Info-crono-archivio

    

22 GENNAIO 2003

     

       

22/01/2004

Scuole in rete per l'ambiente - In dieci scuole pilota della regione Emilia Romagna si stanno sperimentando in questi mesi nuovi modelli di educazione ambientale. L’iniziativa didattica, innovativa a livello nazionale, rientra nel progetto biennale "Una scuola per l'ambiente: reti per uno sviluppo sostenibile", promosso dall’Irre, dalla Regione Emilia Romagna e della rete dei Centri di Educazione Ambientale della regione.
Gli obiettivi del progetto sono quelli di promuovere negli studenti una mentalità di sviluppo consapevole del territorio, a partire dall'ambiente scolastico fino alla proprio paese e città e al mondo intero, e mettere le scuole della regione in rete tra loro e con le altre reti che promuovono lo sviluppo sostenibile, in modo che dialoghino e collaborino tra di loro in modo sempre più efficace e costruttivo.
In una prima fase, coincidente con l’anno scolastico 2002-03, sono state coinvolte novantotto scuole della regione nella progettazione e attuazione di progetti di miglioramento dell'ambiente interno ed esterno alla scuola, definendo così un campionario di buone pratiche.
Nella seconda fase, in corso nel corrente anno scolastico, sono state individuate le dieci scuole pilota in regione nelle quali si stanno sperimentando nuovi modelli di educazione ambientale, secondo modalità improntate alla ricerca-azione partecipativa. A sostegno del lavoro delle scuole sono in corso percorsi formativi di 30 ore in tutti gli istituti scolastici coinvolti. I corsi sono rivolti ad oltre 200 alunni appartenenti al segmento NOS (nuovo obbligo scolastico) e NOF (nuovo obbligo formativo), per supportarli nelle attività di sperimentazione del piano di Agenda 21, nell’attivazione di laboratori per la sostenibilità, nell’elaborazione dell'audit scolastico e dei piani di azione dell'Agenda 21 scolastica.
Al termine della fase di sperimentazione verrà pubblicato un volume contenente i risultati del progetto, che verranno inoltre illustrati ed approfonditi nel corso di un convegno pubblico. La divulgazione dell’esperienza consentirà di rendere trasferibili ed applicabili i nuovi modelli di educazione ambientale in altre scuole ed istituti scolastici, della regione e non solo.
Il cuore della rete è rappresentato dal sito web
www.scuolesostenibili.it, che si pone a supporto del lavoro in rete delle scuole e si caratterizza come luogo di discussione e incontro per le scuole-laboratorio che lavorano su Agenda XXI, migliorando l'interazione tra scuola e territorio e l'integrazione delle scuole con la Rete dei Centri regionali di educazione ambientale Infea.
Il sito mette a disposizione di insegnanti e studenti una ricca ed approfondita banca dati regionale con tutti i progetti di educazione ambientale realizzati dalle novantotto scuole e con l'aggiornamento continuo delle esperienze di sperimentazione previste in questi mesi dalle dieci scuole protagoniste. La consultazione della banca dati è facilitata da un motore di ricerca per ambito territoriale, tipologie di scuole e singole parole - chiave.
Sono inoltre previsti periodici incontri di aggiornamento e workshop tra gli insegnanti delle classi coinvolte, docenti universitari ed esperti di educazione ambientale.

Links utili
- Progetto "Una scuola per l'ambiente: reti per uno sviluppo sostenibile"
www.scuolesostenibili.it
- Dieci Istituti selezionati per la sperimentazione
http://www.scuolesostenibili.it/newshome.asp?id=38
- INFEA Emilia Romagna
www.regione.emilia-romagna.it/infea
- IRRE
www.irre.org
- Centri di Educazione Ambientale coinvolti nel progetto

http://www.scuolesostenibili.it/html/protagonisti/protagocea.htm

Fonte: Ermes Ambiente

     

       

22/01/2004

CNR in tour e Laboratori aperti - Una settimana tutta dedicata alla scienza e alla tecnologia. Un’immersione tra genetica e climatologia, chimica e astronomia. E’ quanto promette il Consiglio nazionale delle ricerche alle scuole organizzando per loro Cnr in tour e Laboratori aperti

