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05/01/2004
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La sicurezza
delle funicolari in galleria - Commissione internazionale di esperti per
funicolari in galleria - Relazione
finale.
I. Situazione
iniziale
Immediatamente dopo la catastrofe di Kaprun la Signora Ministro, dottoressa
Forstinger, avuto colloqui con i colleghi di Germania, Francia, Italia e
Svizzera, ha convocato una commissione internazionale di esperti per esaminare
la concezione impiantistica e di sicurezza delle funicolari in galleria.
Della commissione fanno parte i seguenti esperti provenienti dal settore
funiviario e dell’antincendio (i nomi sono riportati in ordine alfabetico):
Jean-Claude Bonneton – Francia
dott. ing. Heinrich Brugger – Italia
dipl. ing. Bernd Doppler – Austria
dott. Hans-Ruedi Gassmann – Svizzera
ing. Hans Speckle – Austria
dipl. ing. Rudolf Starnberger – Austria
dipl. ing. Robert Steinwander – Austria
dipl. ing. Hellmut Weiß – Germania
L’organizzazione e le funzioni di moderatore sono state a cura del dottor
Karl-Johann Hartig, la verbalizzazione del dottor Horst Kühschelm, ambedue del
Ministero federale per trasporti, innovazione e tecnologia.
La commissione di esperti ha avviato le proprie consultazioni il 28.11.2000 e
pubblicato nel giugno 2001 una relazione intermedia, secondo la quale i criteri
di sicurezza per le funicolari in galleria dell’arco alpino sostanzialmente
corrispondono. Sulla base dell’incidente, tali criteri di sicurezza sono stati
sottoposti ad un esame più ravvicinato, in relazione ad un adattamento al
fattore di pericolo costituito dall’incendio del veicolo. Da nessuno degli
esperti viene tuttavia ravvisato un motivo per una chiusura generalizzata delle
funicolari con tratti in galleria o per un loro futuro divieto. Mentre
la Germania attualmente non dispone di una funicolare, che si sviluppi per
lunghi tratti in galleria, in Austria, Francia, Svizzera ed Italia esistono
impianti analoghi. I
risultati delle analisi svolte in Francia ed in Svizzera sono stati messi a
disposizione del gruppo di esperti e tenuti in considerazione.
II. Definizione
del compito
La commissione di esperti aveva il compito di esaminare la concezione
impiantistica e di sicurezza delle funicolari in galleria, provvedendo a
discutere le conoscenze ed i requisiti risolutivi atti ad apportare un
miglioramento da un punto di vista antincendio, tecnico-funiviario ed
organizzativo, nonché le esperienze emerse da Kaprun. I risultati della
discussione sono da intendere come raccomandazioni. Sussiste tuttavia l’opinione
condivisa di procedere in modo condiviso a livello internazionale nella
concezione di nuovi impianti.
III. Concezione
dell’impianto
La commissione di esperti ha constatato che l’incidente di Kaprun costituisce
un quadro di pericolosità, in tali dimensioni, nuovo e fino ad ora sconosciuto.
