|
11 DICEMBRE 2002 |
||
|
|
|
| 11/12/2002 |
Elenchi norme UNI per selezione aggiornati al 31.12.2002 - Per gentile trasmissione da parte dell'UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) siamo in grado di anticipare ai nostri visitatori gli elenchi delle norme UNI, aggiornati a tutto il 31.12.2002, relativamente alle seguenti selezioni di nostro interesse (in formato PDF): 1f - Tubazioni, apparecchi e strumentazione accessoria - Sistemi oleoidraulici e pneumatici 1i - Mezzi di trasporto e sollevamento 7 - Direttiva Macchine (Dir. 98/37) 11b - Altri dispositivi medici 13 - Sicurezza sul lavoro e prev. infortuni Per ulteriori informazioni: UNI - Ente Nazionale Italiano di Unificazione - Tel.: 02.70024200 - Fax: 02.70105992 - e-mail: diffusione@uni.com |
|
|
|
| 11/12/2002 |
Aggiornamenti
elenchi norme UNI - Sono on
line i nostri elenchi delle norme
tecniche UNI aggiornati a tutto novembre 2002. |
| 11/12/2002 |
Globalizzazione e normazione - Alla metà degli anni quaranta, il sistema industriale mondiale, basato fino allora sul carbon fossile, cominciò a spostarsi verso il petrolio: il nuovo sistema risultò più leggero per impianti e prodotti, caratterizzato da fabbriche più piccole e da minori necessità di persone e di capitale per un dato volume di prodotto. Circa trent'anni più tardi, l'elettronica cominciò ad entrare nell'industria: applicata sopra una meccanizzazione ormai quasi completa, cambiò completamente i metodi produttivi. Le macchine operatrici divennero molto più produttive delle precedenti; le grandi unità industriali persero la loro importanza, almeno in quei settori in cui le dimensioni portano ad economie meno importanti, come per esempio la produzione di parti meccaniche. Un nuovo tipo di produttore, piccolo e specializzato, apparve sul mercato offrendo componenti a prezzi più bassi dei costi dei grandi produttori integrati. Le due tendenze, una politica, l'altra tecnologica e organizzativa, misero in moto un processo di cambiamento che nel tempo ottenne effetti rivoluzionari, il più importante dei quali fu proprio la nuova importanza del mercato internazionale. Nel vecchio sistema, le industrie esportavano spesso quantità marginali, vendute a prezzi competitivi perché i costi di produzione erano coperti dalle grandi quantità vendute sul mercato nazionale. Nel nuovo clima, le aziende cominciarono ad apprezzare le opportunità di produrre per esportare e ad affidarsi ai nuovi piccoli fornitori specializzati, anche stranieri, i quali avevano costi più bassi. In questo modo, il mercato internazionale diventò gradualmente il motore dello sviluppo economico mondiale. Esso fu accentuato dall'entrata sul mercato di nuovi produttori provenienti da nuovi paesi, dal maggior numero di produttori che cercavano di operare a livello mondiale: quelli che vi riuscivano ottenevano un importante vantaggio sui loro concorrenti locali, poiché potevano rispondere ad una sfida competitiva attaccando lo sfidante sul proprio mercato interno. L'aumento della concorrenza ribassò i prezzi, creò una forte spinta all'ulteriore riduzione dei costi e spinse le aziende a investire là dove costa meno. L'apertura dei mercati e la liberalizzazione dei movimenti del capitale e delle persone spinsero l'industria ad una generalizzata ricerca di mano d'opera a basso costo, finanziata da forti movimenti di capitali verso i cosiddetti paesi emergenti. L'International Finance Institute stima che nel 2000 il flusso di capitali privati verso le economie emergenti sia stato di circa 167,9 miliardi di dollari e che questa cifra rimarrà invariata nella media dei prossimi tre anni. Nel 2000 148,4 miliardi erano costituiti da investimenti in capitale azionario - contro i 15,2 miliardi per investimenti di portafoglio - e ci si attende che la media dei prossimi tre anni mostri un lieve incremento. Il flusso ufficiale, ovvero di capitali di Stato, verso i paesi emergenti è stimato negativo per il 2000, di 22,6 miliardi di dollari nel 2001 e di 1,3 miliardi nel 2002. Nel 2000, l'America Latina