Info-crono-archivio

    

30 APRILE 2003

  

    

30/04/2003

Il primo maggio 2003 ad Assisi - Le segreterie nazionali CGIL, CISL, UIL hanno deciso che, nell’ambito delle iniziative del 1° Maggio, la manifestazione centrale, con la partecipazione dei Segretari generali delle organizzazioni, abbia luogo ad Assisi. La scelta è caduta sulla città umbra in quanto località simbolo per coniugare i temi del lavoro con quelli della pace. Il concentramento dei partecipanti è previsto alle ore 9.30. La manifestazione si concluderà con gli interventi dei Segretari generali di CGIL, CISL, UIL nel piazzale antistante la Rocca di Assisi, luogo tradizionale di tutte le marce per la pace, dove il corteo arriverà verso le ore 11.30.

Come raggiungere il luogo della manifestazione (4 pagine in formato Microsoft Word)

  

    

30/04/2003

Concerto del primo maggio - La leggerezza delle parole affidate alla musica ha una forza inarrestabile e persistente.
Da quattordici anni un popolo variegato di centinaia di migliaia di portatori sani di umanità si riunisce in piazza San Giovanni a Roma per assistere a quello che oramai è diventato il Concerto, l'appuntamento per ritrovarsi uniti nel nome dello stesso sentimento: la passione, quella per la musica e quella per l'impegno. Sul palco, sul prato, sul marmo delle panchine, in ogni interstizio del luogo storico del raduno, piazza San Giovanni, la giornata scorrerà scandita dalle persone, dagli artisti, dai colori, dalla gioia, e dalla consapevolezza di appartenere a una moltitudine senza confini e senza colori.

Per il programma ed ulteriori info vai al sito www.primomaggio.com.

  

    

30/04/2003

RICERCA: TRAGUARDO 3% PIL PROIBITIVO PER ITALIA - Secondo uno studio del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) la percentuale del pil destinata a Ricerca e Sviluppo è scesa dall’1,07% del 2000 all’1,04% del 2002: uno scenario che allontana il traguardo del 3% nel 2010 fissato dai Capi di Stato e di Governo a Barcellona. In base alle previsioni dello studio l’Italia potrebbe raggiungere alla fine del decennio l’1,6%.
L’obiettivo del 3% del prodotto interno lordo (pil) destinato a Ricerca e Sviluppo (R&S) potrebbe essere una chimera per l’Italia. A stemperare l’entusiamo provocato dall’idea che il nostro Paese possa fornire il contributo necessario per realizzare una Maastricht della ricerca è uno studio condotto da Giorgio Sirilli, dell’Istituto di Studi Socio-Economici sulla Innovazione e le Politiche della Ricerca del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma (ISPRI-CNR).
Secondo l’impegno assunto dai Capi di Stato e di Governo a Barcellona nel 2002, l’Europa dovrebbe destinare entro il 2010 il 3% del pil a questo settore, con il vincolo di 2/3 finanziati dalle imprese. Ma allo stato attuale gli ostacoli per l’Italia sembrano insormontabili: "Secondo i nostri calcoli – spiega Sirilli – per raggiungere quell’obiettivo il settore pubblico dovrebbe crescere ad un ritmo del 9% annuo, mentre quello privato del 18%. Uno scenario davvero proibitivo, se consideriamo che dalla percentuale ufficiale dell’1,07 del pil, misurata sui dati Istat 2000, secondo le nostre proiezioni nel 2002 siamo scesi all’1,04%". Un calo sul quale ha inciso tanto il settore pubblico quanto quello privato, e che dimostra come il Paese, già oggi fanalino di coda in Europa, abbia già perso due anni utili sulla tabellina di marcia di Barcellona: "Ad ostacolare il nostro cammino – sottolinea il ricercatore del CNR – sono soprattutto fattori di debolezza strutturale del sistema dell’innovazione tecnologica: dalla scarsità di ricercatori e di dottori di ricerca ai vincoli del bilancio pubblico, fino alla ridotta propensione ad investire in ricerca del settore delle imprese". Ma se il 3% costituisce molto probabilmente un’utopia, il nostro Paese potrebbe arrivare nel 2010 all’1,6% del pil: "Pubblico e privato – conclude Sirilli - dovrebbero incrementare il finanziamento alla ricerca del 6% annuo, e dovrebbero soprattutto aumentare del 50% la spesa per i ricercatori, restituendo alla carriera scientifica prestigio e capacità di attrarre i migliori talenti".

