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30 OTTOBRE 2002 |
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| 30/10/2002 |
Norme EN inerenti la sicurezza recepite in Italia - Le norme EN, segnalate più sotto, sono da considerarsi recepite in Italia. Non è detto però che siano disponibili nella traduzione nazionale; è invece possibile ottenere una copia della stesse in una delle tre lingue ufficiali del CEN. Le norme il cui titolo è presentato in inglese saranno recepite solo in detta lingua. Navale Pompe e piccole turbine
idrauliche
Recipienti per il trasporto
di gas compressi,
disciolti o liquefatti
Sicurezza
Vetro
Termotecnica
Industria chimica Per ulteriori informazioni: UNI - Ente Nazionale Italiano di Unificazione - Tel.: 02.70024200 - Fax: 02.70105992 - e-mail: diffusione@uni.com |
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| 30/10/2002 |
Direttiva
Prodotti da Costruzione - La Germania ha richiesto di ricorrere all'art. 5.1 della CPD (Direttiva
Prodotti da Costruzione) per chiedere la sospensione delle norme armonizzate
sui seguenti prodotti: Nota: all'indirizzo www.cenorm.be/sectors/construction.htm puoi consultare l'elenco completo delle norme armonizzate, o "canddidate armonizzate", pubblicate sinora dal CEN fonte: edilportale.com |
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| 30/10/2002 |
Il vocabolario
del "Risk management" - È stata recentemente pubblicata la Guida ISO/IEC
73, "Risk management - Vocabulary - Guidelines for use in standards",
che aiuterà i redattori delle norme ad affrontare i termini e le definizioni
relativi alla "gestione del rischio".
"Il
settore della gestione dei rischi si evolve ad un ritmo rapidissimo e, se
necessario, il gruppo di lavoro verrà riconvocato a due anni dalla
pubblicazione della Guida 73 per poter proseguire senza ritardi le proprie
attività. Il JISC, l'ente di normazione giapponese, sorveglierà e raccoglierà
tutte le informazioni utili relative alla Guida con il supporto dell'Ente
normatore Australiano", ha concluso Mr. Yoshimura. |
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| 30/10/2002 |
Apparecchi a
gas: nuove norme armonizzate - Nella Gazzetta ufficiale europea C 244 del 10
ottobre scorso è stato pubblicato un elenco di cinque norme armonizzate ai
sensi della direttiva 90/396/CEE in materia di apparecchi a gas. Per
informazioni: |
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| 30/10/2002 |
Nuovo vocabolario delle ISO 14000 sulla gestione ambientale - E' stata pubblicata la versione italiana della nuova norma terminologica ISO che aiutera' gli utilizzatori della serie ISO 14000 ad eliminare ogni ambiguita' nella terminologia relativa alla gestione ambientale. Si tratta della seconda edizione della norma UNI ISO 14050 "Gestione ambientale - Vocabolario" che sostituisce la precedente versione del 1998 e che e' stata adottata dall'UNI nell'ambito della Commissione Ambiente. La UNI ISO 14050 raccoglie in un documento unico, tipo glossario, ben 106 termini e definizioni che compaiono nelle diverse norme della serie ISO 14000, indicando per ciascuno la fonte e, in alcuni casi, l'utilizzo particolare che ne viene fatto in un determinato contesto. Rispetto alla precedente edizione la novità principale e' l'introduzione di tutti i concetti relativi alla gestione ambientale dei prodotti, dalla valutazione del ciclo di vita (LCA) alle dichiarazioni ed alle etichette di prodotto. La norma e' destinata a tutti coloro che utilizzano e applicano la serie ISO 14000, cosi' come ai traduttori e ai redattori tecnici che operano nel settore della gestione ambientale. |
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| 30/10/2002 |
C'è molta colla nei mobili - Quando si comprano i mobili, bisognerebbe annusarli prima di accettarne la consegna: se emanano un leggero odore acre, è meglio rifiutarli, poiché è probabile che una volta messi in casa questo odore diventi sempre più disgustoso e insopportabile, a causa della famigerata formaldeide, o aldeide formica. Oggi i mobili si costruiscono quasi tutti con truciolati, ovvero scaglie e fogli di legno incollati e la colla è costituita da una combinazione a base di urea e formaldeide, che si combinano chimicamente nel processo di saldatura. Ma se il fabbricante è un pasticcione e non rispetta le necessarie condizioni di temperatura delle presse, di pressione e di tempo, l'indurimento della colla è incompleto e, dopo un po' di tempo, comincia a liberarsi il