e l'Asia del Pacifico hanno ottenuto ciascuno fra il 30% e il 40% degli investimenti privati, l'Europa dell'Est ha ricevuto poco più del 20%, l'Africa è arrivata al 5%. Secondo le previsioni, nel 2002 l'America Latina e l'Asia del Pacifico rimarranno su tali livelli, l'Europa dell'Est scenderà al 20%, mentre l'Africa salirà al 6%. La somma di questi effetti si chiama globalizzazione, ed è una inevitabile caratteristica dell'economia moderna. Alcune aziende operano su scala mondiale da sempre, o quasi, come l'industria petrolifera e la sua affiliata, la petrolchimica, mentre le altre si stanno adattando. Altre sono state interamente ristrutturate dal processo in atto. Le nuove industrie di servizi sono nate globali (ad esempio, le aziende turistiche) e toccano ormai ogni angolo del mondo. Le piccole aziende si globalizzano aggregandosi con i loro fornitori o distributori o, in altri casi, costruendo tanti piccoli impianti in tanti paesi piuttosto che uno solo molto grande in casa. La conseguenza principale di questa nuova configurazione si chiama concorrenza che possiamo dividere in due tipi: da una parte quella fra prodotti, che aumenta le possibilità di scelta dei consumatori e, almeno in teoria, la loro soddisfazione; dall'altra quella strategica, nella quale si ingaggiano le compagnie quando si battono per opportunità strategiche. Shumpeter, il famoso economista, descrisse la seconda come un bombardamento a tappeto, rispetto alla prima, che non era che un piccolo sasso. La concorrenza è il motore dello sviluppo economico e tecnologico e la sua esistenza e la sua diffusione interessano tutti. Però, per competere, le compagnie e i prodotti devono operare sulle stesse basi e questo è qualche volta molto difficile. Molti prodotti e molte aziende, di qualsivoglia grandezza o ubicazione che s'incontrano sul mercato mondiale sono sconosciute ai compratori, o perché sono nuove o perché sono appena nate. La concorrenza avviene quindi in molti casi su base non uguale, limitando la scelta del consumatore. In qualche modo, una certa uguaglianza delle condizioni di base dovrebbe essere garantita a tutti coloro che sono in grado di poter offrire correttamente i propri prodotti o servizi. Sui mercati nazionali, questa funzione era svolta dagli Stati, che hanno mantenuto la capacità di regolare le proprie economie; essi sono sovrani in casa, ma non al di fuori delle loro frontiere, e hanno ormai perso gli strumenti più importanti per influenzare i loro rapporti con altri paesi. Non possono escludere prodotti stranieri dai loro mercati, né possono controllare il flusso dei capitali fra i loro paesi e il mercato finanziario globale. In ogni caso, un mercato internazionale non potrebbe mai essere regolamentato dal punto di vista di uno Stato nazionale. L'uguaglianza delle condizioni di base può essere creata solamente riconoscendo che le norme di impiego volontario o prodotte dagli enti di normazione, vengano, in un modo o nell'altro, recepite in trattati internazionali e diventare regolamentazioni globali. Gli enti nazionali di normazione lavorano fin dall'inizio del secolo scorso mediante Comitati tecnici composti da esperti provenienti da tutti i settori di interesse e promulgano, con il consenso più esteso, norme che sono importanti per la riduzione dei costi e per facilitare l'impiego dei prodotti che ne sono oggetto. Il lavoro normativo ha anche un rilievo diretto sullo sviluppo tecnologico, un processo che non si ferma, dato che esso ha parecchi propulsori e carattere cumulativo. I propulsori sono la concorrenza fra imprese produttrici, la loro ricerca del profitto e la speranza di guadagno dell'inventore isolato; la sete del sapere istituzionalizzata nelle scuole e nei laboratori porta ad innovazioni che non rispondono in primo luogo a motivazioni economiche, ma entrano nel mondo dell'economia e dell'industria solo dopo che hanno raggiunto la necessaria fase di sviluppo. Fino ad ora concorrenza, ricerca del profitto e sete del sapere e del prestigio sociale che porta con sé, hanno