Per ulteriori informazioni: Giorgio Sirilli 335-6115756

Fonte: Ufficio Stampa CNR - Roma, 30 aprile 2003

  

    

30/04/2003

Impatto ambientale: in arrivo una norma - E' attualmente in fase di  inchiesta  (fino al prossimo 5 maggio 2003) il progetto di norma curata dall'UNI U53000960 contenente le linee guida per lo studio dell'impatto sul paesaggio nella redazione degli studi di impatto ambientale. 
Il progetto si configura quale guida in merito alle finalità ed ai requisiti generali per lo studio dell'impatto sul paesaggio di opere ed attività e per la redazione dei capitoli degli studi di impatto ambientale (SIA) relativi all'impatto sul paesaggio, indipendentemente dalle specifiche tipologie di opere ed attività.
La caratterizzazione e l'analisi della componente paesaggio, con riferimento sia agli aspetti storico testimoniali, culturali e naturalistici, sia agli aspetti legati alla percezione visiva, ha per obiettivo la definizione delle modifiche introdotte dalle azioni di progetto in rapporto alla qualità dell'ambiente.

  

    

30/04/2003

Interoperabilità come valorizzazione del progetto - L'interoperabilità di un software è la sua capacità di condividere e scambiare informazioni in modo automatico, senza bisogno di interventi manuali. L'International Alliance for Interoperability-IAI è una iniziativa che ha come obiettivo la definizione di una norma tecnica, conforme a norme internazionali, pensata espressamente per l'interoperabilità nell'intero settore delle costruzioni, nell'architettura e nell'ingegneria. Su questo argomento il Politecnico di Milano e il Comitato Promotore del Capitolo Italiano IAI hanno organizzato un convegno per il prossimo 6 maggio a Milano, patrocinato da UNI.

  

    

30/04/2003

In arrivo le Linea Guida UNI ITACA sulla programmazione degli interventi edilizi - È prevista a breve la pubblicazione di un nuovo Manuale Pratico UNI-ITACA sul processo di programmazione e progettazione preliminare degli interventi edilizi. Il manuale pratico è frutto di un lungo ed intenso lavoro, svolto in collaborazione tra UNI e ITACA (Istituto per la Trasparenza, l'Aggiornamento e la Certificazione degli Appalti), volto a dare un supporto al Responsabile Unico del Procedimento, così denominato dalla Legge 109/94, e agli operatori che con esso si interfacciano nel processo di programmazione e di redazione dei progetti preliminari degli interventi edilizi, e sviluppa le diverse fasi in cui si suddivide tale processo attenendosi a quanto previsto dalla legislazione sui lavori pubblici. Il manuale pertanto è utilizzabile da parte di tutti i soggetti, indicati all'art. 2 della Legge 109/94, che sono obbligati ad applicare tale normativa.
Le Amministrazioni regionali hanno predisposto, tramite il Gruppo Interregionale di Lavoro presso ITACA, una proposta di "Legge regionale tipo" in materia di appalti allo scopo di dotare tutte le Amministrazioni regionali di uno strumento con principi comuni e condivisi, da recepire nei rispettivi ed autonomi impianti normativi, salvaguardando le specifiche esigenze e peculiarità regionali.
Il nuovo assetto istituzionale, determinato dalla riforma del Titolo V della Costituzione, che attribuisce alle Regioni competenza esclusiva in materia di lavori pubblici e più in generale sulla disciplina degli appalti, comporta inoltre l'esigenza di rielaborare la normativa in materia di lavori pubblici di interesse regionale, nel rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali ed in conformità alla normativa inerente la riorganizzazione della pubblica Amministrazione. Pertanto il manuale continuerà ad essere un valido supporto al responsabile del procedimento nella sua attività di verifica di progetti di opere di competenza statale, mentre dovrà essere riadattato, per quanto riguarda le opere di interesse regionale, alle leggi regionali che man mano entreranno in vigore. Questa pubblicazione è il risultato di un lavoro, che potremmo definire "paranormativo", di stesura di linee guida per l'applicazione di più normative, cogenti e non, da coordinare e da finalizzare reciprocamente. Per arrivare a questo risultato è stata necessaria la presenza e la partecipazione dei molteplici operatori interessati all'uso della guida che hanno richiesto una particolare struttura organizzativa per agevolare il lavoro dei partecipanti - autori. La guida è quindi il prodotto di una elaborazione svolta a più teste e a più mani, con l'obiettivo di produrre, verificare criticamente, condividere e redigere dei contenuti sviluppati in modo sufficientemente ampio e oggettivo nello stesso tempo. Occorre premettere che alla decisione di produrre una guida che agevolasse il lavoro del Responsabile Unico del procedimento previsto dalla Legge 109/94 ha contribuito la recente disponibilità di norme UNI sulla verifica del progetto, sulla valutazione economica dei progetti e sulla programmazione e gestione del progetto di interventi sul costruito (UNI 10722, UNI 10839, UNI 10914), che potevano essere sviluppate all'interno delle disposizioni della Legge e del relativo Regolamento di attuazione.
Le esigenze alla base della proposta di produrre la guida erano diverse. Le principali sono riassumibili come segue:

  • chiarire e mettere a punto il processo di programmazione degli interventi, cercando di ottimizzarne lo sviluppo delle fasi;

  • chiarire e dare indicazioni sugli studi di fattibilità, a ragione ritenuti di importanza strategica per l'individuazione e la programmazione degli interventi, ma spesso non chiari nei tipi di contenuto, di natura molto varia;

  • indicare lo sviluppo del Documento Preliminare alla Progettazione, ritenuto al suo apparire, e successivamente ancora di più, un documento di grande importanza per svolgere "in qualità" le attività precedenti l'esecuzione dell'intervento: programmazione, progettazione ai vari livelli, organizzazione delle gare di appalto (di progettazione e di esecuzione).

