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28/11/2003
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Scorie
radioattive: a Scanzano si festeggia
- Il nome del paese lucano è stato cancellato dal decreto del Consiglio dei
ministri sul nucleare. I seimila abitanti esultano. Entro 12 mesi, però, Il
Governo sceglierà un nuovo sito unico nazionale.
Il nome
di Scazano Jonico scompare dal decreto del consiglio dei ministri sul nucleare:
il deposito che dovrebbe contenere circa 60 mila metri cubi di scorie non sarà
costruito nelle cave di salgemma del paese lucano. La notizia scioglie la
tensione dei seimila abitanti, rimasti con il respiro sospeso in attesa della
decisone del Consiglio dei Ministri. Il nuovo testo prevede che entro 12 mesi
sia identificato un nuovo sito unico nazionale.
Gli abitanti di Scanzano festeggiano la vittoria. Esultano anche gli altri paesi
lucani che per 15 giorni hanno dato il sostegno alle proteste: almeno per ora si
allontana lo spettro del nucleare. E nessun paese della Basilicata sembra
destinato a diventare un “cimitero di scorie”. Uno dei primi a ricevere la
notizia è stato il sindaco di Scanzano, Mario Altieri, giunto a Palazzo Chigi
proprio in occasione della seduta del Consiglio dei Ministri. Nel paese invece
sono tutti in strada. Si grida e si canta e nei presidi che hanno causato
blocchi stradali e ferroviari la gente si abbraccia. “Li abbiamo fatti
piegare, abbiamo vinto”, è la frase che si sente ripetere più spesso. In
consiglio comunale maggioranza e opposizione si danno la mano e festeggiano la
soluzione positiva della vicenda.
La questione però è soltanto rimandata: il governo non rinuncia al progetto di
un sito unico nazionale. Il sottosegretario all’Ambiente Tortoli fa sapere:
“Ora ci sarà un maxi-emendamento che, sulla falsa riga dell’articolo 30,
prevederà una commissione scientifica che studi il caso”. In un anno al
massimo saranno individuati altri paesi adatti alla creazione di un deposito di
scorie. Già
ieri si era appreso dell’esistenza di un elenco di altri venti siti. Ma i
sindaci dei rispettivi paesi, interpellati, sono caduti dalle nuvole.
Il ministro dei Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi spiega: “E' stata
confermata la validità del decreto, la messa in sicurezza provvisoria delle
scorie laddove sono attualmente stoccate, la disponibilità ad approfondire la
designazione di un sito unico di stoccaggio definitivo attraverso la
costituzione di una commissione". Che dovrebbe essere composta da 14
esperti e farà da supporto al Commissario Straordinario a cui spetta la
decisone. Questa volta però dovrebbe esseci il confronto con i presidenti delle
Regioni e con le Province autonome di Trento e Bolzano.
La protesta a Scanzano è cominciata due settimane fa, quando il nome del paese
è stato legato per la prima volta al nucleare. Le amministrazioni locali,
Comune e Regione, hanno accusato il Governo di non essere mai stati interpellati
sull’argomento e hanno annunciato ricorso alla Consulta. Gli abitanti invece hanno
intrapreso una lunga serie di iniziative di protesta. Per prima cosa hanno
bloccato strade e stazioni ferroviarie. Ne hanno fatto le spese l’autostrada
Salerno-Reggio Calabria, la Statale 106 Jonica e la stazione di Metaponto, nodo
ferrivario di collegamento con la Campania. I manifestanti hanno poi via via
presidiato statali e provinciali, fino a isolare interi paesi. Dei blocchi hanno
risentito anche i poli industriali della Regione, a cui non giungevano materie
prime per portare avanti le normali attività. A fermare la manifestazioni (di
cui una si è svolta nella Capitale), le veglie di preghiera, gli scioperi e i
presidi non è bastata neppure la disponibilità del premier Silvio Berlusconi a
rivedere il decreto. Gli amministratori lucani, a fronte dell’impegno dei
politici, hanno continuato a chiedere con fermezza il ritiro dell'ordinanza. Le
dure reazioni di protesta hanno convinto il Governo a fare marcia indietro.
