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27 NOVEMBRE 2003 |
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| 27/11/2003 |
Ex esposti all'amianto e al Cloruro di Vinile Monomero (CVM) - SPERIMENTAZIONE DI UN MODELLO DI SISTEMA DI SORVEGLIANZA E DI ASSISTENZA SANITARIA AI LAVORATORI CON PREGRESSE ESPOSIZIONI PROFESSIONALI A CANCEROGENI Linea Amianto
PROTOCOLLO SANITARIO
Linea CVM Nelle due realtà sono stati sperimentati due modelli organizzativi e in particolare:
Il risultato degli accertamenti ha portato alla individuazione di una serie di patologie epatiche ed extraepatiche (nella maggioranza di casi non note agli interessati) e alla segnalazione all’INAIL e alla magistratura di alcune possibili malattie ritenute correlate alla pregressa esposizione lavorativa. Sono inoltre state segnalate ai medici curanti altre malattie riscontrate e per le quali era necessario un trattamento terapeutico o chirurgico o controlli nel tempo (calcolosi della colecisti o dei reni, epatosteatosi, alterazioni della crasi ematica, cisti epatiche ecc.). Nel corso di questa indagine preliminare non sono stati riscontrati casi di angiosarcomi epatici, alcune persone con particolari problemi di salute sono state prese in carico dai servizi della AULSS per un follow up nel caso di alterazioni epatiche o di altro tipo che necessitavano di controlli a distanza. Il programma è stato ufficialmente avviato nel settembre 2000 nella AULSS 12 e nel dicembre 2000 nella AULSS 13 dopo aver effettuato l’aggiornamento e l’analisi delle conoscenze scientifiche sul rischio da CVM. Sono stati acquisiti gli elenchi (trasferiti su supporto informatico) degli ex esposti della Montedison e delle cooperative che hanno lavorato all’interno del Petrolchimico nei reparti CVM (insaccatori) tramite l’ISS (ha eseguito indagini epidemiologiche nel corso di vari anni sulla coorte di esposti del Petrolchimico di Marghera), il gruppo "Iniziativa ex esposti a CVM" che raggruppa lavoratori e sindacalisti, la magistratura Veneziana (che stava indagando sui casi di sospetta neoplasia professionale negli ex esposti a CVM. La coorte è risultata composta di più di 2500 persone (delle quali poco più di 500 ancora in continuità di lavoro presso le ditte coinvolte nella indagine). Per gli ex esposti a CVM-PVC della ditta Pansac (unica ditta utilizzatrice inclusa nella indagine in quanto nel 1982 è stato diagnosticato in un dipendente un angiosarcoma epatico) sono stati recuperati i nominativi dei lavoratori addetti alla manutenzione e alla estrusione tramite il libro matricola della ditta e la collaborazione di ex dipendenti (operai e dirigenti) della ditta PANSAC che attualmente operano nella Nuova Pansac. Sono stati effettuati dal personale sanitario e amministrativo dei servizi SPSAL i controlli nell’anagrafe sanitaria locale per accertare lo stato in vita e l’attuale residenza delle persone presenti negli elenchi degli ex esposti. In base agli elenchi, considerato che solo un piccola parte (circa 1/10 della coorte) era residente nelle AULSS 9 (Treviso), 10 (S. Donà - Portogruaro) e 14 (Chioggia- Piove di Sacco) limitrofe alla 12 e 13, si è concordato con i responsabili, anche al fine di non disperdere troppo il gruppo, di non avere diverse metodologie di indagine strumentale e di omogeneità, di convocare, per gli accertamenti previsti dal programma di lavoro, i lavoratori presso le AULSS 12 e 13. In carico alle AULSS 9, 10, 14 è rimasto il controllo dei dati anagrafici, di residenza e di stato in vita. E’ stato predisposto un programma provvisorio in ACESS per la gestione degli inviti e delle visite mediche e dei risultati delle stesse e degli accertamenti in attesa del sofware dedicato più articolato che permette la raccolta automatizzata e periodica dagli archivi sanitari della AULSS e della Regione delle informazioni sanitarie relative a tutte le persone sottoposte a controllo al fine di monitorare nel tempo le situazioni sanitarie rilevanti (neoplasie ecc.) e il trasferimento delle stesse nell’archivio degli ex esposti. Il programma prevede anche la gestione di tutte le informazioni raccolte nell’indagine (anamnesi, obiettività, referti accertamenti ecc.) per la successiva elaborazione statistica. Nelle due AULSS l’organizzazione dei controlli ha previsto, come nella fase sperimentale avviata alla fine del 1998, due diverse modalità:
Nei casi nei quali sono stati riscontrati problemi importanti di salute, o la necessità di ulteriori accertamenti, per una definizione più accurata della diagnosi (TAC toracica, TAC spirale o tomografia addominale, puntato sternale ecc) sono stati presi accordi dal medico del lavoro con i vari specialisti per la presa in carico da parte dei relativi servizi e la esecuzione degli accertamenti richiesti. E’ stata predisposta una comunicazione ai medici di base con relativo elenco degli assistiti ex esposti a CVM al fine di rendere consapevoli i curanti dei possibili rischi nel tempo a cui sono soggetti questi loro assistiti e in modo che eventuali problemi di salute eventualmente correlabili al CVM siano segnalati ai servizi SPSAL per gli eventuali accertamenti e provvedimenti medico legali. Nel maggio 2002 sono stati completati gli accertamenti a tutte le persone che hanno aderito alla iniziativa (poco meno di 1000). Agli inviti ha risposto poco più del 50% degli interessati, nel corso della indagine sono stati riscontrati 8 casi di sospetta malattia professionale (epatocarcinomi, tumori polmonari e linfomi) correlati ad esposizione a CVM e altri (mesotelioma, tumori vescicali) ad altri cancerogeni professionali che sono stati segnalati alla magistratura e all’INAIL. Dagli accertamenti sono inoltre state diagnosticate altre patologie misconosciute a carico del fegato e di altri organi ed apparati che sono state segnalate ai curanti per i successivi accertamenti e trattamenti. Nella attuale fase si stanno iniziando ad elaborare i dati per la valutazione della efficacia dell’indagine che ad ogni modo ha dato una iniziale risposta alla domanda sociale che era stata indotta a seguito degli sviluppi della indagine giudiziaria. Autori: Prof.
Bruno Saia, Responsabile di progetto |
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| 27/11/2003 |
Lavori in quota - Ispesl, Ministero del lavoro e Ministero della salute hanno redatto un documento sull'esecuzione dei lavori temporanei in quota con l'impiego di sistemi di accesso. Il documento (56 pagine in PDF) fornisce indicazioni relativamente ai contenuti minimi del documento di valutazione dei rischi e stabilisce criteri per l'esecuzione in sicurezza durante questo tipologia di lavoro anche in riferimento a quanto stabilito dal Decreto Legislativo n. 235 dell'8 luglio 2003 sulla "Attuazione della Direttiva 2001/45/CE relativa ai requisiti minimi di sicurezza e di salute per l'uso delle attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori". |
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| 27/11/2003 |
In "nero" 3,5 milioni di lavoratori - Dal Sole 24 Ore segnaliamo l'articolo "In "nero" 3,5 milioni di lavoratori". |
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| 27/11/2003 |
Riciclo? Ci pensa il tritarifiuti del CNR - Messo a punto dall’Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati del Cnr di Roma un processo su impianto pilota in grado di frammentare i rifiuti, mediante una tecnica di ultra macinazione, per trasformarli in materiale combustibile ecologico - DA oggi i rifiuti non si…buttano più. Grazie a un tritarifiuti ecologico messo a punto dal Cnr è possibile infatti ricavarne composti riutilizzabili, oltre che favorire il loro smaltimento. “Si tratta di un processo meccanochimico a basso impatto energetico ed eco sostenibile”, spiega Gabriel Maria Ingo dell’Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati del Cnr. “Il nostro impianto consente di trasformare i rifiuti in combustibile in polvere. Il materiale da smaltire, più precisamente la spazzatura che si trova nei comuni cassonetti, viene sottoposto alla comminuzione, viene cioè macinato da anelli e sfere in acciaio che, attraverso un movimento rotatorio, la riducono in granelli di polvere minutissimi del diametro di circa 20-30 micron”. La comminuzione, oltre a frammentare i rifiuti, determina alcune variazioni chimico-fisiche e strutturali: disidratazione, sterilizzazione e aumento della superficie specifica. Queste trasformazioni ne fanno un combustibile nobile, che, una volta pellettizzato, ridotto cioè in palline, o compattato può essere usato anche come fonte di energia. “Attualmente abbiamo realizzato, in collaborazione con la Assing S.p.A., un impianto pilota in grado di trattare 25 kg di rifiuti l’ora”, precisa Ingo. “Progetti già avviati con la stessa impresa dovrebbero portare invece alla costruzione di una struttura di livello industriale, capace di soddisfare le esigenze di smaltimento dei comuni di piccole dimensioni, penso a centri di circa 20 mila abitanti. In una fase più avanzata si potrebbe ipotizzare infine la costruzione anche di reattori da utilizzare per ricavare energia dalla combustione”. La prospettiva, la realizzazione di impianti in grado di frammentare 3 tonnellate di rifiuti l’ora porterebbe a un deciso abbassamento dei costi di smaltimento. A tale vantaggio economico verrebbe, inoltre, ad aggiungersi quello derivante dalla possibilità di impiantare il tritarifiuti anche in quei centri che, per problemi di spazio, attualmente non possono ospitare una propria discarica e che, quindi, alle spese di smaltimento devono aggiungere quelle del trasporto dei rifiuti al più vicino termovalorizzatore.