Studenti e ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche si danno appuntamento a Milano, ma anche a Roma, Firenze e Napoli. E se la scuola si trova a Cassino o Lecce si incontreranno anche lì. Su e giù per l’Italia, dal 22 al 28 marzo, in occasione della XIV Settimana della cultura scientifica e tecnologica e per celebrare gli 80 anni dell’ente di ricerca, gli scienziati del Cnr metteranno a disposizione degli studenti le loro esperienze, con incontri, dibattiti, proiezioni di video, nelle scuole o direttamente a casa loro, nei laboratori. In una società in continua evoluzione, diventa sempre più importante accorciare le distanze tra il mondo della ricerca e le scuole, favorendo la diffusione della conoscenza scientifica e preparando i giovani a orientarsi, anche in vista delle loro scelte future. Due le iniziative che il Cnr propone agli studenti delle scuole medie superiori: Cnr in tour e Laboratori aperti. Nel primo caso a far visita alle scuole saranno direttamente i ricercatori che risponderanno alle domande e alle curiosità dei ragazzi. Che cosa sono i buchi neri? Perché cambia il clima? Come invecchieremo? Dalla storia delle galassie al futuro tecnologico, dall'inquinamento alle conquiste genetiche, il progredire della conoscenza in questi settori, e in tanti altri ancora, è stato determinante per migliorare la qualità della vita dell’uomo. Cnr in tour è, quindi, un viaggio attraverso la ricerca scientifica italiana da fare assieme a ricercatori ed esperti che, in missione speciale, andranno nelle scuole per raccontare il loro appassionante mestiere e coinvolgere i ragazzi sui grandi temi della scienza e alla tecnica. Il viaggio inverso, dalle scuole ai luoghi della scienza, lo compiranno, invece, gli studenti che parteciperanno a Laboratori aperti. In questa occasione, infatti, gli istituti del Cnr danno appuntamento alle scuole per illustrare e “far toccare con mano” le proprie attività di ricerca. Le scuole interessate a partecipare, a una o entrambe le iniziative in programma, devono compilare la scheda di preiscrizione entro il 30 gennaio collegandosi al sito www.cnrperlescuole.cnr.it. Per maggiori informazioni scrivere a cnrperscuole@rm.cnr.it.

Fonte: Comunicato stampa CNR - 22.01.2004

     

       

22/01/2004

Sicurezza aerea - A seguito dell’incidente del 3 gennaio 2004, al Boeing di proprietà della Flash Airlines ed in relazione alle notizie diffuse dalla stampa su velivoli non in regola all’esito delle ispezioni SAFA, lo scorso venerdì 16 gennaio si è svolto un incontro presso la Direzione Generale dell’ENAC al quale hanno partecipato i rappresentanti delle compagnie Royal Air Maroc, Royal Jordanian Airlines e Air Adriatic. Durante l’incontro ed a seguito della verifica documentale, è stato evidenziato che non vi sono limitazioni al normale esercizio delle attività di volo sul territorio italiano delle compagnie aeree convocate.

Fonte: Ente Nazionale per l'Aviazione Civile - Roma 21.01.2004

DE PALACIO ESAMINA IDEA FRANCIA MARCHIO SICUREZZA PER COMPAGNIE (ANSA) - BRUXELLES, 21 GEN - I turisti europei che in futuro prenderanno un charter sapranno con precisione la compagnia sulla quale hanno deciso di volare: e' questo il progetto al quale sta lavorando la Commissione Ue, che ''prima dell' estate'' presentera' una proposta legislativa al riguardo. Lo ha assicurato oggi la commissario Ue ai trasporti, Loyola De Palacio, al termine di un incontro a Bruxelles con il ministro francese dei trasporti, Gilles de Robien, colloquio che e' stato in gran parte dedicato alle misure che l' Ue dovra' prendere dopo l' incidente ai primi dell' anno del charter egiziano Flash Airlines, nel quale sono morte 148 persone (tra cui 133 francesi). De Palacio e de Robien hanno fra l' altro esaminato la proposta di creare un 'marchio di sicurezza' per quelle compagnie che assicurano le migliori garanzie, ''affinche' - ha precisato la commissario Ue - i passeggeri possano prendere le proprie decisioni sulla base di informazioni affidabili''. L' idea sul marchio riprende una proposta avanzata pochi giorni fa dal governo francese, sulla quale - ha detto De Loyola - sara' creato ''un gruppo di lavoro congiunto''. (ANSA). RIG

