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8 GENNAIO 2004 |
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Fonte: Progetto Salute Srl |
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Panoramica
sulla disinfestazione italiana: professionisti e professionalità
- La difesa antiparassitaria
negli ambienti industriali e urbani ha avuto un forte sviluppo in questi
ultimi anni e le prospettive, per l’avvenire, sono di un ulteriore incremento.
Ciò è dovuto a molteplici
fattori, che sebbene per lo più noti a chi opera nel settore, vale la pena di ricordare,
almeno per sommi capi. Innanzitutto,
se si considerano gli agglomerati urbani, stiamo assistendo ad un loro sviluppo inarrestabile;
a volte realizzato razionalmente, spesso però in modo disordinato; comunque, in
una prima fase, inevitabilmente si verifica una serie di squilibri nell’ambiente
che finiscono con il favorire
l’insediarsi di organismi infestanti, nostri competitori. Un recente caso
eclatante è stato l’immediato insediarsi delle zanzare nel caso delle opere
di urbanizzazione del
villaggio olimpico, a Sidney in Australia, con la necessità di organizzare immediatamente
la difesa contro tali insetti. Ma pure reti fognarie, condutture sotterranee di cavi
elettrici, gallerie per il transito di ferrovie metropolitane, finiscono con il
divenire vere e proprie
autostrade per i ratti, nonché per le blatte, che possono così trasmigrare
agevolmente da un sito
riproduttivo ad un altro, da colonizzare. La
produzione di rifiuti solidi di qualsiasi città viene smaltita in discariche a
cielo aperto, oppure in
impianti di riciclaggio e compostaggio, ovvero in impianti inceneritori. Basta
dare un’occhiata, seppur
distratta, a tali ambienti, per rendersi conto di quanti animali traggano giovamento
dai cumuli di rifiuti: gabbiani e cornacchie, ratti e topi, blatte e mosche, dermestidi
ed acari qui si moltiplicano a dismisura, divenendo veri e propri flagelli, per
il grave rischio di
diffusione di microrganismi patogeni che la loro presenza determina. Se
consideriamo le possibilità di infestazione nelle industrie, con particolare
riferimento a quelle
alimentari, si deve evidenziare come le strutture ancor oggi, purtroppo sono
progettate per lo più senza
tenere in alcun conto la possibilità di insediamento di organismi nocivi. Inoltre,
frequentemente, le produzioni sono a ciclo continuo, quindi senza alcuna pausa lavorativa
da utilizzare per agevoli interventi antiparassitari; le reti elettriche,
supportate da apposite
canaline sospese a grande altezza, sono comode vie di transito per i roditori,
in particolare per Rattus
rattus, ma nel contempo sono molto difficili, se non impossibili, da monitorare
adeguatamente. I cosiddetti "magazzini automatici" sono pure in via di
progressiva diffusione: si
tratta di enormi volumetrie, con incastellature altissime, che evidentemente
è pressoché impossibile tenere sotto controllo nelle parti più alte,
divenendo così il regno,
ancora una volta, del ratto nero, oltre che di diversi insetti. Ma
numerose altre problematiche si trova oggi ad affrontare chi opera nel settore
della disinfestazione civile
e industriale. Basti pensare alla diffusione di mense aziendali, ristoranti e
self-service, in cui frequente è l’insediarsi di topi e blatte; i villaggi
turistici richiedono adeguate
misure di contenimento di mosche e zanzare; le navi da crociera, i vagoni
ferroviari adibiti a
ristorante, presentano miriadi di interstizi ove potenzialmente si possono moltiplicare
le blatte: le navi tornano al porto base dopo mesi e mesi di navigazione, i
treni praticamente si fermano
nelle stazioni di "testa" al massimo solo per qualche ora …. sono tutte
situazioni molto difficili da gestire nelle pratiche di disinfestazione. Nei