La possibilità di un evento di tale natura non ha mai costituito quindi, fino
ad ora, argomento dei convegni internazionali delle autorità tecniche di
sorveglianza funiviaria. Si
ravvisa l’opinione concorde sul fatto che la concezione delle funicolari in
galleria, per via delle loro specificità (in particolare, elevata pendenza del
tracciato, brevi tempi di viaggio, veicoli privi di propria forza motrice,
mancanza di traffico in senso contrario, trasporto separato di persone e cose,
ecc.), si discosta da altri sistemi di trasporto che si sviluppano in galleria
(metropolitana, ferrovia, strada). Ciò viene rafforzato dal fatto che per gli
impianti a fune, sia a livello di armonizzazione legislativa in seno all’UE,
sia a livello di armonizzazione tecnica in ambito delle norme CEN per impianti
di tale genere, furono e vengono elaborati strumenti regolamentativi che si
discostano dalle prescrizioni tecniche valide per le ferrovie. Un rischio di
incendio nel caso delle funicolari è più ridotto rispetto al caso di altri
impianti di trasporto. Tale affermazione si poggia sul fatto che fino ad ora non
sono stati registrati casi di incendio che si siano sviluppati in esercizio da
veicoli di impianti a fune. Di conseguenza anche i criteri di salvataggio o di
autosalvataggio, previsti nelle più recenti gallerie ferroviarie o stradali,
non costituiscono un riferimento attinente la concezione delle funicolari in
galleria. È stato
espressamente accertato che, a seguito dell’incidente di Kaprun, anche le
norme CEN, attualmente in discussione, per gli impianti a fune dovranno venir
sottoposte ad un esame più approfondito per quanto attiene l’attuale
progettazione delle funicolari in galleria. La commissione di esperti ha svolto
in proposito un importante lavoro preparatorio. Per
la progettazione futura di funicolari in galleria sarà da introdurre nei
ragionamenti un parziale orientamento verso elementi di metropolitane, senza
tuttavia recepire completamente tali criteri, per via dei diversi potenziali di
pericolo e delle peculiarità tipiche degli impianti a fune. Uno
degli obbiettivi da porsi potrebbe essere quello di poter far pervenire i
veicoli, anche in caso di incendio, nella stazione più prossima. Ciò richiede
però in ogni caso ancora delle approfondite valutazioni tecniche, anche nel
contesto della normativa europea per gli impianti a fune, poiché tale esigenza
aggiuntiva deve essere compatibile con lo specifico criterio di sicurezza delle
funicolari. Viene ritenuta un
requisito opportuno per un futuro progetto funiviario – anche se non è stato
la causa per Kaprun né avrebbe potuto impedire l’incidente – l’installazione,
in via generale per il soccorso, di un’illuminazione di emergenza nella
galleria della funicolare. L’indicazione di direzioni di fuga in caso di
incendio, rigidamente prestabilite, non è possibile, perché, a seguito della
variazione nel tempo delle condizioni di pressione, nella galleria si
determinano modificazioni nei movimenti dell’aria e quindi potrebbero
necessitare direzioni diversificate di fuga. Una scala di soccorso in galleria
(come era a Kaprun) viene tuttora ritenuta sufficiente, qualora per mezzo di
misure di sicurezza integrative possa venir impedito il divampare ed il
diffondersi di un incendio nei veicoli. Il
criterio di sicurezza, sempre sostenuto internazionalmente nella tecnica
funiviaria, secondo il quale le porte delle funicolari non possono venir aperte
dai passeggeri, ma unicamente dal vetturino stesso, si basa sul fatto che in
caso contrario potrebbero instaurarsi, in ampia misura, pericoli per i
passeggeri (come ad es. apertura della porta durante la corsa e caduta di
persone). Un allontanamento da tale criterio nelle costruzioni funiviarie, in
base a specifici pericoli, che si discostano da altri sistemi di trasporto,
richiede approfondite valutazioni ed analogamente sarà da discutere a fondo
nell’ambito della normativa europea. Un allontanamento dall’attuale
criterio, dettato dagli eventi, potrebbe introdurre una nuova situazione di
pericolo, non presente fino ad ora. L’installazione
di condutture con acqua di spegnimento o di impianti automatici nell’intera
galleria della funicolare al momento non viene ritenuta sufficientemente matura
dal punto di vista tecnico, per le particolari condizioni climatiche in una
galleria funiviaria (posizione altimetrica, formazione di ghiaccio, ecc.). Poiché
fino ad ora in tutti i paesi i provvedimenti delle autorità antincendio hanno
avuto come riferimento le stazioni e le opere d’arte, si propone di elaborare
a livello nazionale ed anche internazionale delle regole esaustive di tecnica
antincendio specificatamente per gli impianti a fune e di specificare delle
norme generali.
