnologie (p.e. produzione di energia elettrica,
riscaldamento domestico). Il progetto intende verificare la possibilità di
recuperare siti contaminati da livelli medio-alti di piombo (500 - 1000 mg/Kg di
peso secco) mediante l'uso di piante superiori in grado di assorbire i metalli
producendo una grande quantità di biomassa. L’uso di chelanti (p.e. EDTA),
aggiunti al terreno in condizioni controllate, consentirà di aumentare la
frazione di piombo biodisponibile nel suolo e quindi l’assorbimento del
metallo da parte delle piante. continua
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22/01/2004
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Azioni
positive per la flessibilità: le aziende ed i progetti finanziati -
Pubblicate le graduatorie delle aziende ammesse al finanziamento per i progetti
di azioni positive per la flessibilità, presentati ai sensi dell'art. 9 della
legge n. 53 dell'8 marzo del 2000. Questa norma ha introdotto forme di
flessibilità dell'orario di lavoro soprattutto se riferito alla cura dei figli,
ma anche di altri familiari bisognosi di assistenza, prevedendo contributi in
favore delle aziende che adottano accordi sindacali che prevedono progetti di
azioni positive. Per le scadenze di febbraio e giugno 2003, sono state ammesse
al finanziamento 24 aziende per un contributo complessivo di 1.317.000 euro. Le
graduatorie ed i riferimenti normativi:
http://www.welfare.gov.it/EaChannel/Notizie/graduat
AzioPosi.htm?baseChannel=Notizie&actualChannel=
Fonte:
WelfareInforma
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22/01/2004
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Fondo Sociale
Europeo: chiarimenti sui cofinanziamenti rientranti nei Programmi Operativi
Nazionali - Diffusa recentemente una circolare del Welfare con la quale
si forniscono definizioni e criteri unitari in riferimento alla disciplina
concernente la tipologia dei soggetti promotori, l'ammissibilità delle spese e
dei massimali di costo relativamente alle attività cofinanziate dal Fondo
Sociale Europeo rientranti nei Programmi Operativi Nazionali a titolarità del
Ministero del Welfare per il periodo 2000 - 2006. La Circolare n. 41 del 5
dicembre 2003:
http://www.welfare.gov.it/EaChannel/MenuIstituzionale/normative/
2003/20031205Circolare+n+41+del+5+dicembre+2003.htm
Fonte:
WelfareInforma
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''L'ANGOLO DELLA SICUREZZA
ALIMENTARE'' ''FOOD
SAFETY'S CORNER''
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22/01/2004
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PARMALAT: UN LITRO DI LATTE SU QUATTRO VIENE DALL'ESTERO MA NON SI VEDE
- Coldiretti: serve
indicazione di provenienza del latte per tutela imprese e consumatori.
Una busta di latte alimentare su quattro commercializzata in Italia dal Gruppo
Parmalat contiene latte
importato dall'estero senza che questo venga reso noto ai consumatori perché
l'etichetta non lo dice. E' quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che il
Gruppo Parmalat acquista circa il 7% del latte prodotto dagli allevamenti
italiani mentre quasi 700.000 litri di latte al giorno arrivano mediamente
dall'estero per essere venduti con i marchi del Gruppo di Collecchio senza le
indicazioni di provenienza sulle confezioni per consentire scelte di acquisto
consapevoli e una adeguata valorizzazione del latte italiano. Accanto agli
interventi per tutelare i risparmiatori nazionali dal rischi dell'avventurismo
finanziario è dunque anche necessario - sottolinea la Coldiretti - difendere
tutti i consumatori dalla mancanza di trasparenza nell'informazione e
garantire la genuinità, la qualità e l'origine del latte acquistato,