casi sopra ricordati, si tratta di problemi provocati da organismi nocivi
"tradizionali", insediati
però in ambienti particolari, che si assommano a quelli di sempre, determinati
da blatte, mosche, zanzare,
pulci e pidocchi, formiche e insetti delle derrate, topi, ratti ed uccelli, acari
della polvere e zecche, senza dimenticare gli insetti infestanti il verde
urbano. Il disinfestatore
opera quindi in industrie alimentari e abitazioni, ospedali e ristoranti, sul verde
pubblico e privato, nelle reti fognarie, in musei e magazzini, ove sono
accumulate le merci più
svariate. In questi anni,
però, nuovi importanti problemi si sono dovuti affrontare ed altri con tutta probabilità
seguiranno con il trascorrere del tempo. Va
ricordata innanzitutto l’introduzione in Italia di nuove specie dannose; nel
settore civile, all’arrivo
di alcuni decenni fa del Blattodeo Supella longipalpa, è seguito più
recentemente l’insediarsi
della zanzara tigre, Aedes albopictus, in progressiva, forse inarrestabile
diffusione in numerose
città. Infine, è solo da poco tempo che si debbono lamentare gli attacchi
della "termite del legno
secco", Cryptotermes brevis, da noi giunta con l’importazione dei cosiddetti
"mobili etnici" dal Sud America. Per
quanto riguarda il verde pubblico e privato, si sono succedute e insediate in
questi decenni l’Ifantria
americana (Hyphantria cunea), la Metcalfa (Metcalfa pruinosa) e, molto più
recentemente, la minatrice dell’ippocastano (Cameraria ohridella); si tratta
di una serie di progressive
emergenze, che hanno richiesto e continuamente esigono all’operatore nel settore
della disinfestazione nuovi interventi attuati con apposite strategie. In
particolare, ricordo il
metodo che prevede l’inoculo a pressione di insetticidi nel fusto delle
piante. Tra le
"introduzioni" va pure ricordata la possibilità di arrivo dall’estero
di ceppi di insetti infestanti,
appartenenti a specie ben note (Blatte, Punteruoli e Cappuccino dei cereali, Triboli),
ma resistenti ai trattamenti antiparassitari. Oltre tutto il fenomeno della
resistenza ai trattamenti sta
verificandosi anche nel nostro Paese, in conseguenza di ripetute e frequenti applicazioni
degli stessi principi attivi, sia su insetti, che su roditori. Il risultato,
inevitabile, è il fallimento
della lotta antiparassitaria predisposta. Al
momento attuale il disinfestatore si trova ad affrontare ulteriori problemi. Se
fino a poco tempo addietro
aveva a disposizione numerosi p.a., appartenenti vuoi ai piretroidi, che ai carbammati
ed ai fosforganici, tutti dotati di ampio spettro d’azione e caratterizzati
per lo più da una certa
tossicità anche nei riguardi dell’uomo, attualmente le molecole utilizzabili tendono
progressivamente a ridursi, anche in conseguenza dei procedimenti di revisione
delle loro caratteristiche
(tossicologiche, di impatto ambientale, di residui, ecc.) da parte delle Autorità
sovrannazionali, che a volte portano alla revoca delle autorizzazioni all’impiego,
anche solo per motivi
economici. E’ doveroso ricordare che altre sostanze, di recente o
prossima disponibilità, sono invece caratterizzate da meccanismi di azione
molto raffinati, che ne
consentono un utilizzo "sicuro", ma la cui attività, per esplicarsi
appieno e dare risultati
attesi, presuppone molte più conoscenze di quelle richieste ad un applicatore
di prodotti
"tradizionali". Faccio riferimento, a titolo esemplificativo, all’uso
degli IGR, all’applicazione
di formulazioni in gel per le blatte, all’uso di innovative strategie nella
lotta contro le termiti, all’utilizzo
di metodi confusionali e attratticidi, per il controllo dei Lepidotteri
infestanti le derrate, grazie alla disponibilità dei feromoni specifici e di
appositi erogatori: in ogni
caso è richiesta una formazione tecnica e pratica che non si può improvvisare.
