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31 OTTOBRE 2003

  

  

31/10/2003

IL RICORSO AVVERSO AL GIUDIZIO DI IDONEITA’ AI SENSI DELL’ART. 17 DEL D.LGS 626/94: L’ESPERIENZA DEGLI SPISAL DEL VENETO - Servizi di Prevenzione, Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPISAL) della Regione Veneto L’articolo 17, comma 4 del D.Lgs 626/94 prevede la facoltà di ricorrere contro il giudizio di idoneità/non idoneità/ idoneità con limitazioni, espresso dal medico competente, rivolgendosi all’organo di vigilanza territorialmente competente. Nell’aprile 2002 sono state emanate le note di indirizzo rivolte a tutti gli SPISAL del Veneto, al fine di fornire uniformità di gestione dei ricorsi in tutti gli organi di vigilanza della Regione. Il documento è disponibile tra le linee guida regionali pubblicate nel sito www.prevenzioneveneto.com. Scopo del presente lavoro è stato verificare quanti ricorsi sono pervenuti agli SPISAL del Veneto a partire dall’entrata in vigore del D.Lgs 626/94, per quali patologie, e quali sono state le successive decisioni prese in merito. A tal fine e ’ stato inviato dalla Direzione per la Prevenzione della Regione a tutti gli SPISAL un questionario per la raccolta dei dati sull’attività svolta. I Servizi del Veneto hanno aderito all’iniziativa, ed i risultati del questionario sono sotto riportati. Quanti giudizi di idoneità sono stati oggetto di ricorso all’organo di vigilanza? Dall ’entrata in vigore del D.Lgs 626/94 sono pervenuti agli SPISAL 134 ricorsi al giudizio del medico competente (50 ricorsi avverso il giudizio di idoneità, 64 avverso il giudizio di non idoneità, 20 avverso il giudizio di idoneità con limitazioni), con un trend positivo negli ultimi anni, in quanto nel 1996 non era pervenuto alcun ricorso, ne sono giunti 35 nel 2001, e 28 nei primi sei mesi del 2002. Chi ha presentato il ricorso? Nell’84% dei casi il ricorso è stato presentato dal lavoratore stesso, nei restanti casi dal datore di lavoro. Oggetto del ricorso era l ’idoneità alla mansione in aziende private nel 48% dei casi, ospedali e case di cura nel 33%, strutture pubbliche (comuni, pubbliche amministrazioni, scuole) nell’11%. Tra gli altri ricorsi inoltrati in particolare si rilevano 8 ricorsi per giudizio di idoneità con limitazione/non idoneità espresso in occasione di iscrizione ai corsi per operatori addetti all ’assistenza. In quale occasione è stato espresso il giudizio contro cui è stato inoltrato il ricorso? Nel 70% dei ricorsi, era messo in discussione il giudizio espresso a conclusione di una visita medica periodica, mentre rispettivamente nel 19% e nel 10 % quello espresso in occasione di visita medica preventiva, e straordinaria/su richiesta. Quale patologia ha determinato il giudizio oggetto del ricorso? Nel 58% dei casi si trattava di patologia da movimentazione manuale dei carichi e movimenti ripetuti, nei restanti casi la patologia era ‘varia’: idoneità/non idoneità al turno notturno, patologia da etilismo, vertigini, patologia allergica, cardiopatie, diabete, ecc... Quale decisione è stata presa dall’organo di vigilanza? Il giudizio è stato confermato nel 32% dei casi, è stato revocato o modificato nel 49% dei casi, nei restanti casi è stato archiviato o dichiarato non ammissibile (18 casi con archiviazione su richiesta del ricorrente o per mancanza di documentazione, nel 50% dei casi perché l ’attività lavorativa non era soggetta a sorveglianza sanitaria, e quindi non era ammissibile neanche il giudizio di idoneità, in qualche caso perché la procedura più corretta era piuttosto quella di appellarsi al giudizio della commissione medica ai sensi dell’art. 5 dello Statuto dei Lavoratori ). Conclusioni. I risultati sopra riportati portano a concludere che lo strumento del ricorso sarà ulteriormente utilizzato sia dai lavoratori che dai datori di lavoro nel futuro, dato il trend positivo del numero dei ricorsi pervenuti agli SPISAL a partire dal 1996. La patologia fonte di maggiori problemi risulta ancora una volta la patologia da movimentazione manuale dei carichi e da sforzo a carico dell’arto superiore. L’elevata non ammissibilità dei ricorsi fa presumere che sia comunque ancora poco chiaro in quali situazioni ricorrere contro il giudizio di idoneità, e quando invece appellarsi ad altre commissioni medico-legali.