Fonte: Ansa - 21.01.2004

 

  

22/01/2004

Porto Marghera, una partenza ritardata - Dopo l'assoluzione in primo grado, il processo d'appello sulla fuoriuscita di Cvm dall'impianto comincia con un rinvio al 10 febbraio. Ma intanto si sono iniziate a delineare le condotte di accusa e difesa.

Poco più di due ore, giusto il tempo di fare il lungo appello delle parti, poi il processo d'appello per le morti degli operai e l'inquinamento del Petrolchimico di Porto Marghera si è già arenato. È stata una falsa partenza, quella che si è consumata oggi nell'aula bunker di Mestre, colma di avvocati difensori e di parte civile, ma non altrettanto di quei cittadini che si erano sdegnati per le assoluzioni pronunciate in primo grado. Una convalescenza dopo un intervento chirurgico all'occhio sinistro ha costretto il presidente della seconda sezione penale della Corte, Francesco Aliprandi, a rinviare tutto al 10 febbraio. Ma si sono intanto iniziate a delineare le linee dell'accusa e della difesa. 
Pubblico ministero e parti civili puntano a una rinnovazione del dibattimento, per acquisire nuove prove, assieme a documenti che in primo grado non erano stati accolti, in particolare quelli relativi al cosiddetto "patto di segretezza" sugli effetti cancerogeni del Cvm che sarebbe stato siglato a cavallo degli anni '70 tra i colossi mondiali della chimica. A sostenere l'accusa ci sarà ancora il pm Felice Casson, che si dedicherà al capo d'accusa delle morti tra gli operai, mentre il sostituto procuratore generale Bruno Bruni curerà il ricorso relativo alle accuse di inquinamento della laguna.
Ma ci sarà anche, nella prossima udienza, l'intervento in prima persona del Procuratore generale, Ennio Fortuna, il quale aveva chiesto di partecipare alla discussione sull'eccezione di costituzionalità presentata dalla difesa Montedison, cui oggi si è affiancata quella di Enichem. Gli avvocati chiedono in sostanza che la Consulta si pronuncia sulla legittimità di un ricorso da parte del pm in caso di assoluzione, per evitare, ha affermato il difensore di Enichem Federico Stella, «che un imputato assolto venga aggredito due volte dallo Stato». La questione era già stata sollevata in altri processi, e giudicata "irrilevante" perché il codice prevede questa facoltà. Si prevede che sarà una battaglia in punta di diritto, visti i contendenti.
Tra il pubblico si sono presentati alcuni rappresentanti degli Enti locali, in particolare amministratori dei Verdi e di Rifondazione Comunista, tra cui il prosindaco di Venezia Gianfranco Bettin, l'assessore provinciale Ezio da Villa, qualche esponente dei centri sociali tra cui Luca Casarini. Gianluca Bortolozzo, figlio dell'operaio che con le sue denunce fece avviare l'indagine, si è invece presentato con un fiore in mano, assieme alla sorella Beatrice, per ricordare gli operai morti. Come unico segno esterno di mobilitazione, infine, c'é stato uno striscione con la scritta «Via il fosgene», affisso da alcuni studenti. Per il resto, un silenzio carico di attese.