IV. Concetto di
sicurezza
Da parte della commissione di esperti viene accertato che l’attuale concetto
di sicurezza adottato per le funicolari sotterranee corrisponde al livello della
normativa funiviaria. L’elevato standard di sicurezza, sostanzialmente
equivalente in tutti i paesi, non ha in ogni caso contemplato il pericolo
determinato da un incendio di tale entità, così come si é verificato in
occasione della catastrofe di Kaprun. Sulla scorta degli apprendimenti su tale
nuova fonte di pericolo, si registra la concordanza sul fatto che anche gli
impianti esistenti abbisognino di un supplemento di attrezzatura. I
provvedimenti discussi in relazione al concetto di sicurezza si riferiscono a
migliorati aspetti dell’antincendio ed a provvedimenti di tecnica funiviaria
ed integrativi dell’aspetto organizzativo. Il
concetto di sicurezza, sulla base delle esperienze, si fonderà sull’impiego,
nella costruzione dei veicoli, di materiali, per quanto possibile, non o
difficilmente infiammabili, al fine di poter impedire lo sviluppo ed il
conseguente propagarsi di un incendio all’interno del veicolo ed escludere il
più possibile il campo da problemi tecnici. Viene concordemente constatato che
al momento della catastrofe di Kaprun non erano disponibili esperienze con
incendi di tal genere sviluppatisi su funicolari in galleria, che avrebbero
richiesto come assolutamente necessari i provvedimenti integrativi ora ritenuti
opportuni. Le verifiche, sostanzialmente analoghe in tutti i paesi, svolte a
cura del direttore d’esercizio responsabile, con cadenza giornaliera,
settimanale, mensile, semestrale ed annuale vengono ancora ritenute un ottimo
strumento per il corretto mantenimento della sicurezza. Le verifiche periodiche
in futuro dovranno in particolare estendersi anche a controlli specifici per l’antincendio.
Da parte della commissione
viene considerato come uno dei possibili provvedimenti la previsione di
estintori ad azione automatica nei singoli reparti soggetti a pericolo di
incendio (armadi elettrici, ventilatori, motori, batterie, ecc.), in dipendenza
della concezione dei veicoli della funicolare, allo scopo di impedire lo
sviluppo dell’incendio all’interno del veicolo stesso. Strumenti di tal
genere però solo da breve tempo si trovano sul mercato e sono atti all’impiego.
Viene data importanza inoltre
alla compartimentazione sicura dal punto di vista dell’incendio e del fumo del
locale per i passeggeri e dei pulpiti. L’installazione di rivelatori di fumo
nei veicoli viene raccomandata in dipendenza dal progetto dell’impianto. Prossimamente
in tutti i paesi verranno più attentamente valutati gli aspetti antincendio
anche delle attrezzature funiviarie ed elettrotecniche. Un rafforzamento dell’attenzione
andrà in particolare riposto sui provvedimenti di carattere organizzativo e sui
lavori di manutenzione a cura degli esercenti funiviari, che nell’esercizio
quotidiano si devono preoccupare dello stato corretto e sicuro degli impianti a
fune. In tal senso occorrerà attribuire un grande peso specialmente ad un’intensificazione
dell’addestramento del personale funiviario. Dal
punto di vista organizzativo si propone di intensificare la formazione del
personale d’esercizio, in particolare dei vetturini, nonché l’effettuazione
di esercitazioni di soccorso anche nell’ottica di situazioni di sviluppo di
incendi e di garantire le possibilità di comunicazione tra il vetturino da una
parte e le stazioni ed i passeggeri dall’altra. Per
quanto riguarda il presenziamento dei pulpiti, in Austria è stata da subito
formulata la prescrizione di esercizio di presenziare anche il 2° pulpito di
vettura. Dopo l’installazione dei relativi mezzi sostitutivi, quali ad es.
impianti di rilevamento del fumo nei veicoli, dispositivi di comunicazione tra i
locali passeggeri ed i pulpiti dei vetturini, telecamere nei locali passeggeri,
a parere della commissione di esperti, si potrà nuovamente valutare il
presenziamento dei pulpiti dei veicoli.