Nel settore della lotta
contro i roditori, da anni ormai non vengono più messi a disposizione nuovi
principi attivi, ragion per cui quelli disponibili vanno utilizzati con il
massimo raziocinio, per non
provocare anche in questo caso l’insorgere di ceppi resistenti. Per
soffermarsi ancora su questi aspetti del problema, si vuole qui ricordare che,
entro breve, notoriamente,
non si potranno più effettuare disinfestazioni con il bromuro di metile, oppure
saranno imposti limiti
severissimi al suo impiego; altri gas tossici verranno probabilmente messi
a disposizione, così come ci si dovrà orientare verso diverse tecniche di
disinfestazione delle merci e
degli ambienti produttivi e di immagazzinaggio. A tal proposito è doveroso evidenziare
la decisione presa da diverse imprese specializzate nel settore delle
fumigazioni che hanno deciso,
già a partire da quest’anno, di sospendere i trattamenti con bromuro di metile
all’interno delle industrie alimentari. E’ un momento importante, che
certamente dovrà determinare
una svolta "epocale" nei criteri di lotta antiparassitaria, sia da
parte degli utenti che
tradizionalmente facevano conto sull’uso del bromuro stesso, sia da parte di applicatori,
che dovranno offrire servizi differenti, puntuali e comunque efficaci, in grado
di soddisfare le esigenze
delle industrie alimentari Ma
i problemi per le imprese di disinfestazione non finiscono certo qui. Da
alcuni anni, ormai, è stato introdotto nelle realtà produttive il concetto
dell’HACCP, in cui si sono
tra l’altro codificati i rischi, di tipo fisico, chimico e biologico. Nel
"codice di autodisciplina"
che ciascuna realtà si è dovuta dare, sono quindi entrati "in pianta
stabile" anche i rischi
biologici, provocati da microrganismi e da organismi infestanti. Nel contempo, ovviamente,
si è concluso che, se è necessario eliminare tali rischi, ciò non può essere
fatto introducendo
"nuovi rischi" di tipo chimico, determinati da un uso improprio di sostanze
antiparassitarie. Ne
scaturisce ancora una volta l’esigenza di attuare più raffinate tecniche di lotta,
imperniate innanzitutto sulla prevenzione e sul monitoraggio delle infestazioni:
solo quando e laddove sarà
realmente necessario, si effettuerà un intervento di difesa diretto, per lo
più localizzato, privilegiando le sostanze o i mezzi meno pericolosi. Il
monitoraggio, tra l’altro,
è ora possibile per numerosi organismi infestanti, anche grazie alla
disponibilità di feromoni
(sessuali, o di aggregazione) da utilizzare con apposite trappole. Ma spesso si osserva
una loro non corretta applicazione, oppure le "letture" dei risultati
sono effettuate in modo
approssimativo, oppure ancora non sono affatto coordinate con l’attuazione di
tecniche di lotta, nel
tentativo di eliminare le cause che hanno provocato l’insorgere dell’infestazione!
Quanto sin qui illustrato ha
voluto evidenziare i problemi che deve affrontare il disinfestatore moderno,
che si possono quindi così riepilogare: Autore: Luciano Süss - Istituto di Entomologia agraria – Università degli Studi di Milano - Fonte: SNOPInforma |
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| 08/01/2004 |
LO STRESS IN AMBIENTE DI LAVORO - Dall'ISPESL segnaliamo LO STRESS IN AMBIENTE DI LAVORO (36 pagine in PDF). |
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| 08/01/2004 |
La tutela del lavoro minorile - Segnaliamo il seguente dossier sulla Tutela del lavoro minorile continua >> (167 pagine in PDF). |
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| 08/01/2004 |
Osservatorio regionale sui servizi idrici e di gestione dei rifiuti urbani - Riportiamo il riferimento internet all'Osservatorio regionale sui servizi idrici e di gestione dei rifiuti urbani della Regione Emilia - Romagna. |
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| 08/01/2004 |
La palestra della sicurezza - La Cgil di Genova ha realizzato recentemente una vera e propria “palestra della sicurezza”. Ne da' notizia il periodico on-line della Cgil, Rassegna.it. |
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| 08/01/2004 |