rendendo definitivamente operativo il Decreto approvato nel luglio 2003 dai
Ministeri delle Politiche Agricole e delle Attività Produttive sulla
rintracciabilità del latte confezionato, dalla stalla al banco di vendita con
l'indicazione nelle etichette, oltre allo stabilimento di confezionamento,
anche il luogo di provenienza degli allevamenti di origine del latte
impiegato. Non bastano gli impegni del Commissario Straordinario Enrico Bondi
sui pagamenti settimanali cash gli allevatori fornitori della Parmalat e gli
interventi creditizi e previdenziali per gli allevatori coinvolti dalla crisi
varati dal Governo ma - precisa la Coldiretti - bisogna difendere l'intero
sistema dell'allevamento e dell'agricoltura nazionale con scelte di
trasparenza che facciano uscire dall'anonimato la provenienza italiana del
latte commercializzato che viene attualmente pagato alla stalla 0,32 centesimi
al litro, meno della metà di un capuccino, per aumentare del 300% nel
percorso verso il frigorifero. Un intervento necessario per tutelare tutti gli
allevatori italiani coinvolti direttamente o indirettamente dalla crisi del
Gruppo Parmalat al quale, secondo gli ultimi dati elaborati dall'unità di
crisi Coldiretti, fanno capo 16 stabilimenti localizzati in ben undici Regioni
ai quali consegnano latte più di 7.000 allevatori, per un totale di oltre 750
milioni di litri all'anno, che vantano crediti per un valore complessivo di
oltre 100 milioni di Euro relativi ai mancati pagamenti dai mesi di agosto e
settembre 2003. In Italia - conclude la Coldiretti - viene venduto con i
marchi del Gruppo Parmalat oltre il 30% del latte consumato, per un volume
complessivo di circa un miliardo di litri all'anno.
LA GALASSIA
PARMALAT NELLE STALLE DELLE REGIONI ITALIANE - Fonte: Elaborazioni e stime
Coldiretti
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REGIONE
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Stabilimenti
|
Allevatori
|
Quintali
annui latte
|
Mancati
pagamenti
|
|
BASILICATA
|
/
|
80
|
250.000
|
Settembre/Dicembre
2003
|
|
CAMPANIA
|
Piana
di Monteverna (CE)
|
1.000
|
850.000
|
Settembre/Dicembre
2003
|
|
EMILIA-R.
|
PARMA,
REGGIO E.
|
95
|
250.000
|
Giugno/Dicembre
2003
|
|
FRUILI
|
TORVISCOSA
(UD)
|
20
|
150.000
|
Agosto/Dicembre
03
|
|
LAZIO
|
C.LE
ROMA/Eurolat
|
3.000
|
2.200.000
|
Agosto/Dicembre
03
|
|
LIGURIA
|
GENOVA
|
100
|
25.000
|
Settembre/Dicembre
2003
|
|
LOMBARDIA
|
LODI,
BERGAMO, COMO
|
500
|
1.500.000
|
Settembre/Dicembre
2003
|
|
MARCHE
|
ANCONA
|
/
|
/
|
/
|
|
MOLISE
|
/
|
15
|
25.000
|
Settembre/Dicembre
2003
|
|
PIEMONTE
|
SAVIGLIANO
(TO)
|
100
|
500.000
|
Credito
a 90 giorni di latte
|
|
PUGLIA
|
TARANTO
|
150
|
250.000
|
Settembre/Dicembre
2003
|
|
SARDEGNA
|
/
|
600
|
200.000
|
|
|
SICILIA
|
CATANIA,
RAGUSA
|
900
|
750.000
|
Dicembre
2003
|
|
TOSCANA
|
/
|
1
|
3.500
|
|
|
VENETO
|
PADOVA,
ZEVIO (VR)
|
500
|
750.000
|
Settembre/Dicembre
2003
|
|
TOTALI
|
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7.061
|
7.703.500
|
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22/01/2004
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22/01/2004
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MIPAF: RICOSTRUITI I DETTAGLI
DELLA MAXI TRUFFA AI DANNI DEL SETTORE VINICOLO
-
Comune vino da tavola siciliano veniva utilizzato per produrre “Pinot”
in Veneto Emilia e Lombardia - L’Ispettorato centrale repressione frodi
(Icrf) ha scoperto nei giorni scorsi un traffico di vino bianco da tavola
bianco che dopo essere stato commercializzato come “Vino Igt Sicilia Pinot
grigio” e “Vino Igt Sicilia Pinot bianco”, veniva utilizzato per
produrre i corrispondenti “Pinot” nelle regioni Veneto, Emilia e
Lombardia.