Riassunto
Anche dopo la catastrofe di Kaprun, a parere della commissione, non sussiste
motivo alcuno per vietare o fermare funicolari che si sviluppano nel sottosuolo.
Il concetto di sicurezza adottato per altri impianti di trasporto sviluppantisi
in galleria, quali metropolitana, ferrovia o strada, per il differente quadro di
pericolosità, è trasferibile solo parzialmente. Sulla
scorta delle indagini svolte dopo gli eventi di Kaprun e di quelle
successivamente condotte in Francia ed in Svizzera, si suggerisce di adottare
sugli impianti esistenti dei provvedimenti integrativi di sicurezza, molti dei
quali peraltro sono già stati posti in essere. A
seguito degli eventi di Kaprun l’Unione Europea e, su suo incarico, in
particolare l’Organizzazione Europea di normalizzazione CEN nonché l’associazione
mondiale O.I.T.A.F. con i propri gruppi di lavoro si occuperanno dei
provvedimenti per l’ulteriore miglioramento del concetto di sicurezza e di
quelli relativi all’esercizio e di tipo organizzativo per l’impedimento e la
lotta contro gli incendi. Accanto
a tutti i provvedimenti integrativi rimane però un presupposto essenziale e
cioè che gli impianti vengano realizzati ed installati a cura dei costruttori
in conformità alle regole tecniche e normative universalmente riconosciute e
che da parte delle società esercenti vengano correttamente e regolarmente
eseguiti i necessari lavori di manutenzione.
f.to Jean-Claude
Bonneton
f.to dott. ing. Heinrich Brugger
f.to dipl. ing. Bernd Doppler
f.to dott. Hans-Ruedi Gassmann
f.to ing. Hans Speckle
f.to dipl. ing. Rudolf Starnberger
f.to dipl. ing. Robert Steinwander
f.to dipl. ing. Hellmut Weiß
ALLEGATO
Commissione
internazionale di esperti per funicolari in galleria
Obiettivi ed
elenco di provvedimenti per funicolari in galleria
La commissione è unanimemente giunta a ritenere che precipuamente la propria
attività doveva consistere nella definizione di obiettivi di protezione in
rapporto al progetto impiantistico e di sicurezza delle funicolari in galleria.
Nella misura in cui i provvedimenti atti a raggiungere detti obiettivi di
protezione sono stati discussi nel caso specifico e riportati di seguito a
titolo esemplificativo, analogamente essi saranno da valutare in altri casi con
riferimento allo specifico impianto.
·
Dislocazione dei componenti elettrici ed idraulici nonché degli apparecchi
ad elevato potenziale di corto circuito in appositi armadi all’interno dei
veicoli (approssimativamente locali chiusi con speciali aperture per la
decompressione), per poter domare un incendio che in ogni caso dovesse
sprigionarsi.
· Installazione nei predetti armadi di sistemi di spegnimento, ammissibili
per lo scopo previsto, azionabili automaticamente e manualmente.
· Installazione di sistemi di rilevazione di fumo o di incendio.
· I rivestimenti nei veicoli dovrebbero essere difficilmente infiammabili,
debolmente fumogeni e pure debolmente gocciolanti. Se così non fosse, detti
materiali vanno sostituiti con altri idonei o trattati in modo tale che essi
corrispondano ai requisiti.
· Separazione dei materiali infiammabili dalle possibili fonti di innesco.
· Rinuncia ai tubi catodici oppure protezione dei predetti tubi catodici
nei veicoli dall’implosione o dall’esplosione.
· Possibilità di separazione della tensione di alimentazione per la rete
di bordo nei veicoli.· Impiego nei veicoli di batterie prive di acido.
· Le fonti di calore inserite non possono raggiungere una temperatura
superficiale inammissibilmente elevata.
· Rivestimento protettivo delle condutture elettriche ed idrauliche nelle
zone ove esse sono in contatto con parti fisse.
· Nei lunghi tratti in galleria installazione fissa dell’illuminazione di
emergenza.· Indipendentemente dal telefono di servizio deve essere
disponibile in ogni momento un collegamento fonico tra il vetturino ed il
macchinista di servizio.