A cura di: Servizi di Prevenzione, Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPISAL) della Regione Veneto.

  

  

31/10/2003

Garante privacy: dati forniti dal datore di lavoro - Lavoro: accesso ai dati e percorso professionale - Sì a richieste di trasparenza, no ad elaborazioni personalizzate delle informazioni. Il lavoratore può avere accesso ai suoi dati personali detenuti dall’azienda ed ottenerne  la comunicazione in forma completa e intelligibile, ma non può chiedere la creazione di dati  non esistenti negli archivi o che gli venga  fornita una rielaborazione personalizzata secondo criteri da lui indicati. La precisazione è contenuta nel provvedimento del Garante con il quale ha definito i  ricorsi di due lavoratori che si erano rivolti all’Autorità, insoddisfatti delle risposte fornite dal loro ex datore di lavoro. I dipendenti, ora trasferiti in un’altra società,  lamentavano l’incompletezza dei dati forniti dall’azienda presso la quale lavoravano, dai quali non sarebbe risultato il percorso professionale, l’indicazione dell’appartenenza ed i passaggi a vari settori e le mansioni svolte, nonché i motivi del trasferimento. Nel corso del procedimento di fronte al Garante l’azienda ha comunicato ai dipendenti altri dati oltre quelli già forniti, contenenti alcune delle informazioni richieste, in particolare su corsi di aggiornamento effettuati, strutture alle quali sono stati assegnati nel corso degli anni, attestati ottenuti,  erogazione di un premio annuale. Le funzioni e le mansioni svolte – secondo l’azienda - risultavano essere quelle proprie del livello di inquadramento. Nulla da comunicare invece per quanto riguarda le ragioni del trasferimento. La società, infatti, che ha affermato di  aver comunicato tutti i dati in suo possesso, si è giustificata  ritenendo di non essere obbligata a creare  dati o certificazioni ad hoc per soddisfare altre e diverse esigenze informative del lavoratore. La risposta fornita dalla società – ha precisato il Garante – corrisponde a quanto previsto  dalla legge sulla privacy in tema di modalità di esercizio del diritto di accesso (art. 17 D.P.R. 501/1998 ora art.10 del Codice della privacy). La disposizione consente infatti di ottenere la comunicazione in forma intelligibile  dei  dati personali detenuti negli archivi del titolare del trattamento, ma non consente il diritto di ottenere la creazione di dati non esistenti in tali archivi o l’organizzazione secondo criteri delineati dall’interessato. La società dovrà comunque continuare le ricerche per verificare la presenza di alcune schede di valutazione e di informazioni relative ad un tentativo di conciliazione che i dipendenti avrebbero inviato nel 2002. In  considerazione  del parziale riscontro dato alle richieste dei lavoratori, alla società sono state addebitate le spese del procedimento.