Altra esigenza a cui occorreva dare una risposta, peraltro strettamente connessa al Documento Preliminare alla Progettazione, era la verifica del progetto, nei confronti della quale, per la necessità di pubblicare in tempi utili, il gruppo di lavoro si è dovuto limitare a quella del progetto preliminare.
Occorre dire, che la possibilità di utilizzo di quanto contenuto nella guida, per diversi aspetti, dovrebbe prescindere in buona parte dalle attuali tendenze evolutive della normativa sui Lavori Pubblici, sia in sede regionale che in sede nazionale. La necessità di disporre di efficaci strumenti di programmazione e di controllo di gestione del processo, e di strumenti di controllo e verifica della progettazione è ormai entrata nella cultura, non solo dei Lavori Pubblici, ma anche - e da tempo - nella cultura dei lavori privati connessi all'edilizia. Soprattutto attraverso le norme sulla qualità, in continua evoluzione, e sulla sicurezza. Le prime, nate in ambito non pubblico, ma subito liberamente recepite allo scopo di migliorare i prodotti, il lavoro e i rapporti commerciali connessi. Le seconde, nate viceversa in ambito pubblico, ma accolte e applicate in modo consapevolmente favorevole. Si può pertanto ritenere che molti dei contenuti del manuale non solo siano utilizzabili per i lavori pubblici, pur in presenza degli attuali cambiamenti, ma anche per i lavori privati, trattandosi di strumenti i cui contenuti non sono strettamente connessi a particolari procedure o disposizioni, ma hanno un loro valore tecnico per committenti, progettisti, controllori della qualità, assicuratori e gestori di patrimoni immobiliari, suscettibile di futuri sviluppi.
UNI, Alberto Galeotto
Comparto Costruzioni
tel. 02 70024.403, fax 02 70106106:
e-mail: costruzioni@uni.com

Pubblicato su Edilizia e Territorio n. 15/2003 (21-26 aprile 2003)

  

    

30/04/2003

I progetti in inchiesta su ProgettON-LINE - Sono attualmente 38, in totale, i progetti di norma UNI sottoposti alla fase di inchiesta pubblica e disponibili nella nostra banca dati ProgettON-LINE. I progetti possono essere scaricati gratuitamente in formato PDF: inviateci  i vostri commenti!

         
Fonte: UNI - Ente Nazionale Italiano di Unificazione
  

    

30/04/2003

PREMIO CEI - INGEGNER GIORGI (Quinta Edizione) - Il Premio CEI – Ingegner Giorgi intende dare un riconoscimento ufficiale all’attività dei Presidenti e Segretari che hanno contribuito in modo esemplare allo sviluppo delle Norme CEI e alla promozione dell’immagine del CEI nel mondo del lavoro. I Soci Promotori, di Diritto ed Effettivi possono segnalare il proprio candidato indicandone il nominativo sull'apposita scheda che è stata inviata in questi giorni dal CEI, insieme alle motivazioni che hanno portato alla scelta di tale candidatura. Ogni candidatura deve infatti essere accompagnata dalle motivazioni che la sostengono, che possono prendere spunto dal contributo tecnico dato alla crescita, sviluppo e promozione della normativa e dall'espressione di una leadership effettiva in tale ambito, al contributo alla promozione dell'immagine del CEI e delle sue attività; dalla responsabilità di un'attività tecnica che ha avuto un impatto significativo sull'industria e sul commercio all’aver manifestato le doti sopra elencate per un periodo di tempo significativo (oltre i sei anni). La scheda dovrà essere restituita in busta chiusa al CEI entro il 22 settembre p.v. e tre canditati, scelti con giudizio insindacabile dal Comitato Esecutivo del CEI sulla base dei nominativi proposti dai Soci, saranno premiati con un attestato di riconoscimento e un oggetto ricordo nel corso di una cerimonia ufficiale. Il Premio CEI – Ingegner Giorgi, oltre ad esprimere una doverosa gratitudine a coloro che lo hanno meritato, intende essere un riconoscimento agli individui e alle aziende a prendere esempio dalla loro opera.

Per ulteriori informazioni:
Servizio Marketing e Comunicazione
Segreteria Organizzativa Premio CEI - Ingegner Giorgi
Via Saccardo 9 -20134 Milano
Tel. 0221006.231

   

   

 

                             
                             
 Sicurezzaonline declina ogni e qualsiasi responsabilità per possibili errori od omissioni,
nonché per eventuali danni derivanti dall'uso dei testi e dei relativi collegamenti ipertestuali sopra riportati
                   

Home page | In primo piano | Legislazione | Enti normativi | Norme tecniche | Aziende | Forum | Faq | Special links | Come abbonarsi