smentito i profeti della stagnazione. Il carattere cumulativo delle innovazioni tecnologiche è tale che da un'invenzione generale ne discendano molte altre, tanto da creare "filiere di innovazione" che si sviluppano con continui miglioramenti fino a che una rivoluzione tecnologica vera e propria non cambia tutte le carte in tavola. In questo processo la normazione gioca un ruolo complesso e molto importante. In primo luogo, essa fa sì che la concorrenza fra le imprese avvenga in modo ordinato e vada a vantaggio del consumatore. Le norme proteggono, contro i produttori disposti a scendere sotto il minimo della qualità, sia i consumatori sia i concorrenti che rimangono ancorati al livello accettato di qualità. In secondo luogo, le norme cristallizzano in modo chiaro e pubblico un certo stadio della tecnologia e ne fanno una piattaforma chiara e condivisa sulla quale costruire ulteriori sviluppi. In terzo luogo, non è neanche raro il caso di tecnologie che si definiscono per la prima volta proprio nei Comitati tecnici di un ente di normazione, cioè in cui la normazione mette in contatto fra di loro le imprese e gli altri interessati a certe soluzioni. Casi come quello dell'elettronica, ove il JPEG è venuto da un gruppo di lavoro ISO - UNI, non sono tanto infrequenti. Le grandi compagnie petrolifere, o almeno una di esse, fanno circolare scenari nei quali nel 2050 il petrolio peserà meno del 20% sul complesso dell'energia consumata, ed il ruolo chiave verrà giocato dalle celle a combustibile, che si preparano a creare sul mercato mondiale un sistema basato sull'idrogeno, nel quale il motore dell'automobile ci potrà fornire l'energia elettrica per la casa, oltre che portarci tutti i giorni dalla casa all'ufficio e viceversa. Ma torniamo alla normazione tecnica. Gli organismi di normazione sono ormai internazionali. Essi sono già raggruppati a livello europeo nel CEN e nel CENELEC e a livello mondiale nell'ISO e nell'IEC e promuovono norme tecniche internazionali basate sul consenso. Il ciclo qualità fondato sulle norme; l'accreditamento degli organismi incaricati di certificare il rispetto di tali norme; le valutazioni di conformità e infine il controllo sul mercato del rispetto della normativa si sono spostati dal limitato spazio nazionale a quello internazionale. Il mercato globale sta sviluppando il suo sistema di regolamentazione internazionale che premia i prodotti e le aziende ai quali è stato conferito l'attestato di qualità; dà alle piccole aziende accesso ai migliori sistemi di gestione, aprendo loro le stesse opportunità offerte alle grandi e riducendo così un motivo importante di inferiorità; assicura ad ogni produttore conforme alle norme che i suoi prodotti saranno accettati in ogni possibile mercato. L'effetto "status" è tutt'altro che trascurabile. La certificazione di conformità immette l'azienda, piccola o grande che sia, in un gruppo privilegiato, molto visibile dai consumatori e, via via che gli Stati richiedono questa conformità come condizione obbligatoria per partecipare alle gare di appalto, essa diventa una chiave per entrare in un mercato altrimenti proibito. In questo modo stiamo introducendo nel mercato, e non solo nel mercato ma anche nel mondo politico, una sorta di "governo globale" che prefigura forse il nostro futuro. Elementi di potere super-nazionale, esistenti a livello politico da più di mezzo secolo, si stanno sviluppando molto in fretta, sotto la spinta dell'economia globale e potrebbe risultare molto difficile, se non impossibile, riportare indietro l'orologio. Marcello Colitti- Past President UNI fonte: U&C - Ottobre 2002 |
|
|
|
| 11/12/2002 |