· Possibilità di comunicazione tra passeggeri e vetturino.
· Provvedimenti di carattere organizzativo (formazione del personale,
manutenzione, verifica regolare dell’aspetto antincendio a cura dell’esercente,
ecc.).
· Controllo accurato, nella parte sottostante del veicolo, della pulizia e
dello stato di conservazione di cavi e condutture ivi posizionati.
· Divieto di fumare negli scompartimenti per i passeggeri e verifica del
relativo rispetto.
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05/01/2004
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LE STRADE
ITALIANE, TRA LE PIÙ PERICOLOSE D'EUROPA
- Ancora
morti sulle strade delle vacanze. E' la normalità italiana, e di qualche altro
Paese europeo. In altri ancora, invece (vedi Inghilterra) è tutta un'altra
musica: pochi incidenti e tanta sicurezza per strada. Come mai tutta questa
differenza? Ecco il parere di A. Roggero, fotoreporter e scrittore
italiano, residente a Londra e giramondo per professione.
Un altro bel week-end italiano. Un altro week-end di paura, di morti e feriti.
La notizia dell'ennesima strage italica sarebbe finita sulle prime pagine di
tutti i giornali del mondo, se a uccidere fosse stato un terrorista. E in
effetti sempre di un attentato suicida si tratta. Ma questa volta i kamikaze
siamo noi, noi automobilisti che ogni week-end vacanziero, con la regolarità e
la dedizione dei più assatanati integralisti, ci scanniamo sull'asfalto delle
strade d¹Italia facendo strage di uomini, donne e bambini.
Pare incredibile (e, come vedremo, è totalmente incomprensibile per gli
osservatori stranieri) eppure ogni lunedì, quando i giornali riportano
l¹ennesimo bollettino dei caduti sulle autostrade d'Italia, nessuno di noi fa
una piega. Siamo pronti a manifestare per le strade dopo una bomba in Medio
Oriente, ma dopo 40-50 morti sulle strade non facciamo nulla. Anzi,
facciamo peggio. Il week-end successivo riprendiamo in mano il volante-grilletto
e ne ammazziamo un altro paio di dozzine. Le nostre potranno sembrare parole
forti, e lo sono, volutamente. Perché finché gli automobilisti italiani non
capiranno che le statistiche riguardano tutti noi (mi ci metto anch'io,
nonostante gran parte dell'anno la passi a Londra o in giro per il mondo), che
siamo veramente tutti colpevoli, non cambierà nulla. Facciamo un po' di
conti. Le strade d¹Italia sono tra le più pericolose d¹Europa. Gli ultimi
dati statistici resi pubblici dalla EU parlano chiaro.
Il paese più sicuro, per quanto riguarda la sicurezza stradale, è la Svezia:
60 morti per ogni milione di abitanti. Facile, dirà qualcuno, la Svezia è un
paese enorme, con molte strade, pochi abitanti e un'educazione civica
impeccabile. Guardiamo, allora, i dati relativi a un paese che ci somiglia
di più, sia come popolazione che come numero di veicoli circolanti. La Gran
Bretagna degli hooligans, con una delle reti stradali più trafficate d¹Europa,
è solo un gradino sotto alla Svezia: 61 morti per milione d¹abitanti. E
l¹Italia? Quasi il doppio, 110 morti per milione di abitanti. Ogni anno sulle
strade italiane muoiono quasi settemila persone. Certo, paesi come Grecia e
Portogallo riescono a fare anche peggio (il Portogallo, con 243 morti per
milioni/abitanti è considerato talmente pericoloso che molti paesi del Nord -
Europa invitano i loro connazionali a non guidare durante le vacanze) ma
è una magrissima consolazione.
