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15 GENNAIO 2004

     

       

15/01/2004

Le neoplasie professionali causate dall'arsenico - Riassunto - L'autore si sofferma sull'analisi dell'attività neoplastica attribuita all'arsenico (As) riscontrata nei lavoratori esposti, facendo brevemente una disamina delle lavorazioni considerate a rischio, individuando la localizzazione della patologia, ed esaminando, un'eventuale responsabilità dei prodotti arsenicali nello sviluppo delle neoplasie riscontrate tra gli addetti all'agricoltura. Al termine l'autore accenna anche alla quantità dosale dell'arsenico ritenuta cancerogena.

L'arsenico e i suoi derivati trovano diversi impieghi nelle lavorazioni odierne; ad esempio questo elemento si libera sotto forma di anidride carbonica nei procedimenti di estrazione di rame, zinco e piombo; unito al piombo viene utilizzato per la preparazione dei pallini da caccia, sottoforma di ossido è usato nell'industria vetraria e i solfuri sono largamente impiegati nella preparazione di fuochi d'artificio, nella concia e conservazione dei pellami. Tralasciando i composti arsenicali diffusamente adoperati nel settore agricolo, l'arsina e suoi derivati compaiono nell'industria elettronica o in quella dei coloranti. Dopo questo breve excursus su quelle che possiamo indicare come fonti di esposizione ad arsenico, e quindi fonti di rischio, passiamo all'analisi delle neoplasie che l'elemento in questione può causare. Da alcuni studi effettuati nel 1948 sulle cause dei decessi per cancro registrati tra lavoratori di un'azienda produttrice di polveri arsenicali, Hill e Faring concludevano che il numero delle morti riscontrato (ben 22) era di gran lunga superiore a quello prevedibile: in particolare tre dei decessi erano imputabili a tumori della cute, sette a tumori dell'apparato respiratorio. In seguito anche Doll (4) era propenso ad ammettere che l'esposizione all'As favorisse lo sviluppo del cancro del polmone. Teorie, queste, suffragate da più recenti studi effettuati sia da Welch (16) che da Lee Feldstein (8) sulle morti degli operai impiegati presso una fonderia di rame nel Montana. L'As assorbito per via inalatoria, come avviene nei luoghi di lavoro, sembra favorire soprattutto lo sviluppo di carcinomi polmonari, mentre quello ingerito sotto forma di farmaci o tramite alimenti causa più di frequente lo sviluppo di neoplasie della cute. Infatti gli esami effettuati mediante attivazione neutronica del contenuto in As di vari organi ha fatto rilevare in un gruppo di fonditori livelli di presenza del metallo 7 volte maggiori rispetto a quelli riscontrati nei normali controlli, mentre nel rene e nel fegato la quantità riscontrata rientrava nella normalità (5). Con molta probabilità la presenza e la susseguente permanenza di tassi elevati di As nei polmoni potrebbe essere la causa della frequenza di neoplasie polmonari riscontrate in soggetti esposti per motivi professionali.
L'arsenico figura inoltre tra le sostanze in grado di agire, seppure assunto in dosi elevate, sul fegato sia in modo diretto, provocando per esempio fibrosi dello spazio di Disse, sia indirettamente tramite alterazioni vascolari localizzate e diffuse (3).
Di conseguenza si possono verificare seppure eccezionalmente casi di:
- angiosarcoma epatico associato a tumore cutaneo (15);
- cirrosi e carcinoma primitivo del fegato, come osservato in un soggetto professionalmente esposto ed intossicato (87)
Non è tutto. Sono stati riscontrati in lavoratori esposti casi di aplasia midollare dei quali uno sfociato in leucemia acuta (8). Non sembra, invece, confermata, fatta eccezione per le neoplasie cutanee, l'azione dell'arsenico per altre tipologie tumorali, quali per esempio quella della prostata. Al contrario, è noto che l'arsenico può indurre tumori della cute come epiteliomi spino-cellulari e basocellulari che insorgono dopo molti anni dal momento iniziale dell'esposizione e che possono costituire un modo d'evolversi dell'ipercheratosi.
Ad esempio carcinomi epidermici spinocellulari simultanei, bronchiale l'uno e cutanei multipli gli altri, sono stati riscontrati in un soggetto non fumatore - l'arsenico è presente anche nelle sigarette specie se il tabacco è stato coltivato in terreni trattati con erbicidi arsenicali - che aveva adoperato 23 anni prima antiparassitari a base di As. (14).

