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Sicurezza
sul lavoro: due aziende su tre prevengono gli infortuni - Due
aziende su tre hanno organizzato al loro interno un sistema di prevenzione
degli infortuni: sono i primi dati emersi da un progetto interregionale di
monitoraggio e controllo, svolto dalle Regioni e dalle Province autonome nel
quadro di una serie di iniziative volte a sostenere e favorire la
realizzazione del nuovo schema di prevenzione e sicurezza sul lavoro previsto
dalla normativa europea, individuarne le criticità e programmare azioni
correttive. Obiettivo del piano - inserito tra i programmi speciali di
sperimentazione del Ministero della Salute - è la verifica dell'applicazione
del decreto legislativo 626 del 1994, che ha recepito la direttiva europea
sulla prevenzione nei luoghi di lavoro. La rilevazione è stata condotta per
la prima volta dagli organi di vigilanza sull'igiene e la sicurezza delle Asl
su un campione di circa 9 mila aziende con più di 5 addetti, appartenenti ai
diversi settori produttivi pubblici e privati, presenti in 13 Regioni e
Province autonome (Emilia-Romagna, capofila del progetto, seguita da: Toscana,
Piemonte, Liguria, Lombardia, Umbria, Marche, Lazio, Molise, Puglia, Sicilia,
Sardegna, Provincia di Trento). I risultati preliminari del monitoraggio,
riferiti al 38% del campione, sono stati presentati oggi (26/2/2002 n.d.r.) al
Cnel durante un
convegno, organizzato dalla Commissione politiche del lavoro e politiche
sociali del Cnel in collaborazione con la Conferenza dei presidenti delle
Regioni e delle Province autonome, che ha voluto tracciare un bilancio dei
sette anni di applicazione del decreto 626/94. Al convegno sono intervenuti,
tra gli altri: Melino Pillitteri (presidente Commissione politiche del lavoro
e politiche sociali del Cnel), Maurizio Sacconi (sottosegretario al Lavoro),
Enrico Rossi (Assessore alla Sanità Regione Toscana), Fulvio Perini
(coordinatore Gruppo di lavoro Cnel "Prevenzione infortuni, sicurezza
sociale e malattie professionali"), Gianni Billia (presidente Inail),
Tommaso Campanile (responsabile settore ambiente Cna), Luigi Casano
(responsabile servizio salute e sicurezza sul lavoro Confindustria), in
rappresentanza di Cgil-Cisl-Uil Giovanni Guerisoli (segretario confederale
Cisl) e altri esponenti delle istituzioni e delle forze sociali. fonte: CNEL - Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro |
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Raccolta dei rifiuti prodotti dalle navi - Con la Legge Comunitaria 2001, approvata la scorsa settimana dal Parlamento (Atto Camera 20 febbraio 2002, n. 1533-B, art. 32), il Governo è stato delegato ad emanare, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato, uno o più decreti legislativi al fine di dare organica attuazione alla direttiva 2000/59/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 novembre 2000, relativa agli impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi e i residui del carico. |
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Valutazione
impatto ambientale -
Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio - Provvedimento
23/1/2002: |
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Edilizia
- Avviso
di Rettifica 25/2/2002: |
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