A questo bisogna aggiungere un altro, importante fattore, che le statistiche non
possono quantificare: lo stile di guida degli automobilisti italiani, che invece
di migliorare peggiora di anno in anno. Il trend, la tendenza, conferma
l'impressione di qualsiasi persona con un minimo di sale in zucca che si
avventura su una delle nostre autostrade: si corre troppo, non si mantengono le
distanze di sicurezza e l¹aggressività al volante ha raggiunto livelli
assassini. In quasi dieci anni abbiamo ridotto solo del 13% la mortalità
sulle nostre strade. In Europa solo i Greci hanno fatto peggio (addirittura
+5%). Tutti, ma proprio tutti gli altri hanno fatto meglio: Svezia (-33%),
Finlandia (-40%), Austria (-41%), UK (-35%) sono i primi della classe, ma anche
i "cugini" francesi (-23%) e spagnoli (-35%) hanno fatto progressi.
Persino il trend dei portoghesi è positivo (-20%). Come tutti sappiamo,
è una questione di testa, di cultura. Per gli stranieri, è una mancanza di
civiltà, né più né meno. Noi potremmo aggiungere che, forse, si tratta di
una mancanza d¹intelligenza. Solo gli stupidi, in fondo, possono accettare di
morire così, da idioti, su una strada. E le prospettive sono pessime. Ognuno di
noi sopravvissuti, di lunedì, ha una storia da raccontare, un episodio di
follia al volante vissuto di persona durante il week-end.
Fonte: Trasportale
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05/01/2004
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Nasce nel
bolognese il primo condominio ecologico
- Nell´ambito del progetto She (Sustainable
Housing in Europe) per l´edilizia sostenibile, nascerà ad Ozzano Emilia il primo
condominio europeo interamente ecologico, dal tetto al piano terra, giardino
compreso. Le case saranno realizzate dalla cooperativa Copalc e saranno alla
portata di tutte le tasche.
Bologna è una delle prime città ad aver elaborato il progetto, che concretizza
l´innovativo intervento di bioedilizia messo a punto dalla rete di cooperative
aderenti a Confcooperative-Federabitazione.
Il progetto della città emiliana prevede la costruzione di dodici appartamenti
ecologici, costruiti secondo le rigide norme stabilite dal progetto ´She´.
Nell´area d´ intervento, a nord del Comune di Ozzano, sorgeranno due palazzine
di tre piani con due appartamenti per piano. Il nuovo fabbricato sarà costruito
con materiali naturali e completamente atossici e sarà realizzato dopo un
attento studio d´impatto ambientale e dell´area che lo ospiterà. Tale studio,
infatti, è fondamentale per eliminare quanto più possibile la presenza di
campi elettromagnetici e fonti d´inquinamento acustico e del suolo, nonché per
progettare al meglio tutto lo spazio circostante, ritenuto parte integrante dell´
edificio. L´orientamento degli appartamenti poi è studiato per favorire il
risparmio energetico e la massima disponibilità di luce, con il ricorso a
fonti rinnovabili e il potenziamento della ventilazione e dell´isolamento
naturali.
Acquistare una biocasa costerà un po´ di più (circa il 10% rispetto ad
un normale appartamento), ma le spese aggiuntive verranno presto riassorbite
dal risparmio energetico del palazzo, con una riduzione drastica delle bollette
di tutte le utenze, e un taglio dei consumi stimato nel 30% annuo.
“La parte più rilevante di questo progetto - spiega Angelo Grasso,
presidente di Federabitazione - è che interessa l´edilizia popolare, ossia
quel settore delle costruzioni che realizza le maggiori cubature e che interessa
il maggior numero di famiglie in Italia. É qui che, cambiando le modalità del
costruire, si possono in prospettiva realizzare i maggiori risparmi di energia e
risorse, contribuendo al miglioramento complessivo della qualità ambientale
delle città. Va peraltro sottolineato che una maggiore attenzione alle
problematiche ambientali può determinare molte scelte a costo zero. Ridurre al
minimo le superfici esterne, orientare correttamente gli edifici, considerare l´ambiente
esterno come parte integrante della casa sono tutti accorgimenti che non
comportano costi aggiuntivi, ma solamente una attenzione diversa da quella
usuale".
Fonte: ErmesAmbiente
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