gas formaldeide, che impregna tutto l'ambiente, specialmente quando fa caldo e con i termosifoni accesi. L'odore è puzzolente, a volte lacrimante e viene incorporato anche dagli eventuali oggetti posti nel mobile, che diventa inutilizzabile. Può durare da pochi giorni a molti mesi e non c'è rimedio, tranne tenere le finestre aperte 24 ore su 24. Chi ritorna dal venditore per protestare viene consigliato di cospargere il mobile con il latte o con acqua ossigenata, ma si tratta di pure frottole. Si potrebbero mettere nella stanza un paio di bacinelle di ammoniaca, i cui vapori si combinano con il gas formaldeide, ma quanto all'odore è come passare dalla padella alla brace. Va ricordato che, al momento dell'acquisto, l'odore indesiderabile può essere tenue o inavvertibile, perché si sviluppa con il tempo o in certe condizioni di temperatura e umidità. Prima dell'acquisto, il consumatore può difendersi facendosi rilasciare dal venditore una specifica certificazione con la garanzia che il rilascio di formaldeide non eccede i limiti delle norme tecniche UNI; senza garanzia, è opportuno cambiare mobiliere. Dopo l'acquisto, invece, si può chiedere una verifica degli ispettori sanitari della ASL e la verbalizzazione della tossicità delle concentrazioni di formaldeide (che, infatti, è pure un gas tossico), con conseguente richiesta legale di rimborso del prezzo al venditore. Molti consumatori, fra l'altro, credono ancora che ci siano i mobili di legno "massello", cioè tagliato direttamente dal tronco dell'albero per ricavarne le parti integre che servono a costruire il mobile, ma ciò avveniva ai tempi dei bisnonni. Oggi in legno massello possono essere tutt'al più alcuni bordi di mobili che altrimenti non potrebbero essere lavorati, oppure le gambe dei tavoli e delle sedie. Per il resto, i mobili si fanno quasi sempre con fibre, truciolati e resine, il tutto compresso e incollato, che costituiscono il supporto sul quale viene poi messa l'impiallacciatura, ovvero un sottile laminato di legno, sempre incollato al supporto. I laminati si ottengono sfogliando il tronco trasversalmente come una cipolla; in altri casi questa lunga sfoglia, una volta ottenuta, viene tagliata in parti uguali, le quali sono messe in una soluzione colorante, quindi pressate e incollate in blocchi, i quali vengono di nuovo tranciati in fogli che servono per l'impiallacciatura, ma con effetti esteriori più speciali. Spesso però l'impiallacciatura è costituita da fogli di plastica imitanti l'aspetto del legno (come la formica dei tavoli da cucina), sempre incollati al supporto di truciolato o di fibre; svolgono egregiamente la loro funzione, tranne quando l'adesivo usato è scadente e si staccano, specialmente con il calore delle cucine. Non è chiaro se i mobili rientrano nell'obbligo, previsto dal decreto ministeriale n. 101/1997, di indicare in una etichetta i materiali impiegati e i metodi di lavorazione, cosa che consentirebbe al consumatore di capire che non si tratta di legno massello. La norma stabilisce che devono essere dichiarati i materiali impiegati e i metodi di lavorazione quando "assumono rilevanza in relazione al prodotto che per il suo aspetto esteriore ovvero per le modalità di presentazione o di pubblicizzazione può essere ragionevolmente confuso con altri prodotti in commercio per i quali sono impiegati materiali o metodi di lavorazione che attribuiscono caratteristiche d'impiego o di durata ovvero valore economico superiori o comunque diversi rispetto al prodotto stesso". La disposizione è di faticosa interpretazione, ma poiché quasi tutti i mobili sono fatti con sfoglie incollate sembra che l'etichetta di composizione non sia obbligatoria in quanto non possono essere confusi con prodotti diversi, come quelli di legno massello. Ma è altrettanto chiaro che, se il produttore dichiara "legno massello", tale deve essere, perché in caso contrario si configurerebbe anche una frode in commercio. fonte: UNC - "Le Scelte del Consumatore" Agenzia del 16 ottobre 2002 |
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| 30/10/2002 |
Evacuatori di
fumo e calore: in revisione la UNI 9494 - E' stata avviata la revisione
della norma UNI 9494 "Evacuatori
di fumo e calore - Caratteristiche, dimensionamento e prove". La nuova
edizione (la prima risale al 1989) sarà aggiornata tenendo in considerazione le
norme europee pubblicate o in fase di pubblicazione da parte del CEN. |
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