Attività lesiva dell'arsenico ed intera-zione con altri fattori di rischio
L'attività cancerogena dell'As sui soggetti impiegati nelle lavorazioni a rischio, può essere potenziata da altri fattori. Un'indagine eseguita presso un'azienda addetta alla fu-sione del rame negli USA (2) ha individuato nell'asbesto, nella silice libera, nell'acido sol-forico, nell'anidride solforosa, nel cloruro di vinile ed altri metalli (rame, piombo, cadmio, nichel) i potenziali elementi di rischio con cui l'arsenico potrebbe interagire.
Tra i fattori non lavorativi che potenzierebbero l'azione dell'arsenico Morelli e Mazzella di Bosco (19) hanno individuato le bevande alcoliche, mentre è stato da più parti osservato che l'esposizione ad arsenico associata al fumo di sigaretta avrebbe un effetto moltiplicativo sull'insorgenza di tumori del polmone. A proposito segnaliamo i risultati di uno studio comparativo effettuato in Svezia su alcuni lavoratori impiegati in una fonderia di rame (12).
Il rischio di contrarre neoplasie polmonari è risultato per i lavoratori esposti non fumatori tre volte maggiore alla media, per i lavoratori fumatori non esposti cinque volte maggiore e per gli operai che sia inalavano polvere di As sia fumavano di ben quindici volte maggiore alla media.
È bene rilevare, comunque, che l'abitudine al fumo può ostacolare il riconoscimento di una neoplasia polmonare in un soggetto esposto all'As. Infine si deve tener presente che esposizioni all'arsenico e ad altri fattori cancero-geni (As associato a idrocarburi aromatici policiclici) si sono riscontrate nei cappellifici (1) e nell'attività degli spazzacamini (6).
La patologia neoplastica dei lavoratori dell'agricoltura: azione e responsabilità dei prodotti arsenicali.
Se si dovessero considerare cance-rogene per l'uomo tutte le sostanze considerate sospette in base ai risulti degli studi condotti sia a breve termine sia su animali di laboratorio, sarebbe inevitabile concludere che la maggiorparte dei lavoratori sono esposti ad uno o più fattori di rischio oncogeno.
Nell'ottica ora prospettata ci sembra inopportuno trascurare i lavoratori dei campi, i quali seppure con minor frequenza di quanto avveniva in passato, risultano anch'essi esposti a cancerogeni (anti-parassitari a base di As).
Si potrà allora qualificare tumore professionale la neoplasia degli agricoltori e si potrà ravvisare in siffatta patologia un'eventuale responsabilità dell'arsenico?
Cerchiamo di rispondere a questo interrogativo.
Tra i coltivatori di frutta dello stato di Washington è stato riscontrato un eccesso di morti per cancro del pomone rispetto alla restante popolazione maschile della zona: causa di tali decessi era stata individuata nella precedente esposizione all'arseniato di piombo. Gli studi ed i controlli effettuati su 155 casi hanno dimostrato in seguito come la presenza, l'intensità e la durata dell'e-sposizione all'antiparassitario incriminato - che, almeno ufficialmente, oggi non trova più impiego - non mostravano nette dif-ferenziazioni nel gruppo dei frutticoltori e nel restante campione della popolazione. Alla luce di ciò la causa dell'eccesso di morti per cancro polmonare tra gli agricoltori in questione restava del tutto oscura (17), tanto più che da una precedente indagine, effettuata nello stesso stato su 1231 coltivatori di frutta, non erano emersi dati analoghi (11). Ricerche condotte in tal senso (17) dimostrano come in Svezia il rischio più basso di neoplasia professionale sia stato riscontrato proprio tra gli agricoltori. Per i tumori della trachea, dei bronchi, della pleura e dei polmoni, i casi osservati e riscontrati clinicamente sono stati solamente 934 difronte ai 2375 casi attesi e pronosticati e una minore incidenza di cancro del naso, dell'intestino, del fegato, della vescica e soprattutto del polmone sono stati segnalati anche negli anni successivi. In conclusione, gli studi epidemiologici effettuati in tema di patologia neoplastica degli agricoltori non consentono di imputare all'utilizzo da essi fatto di prodotti arsenicali un eventuale eccesso di morti da tumori.