Fonte: La Nuova Ecologia - 20 gennaio 2003


Articoli collegati:
> Porto Marghera, condannati i vertici Evc
> Marghera, cinque richieste di condanna

 

 

22/01/2004

Sistema pilota di fitodecontaminazione per la bonifica di suoli inquinati da piombo (Pb) - Il progetto intende realizzare un sistema pilota di fitodecontaminazione per la bonifica di suoli inquinati da piombo (Pb) realizzato mediante piante metallofite e/o agronomiche (phytoremediation). In alcuni siti dell’area identificata per la sperimentazione (Arcola in Provincia di La Spezia) l’inquinamento da metalli, ed in particolare di piombo, è di notevole rilevanza; la medesima tipologia di inquinamento è diffusa su tutto il territorio nazionale e della comunità europea fin dall’antichità. Il problema si e’ acuito in tempi recenti a seguito dell’impatto ambientale delle industrie di lavorazione di metalli e di altre tecnologie (p.e. produzione di energia elettrica, riscaldamento domestico). Il progetto intende verificare la possibilità di recuperare siti contaminati da livelli medio-alti di piombo (500 - 1000 mg/Kg di peso secco) mediante l'uso di piante superiori in grado di assorbire i metalli producendo una grande quantità di biomassa. L’uso di chelanti (p.e. EDTA), aggiunti al terreno in condizioni controllate, consentirà di aumentare la frazione di piombo biodisponibile nel suolo e quindi l’assorbimento del metallo da parte delle piante. continua >>

 

  

22/01/2004

Azioni positive per la flessibilità: le aziende ed i progetti finanziati - Pubblicate le graduatorie delle aziende ammesse al finanziamento per i progetti di azioni positive per la flessibilità, presentati ai sensi dell'art. 9 della legge n. 53 dell'8 marzo del 2000. Questa norma ha introdotto forme di flessibilità dell'orario di lavoro soprattutto se riferito alla cura dei figli, ma anche di altri familiari bisognosi di assistenza, prevedendo contributi in favore delle aziende che adottano accordi sindacali che prevedono progetti di azioni positive. Per le scadenze di febbraio e giugno 2003, sono state ammesse al finanziamento 24 aziende per un contributo complessivo di 1.317.000 euro. Le graduatorie ed i riferimenti normativi:
http://www.welfare.gov.it/EaChannel/Notizie/graduat
AzioPosi.htm?baseChannel=Notizie&actualChannel
=

Fonte: WelfareInforma

     

       

22/01/2004

Fondo Sociale Europeo: chiarimenti sui cofinanziamenti rientranti nei Programmi Operativi Nazionali - Diffusa recentemente una circolare del Welfare con la quale si forniscono definizioni e criteri unitari in riferimento alla disciplina concernente la tipologia dei soggetti promotori, l'ammissibilità delle spese e dei massimali di costo relativamente alle attività cofinanziate dal Fondo Sociale Europeo rientranti nei Programmi Operativi Nazionali a titolarità del Ministero del Welfare per il periodo 2000 - 2006. La Circolare n. 41 del 5 dicembre 2003:
http://www.welfare.gov.it/EaChannel/MenuIstituzionale/normative/
2003/20031205Circolare+n+41+del+5+dicembre+2003.htm

Fonte: WelfareInforma

  

     

''L'ANGOLO DELLA SICUREZZA ALIMENTARE''

''FOOD SAFETY'S CORNER''

 

 