Il primo a commentare la cancellazione del nome di Scanzano Jonico dal decreto
è stato il presidente della Regione Basilicata Filippo Bubbico. “E' finito un
incubo – dice -. Da quello che ho appreso è stato deciso di reimpostare il
discorso su un percorso nuovo e rispettoso di regole e procedure. Questo
contribuirà a costruire le condizioni ideali per arrivare alla soluzione più
efficace".
Fonte:
www.ilnuovo.it
- 27 NOVEMBRE 2003, ORE 15:55, ultimo aggiornamento alle ORE 20
Segnaliamo da
Greenpeace Italia le seguenti pagine web:
I
documenti di Greenpeace sulla questione nucleare
Le
scorie all'estero: il caso Mayak
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28/11/2003
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Requisiti e
abilitazioni per la partecipazione ad appalti di servizi - Segnaliamo una
importante recente Sentenza che ha stabilito nel dettaglio i requisiti e le
abilitazioni che devono possedere le imprese che
partecipano ad appalti di servizi, oltre alla qualificazione SOA.
Vai
alla sentenza per esteso >>
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28/11/2003
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Elettrosmog
- Segnaliamo l'articolo
"Limiti
e condizioni per l’esercizio del potere regolamentare dei Comuni in materia di
inquinamento elettromagnetico. Il quadro normativo dopo le sentenze della Corte
costituzionale nn. 303 e 307 del 2003 (Nota a TAR Marche, sentenza n.8 del 20
gennaio 2003)".
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28/11/2003
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IL
CONTRATTO DI FORMAZIONE DA’ LUOGO A UN RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO A
TEMPO INDETERMINATO SE L’AZIENDA NON PRECISA PER ISCRITTO IL PROGETTO DI
FORMAZIONE Al momento dell’assunzione (Cassazione Sezione Lavoro n. 12090
del 18 agosto 2003, Pres. Trezza, Rel. Toffoli).
L. P. è stato assunto
dalla s.r.l. M. con contratto di formazione e lavoro della durata di 24
mesi. Alla scadenza del termine l’azienda ha comunicato al lavoratore la
cessazione del rapporto. Egli si è rivolto al Pretore di Firenze sostenendo che
il rapporto di lavoro doveva ritenersi a tempo indeterminato per violazione
dell’obbligo stabilito dalla legge della forma scritta per il contratto di
formazione e lavoro, in quanto all’inizio del rapporto l’azienda si era
limitata a consegnargli una lettera di assunzione, ma non aveva precisato in
forma scritta il progetto di formazione; conseguentemente il lavoratore ha
chiesto l’annullamento del licenziamento e la reintegrazione nel posto di
lavoro. Sia il Pretore che, in grado di appello, il Tribunale di Firenze, hanno
ritenuto la domanda priva di fondamento. Il Tribunale ha rilevato che la legge
prevede la nullità del contratto di formazione e lavoro, con conversione del
medesimo in contratto a tempo indeterminato, in caso di mancanza del requisito
della forma scritta, mentre analoghe sanzioni non sono previste in caso di
mancata consegna al dipendente del progetto formativo. L. P. ha proposto
ricorso per cassazione.
La Suprema Corte (Sezione
Lavoro n. 12090 del 18 agosto 2003, Pres. Trezza, Rel. Toffoli) ha accolto il
ricorso. Il requisito della forma scritta previsto dall’art. 8 legge 29
dicembre 1990 n. 407 per il contratto di formazione e lavoro – ha affermato la
Corte – investe, oltre all’apposizione del termine, l’elemento essenziale
del contratto rappresentato dalla componente formativa; le specifiche esigenze
garantistiche alla base della norma in esame presuppongono la determinazione
dell’oggetto del contratto riguardo alla sua componente formativa, in quanto
non è pensabile che tale elemento possa venire a determinarsi solo in fase di
concreta attuazione del rapporto.