La
scheda
Che
cosa: impianto pilota per trasformare rifiuti in combustibile ecologico
Chi:
Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati del Cnr, Roma-
Montelibretti
Per
informazioni: Gabriel Maria Ingo, tel. 06/90672336-678, cell. 347/3619471, ingo2@mlib.cnr.it
Ufficio stampa Cnr: Rita Bugliosi,
tel. 06/49932021,
r.bugliosi@ufficiostampa.cnr.it
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| 27/11/2003 |
Luce,
il nemico pubblico numero uno di Van Gogh & c. -
Il
nuovo dosimetro messo a punto dall’Istituto di fisica applicata Nello Carrara
del Cnr di Firenze salverà le opere d’arte che rischiano di scolorirsi a
causa di una sbagliata illuminazione. Lo strumento
verrà presentato domani a Firenze. La scheda
Che cosa: Convegno Lighting
in museum- assestment and control
Chi: Istituto di fisica
applicata Nello Carrara del Cnr di Firenze
Quando: 27 novembre, ore
14.00 – 28 novembre, ore 9.00
Dove: Rondò di Bacco,
Palazzo Pitti, Firenze
Per informazioni: Mauro
Bacci, Ifac-Cnr, tel. 055/4235217, cell. 349/8502156, m.bacci@ifac.cnr.it,
www.lido.fraunhofer.de
Ufficio stampa Cnr: Sandra
Fiore, tel. 06/49933789. s.fiore@ufficiostampa.cnr.it
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| 27/11/2003 |
Scuola sicura - Segnaliamo da Yahoo - Salute lo speciale Scuola sicura. |
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''L'ANGOLO DELLA SICUREZZA ALIMENTARE'' ''FOOD SAFETY'S CORNER'' |
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| 27/11/2003 |
Mangiare sano - Segnaliamo la Guida rapida della Provincia Autonoma di Trento Mangiare Sano. |
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| 27/11/2003 |
USA: CARNI
IRRADIATE PIU' SICURE? - Secondo gli scienziati le malattie dovute
all'alimentazione provocano ogni anno 9.000 morti e milioni di casi di diarrea
negli Stati Uniti. Fonte: Adnkronos/Mak |
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| 27/11/2003 |
AROMI NATURALI
NEGLI ALIMENTI -
Questione di gusto. Spesso in etichetta troviamo elenchi piuttosto lunghi di
ingredienti, al fondo dei quali compare quasi sempre la scritta aromi e aromi
naturali. Ma di cosa si tratta? Fonte: Il Giorno |
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| 27/11/2003 |
Le salmonelle - Segnaliamo il documento ''Tipizzare le Salmonelle'' (in formato PDF compresso). |
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| 27/11/2003 |
Iniziativa USA-Australia contro le indicazioni geografiche europee - Il WTO, l’organizzazione comune di mercato, ha attivato un "panel" arbitrale sulle indicazioni geografiche protette della UE. La disputa è originata dalla contestazione mossa dagli USA e dall’Australia al sistema europeo di tutela delle produzioni DOP/IGP che violerebbe le regole del commercio internazionale. Fonte: Novembre 2003/ANAS/Comunicato Stampa n. 12 |
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| 27/11/2003 |
SARS: una
realtà in evoluzione - La
Fondazione iniziative zooprofilattiche e zootecniche di Brescia e l’Istituto
zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna
hanno
organizzato il 13 ottobre scorso, a Brescia, un convegno sulla Sars (sindrome
respiratoria acuta e severa).
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| 27/11/2003 |
Siglato patto
sulla sicurezza alimentare
- Un patto per la sicurezza
e la qualità alimentare è stato siglato lo scorso giovedì,
all’inaugurazione dei Expo Sapori, tra la
Regione
Lombardia,
le organizzazioni degli agricoltori, dei produttori e dei distributori dei
prodotti agroalimentari regionali. Con il patto prende forma un accordo quadro
per la definizione di un sistema condiviso di gestione della filiera alimentare. Fonte: Venerdì, 14 novembre 2003/La Provincia di Cremona |
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| 27/11/2003 |
Prodotti
alcolici - Ministero dell'Economia e delle Finanze - D.M.
10/10/2003, n. 322: |
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