22/01/2004

PARMALAT: UN LITRO DI LATTE SU QUATTRO VIENE DALL'ESTERO MA NON SI VEDE - Coldiretti: serve indicazione di provenienza del latte per tutela imprese e consumatori.
Una busta di latte alimentare su quattro commercializzata in Italia dal
Gruppo Parmalat contiene latte importato dall'estero senza che questo venga reso noto ai consumatori perché l'etichetta non lo dice. E' quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che il Gruppo Parmalat acquista circa il 7% del latte prodotto dagli allevamenti italiani mentre quasi 700.000 litri di latte al giorno arrivano mediamente dall'estero per essere venduti con i marchi del Gruppo di Collecchio senza le indicazioni di provenienza sulle confezioni per consentire scelte di acquisto consapevoli e una adeguata valorizzazione del latte italiano. Accanto agli interventi per tutelare i risparmiatori nazionali dal rischi dell'avventurismo finanziario è dunque anche necessario - sottolinea la Coldiretti - difendere tutti i consumatori dalla mancanza di trasparenza nell'informazione e garantire la genuinità, la qualità e l'origine del latte acquistato, rendendo definitivamente operativo il Decreto approvato nel luglio 2003 dai Ministeri delle Politiche Agricole e delle Attività Produttive sulla rintracciabilità del latte confezionato, dalla stalla al banco di vendita con l'indicazione nelle etichette, oltre allo stabilimento di confezionamento, anche il luogo di provenienza degli allevamenti di origine del latte impiegato. Non bastano gli impegni del Commissario Straordinario Enrico Bondi sui pagamenti settimanali cash gli allevatori fornitori della Parmalat e gli interventi creditizi e previdenziali per gli allevatori coinvolti dalla crisi varati dal Governo ma - precisa la Coldiretti - bisogna difendere l'intero sistema dell'allevamento e dell'agricoltura nazionale con scelte di trasparenza che facciano uscire dall'anonimato la provenienza italiana del latte commercializzato che viene attualmente pagato alla stalla 0,32 centesimi al litro, meno della metà di un capuccino, per aumentare del 300% nel percorso verso il frigorifero. Un intervento necessario per tutelare tutti gli allevatori italiani coinvolti direttamente o indirettamente dalla crisi del Gruppo Parmalat al quale, secondo gli ultimi dati elaborati dall'unità di crisi Coldiretti, fanno capo 16 stabilimenti localizzati in ben undici Regioni ai quali consegnano latte più di 7.000 allevatori, per un totale di oltre 750 milioni di litri all'anno, che vantano crediti per un valore complessivo di oltre 100 milioni di Euro relativi ai mancati pagamenti dai mesi di agosto e settembre 2003. In Italia - conclude la Coldiretti - viene venduto con i marchi del Gruppo Parmalat oltre il 30% del latte consumato, per un volume complessivo di circa un miliardo di litri all'anno.

LA GALASSIA PARMALAT NELLE STALLE DELLE REGIONI ITALIANE - Fonte: Elaborazioni e stime Coldiretti
 

REGIONE

Stabilimenti

Allevatori

Quintali annui latte

Mancati pagamenti

BASILICATA

/

80

250.000

Settembre/Dicembre 2003

CAMPANIA

Piana di Monteverna (CE)

1.000

850.000

Settembre/Dicembre 2003

EMILIA-R.

PARMA, REGGIO E.

95

250.000

Giugno/Dicembre 2003

FRUILI

TORVISCOSA (UD)

20

150.000

Agosto/Dicembre 03

LAZIO

C.LE ROMA/Eurolat

3.000

2.200.000

Agosto/Dicembre 03

LIGURIA

GENOVA

100

25.000

Settembre/Dicembre 2003

LOMBARDIA

LODI, BERGAMO, COMO

500

1.500.000

Settembre/Dicembre 2003

MARCHE

ANCONA

/

/

/

MOLISE

/

15

25.000

Settembre/Dicembre 2003

PIEMONTE

SAVIGLIANO (TO)

100

500.000

Credito a 90 giorni di latte

PUGLIA

TARANTO

150

250.000

Settembre/Dicembre 2003

SARDEGNA

/

600

200.000

 

SICILIA

CATANIA, RAGUSA

900

750.000 

Dicembre 2003

TOSCANA

/

1

3.500

 

VENETO

PADOVA, ZEVIO (VR)

500

750.000

Settembre/Dicembre 2003

TOTALI

7.061

7.703.500

 

Fonte: Coldiretti

 

 

22/01/2004

Etichettatura e pubblicità dei prodotti alimentari - Dal sito del Governo segnaliamo il dossier Etichettatura e pubblicita' dei prodotti alimentari.

 

 