Ai fini
dell’integrazione del requisito formale in esame, quindi – ha osservato la
Corte – non può essere sufficiente la mera precisazione astratta della
tipologia contrattuale (contratto di formazione e lavoro), ma è necessario che
sia indicato, almeno nelle sue linee essenziali, il tipo di formazione cui il
contratto mira. Non può escludersi, peraltro, in relazione ai principi in
materia – ha aggiunto la Corte – l’idoneità della determinazione
dell’elemento in questione mediante il preciso e univoco riferimento ad altra
documentazione: si pensi per esempio all’ipotesi del riferimento al progetto
di formazione di cui lo stesso art. 8 comma 7, legge n. 407 del 1990 prevede la
consegna in copia al lavoratore.
Fonte: Legge e
Giustizia
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28/11/2003
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Agevolazioni
alle attivita' produttive nelle aree depresse
- Ministero delle Attività Produttive -
D.M.
12/11/2003:
Approvazione delle proposte formulate dalle regioni e dalle province autonome di
Trento e Bolzano, ai sensi del decreto ministeriale 3 luglio 2000, recante il
testo unico delle direttive per la concessione e l'erogazione delle agevolazioni
alle attivita' produttive nelle aree depresse di cui alla legge n. 488/1992,
riferite alle domande presentate per il bando del 2003 del settore industria.
(G.U.R.I. n. 275 del 26/11/2003)
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28/11/2003
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Bando tematico per lo sviluppo nelle piccole e medie
imprese dell'innovazione basata sulle tecnologie dell'informazione e della
comunicazione (ICT) - Ministero delle Attività Produttive -
D.M.
12/11/2003:
Termini, criteri e modalita' di
effettuazione del bando tematico per lo sviluppo nelle piccole e medie
imprese dell'innovazione basata sulle tecnologie dell'informazione e della
comunicazione (ICT), ai sensi dell'art. 11 della direttiva del Ministro
dell'industria, del commercio e dell'artigianato 16 gennaio 2001, recante
le direttive per la concessione delle agevolazioni del Fondo speciale
rotativo per l'innovazione tecnologica.
(G.U.R.I. n. 275 del 26/11/2003)
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28/11/2003
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Ammortizzatori
sociali e di formazione professionale
-
D.L.
24/11/2003, n. 328:
Interventi urgenti in materia di ammortizzatori sociali e di formazione
professionale.
(G.U.R.I. n. 274 del 25/11/2003)
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28/11/2003
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Laboratori
esterni pubblici e privati altamente qualificati - Ministero
dell'Istruzione dell'Universita' e della Ricerca - D.D.
6/11/2003:
Aggiornamento dell'albo dei laboratori esterni pubblici e privati altamente
qualificati, di cui all'art. 14 del decreto dell'8 agosto 2000.
(G.U.R.I. n. 274 del 25/11/2003)
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28/11/2003
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Inclusione
dell'intervento di demolizione e ricostruzione nella categoria della
ristrutturazione edilizia - Ministero
delle Infrastrutture e dei Trasporti - Circolare
7/8/2003, n. 4174:
Decreto del Presidente della
Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, come modificato ed integrato dal decreto
legislativo 27 dicembre 2002, n. 301. Chiarimenti interpretativi in ordine alla
inclusione dell'intervento di demolizione e ricostruzione nella categoria della
ristrutturazione edilizia.
(G.U.R.I. n. 274 del 25/11/2003)
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28/11/2003
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Disposizioni
urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell'andamento dei conti
pubblici
- Legge
24/11/2003, n. 326:
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 settembre 2003, n.
269, recante disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione
dell'andamento dei conti pubblici.
(G.U.R.I. n. 274 del 25/11/2003 -
Suppl. Ordinario n. 181)
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28/11/2003
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Disposizioni
urgenti per favorire lo sviluppo e la correzione dell'andamento dei conti
pubblici
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AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
- Comunicato:
Contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale non dirigente del
comparto degli enti pubblici non economici per il quadriennio normativo
2002-2005 e biennio economico 2002-2003.
(G.U.R.I. n. 274 del 25/11/2003 -
Suppl. Ordinario n. 182)
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