Brevi cenni sulla quantità dosale dell'arsenico ritenuta cancerogena
Dal 1984 l'As è stato incluso nelle monografie IARC (International Agency for research on cancer) tra i prodotti cancerogeni, relativamente tardi rispetto ad altri metalli a causa dell'assenza di controprove sperimentali effettive. Restano comunque ancora da stabilire con certezza quali siano le quantità massime tollerabili dai lavoratori professionalmente esposti. Negli Stati Uniti, ad esempio, la OSHA (Occupational Safety and healt administration) ha proposto un limite di 500 mg/m3 in caso di esposizione a composti organici mentre il NIOSH (National institute for occupational safety and health) ha consigliato un valore medio di 2 mg/m3. Gli studi del succitato Lee Feldstein (8) condotti su 8045 decessi avvenuti tra gli operai di una fonderia di rame del Montana hanno dimostrato che la mortalità per cancro del polmone risultava elevata anche tra gli operai con esposizione al di sotto di 833 mg/m3 e altri dati epidemiologici espongono come possa esistere rischio di neoplasie anche a livelli inferiori dello standard indicato dall'OSHA.
Neal e Gibson (11) riportano come l'OSHA avrebbe concluso che l'esposizione ad As inorganico per 45 anni di vita lavorativa comporterebbe il rischio di cancro al polmone nella seguente misura:
- 8 morti per 1000 in caso di esposizione a 10 mg/m3
- 40 morti per 1000 in caso di esposizione a 50 mg/m3
- 400 morti per 1000 in caso di esposizione a 500 mg/m3.
Si può concludere che l'arsenico specie se assunto in dosi elevate può svolgere un effetto cancerogeno sui lavoratori esposti e che le localizzazioni delle neoplasie si riscontrano maggiormente nel tratto broncopolmonare e nella cute.
 

Bibliografia
1) Buiatti E. e coll.: A case - control study of lung cancer in Florence, Italy. I:Occupational risck factors. J. Epidemiol. Community Healt, 39:244-250, 1985.
2) Cant S.M., Legendre L.A.: Assessment of occupational exposure to arsenic copper and lead in a western copper smelter. Am. Ind. Ass.J. 43:223-226,1982.
3) Castellino N., Mazzella Di Bosco M. e coll.: Criteri di idoneità al lavoro che espone a fattori epatossici. In Atti 50° Congr. Naz. Soc. It. Med. Lav. Ig. Ind., vol. I Roma 1987, pg. 137-147.
4) Doll R.: Occupational lung cancer: a review. Br. J. Ind. Med. 16:181-187, 1959.
5) Gerhardsson L. e coll.: Mortality related to antimony, arsenic, cadmium, chromium, cobalt, lanthamium, lead, selenium and zinc in lung liver and kidney. A study of deceased smelter workers. In Abstract 22° Int. Congr. Occup. healt. Sydney 1987, pg. 223-245.
6) Gustavsson P. e coll.: Excess of cancer in Swedish chimney sweeps Br. J. Ind. Med. 45:77-80, 1988.
7) Jhaveri S.S.: A case of cirrhosis and primary carcinoma in the liver in chronic industrial arsenical intoxication. Br. J. Ind. Med. 16:248-252, 1959.
8) Kjeldsberg C.R. e coll.: Leukemia in arsenic poisoning. Ann. Intern. Med. 77:935-940,1972.
9) Lee Feldstein A.: Cumulative exposure to arsenic and its relationship to respiratory cancer among copper smelter employers J. Ocup. Med. 28:296-302, 1986.
10) Morelli A. Mazzella Di Bosco M.: Ambiente lavorativo e tumori. Med. Sper. 39:231, 1960-1961.
11) Neal R.A., Gibson J.E.: The use of toxicology and epidemiology in identifyng and assessing carcinogenic risk. In: Deisler P.F.: Reducing the carcinogenic risks in industry. Dekker, New York, 1984.
12) Nelson W.C. e coll.: Mortality among orchard workers exposed to lead arsenate spray: A cohort study. J. Chronic Dis. 26:105-110, 1973.
13) Pershagen G. e coll.: On the interaction between occupational arsenic exposure and smoking and its relationship to lung cancer. Scand. J. Work Environ. Healt 7:302-311, 1981.
14) Poirer R. e coll.: Carcinome bronchique primitif, Nouv. Presse Med. 2:91-96,1973.
15) Roat J.W. e coll.: Hepatic angiosarcoma associated with short term arsenic ingestion. Am. J. Med. 73:933-937,1982.
16) Welch K. e coll.: Arsenic exposure and respiratory cancer in copper smelter workers, Arch. Epidem. Healt 37:325-331, 1982.
17) Wicklund K.G. e coll.: Respiratory cancer in Washington State, 1968 to 1980. J. Occup. Med. 30:561-567,1988.

