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Domanda
Al fine di una corretta applicazione della normativa di sicurezza
antincendio per gli impianti in oggetto (Tubi radianti - D.M. 12.4.1996
Quesito) il Comando WF di Venezia ha
formulato i seguenti quesiti:
- al punto 4.6 il D.M. 12.4.96 vieto' l'installazione "in locali in cui
le lavorazioni o le concentrazioni dei materiali in deposito negli
ambienti da riscaldare comportino la formazione di vapori e/o polveri
suscettibili di dare luogo a incendi e/o esplosioni'. Si chiede se il
divieto di installazione è relativo ai locali in cui la formazione di
vapori e/o polveri è continua, ad esempio nel caso di levigazione dei
legno, verniciatura, o estendibile anche in quelle attività in cui ne
esiste il solo rischio, come nei depositi di gas infiammabili, officine
con l'utilizzo di gas infiammabile per lavorazioni di taglio o
saldatura;
- non essendo citato nel decreto in oggetto, tenuto conto che la lettera
circolare prot. n. 1322/4134 dei 28.1.1992, al punto 5.1, prevede che in
caso di presenza di persone i tubi radianti siano stagni verso
l'ambiente da riscaldare, si richiede se, alla luce della nuova
normativa siano ammessi anche tubi non stagni nel caso di locali con
presenza di persone.
Risposta
L'ispettorato Interregionale VVF del Veneto e Trentino A. A., nel
trasmettere il quesito al competente ufficio centrale ha ritenuta che:
- il divieto previsto dal Comando si debba ritenere estendibile a
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(continua) 
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Domanda
Se ci troviamo in un laboratorio di produzione in cui risulta installato un generatore di calore di circa 500 kw non utilizzato ai fini del riscaldamento dell’ambiente ma asservito al ciclo di produzione (ad
es: per generare aria calda per l’asciugatura di pezzi o macchine lavabiancheria industriali) e alimentato a gas metano è sempre necessario rispettare quel punto del decreto specifico che prevede che il 15% del perimetro del locale sia attestato verso spazio a cielo aperto e se si quale pensate che sia la finalità?
Inoltre vi vorrei chiedere, perché spesso ci capita di doverlo applicare:Quando ci troviamo nel caso di grandi potenze installate, come nel caso sopra descritto, si deve procedere sempre allo stesso modo per il calcolo delle aperture di aerazione permanente?
Perché molto spesso ci si trova a dover mantenere aperte delle superfici enormi che causano, all’interno degli ambienti di lavoro, situazioni di forte disagio termico per i lavoratori . Andiamo spesso in contrasto con il Decreto L.vo
626/94.
Cosa ne pensate?
Risposta
Per prima
cosa bisogna capire se gli impianti cui Lei fa riferimento sono inseriti
in un ciclo di lavorazione industriale.
L’art. 1 del DM
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(continua) 
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Domanda
Quali debbono essere le misure di un
locale caldaia da costruirsi in un cortile condominiale per ospitare una
caldaia atmosferica a gasolio o a gas metano ad elementi in ghisa
componibile da kcal/h 420.000 utile kcal/h 464.000, in sostituzione della
vecchia caldaia condominiale a carbone che era collocata altrove?
A quali distanze bisogna mantenersi dai muri già presenti? Infine,
qualora questa nuova costruzione pregiudicasse l'attuale andito di accesso
alle cantine restringendolo a 0,61 m., oltre al conseguente danno
economico si deve temere anche qualche altro pregiudizio sulla sicurezza
di accesso alle cantine?
Risposta
Se il combustibile usato fosse gasolio
il decreto di riferimento è il DM
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(continua) 
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