Nelle settimane scorse gli ispettori, su incarico della Procura di Palermo,
avevano ritrovato e sequestrato documenti e bollette di trasporto che si
riferivano a circa 60 mila ettolitri di vino da tavola prodotto in Sicilia, ma
commercializzato con le suddette denominazioni d’origine.
Gli ispettori degli Uffici di Conegliano, Bologna e Milano dell’Icrf hanno
completato ora il lavoro, confermando che le spedizioni di vino erano
effettivamente avvenute verso impianti enologici situati in quelle regioni.
L’operazione ha portato, infatti, al sequestro di circa 24 mila ettolitri di
prodotto proveniente dalla Sicilia e che doveva essere utilizzato per produrre
i falsi vini a denominazione d’origine.
L’operazione dell’Ispettorato rientra nell’attività volta a tutelare le
produzioni di qualità e, in particolare, quelle a denominazione d’origine,
come è il caso dei vini.
Il Ministero delle Politiche agricole e forestali, attraverso la puntuale
attività di prevenzione dell’Ispettorato centrale repressione frodi,
conferma ancora una volta la sua attenzione verso la tutela del consumatore da
ogni possibile frode.
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22/01/2004
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SALMONI:
ATTENZIONE ALLA PROVENIENZA. CONTENGONO DIOSSINA E PCB, SPECIALMENTE QUELLI DAL
NORD EUROPA -
I pesci
che arrivano dagli allevamenti conterrebbero infatti una quantità di diossina e
altre sostanze cancerogene di molto superiore a quella dei salmoni liberi nei
torrenti, a causa dell'alimentazione forzata e delle condizioni di vita.
A sostenerlo è la rivista "Science", che ha pubblicato una ricerca
che ha immediatamente suscitato sconcerto tra gli allevatori.
La diossina è presente negli animali cresciuti in cattività con una
concentrazione di 1,88 contro 0,17, i pcb, altri cancerogeni, con 36,6 parti per
miliardo contro 4,75. I pericoli maggiori si correrebbero consumando i pesci
provenienti dagli allevamenti del Nord Europa.
Link
consigliati
Environmental Working Group: "Landmark Study Confirms EWG Research:
Farmed Salmon High in PCBs": l'articolo
(in inglese), il reportage
EWG, la
storia secondo l'Associates Press.
Fonte:
Lifegate
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22/01/2004
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La
dieta anticancro -
Frutta, tanta verdura, legumi, cereali integrali,
pochi grassi e proteine animali. Dal cancro ci si protegge davvero a tavola,
variando la dieta e scegliendo i cibi giusti. Meglio se bio!
- La
scienza lo ha confermato: più l'errore dietetico è grave, meno si sa scegliere
quale cibo mangiare, e più il rischio di sviluppare un tumore è alto.
Consumare ogni giorno, variando il più possibile, verdure di stagione, legumi,
cereali integrali, frutta fresca di stagione e semi oleosi, protegge
sensibilmente l'organismo da questo rischio. Vediamo quali sono gli alimenti da
privilegiare sulla tavola e quelli invece il cui consumo deve essere limitato.
Cosa mangiare
Alimenti dotati di antiossidanti naturali, privilegiando quelli ricchi di
vitamina C e beta carotene; le fibre; i cibi ricchi di Vitamina E e del gruppo
B; tutti gli alimenti ricchi di oligoelementi (zinco, cromo, magnesio, selenio e
così via): cavolini di Bruxelles, cavolo riccio o verza, cavolfiore, broccolo,
cavolo cappuccio, cavolo rapa, rapa e cime di rapa, aglio, cipolla, porro,
carota, peperone, prezzemolo, spinaci, tarassaco, ortica, rucola, zucca, arancia
e scorza d'arancia, fragola, limone, albicocca, cachi, kiwi, alchechengi, ribes,
soia, sesamo, noce, nocciola, mandorla, girasole, grano saraceno, orzo,
frumento, segale, riso, avena, olio extra vergine di oliva, rosmarino, zenzero,
curcuma, carciofo, uva e vino, pomodoro, ceci, fagioli, lenticchie, fave,
piselli, tè verde.
Cosa evitare
I grassi
saturi (carne, burro, oli tropicali) e polinsaturi (oli di semi vari).