Autore: Clementi Massimo

     

       

15/01/2004

Rischio biologico, vademecum per gli infermieri - Rischio biologico negli ambulatori - Vademecum per l’infermiere e' il titolo di una monografia curata dall'INAIL e costituisce una guida per la prevenzione del rischio biologico nell’attività svolta dagli infermieri che operano presso le strutture sanitarie Curato da Luciano Bindi, Maria Cristina Casale, Adriano Ossicini, Palmerina Conte, Silvia Naldini, Il volume riporta inoltre il codice deontologico e una panoramica sulla normativa di riferimento.
Il vademecum e' consultabile sul sito internet
dell'Istituto.

     

       

15/01/2004

REGIONE PIEMONTE: PUBBLICATO IL BANDO RELATIVO ALLA LINEA DI INTERVENTO 2.6B “INCENTIVI ALLE PMI PER PROGETTI DI RICERCA” DEL DOCUP OBIETTIVO 2 - Sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte sono stati pubblicati i bandi riguardanti la misura 2.6b “Incentivi alle PMI per progetti di ricerca” del DocUP Obiettivo 2 2000-2006.
Con questi bandi di vuole incentivare i progetti di ricerca, contribuire alla qualificazione tecnologica delle imprese e alla diversificazione produttiva e consolidare e sviluppare l’occupazione.
I beneficiari dei contributi sono le PMI dei settori: industria, artigianato, costruzioni, commercio e servizi, con l’esclusione dei consorzi e delle società consortili, con sede localizzata nelle zone Obiettivo 2 e zone a sostegno transitorio. Le tipologie di intervento dovranno riguardare studi e progetti di ricerca e sviluppo pre-competitiva.
I costi ritenuti ammissibili saranno i seguenti: spese di personale, costi di strumenti e attrezzature, servizi di consulenza (compresa l’acquisizione di risultati di ricerca, di brevetti, di know how e di diritti di licenza).
Il contributo in conto capitale consta di un’intensità base a cui possono essere aggiunte eventuali maggiorazioni. Il limite del contributo non può superare i 150.000 euro e i 50.000 per i progetti riguardanti nello specifico la società dell’informazione e la new economy.
Le domande vanno presentate usando i modelli predisposti (disponibili sul sito:
www.regione.piemonte.it/industria esclusivamente tramite invio telematico e successiva conferma su modulo cartaceo (da spedire alla Regione Piemonte c/o Finpiemonte SpA – Galleria San Federico, 54 – 10121 Torino entro 3 giorni dalla data di invio telematico, tramite raccomandata A/R) a partire dal 29 Gennaio 2004. Il termine di presentazione è fissato per il 31 Luglio 2006 per i progetti nelle zone ad Obiettivo 2 mentre la scadenza è prevista per il 31 Luglio 2005 per gli interventi nelle zone a sostegno transitorio (phasing out).
Per ulteriori informazione e per la modulistica necessaria per la presentazione della domanda consultare il sito www.regione.piemonte.it/industria oppure Finpiemonte SpA tel. 011 571.78.51/52/53; fax. 011-53.29.88; e-mail: docup2000-2006@finpimonte.it