22/01/2004

MIPAF: RICOSTRUITI I DETTAGLI DELLA MAXI TRUFFA AI DANNI DEL SETTORE VINICOLO - Comune vino da tavola siciliano veniva utilizzato per produrre “Pinot” in Veneto Emilia e Lombardia - L’Ispettorato centrale repressione frodi (Icrf) ha scoperto nei giorni scorsi un traffico di vino bianco da tavola bianco che dopo essere stato commercializzato come “Vino Igt Sicilia Pinot grigio” e “Vino Igt Sicilia Pinot bianco”, veniva utilizzato per produrre i corrispondenti “Pinot” nelle regioni Veneto, Emilia e Lombardia.
Nelle settimane scorse gli ispettori, su incarico della Procura di Palermo, avevano ritrovato e sequestrato documenti e bollette di trasporto che si riferivano a circa 60 mila ettolitri di vino da tavola prodotto in Sicilia, ma commercializzato con le suddette denominazioni d’origine.
Gli ispettori degli Uffici di Conegliano, Bologna e Milano dell’Icrf hanno completato ora il lavoro, confermando che le spedizioni di vino erano effettivamente avvenute verso impianti enologici situati in quelle regioni. L’operazione ha portato, infatti, al sequestro di circa 24 mila ettolitri di prodotto proveniente dalla Sicilia e che doveva essere utilizzato per produrre i falsi vini a denominazione d’origine.
L’operazione dell’Ispettorato rientra nell’attività volta a tutelare le produzioni di qualità e, in particolare, quelle a denominazione d’origine, come è il caso dei vini.
Il Ministero delle Politiche agricole e forestali, attraverso la puntuale attività di prevenzione dell’Ispettorato centrale repressione frodi, conferma ancora una volta la sua attenzione verso la tutela del consumatore da ogni possibile frode.

Fonte: Ministero delle Politiche Agricole e Forestali - Comunicato stampa del 20./1/2004

   
22/01/2004

SALMONI: ATTENZIONE ALLA PROVENIENZA. CONTENGONO DIOSSINA E PCB, SPECIALMENTE QUELLI DAL NORD EUROPA - I pesci che arrivano dagli allevamenti conterrebbero infatti una quantità di diossina e altre sostanze cancerogene di molto superiore a quella dei salmoni liberi nei torrenti, a causa dell'alimentazione forzata e delle condizioni di vita. 
A sostenerlo è la rivista "Science", che ha pubblicato una ricerca che ha immediatamente suscitato sconcerto tra gli allevatori.
La diossina è presente negli animali cresciuti in cattività con una concentrazione di 1,88 contro 0,17, i pcb, altri cancerogeni, con 36,6 parti per miliardo contro 4,75. I pericoli maggiori si correrebbero consumando i pesci provenienti dagli allevamenti del Nord Europa.

Link consigliati
Environmental Working Group
: "Landmark Study Confirms EWG Research: Farmed Salmon High in PCBs": l'articolo (in inglese), il reportage EWG, la storia secondo l'Associates Press.

Fonte: Lifegate

   
22/01/2004

La dieta anticancro - Frutta, tanta verdura, legumi, cereali integrali, pochi grassi e proteine animali. Dal cancro ci si protegge davvero a tavola, variando la dieta e scegliendo i cibi giusti. Meglio se bio! - La scienza lo ha confermato: più l'errore dietetico è grave, meno si sa scegliere quale cibo mangiare, e più il rischio di sviluppare un tumore è alto. Consumare ogni giorno, variando il più possibile, verdure di stagione, legumi, cereali integrali, frutta fresca di stagione e semi oleosi, protegge sensibilmente l'organismo da questo rischio. Vediamo quali sono gli alimenti da privilegiare sulla tavola e quelli invece il cui consumo deve essere limitato.

Cosa mangiare
Alimenti dotati di antiossidanti naturali, privilegiando quelli ricchi di vitamina C e beta carotene; le fibre; i cibi ricchi di Vitamina E e del gruppo B; tutti gli alimenti ricchi di oligoelementi (zinco, cromo, magnesio, selenio e così via): cavolini di Bruxelles, cavolo riccio o verza, cavolfiore, broccolo, cavolo cappuccio, cavolo rapa, rapa e cime di rapa, aglio, cipolla, porro, carota, peperone, prezzemolo, spinaci, tarassaco, ortica, rucola, zucca, arancia e scorza d'arancia, fragola, limone, albicocca, cachi, kiwi, alchechengi, ribes, soia, sesamo, noce, nocciola, mandorla, girasole, grano saraceno, orzo, frumento, segale, riso, avena, olio extra vergine di oliva, rosmarino, zenzero, curcuma, carciofo, uva e vino, pomodoro, ceci, fagioli, lenticchie, fave, piselli, tè verde.