I cibi affumicati (pancetta, pesce, formaggi, prosciutti e così via) e quelli
molto salati.
L'alcol, ancor più se associato al fumo.
Gli alimenti trattati chimicamente e contenenti additivi.
Il ruolo del biologico
L'efficacia dell'alimentazione nella prevenzione del cancro è maggiore se si
utilizzano cibi coltivati con il metodo biologico. Studi recenti hanno
dimostrato che i vegetali coltivati biologicamente sono più ricchi, almeno del
30%, di antiossidanti naturali e principi attivi benefici. I prodotti
certificati bio, inoltre, sono privi di residui di pesticidi e fertilizzanti
chimici, la cui cancerogenicità è ormai acclarata. I soggetti più a rischio
pesticidi sono i bambini, per i quali la somma delle sostanze chimiche ingerite
con l'alimentazione ogni giorno è, in proporzione al peso corporeo, di gran
lunga superiore ai limiti considerati "accettabili" dalla medicina.
Link
consigliati
Mangiare a colori
Troppa
carne fa male comunque
Fonte:
Lifegate
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22/01/2004
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Comitato
Nazionale Sicurezza Alimentare - Il Ministro
della Salute Girolamo
Sirchia e il Ministro delle Politiche agricole e forestali Giovanni Alemanno
hanno raggiunto un accordo sull’istituzione del Comitato nazionale per la
sicurezza alimentare che avrà il compito di indirizzare e coordinare tutte le
attività tecnico-scientifiche svolte in Italia in materia di sicurezza
alimentare e sviluppare programmi di monitoraggio, di sorveglianza, di
informazione e di comunicazione ai cittadini.
Il Comitato,
presieduto dal Ministro della Salute, è composto dai seguenti membri:
- uno designato dal Ministro delle Politiche agricole e forestali con funzioni
di Vice Presidente;
- uno designato dal Ministro delle Attività produttive;
- due designati dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province
Autonome di Trento e di Bolzano;
- il Presidente dell’Istituto superiore di sanità;
- il Presidente dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la
nutrizione (INRAN);
- un direttore di Istituto zooprofilattico sperimentale, designato dal
Ministro della Salute.
Il Comitato,
per la formulazione di pareri specifici si avvale di una Consulta scientifica
presieduta da un esperto nominato dal Ministro della Salute e da nove esperti
nel settore della sicurezza alimentare, di cui tre nominati dal Ministro della
Salute, tre dal Ministro delle Politiche agricole e forestali, uno dal
Ministro delle Attività produttive e due dalla Conferenza dei Presidenti
delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e Bolzano. Il
Comitato elaborerà ogni triennio il Programma Nazionale di Sicurezza
Alimentare, che sarà attuato con le risorse in dotazione delle
Amministrazioni e degli Istituti rappresentati nel Comitato stesso,
avvalendosi delle attività svolte da tutti gli organismi competenti
istituzionalmente in materia di sicurezza alimentare. L’accordo
è stato trasmesso alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano che lo esaminerà nelle
prossime settimane.
Fonte: Ministero della
Salute.
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22/01/2004
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Il prosciutto
va in Cina - La
Conferenza sulla cooperazione agricola Asem (Associazione per la collaborazione
economica tra Europa e Asia) ha emanato un provvedimento molto atteso dai
produttori italiani di prosciutto crudo. L'Italia ha ottenuto infatti
l'approvazione ufficiale dal Ministero della sicurezza alimentare cinese del
certificato sanitario che autorizza, caso mai accaduto prima, l'esportazione di
prosciutti italiani in Cina.
In prospettiva, il mercato cinese potrebbe eguagliare le importazioni
statunitensi, e addirittura superarle. Nel 2002, gli USA hanno importato 2 mila
tonnellate di prosciutti, mentre si stima che nel 2003 le importazioni possano
raggiungere le 2.500 tonnellate (+28% nei primi sei mesi del 2003). Le
potenzialità cinesi superano le 3 mila tonnellate (30 milioni di euro).
Oltre la Cina, altri paesi che stanno aprendo i propri mercati ai prodotti della
salumeria italiana sono Corea del Sud, Australia e Giappone.
Fonte: Giovedì, 15
gennaio 2004/Il Giornale di Vicenza
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