Newsletter del Garante per la protezione dei dati personali n. 187 del 13 - 19 ottobre 2003 (Reg. al Trib. di Roma 258/99). Direttore responsabile: Baldo Meo - Direzione e redazione: Garante per la protezione dei dati personali, Piazza di Monte Citorio, n.121 - 00186 Roma. Tel: 06/69677713-Fax: 06/69677755. Newsletter è consultabile sul sito Internet www.garanteprivacy.it

  

  

31/10/2003

Il tempo di riposo sul luogo di lavoro è come lavoro - La decisione per i medici tedeschi vale in tutta Europa - Corte di giustizia europea 9.9.2003 - Il tempo passato dai medici in ospedale è tempo lavorativo – e quindi va pagato – anche se si tratta in realtà di tempo di riposo: la rivoluzionaria sentenza è della Corte di giustizia dell’Unione europea ed è stata depositata il 9 settembre 2003. Le conseguenze della decisione – nata dalla causa intentata al suo ospedale da un dottore tedesco – sono notevoli in tutto il mondo del lavoro europeo e non solo per il mondo della sanità. In sostanza la nuova regola suggerita dai giudici del Lussemburgo è applicabile a tutti coloro che siano a disposizione di un datore di lavoro in un luogo scelto dallo stesso datore di lavoro e a cui sia stata applicata la direttiva europea che stabilisce un orario settimanale di 48 ore. La sanità tedesca ha accusato il colpo: la decisione potrebbe provocare l’assunzione di altri 15.000 medici in Germania con un costo per l’erario tedesco che è stato valutato intorno al miliardo di euro.

SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA 9 settembre 2003 «Politica sociale - Protezione della sicurezza e della salute dei lavoratori - Direttiva 93/104/CE - Nozioni di orario di lavoro e di periodo di riposo - Servizio di guardia  (Bereitschaftsdienst) prestato dai medici in ospedale»

Fonte: Italiapuntodoc

  

  

31/10/2003

Italia davanti alla Corte di Giustizia UE per la raccolta ed il trasporto dei rifiuti - La Commissione UE ha deferito davanti alla Corte europea di giustizia il Governo italiano accusando la disciplina contenuta nel D.Lgs. 22/1997 di aperto contrasto con la direttiva europea 75/442/CEE in quanto le norme italiane permettono a diverse categorie di imprese di effettuare raccolta e trasporto di rifiuti senza l'obbligo di iscriversi all'Albo nazionale gestori.
L'UE, in particolare, punta il dito contro due disposizioni del cd. "Decreto Ronchi": quella che non chiede l'iscrizione all'Albo alle imprese che effettuano raccolta e trasporto di rifiuti non pericolosi in conto proprio e quella che esonera dalla stessa iscrizione gli imprenditori che trasportano rifiuti pericolosi sotto determinate soglie quantitative (30 litri o 30 kg al giorno). Con il ricorso presentato davanti alla Corte (ricorso 23 giugno 2003, causa C-270/03) l'Esecutivo europeo chiede la condanna del Governo locale, motivando come l'articolo 12 della direttiva 75/442/CEE chieda indistintamente che tutte le imprese che gestiscono rifiuti siano iscritte presso le competenti autorita' italiane di controllo.

  

   

31/10/2003

Settimana europea della scienza e della tecnologia - Dal 3 al 9 novembre prossimi una serie di eventi e di iniziative finalizzate a stimolare nei giovani l'interesse scientifico sono state organizzate nell'ambito della Settimana europea della Scienza e della Tecnologia. L'evento è promosso dalla Comunità Europea e vede impegnati i paesi membri in manifestazioni e appuntamenti che hanno uno stesso filo conduttore. Sul sito del ministero dell'Istruzione, università e Ricerca, una selezione delle iniziative più interessanti promosse in Italia da soggetti ed enti che da tempo lavorano su queste tematiche.

http://www.istruzione.it/news//2003/scienza_tecnologia.shtml

Fonte: Governo

  

   