Cosa evitare
I grassi saturi (carne, burro, oli tropicali) e polinsaturi (oli di semi vari).
I cibi affumicati (pancetta, pesce, formaggi, prosciutti e così via) e quelli molto salati.
L'alcol, ancor più se associato al fumo.
Gli alimenti trattati chimicamente e contenenti additivi.

Il ruolo del biologico
L'efficacia dell'alimentazione nella prevenzione del cancro è maggiore se si utilizzano cibi coltivati con il metodo biologico. Studi recenti hanno dimostrato che i vegetali coltivati biologicamente sono più ricchi, almeno del 30%, di antiossidanti naturali e principi attivi benefici. I prodotti certificati bio, inoltre, sono privi di residui di pesticidi e fertilizzanti chimici, la cui cancerogenicità è ormai acclarata. I soggetti più a rischio pesticidi sono i bambini, per i quali la somma delle sostanze chimiche ingerite con l'alimentazione ogni giorno è, in proporzione al peso corporeo, di gran lunga superiore ai limiti considerati "accettabili" dalla medicina.

Link consigliati
Mangiare a colori

Troppa carne fa male comunque

Fonte: Lifegate

 

 

22/01/2004

Comitato Nazionale Sicurezza Alimentare - Il Ministro della Salute Girolamo Sirchia e il Ministro delle Politiche agricole e forestali Giovanni Alemanno hanno raggiunto un accordo sull’istituzione del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare che avrà il compito di indirizzare e coordinare tutte le attività tecnico-scientifiche svolte in Italia in materia di sicurezza alimentare e sviluppare programmi di monitoraggio, di sorveglianza, di informazione e di comunicazione ai cittadini.

Il Comitato, presieduto dal Ministro della Salute, è composto dai seguenti membri:
- uno designato dal Ministro delle Politiche agricole e forestali con funzioni di Vice Presidente;
- uno designato dal Ministro delle Attività produttive;
- due designati dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e di Bolzano;
- il Presidente dell’Istituto superiore di sanità;
- il Presidente dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (INRAN);
- un direttore di Istituto zooprofilattico sperimentale, designato dal Ministro della Salute.

Il Comitato, per la formulazione di pareri specifici si avvale di una Consulta scientifica presieduta da un esperto nominato dal Ministro della Salute e da nove esperti nel settore della sicurezza alimentare, di cui tre nominati dal Ministro della Salute, tre dal Ministro delle Politiche agricole e forestali, uno dal Ministro delle Attività produttive e due dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e Bolzano. Il Comitato elaborerà ogni triennio il Programma Nazionale di Sicurezza Alimentare, che sarà attuato con le risorse in dotazione delle Amministrazioni e degli Istituti rappresentati nel Comitato stesso, avvalendosi delle attività svolte da tutti gli organismi competenti istituzionalmente in materia di sicurezza alimentare. L’accordo è stato trasmesso alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano che lo esaminerà nelle prossime settimane.

Fonte: Ministero della Salute.

 

 

  22/01/2004

Il prosciutto va in Cina - La Conferenza sulla cooperazione agricola Asem (Associazione per la collaborazione economica tra Europa e Asia) ha emanato un provvedimento molto atteso dai produttori italiani di prosciutto crudo. L'Italia ha ottenuto infatti l'approvazione ufficiale dal Ministero della sicurezza alimentare cinese del certificato sanitario che autorizza, caso mai accaduto prima, l'esportazione di prosciutti italiani in Cina.
In prospettiva, il mercato cinese potrebbe eguagliare le importazioni statunitensi, e addirittura superarle. Nel 2002, gli USA hanno importato 2 mila tonnellate di prosciutti, mentre si stima che nel 2003 le importazioni possano raggiungere le 2.500 tonnellate (+28% nei primi sei mesi del 2003). Le potenzialità cinesi superano le 3 mila tonnellate (30 milioni di euro).
Oltre la Cina, altri paesi che stanno aprendo i propri mercati ai prodotti della salumeria italiana sono Corea del Sud, Australia e Giappone.

Fonte: Giovedì, 15 gennaio 2004/Il Giornale di Vicenza

   

                              
                             
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