     

       

15/01/2004

REGIONE PIEMONTE: PUBBLICATI I BANDI RELATIVI ALLE ZONE OBIETTIVO 2 E A SOSTEGNO TRANSITORIO DELLA MISURA 3.3 “ INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE LOCALE EFFETTUATA DA SOGGETTI PRIVATI” DEL DOCUP REGIONALE - Sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte sono stati pubblicati i bandi relativi alla Misura 3.3 “ Interventi di riqualificazione locale effettuata da soggetti privati” per le zone Obiettivo 2 e a sostegno transitorio del Docup regionale.
Con tali bandi si vuole recuperare e valorizzare aree territoriali e siti dimessi anche di piccola dimensione, attraverso progetti improntati allo sviluppo sostenibile.
I beneficiari dei contributi sono le PMI appartenenti ai seguenti settori: industria, artigianato, costruzioni, commercio e servizi, con l’esclusione dei consorzi e delle società consortili con sede nelle zone obiettivo 2 e zone a sostegno transitorio. Le tipologie di intervento dovranno riguardare il recupero di strutture e siti dimessi ed interventi di bonifica di siti industriali inquinati.
I costi ritenuti ammissibili saranno relativi ad investimenti da avviare ed in particolare fare riferimento alle seguenti voci: progettazioni e studi di fattibilità/valutazione dell’impatto ambientale, impianti interni ed esterni funzionali all’intervento di riqualificazione, opere murarie, acquisto di immobili già esistenti e di terreni strettamente pertinenti, analisi specifiche, interventi per la bonifica.
Le domande andranno presentate a partire dal 27 Gennaio 2004. Il termine di presentazione è fissato per il 31 Luglio 2006 per i progetti nelle zone ad Obiettivo 2 mentre la scadenza è prevista per il 31 Luglio 2005 per gli interventi nelle zone a sostegno transitorio (phasing out).
Per ulteriori informazione e per la modulistica necessaria per la presentazione della domanda consultare il sito
www.regione.piemonte.it/industria oppure Finpiemonte SpA tel. 011-571.78.51/52/53; fax. 011-53.29.88; e-mail: docup2000-2006@finpimonte.it

     

       

15/01/2004

REGIONE PIEMONTE: PUBBLICATO IL BANDO RELATIVO ALLA LINEA DI INTERVENTO 2.6A “ INCENTIVI ALLE PMI PER INVESTIMENTI A FINALITÀ AMBIENTALI” DEL DOCUP OBIETTIVO 2 - Sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte è stato pubblicato il bando relativo alla Linea di intervento 2.6a "Incentivi alle PMI per investimenti a finalità ambientale" del Docup Obiettivo 2. Con tale bando vengono incentivati gli investimenti nel campo ambientale, nell’ottica di tutela preventiva dell’ambiente e, nello stesso tempo, di consolidamento e sviluppo dell’occupazione.
I beneficiari dei contributi previsti sono: le PMI appartenenti ai settori dell’industria, dell’artigianato, delle costruzioni, del commercio, del turismo e servizi, con l’esclusione di consorzi e società consortili con sede localizzata nelle zone Obiettivo 2.
Le tipologie di intervento ammissibili dovranno riguardare investimenti nel settore energetico, l’adeguamento a nuove norme comunitarie obbligatorie, il superamento di norme comunitarie e servizi di assistenza-consulenza in campo ambientale.
Le spese ritenute ammissibili a finanziamento sono: check-up tecnologico e/o ambientale, progettazioni ingegneristiche, direzione dei lavori, studi di fattibilità tecnico-economico-finanziaria e di valutazione di impatto ambientale, collaudi; impianti, macchinari e attrezzature (e correlate progettazioni ingegneristiche riguardanti la loro scelta ed installazione), opere murarie; programmi informatici funzionali all’investimento e acquisizione di licenze di sfruttamento o di conoscenze tecniche brevettate o non brevettate.
Sono ammissibili tutti gli interventi non avviati prima della data di presentazione della domanda e realizzati entro 30 mesi dalla data di ammissione all’agevolazione.
Il finanziamento sarà concesso a tasso zero per il 70% dell’investimento ammesso, al netto dell’IVA, con un limite massimo pari a 500.000 euro per impresa. Il restante 30% sarà erogato a tassi normali di mercato da istituti di credito convenzionati.
Le domande, redatte utilizzando i moduli predisposti (reperibili sul sito: www.regione.piemonte.it/industria) potranno essere presentate a sportello aperto alla Regione Piemonte tramite l’Ente gestore Finpiemonte S.p.a., dal 28 gennaio 2004 fino al 31 Luglio 2006, esclusivamente tramite invio telematico e successiva conferma su modulo cartaceo.
Per informazioni: Finpiemonte SpA tel. 011-571.78.51/52/53; fax. 011-53.29.88; e-mail: docup2000-2006@finpimonte.it

