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28 FEBBRAIO 2002

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28/02/2002

Sicurezza sul lavoro: due aziende su tre prevengono gli infortuni - Due aziende su tre hanno organizzato al loro interno un sistema di prevenzione degli infortuni: sono i primi dati emersi da un progetto interregionale di monitoraggio e controllo, svolto dalle Regioni e dalle Province autonome nel quadro di una serie di iniziative volte a sostenere e favorire la realizzazione del nuovo schema di prevenzione e sicurezza sul lavoro previsto dalla normativa europea, individuarne le criticità e programmare azioni correttive. Obiettivo del piano - inserito tra i programmi speciali di sperimentazione del Ministero della Salute - è la verifica dell'applicazione del decreto legislativo 626 del 1994, che ha recepito la direttiva europea sulla prevenzione nei luoghi di lavoro. La rilevazione è stata condotta per la prima volta dagli organi di vigilanza sull'igiene e la sicurezza delle Asl su un campione di circa 9 mila aziende con più di 5 addetti, appartenenti ai diversi settori produttivi pubblici e privati, presenti in 13 Regioni e Province autonome (Emilia-Romagna, capofila del progetto, seguita da: Toscana, Piemonte, Liguria, Lombardia, Umbria, Marche, Lazio, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna, Provincia di Trento). I risultati preliminari del monitoraggio, riferiti al 38% del campione, sono stati presentati oggi (26/2/2002 n.d.r.) al Cnel durante un convegno, organizzato dalla Commissione politiche del lavoro e politiche sociali del Cnel in collaborazione con la Conferenza dei presidenti delle Regioni e delle Province autonome, che ha voluto tracciare un bilancio dei sette anni di applicazione del decreto 626/94. Al convegno sono intervenuti, tra gli altri: Melino Pillitteri (presidente Commissione politiche del lavoro e politiche sociali del Cnel), Maurizio Sacconi (sottosegretario al Lavoro), Enrico Rossi (Assessore alla Sanità Regione Toscana), Fulvio Perini (coordinatore Gruppo di lavoro Cnel "Prevenzione infortuni, sicurezza sociale e malattie professionali"), Gianni Billia (presidente Inail), Tommaso Campanile (responsabile settore ambiente Cna), Luigi Casano (responsabile servizio salute e sicurezza sul lavoro Confindustria), in rappresentanza di Cgil-Cisl-Uil Giovanni Guerisoli (segretario confederale Cisl) e altri esponenti delle istituzioni e delle forze sociali.
I dati evidenziano come il sistema di prevenzione aziendale sia presente nel 67% delle imprese analizzate, ma tra queste solo il 44% ne ha definito le funzioni e il 30% le responsabilità dei dirigenti; inoltre il controllo sull'attuazione delle misure preventive viene effettuato solo nel 31% dei casi (le maggiori criticità riguardano le piccole imprese). L'integrazione solo marginale del sistema nella gestione globale dell'azienda mostra un sostanziale disinteresse verso il suo efficace funzionamento come motore di cambiamento delle condizioni di lavoro. Nel 40% delle imprese il datore di lavoro è estraneo all'organizzazione della prevenzione, affidata principalmente a un responsabile specifico (assente solo nel 4%); il 93% delle imprese ha poi nominato il medico competente, mentre un'azienda su cinque è priva di addetti a compiti speciali (antincendio, emergenza-evacuazione, pronto soccorso). La quasi totalità delle imprese (95%) ha adempiuto all'obbligo della valutazione dei rischi. Interventi preventivi sono stati programmati, laddove necessari, nel 76% delle aziende esaminate considerando prioritari quelli relativi a formazione (assente nel 14% delle imprese a fronte di un 60% che ha completato il programma), informazione, impianti e locali; minore attenzione è stata dedicata a controllo e vigilanza interna, norme igieniche, procedure. L'utilizzo di queste ultime per garantire idonei livelli di prevenzione è peraltro diffuso (58%) solo per la gestione delle emergenze - sebbene un terzo delle aziende non sia dotato di piani di sicurezza specifici per situazioni a rischio - mentre non sono previste verifiche nel 54% dei casi. Anche nella programmazione degli interventi di prevenzione emerge dunque lo scollamento tra l'organizzazione della sicurezza e la gestione complessiva dell'azienda.

fonte: CNEL - Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro

  

28/02/2002

Raccolta dei rifiuti prodotti dalle navi - Con la Legge Comunitaria 2001, approvata la scorsa settimana dal Parlamento (Atto Camera 20 febbraio 2002, n. 1533-B, art. 32), il Governo è stato delegato ad emanare, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato, uno o più decreti legislativi al fine di dare organica attuazione alla direttiva 2000/59/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 novembre 2000, relativa agli impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi e i residui del carico.

     

28/02/2002

Valutazione impatto ambientale - Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio - Provvedimento 23/1/2002:
Piano di sviluppo aeroportuale - valutazione impatto ambientale.

(G.U.R.I. n. 47 25/2/2002)

     

28/02/2002

Edilizia - Avviso di Rettifica 25/2/2002:
Comunicato relativo al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, recante: "Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. (Testo A).". (Decreto pubblicato nel supplemento ordinario n. 239/L alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 245 del 20 ottobre 2001).

(G.U.R.I. n. 47 25/2/2002)
Avviso di Rettifica 25/2/2002
Comunicato relativo al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 379, recante: "Disposizioni regolamentari in materia edilizia. (Testo C).". (Decreto pubblicato nel supplemento ordinario n. 239/L alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 245 del 20 ottobre 2001).
(G.U.R.I. n. 47 25/2/2002)

     

28/02/2002

Scadenza al 01.03.2002

Isolanti termici per l'edilizia

          

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