Consenso e trasparenza alla base del processo di normazione volontaria - La risoluzione del Consiglio delle Comunità Europee del 7 maggio 1985, nota come "Nuovo Approccio", stabilisce una nuova strategia in materia di armonizzazione e normazione che consiste nell'attribuire alle norme tecniche europee il compito di definire le caratteristiche tecniche dei prodotti oggetto di direttive comunitarie. Una nuova ripartizione di compiti e responsabilità regola quindi da quasi 20 anni i rapporti tra legislazione e normazione. La direttiva 89/106 sui prodotti da costruzione è una delle prime direttive del nuovo approccio, che caratterizza le disposizioni legislative sia a livello comunitario che nazionale, orientandole non più alla descrizione dei prodotti e delle opere edilizie, ma orientandole ora alla descrizione ed al controllo delle prestazioni attraverso la definizione dei cosiddetti "requisiti essenziali", relativi essenzialmente a sicurezza e salute dei cittadini, protezione dei consumatori e tutela dell'ambiente. È delegato agli Organismi europei di normazione (CEN, EOTA) il compito di elaborare le specifiche tecniche (norme armonizzate, benestari tecnici) necessarie, di cui gli operatori hanno bisogno per progettare e fabbricare prodotti conformi ai requisiti essenziali delle direttive. In Italia, soprattutto nel settore costruzioni, c'è ancora molto da fare affinché il nuovo approccio trovi reale attuazione. È bene, a tale proposito, porre particolare risalto sulla potenziale maggior efficacia di un sistema di norme volontarie, in quanto condiviso, rispetto ad un sistema normativo cogente, nonché sulla necessità che entrambi i sistemi concorrano al perseguimento di una diffusa qualità di settore (di prodotto, di processo, di servizio, degli operatori), da intendere come servizio e opportunità e non come vincolo. I concetti base, interdipendenti, su cui si basa il processo di normazione volontaria riguardano, in primo luogo, il carattere consensuale delle norme tecniche. Le norme trovano una diffusione e un'applicazione tanto più ampia quanto maggiore è il grado di consenso raggiunto nella fase di elaborazione. Tutto ciò presuppone un totale coinvolgimento delle parti interessate. Del resto, le norme rispondono alle esigenze del mercato nella misura in cui le parti interessate partecipano ai lavori normativi. A questo è necessario aggiungere la diffusione della cultura normativa. Il mercato deve, infatti, conoscere il ruolo ed il significato della norma tecnica, affinché questa sia intesa come effettivo valore aggiunto e non come impedimento. In tal senso, gli Organismi di normazione volontaria affiancano, all'elaborazione delle norme, un'attività di promozione e coordinamento di iniziative di carattere scientifico, tecnico, applicativo e culturale che rientrano nel campo della normazione tecnica. Alla luce di quanto sopra, gli ambiti di intervento che si delineano non possono prescindere da un miglioramento e da un rafforzamento dei rapporti con Autorità competenti. È infatti necessario che tra UNI e Ministeri, e Pubblica Amministrazione in generale, sia ricercata la miglior collaborazione possibile, in forma propositiva, continuativa e programmata, finalizzata ad una reale implementazione del "nuovo approccio", il tutto a vantaggio di chi beneficerà di un quadro normativo di riferimento (volontario e cogente) coerente, condiviso e rispondente alle esigenze condivise da tutti gli operatori di settore. Parallelamente, sarà necessario intervenire sulla qualificazione della domanda. In termini generali, l'operatore del mercato dovrà essere reso consapevole di quali sono, dal punto di vista normativo, le sue reali esigenze e dovrà pertanto essere reso consapevole di quello che è il valore aggiunto della normativa tecnica. Quali azioni funzionali al raggiungimento dell'obiettivo si potrà, da un lato, prevedere una presentazione sistematica, diffusa ed approfondita delle più importanti norme di nuova pubblicazione agli operatori del mercato, e dall'altro individuare percorsi formativi (per esempio sull'impatto della marcatura CE, sul controllo di produzione in fabbrica, sui criteri di valutazione della conformità) non solo per gli operatori del settore, ma anche attraverso accordi con il Ministero dell'Istruzione affinché la normazione sia prevista come materia di approfondimento nei programmi di insegnamento ai diversi livelli della formazione scolastica.