Camera di Commercio di Milano: contributi per la certificazione di qualità, ambiente, responsabilità sociale, salute e sicurezza - La Camera di Commercio di Milano ha promosso una iniziativa a sostegno dell'adozione di sistemi di gestione aziendale (qualità; ambiente salute e sicurezza; responsabilità sociale). È stato infatti indetto un bando di concorso, rivolto alle PMI di tutti i settori, loro cooperative e consorzi, e alle imprese artigiane con sede nella provincia di Milano, impegnate nel conseguimento della certificazione di conformità ad uno o più sistemi di gestione aziendale sopra citati. Lo stanziamento complessivo è di Euro 800.000 ed il contributo riconosciuto alle aziende è pari al 40% delle spese riconosciute ammissibili (al netto di IVA), secondo uno schema che prevede un tetto massimo di finanziamento che varia a seconda del sistema di gestione che viene adottato:
Al finanziamento
sono ammesse le spese per la certificazione, la consulenza e la formazione del
personale sostenute nell'ambito degli interventi sopra indicati. Le
domande di partecipazione possono essere presentate entro e non oltre il 30
settembre 2004. Per ulteriori
informazioni: Fonte: UNI - Ente Nazionale Italiano di Unificazione |
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''L'ANGOLO DELLA SICUREZZA ALIMENTARE'' ''FOOD SAFETY'S CORNER'' |
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| 08/01/2004 |
UE: COLDIRETTI, FRUTTA ITALIANA NEL MIRINO - Arrivano nuove ed inspiegabili norme per mele, agrumi e pere - Stop alle tradizionali pere con punteggiatura color ruggine e via libera alle mele "senza polpa" e alla arance verdi facili da confondere con quelle immature, con conseguenze negative per i consumatori e per le imprese agricole nazionali. E' quanto afferma la Coldiretti in riferimento alle decisioni del recente Comitato di gestione comunitario che hanno di fatto spianato la strada all'approvazione formale da parte della Commissione Europea di tre regolamenti che modificano le norme sugli standard di qualità di mele, pere e agrumi, dove l'Italia è rispettivamente al primo (mele e pere) e al secondo posto (agrumi) sul piano produttivo a livello europeo. Se non ci sarà un intervento diretto dei Commissari europei per bloccare la procedura arriveranno sul mercato - spiega la Coldiretti - arance di provenienza tropicale con colore verde e impossibili da distinguere con quelle immature e sarà anche possibile commercializzare mele dalle dimensioni ridotte, con oltre il 20% di polpa in meno e maggiore scarto a causa dell' aumento dell'incidenza del torsolo. E se non ci saranno adeguati chiarimenti sull'interpretazione delle norme comunitarie il rischio è che alcune varietà di pere apprezzate per la caratteristica rugginosità che ne ricopre la buccia vengano declassate dal punto di vista qualitativo. Su questo punto è necessario - sottolinea la Coldiretti - un chiaro intervento del Ministero per verificare se l'interpretazione data, ovvero che non esisterebbe il problema per le varietà tipicamente rugginose, corrisponda effettivamente al vero. Si tratta - sostiene la Coldiretti - di norme contraddittorie che rischiano di frenare l'impegno delle imprese agricole nazionali verso la qualità e la salvaguardia della caratteristiche di tipicità della produzione nazionale. Ma che rischiano anche - continua la Coldiretti - di creare sconcerto e confusione sul mercato scoraggiando gli acquisti che, nel corso del 2002, hanno fatto segnare un calo del 10%, in un Paese che detiene per la frutta e verdura il primato produttivo e qualitativo europeo. LA FRUTTA ITALIANA NEL MIRINO
Fonte: Elaborazioni Coldiretti |
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| 08/01/2004 |
Ue: uova con etichetta "dal pollaio alla tavola" - L'entrata in vigore dal primo gennaio 2004 del nuovo sistema di etichettatura e marchiatura delle uova, dal pollaio alla tavola, con l'obbligo di indicare la provenienza, rappresenta un importante passo in avanti per rispondere alla domanda di trasparenza di imprese e consumatori. E' quanto afferma la Coldiretti in relazione all'approvazione da parte del Consiglio dei ministri dell'Agricoltura della Ue delle nuove regole per rafforzare il sistema di etichettatura e di rintracciabilita' delle uova in Europa. Il provvedimento - precisa la Coldiretti - prevede che nell'etichettatura e marchiatura delle uova sia indicato un codice con il numero distintivo del produttore, il metodo di allevamento e lo stabilimento di lavorazione. Nel 2002 - riferisce la Coldiretti - secondo l'Unione Nazionale Avicoltori sono stati prodotti in Italia 12 miliardi e 797 milioni di uova contro i 12 miliardi e 901 milioni del 2001 (-0,8%) e, considerati gli scambi commerciali, il consumo totale di uova e' risultato pari a 12 miliardi e 912 milioni di uova contro i 13 miliardi e 55 milioni del 2001 (-1,1%), con un consumo medio per abitante di 223 uova (2 in meno rispetto al 2001). Fonte: e-coop |