  

     

''L'ANGOLO DELLA SICUREZZA ALIMENTARE''

''FOOD SAFETY'S CORNER''

  

  

15/01/2004

GERMANIA: Fiera mondiale nel settore agroalimentare - E' stata inaugurata questa sera a Berlino la 69/ma edizione della Gruene Woche (Settimana Verde), la maggiore Fiera mondiale nel settore agroalimentare.

  

  

15/01/2004

Allerta importazioni ! - Le merci le cui provenienze sono segnalate nel seguente elenco, sono assoggettate a controlli sanitari più rigorosi, in relazione al rischio che in passato si è riscontrato.
Gli alimenti freschi (frutta e verdura) provenienti dai Paesi sottoposti, dal Ministero della Sanità italiano, ad ordinanza sanitaria per il colera (
clic per visionarne l'elenco dei Paesi di provenienza) sono sottoposti ai controlli sanitari previsti dalle stesse ordinanze all'atto dell'importazione.
Clic per visionarne l'elenco per tipo di merce.

  

  

15/01/2004

Come fare la spesa al supermercato - Segnaliamo la Guida all'acquisto di Altroconsumo.

 

  

15/01/2004

E´ nato il Portale Biologico di Parma - www.biologico.parma.it, il portale internet delle produzioni biologiche parmensi , nasce con lo scopo di mettere ordine nel sistema della produzione biologica e valorizzare i prodotti ed il territorio parmense. 
Il progetto, proposto dalla Provincia nell´ambito del Programma provinciale dei Servizi di Sviluppo agricolo per l´anno 2003, e finanziata dalla Regione Emilia Romagna - L.R. 28/98, intende coinvolgere il sistema di produzione da agricoltura biologica per giungere alla commercializzazione dei prodotti dell´azienda agricola.
L´iniziativa, alla quale hanno aderito oltre 90 aziende, è dedicata a tutte le produzioni e manifestazioni a carattere biologico della provincia, così da porre i consumatori a contatto con gli imprenditori agricoli locali, entrando in possesso di quelle informazioni commerciali pratiche, che, insieme alle necessarie conoscenze tecniche, si spera faciliteranno il decollo del settore, migliorando la qualità e la remuneratività della produzione aziendale.
La scelta dello strumento interattivo, quale è il portale, consentirà un costante ed efficace aggiornamento delle informazioni tecniche contenute e permetterà anche una consultazione immediata e poco onerosa da parte dei tecnici e degli imprenditori.
La realizzazione è opera dell’Azienda Agraria Sperimentale Stuard che si è avvalsa di Ltt (Laboratorio telematico del territorio) e dell’apporto del coordinatore agroinformatico presente in azienda.
Il sito è stato suddiviso in tre sezioni: bionews, bioinforma, bioproduttori e l´architettura del portale è stata ideata seguendo come criteri basilari la facilità di ricerca e la razionale collocazione delle innumerevoli informazioni tecniche e commerciali.
Bionews è la sezione dedicata alle novità del biologico in provincia di Parma, con servizio di rassegna stampa e archivio di notizie ed eventi; bioinforma raccoglie tutte le informazioni ed esperienze relative alla produzione biologica locale; infine, bioproduttori fornisce un utilissimo e semplice sistema di ricerca dei produttori biologici in base all’area geografica e/o per tipologia di prodotto (latte/formaggio, frutta, ecc.).
La speranza, ampiamente condivisa da tutti gli operatori, è di avere finalmente a disposizione uno strumento che dia al consumatore non solo le necessarie informazioni commerciali ma anche, con un suo rapido e continuo aggiornamento nel tempo, la garanzia che la merce ricercata sia presente e disponibile nei punti vendita indicati.