Alberto Galeotto |
|
|
|
| 11/12/2002 |
Dispositivi antipanico per uscite di sicurezza - Le nuove norme UNI EN 1125 e UNI EN 179 specificano i requisiti e i metodi di prova per i dispositivi antipanico per uscite di sicurezza azionati mediante una barra orizzontale e per i dispositivi per uscite di emergenza azionati mediante maniglia a leva o piastra a spinta. |
|
|
|
| 11/12/2002 |
Allarme incendio - E' di nuova pubblicazione la UNI EN 54-3 che indica i requisiti, i metodi di prova e i criteri di prestazione dei dispositivi sonori di allarme incendio in installazioni fisse. |
| 11/12/2002 |
Barriere
architettoniche - Secondo quanto è emerso da un Seminario internazionale
promosso a Roma lo scorso 21 e 22 ottobre dall’Istituto
per le Tecnologie della Costruzione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR),
con la partecipazione di numerosi membri del Working Group 84 del CIB (Consèil
International du Batiment) – il gruppo che si occupa di studiare, progettare e
costruire ambienti non disabilitanti - provenienti da Stati Uniti, Giappone,
Korea e diversi paesi europei, l’Italia è all’avanguardia nella
progettazione di soluzioni al problema delle barriere
architettoniche ma resta ancora molto carente sul piano pratico. |
|
|
|
| 11/12/2002 |
I “Pomeriggi di studio” del CEI - Dallo scorso 18 novembre e fino al 20 ottobre 2003, il CEI - Comitato Elettrotecnico Italiano, organizza degli appuntamenti culturali, realizzati in collaborazione con lo Studio Tecnico Ing. Domenico Trisciuoglio (Napoli), che si prefiggono di illustrare a progettisti ed installatori le più recenti norme e guide su argomenti di interesse comune riguardanti gli impianti elettrici. Questi “pomeriggi di studio”, che si svolgeranno di lunedì, tratteranno approfondimenti su temi predefiniti e si svolgeranno sempre in presenza di almeno un esperto CEI, che relazionerà sul tema di volta in volta affrontato. La procedura scelta ha lo scopo di approfondire temi specifici avendo però come interlocutore un esperto col quale sciogliere ogni eventuale dubbio, e rendere le norme sempre più semplici da comprendere e da applicare. Non si tratta di convegni né di corsi di formazione ma, semplicemente, di approfondimenti tematici. La partecipazione è gratuita ma limitata alle prime 50 richieste. Per essere accolte, queste dovranno pervenire al servizio marketing e comunicazione CEI.
http://www.ceiuni.it/ceinfo/notiziario/lunedi.pdf
(2 pagine in formato PDF)
|
| Sicurezzaonline declina ogni e qualsiasi responsabilità per possibili errori od omissioni, | ||
| nonché per eventuali danni derivanti dall'uso dei testi e dei relativi collegamenti ipertestuali sopra riportati. | ||
|
Home page | In primo piano | Legislazione | Enti normativi | Norme tecniche | Aziende | Forum | Faq | Special links | Come abbonarsi |
||