31/10/2003

Legge comunitaria 2003: approvata definitivamente dal Parlamento - La Camera dei deputati ha approvato definitivamente il 23 ottobre scorso la legge comunitaria 2003. Il provvedimento conta 25 articoli e recepisce complessivamente 50 direttive europee. Le materie regolamentate dalla legge vanno dalla discriminazione sul posto di lavoro al recupero dei crediti, dalle procedure per la valutazione d'impatto ambientale alle norme sulla privacy. La legge comunitaria è il principale strumento per la trasposizione delle direttive europee nell'ordinamento italiano ed è la prima volta che una Legge comunitaria viene approvata entro l'anno di presentazione.

http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/legge_comunitaria2003/index.html

Fonte: Governo

  

   

31/10/2003

Sviluppo imprenditoria locale - Ministero delle Attivita' Produttive - Circolare 22/10/2003, n. 9463:
Legge n. 488/1992 - Modifiche alla circolare n. 946323 del 5 agosto 2003, concernente una graduatoria specifica finalizzata al raggiungimento di obiettivi di sviluppo sostenibile, prevista dalla misura 1.1 del Programma operativo nazionale «Sviluppo imprenditoriale locale».
(G.U.R.I. n. 253 del 30/10/2003)

  

   

31/10/2003

Classificazione sismica del territorio nazionale - Presidenza del Consiglio dei Ministri - D.D 21/10/2003:
Disposizioni attuative dell'art. 2, commi 2, 3 e 4, dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, recante «Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica».
(G.U.R.I. n. 252 del 29/10/2003)

  

   

31/10/2003

Rete elettrica di interconnessione con l'estero - Autorita' per l'energia elettrica e il gas - Deliberazione 16/10/2003:
Adozione di misure urgenti in materia di riconoscimento di diritti di accesso a titolo prioritario alla capacita' di trasporto sulla rete elettrica di interconnessione con l'estero. (Deliberazione n. 117/03).
(G.U.R.I. n. 252 del 29/10/2003)

  

   

31/10/2003

Sicurezza del sistema elettrico nazionale e recupero di potenza di energia elettrica - Legge 27/10/2003:
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 agosto 2003, n. 239, recante disposizioni urgenti per la sicurezza del sistema elettrico nazionale e per il recupero di potenza di energia elettrica. Delega al Governo in materia di remunerazione della capacita' produttiva di energia elettrica e di espropriazione per pubblica utilita'.
(G.U.R.I. n. 251 del 28/10/2003)

  

   

31/10/2003

Indennita' di maternita' per le libere professioniste - Legge 15/10/2003, n. 289:
Modifiche all'articolo 70 del testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, in materia di indennita' di maternita' per le libere professioniste.
(G.U.R.I. n. 251 del 28/10/2003)

  

   

31/10/2003

Professionisti autorizzati a rilasciare le certificazioni previste dall'art. 1 della legge 7 dicembre 1984, n. 818 (Prevenzione incendi) - Ministero dell'Interno - Comunicato 28/10/2003:
Elenchi del Ministero dell'interno, aggiornati al 31 dicembre 2001, dei professionisti autorizzati a rilasciare le certificazioni previste dall'art. 1 della legge 7 dicembre 1984, n. 818.
(G.U.R.I. n. 251 del 28/10/2003)

  

   

31/10/2003

Disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia - Autorita' per la Vigilanza sui Lavori Pubblici - Determinazione 15/10/2003:
Applicazione dell'art. 108, comma 3, del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia. (Deliberazione n. 269).
(G.U.R.I. n. 251 del 28/10/2003)

  

  

31/10/2003

Decreto Biagi - Errata-Corrige 28/10/2003:
Comunicato relativo al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, recante: «Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30». (Decreto legislativo pubblicato nel supplemento ordinario n. 159/L alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 235 del 9 ottobre 2003).
(G.U.R.I. n. 251 del 28/10/2003)
Avviso di rettifica 28/10/2003:
Comunicato relativo al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, recante: «Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30». (Decreto legislativo pubblicato nel supplemento ordinario n. 159/L alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 235 del 9 ottobre 2003).
(G.U.R.I. n. 251 del 28/10/2003)

 

  

 

                             
                             
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