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FUMO Argomenti trattati nelle sentenze |
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DIVIETO DI FUMO |
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Senza entrare nel merito della valutazione di fatto compiuta dalla Corte territoriale, rileva la società ricorrente che fonte primaria della disciplina in materia è il Dlgs 19 settembre 1994 n. 626, che in attuazione di varie direttive Cee concentra sul datore di lavoro l'individuazione delle misure antinfortunistiche ritenute necessarie per la salvaguardia dell'azienda e dei lavoratori in essa occupati. Il datore infatti è deputato alla "valutazione dei rischi" ed alla programmazione delle misure più consone in ragione della attività svolta (articolo 3) ed ha l'obbligo di tenerle costantemente aggiornate (articolo 4), avendo il potere-dovere di organizzare all'interno dell'azienda il servizio di prevenzione e protezione in modo da impedire il verificarsi dei sinistri anche nel caso di errori o colpa concorrente del lavoratore. |
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FUMO PASSIVO |
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La giurisprudenza di merito ha ritenuto in varie recenti pronunzie, provato il
nesso eziologico tra l'esposizione a fumo passivo e la morte di un lavoratore,
in quanto tale esposizione ben può considerarsi fattore concorrente sotto il
profilo della probabilità scientifica. Ne deriva che la morte del lavoratore è
attribuibile alla negligenza, imprudenza ed alla violazione di specifiche norme
in tema di salute sui luoghi di lavoro del datore di lavoro, del dirigente e del
preposto. |
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