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| 08/01/2004 |
Ogm free:
Greve in Chianti pianta il primo carte - 21/11/2003 15:29 - Un cartello
per ogni Comune: è la proposta di Legambiente e Città del Vino“ - Comune
ogm free”: un cartello all’ingresso del territorio comunale per sancire a
chiare lettere il rifiuto delle colture geneticamente modificate. Da oggi si può
vedere a Greve in Chianti che, per primo, accoglie la proposta di Legambiente e
Città del Vino a tutela del territorio italiano e delle sue tradizioni agricole
e gastronomiche. I cartelli, però, potrebbero presto diventare oltre 500, perché
il progetto presentato oggi dalle due associazioni potrebbe raccogliere le
immediate adesioni dei 520 Comuni aderenti a Città del Vino. Asti, Berchidda (Ss),
Terzigno (Na), Montefalcione (Av) e Corno di Rosazzo (Ud) hanno dato la loro
adesione quasi in tempo reale, visto che la campagna è appena partita. Fonte: Legambiente |
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| 08/01/2004 |
L'Agricoltura biologica - Istruzioni per l'uso - Dal sito del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali segnaliamo "L'Agricoltura biologica - Istruzioni per l'uso". |
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| 08/01/2004 |
CORTE GIUSTIZIA: DATA SCADENZA LATTE PASTORIZZATO - CASO GRANAROLO CONTRO COMUNE DI BOLOGNA - La direttiva del Consiglio 16 giugno 1992, 92/46/CEE, che stabilisce le norme sanitarie per la produzione e la commercializzazione di latte crudo, di latte trattato termicamente e di prodotti a base di latte, nonché gli artt. 28 CE e 30 CE ostano ad una normativa nazionale, come quella italiana, che prevede per il latte pastorizzato ad alta temperatura una data di scadenza di quattro giorni dopo quella di confezionamento di tale prodotto. La Granarolo vince la propria causa contro il Comune du Bologna. Secondo la Corte comunitaria, infatti, anche se effettivamente la determinazione del termine di consumazione del latte spetta alla politica sanitaria degli Stati membri, il governo italiano non ha addotto alcun argomento a dimostrazione del fatto che la data di scadenza fissata dalla normativa nazionale è necessaria per il per il latte pastorizzato ad alta temperatura, al fine della tutela della salute pubblica o di un altro interesse generale. La data di scadenza di quattro giorni fissata dalla legge n. 169/89 appare comunque sproporzionata all'obiettivo della tutela della salute pubblica, giacché non risulta da elementi obiettivi che il latte pastorizzato ad alta temperatura abbia una durata di conservazione breve quanto quella del latte fresco pastorizzato. A parere della Corte, in ogni caso, una normativa di uno Stato membro quale quella controversa nella causa principale costituisce una restrizione alla libera circolazione delle merci ai sensi dell'art. 28 CE. (Corte di Giustizia delle Comunità Europee - Quinta Sezione, Sentenza 13 novembre 2003: Agricoltura - Regole sanitarie per la produzione e la commercializzazione del latte trattato termicamente - Libera circolazione delle merci - Legge nazionale che prescrive una data di scadenza per il latte pastorizzato ad alta temperatura). |
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| 08/01/2004 |
I numeri del
Bio in USA - Segnaliamo l'articolo ''I numeri del Bio in USA'': Fonte: A.I.A.B. - Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica |
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| 08/01/2004 |
Etichettatura,
presentazione e pubblicita' dei prodotti alimentari - Ministero delle
Attivita' Produttive -
Circolare
10/11/2003, n. 168: |
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| 08/01/2004 |
Criteri di
valutazione delle caratteristiche delle acque minerali naturali - Ministero
della Salute -
D.M.
29/12/2003: |
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| 08/01/2004 |
Distillazione
facoltativa dei vini - Ministero delle Politiche Agricole e Forestali -
D.M.
14/11/2003: Ministero delle
Politiche Agricole e Forestali -
Comunicato
31/12/2003: |
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