Per informazioni:
Assessorato Agricoltura e Alimentazione
P.le Barezzi, 3 Parma
uffici: lun-ven 9.00-13.30
tel. 0521 210 768 - fax 0521 210 778

Fonte: ErmesAmbiente

 

   

15/01/2004

Il Progetto "OLIV-TRACK" individua le basi genetiche per tracciare la "carta d'identità" degli olii d'oliva - Risultato di una ricerca internazionale coordinata dall'Università di Parma, è stato scoperto il DNA degli ulivi: uno strumento scientifico per difendere i consumatori da eventuali frodi commerciali. Se ne è parlato a Milano - presso UNI - lo scorso 19 dicembre. [ >> ] (22/12/2003)

 

   

15/01/2004

REGIONE ABRUZZO: PUBBLICATO BANDO DI CONTRIBUTO PER INVESTIMENTI NELLE AZIENDE AGRICOLE RELATIVO ALLA MISURA A DEL PSR – ANNUALITÀ 2004-2006 - Sul BUR Speciale Agricoltura dell’Abruzzo è stato pubblicato il bando per la presentazione delle domande per gli interventi nelle aziende agricole relativo alla Misura A –annualità 2004-2006 del PSR regionale.
Il bando è rivolto ai seguenti soggetti: persone fisiche, singole o associate e persone giuridiche iscritte nel Registro delle Imprese della CCIAA e che svolgono le attività previste dall’art. 2135 del codice civile che possiedano adeguate conoscenze professionali e/o esperienza formativa in agricoltrura e/o esperienza lavorativa (minimo di 3 anni) ovvero apposita attestazione.
Gli interventi ammissibili a contributo sono i seguenti: investimenti per la realizzazione ed adeguamento di strutture aziendali finalizzate al miglioramento e tutela dell’ambiente delle condizioni di lavoro degli addetti e per al prevenzione degli inquinamenti, investimenti di natura fondiaria (sistemazioni idraulico-agrarie, drenaggi, impianti di irrigazione, impianti arborei); investimenti di edilizia rurale (costruzione e ristrutturazione dei fabbricati rurali, compresi il completamento e/o l’ampliamento degli stessi ed acquisto di strutture dismesse da usare nelle attività aziendali); interventi di miglioramento agronomico nelle aziende; miglioramento tecnologico di impianti, acquisto di attrezzature, macchinari (comprese le attrezzature informatiche) legati alla produzione agricola e alla lavorazione e trasformazione dei prodotti agricoli).
Gli interventi sono relativi ai seguenti settori:: viticoltura, olivicoltura, ortofrutticoltura e colture industriali; florovivaismo; piante officinali, aromatiche e zafferano; zootecnia da latte nei comparti bovino ed ovicaprino; zootecnia da carne nei comparti ovicaprino, avicunicolo, bovino, equino, suino, carni alternative e allevamenti minori, miele.
Le percentuali di contributo varieranno (tra il 40% e il 55% dell’investimento ammissibile) in relazione alla natura del soggetto proponente e all’ubicazione dell’azienda.
Le domande, redatte utilizzando il modello predisposto, andranno presentate ai Servizi Ispettorati Provinciali dell’Agricoltura competenti per territorio insieme alla documentazione prevista (relazione tecnico-agronomica; documento rilasciato dal Comune che provi l’edificabilità dei mappali su cui insisterà l’investimento; affidabilità bancaria) entro il 27 gennaio 2004.

    

                              
                             
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