FAQ

        

GAS

   

1

Domanda
Qual'è la documentazione tecnica da allegare alle istanze di sopralluogo, ai fini del rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi, per i d
epositi di G.P.L. in serbatoi fissi della capacità complessiva non superiore a 5 mc?

Risposta
Circa il 35% delle istanze di sopralluogo, ai fini del rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi, che pervengono ai Comandi Provinciali dei vigili del Fuoco, riguardano depositi di G.P.L. in serbatoi fissi, di capacità complessiva non superiore a 5 mc, ricompresi nell'attività 4/B dell'allegato al D.M. 16 febbraio 1982.
A fronte di tale rilevante numero di istanze, sussistono ancora disuniformità sulla documentazione che viene richiesta dai Comandi Provinciali VV.F.. La recente norrnativa sulle procedure di prevenzione incendi ha affrontato con particolare attenzione le problematiche della semplificazione. amministrativa e della esigenza di uniformare i correlati adempimenti tecnico-documentali, attraverso il D.P.R. 12 gennaio 1998, n. 37 ed il D.M. 4 maggio 1998. L'art. 10, comma 4, del decreto legislativo 11 febbraio 1998, n. 32, fa obbligo alle aziende distributrici di G.P.L. di assicurare i servizi di installazione e manutenzione dei serbatoi fomiti, rilasciando apposita certificazione, ai sensi della legge 5 marzo 1990, n. 46, prevedendo in alternativa che l'utente possa esonerare l'azienda distributrice da tale adempimento, richiedendo la medesima certificazione ad uno del soggetti previsti dalla citata legge n. 46/1990. Tenendo conto delle citate normative, si è predisposto l'unito fac-simile di certificazione di installazione di serbatoi per G.P.L. relativamente ai depositi in oggetto indicati, che dovrà essere rilasciata dai soggetti previsti dall'art. 10, comma 4, del decreto legislativo n. 32/1998. Pertanto la documentazione tecnica da allegare alle istanze di sopralluogo per il rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi, in linea con quanto stabilito nel D.M. 4 maggio 1998, dovrà consistere in: ..... (continua)  

2

Domanda
La Norma CEI 64-2 considerava il limite di 35kW (per ambienti quali ad es. centrali termiche o cucine) quale potenzialità termica minima per dover procedere alla classificazione.
Tale limite rimane valido anche per la norma CEI EN 60079-10 (CEI 31-30) od occorre classificare anche la cucina di un appartamento?

Risposta
Il limite di 35 kW non si applica più: va bene il riferimento alla Norma CEI EN 60079-10 (CEI 31-30).
In ogni caso non deve essere eseguita la ..... (continua)  

3

Domanda
Le Guide CEI 31-35 e CEI 31-35/A contengono le normative riguardo all'installazione dei sensori di controllo delle atmosfere di gas come previsto nella vecchia norma CEI 64-2?

Risposta
La Guida CEI 31-35 nei suoi Capitoli ..... (continua)  

4

Domanda
E' possibile l'installazione di una caldaia, idonea per l'installazione all'aperto, ubicata in un cortile di un condominio non avente le caratteristiche di spazio scoperto (D.M. 30.11.83)?

Risposta
L'arnrninistratore pro-tempore del condominio in oggetto ha presentato istanza di deroga per la centrale termica esistente del condominio alimentata a gas metano, in quanto il locale, realizzato in lamiera, non rispettava i punti 4.2.5 e 1.1. lett. m) del D.M. 12.04.96, essendo ubicato in cortile non avente le caratteristiche di spazio scoperto (D.M. 30.11.83). L'Ispettorato dei VVF con una sua nota non ha concesso la deroga in quanto le misure alternative proposte non garantivano un equivalente grado di sicurezza. Il nuovo amministratore ha ora presentato istanza di parere di conformità per l'installazione di una caldaia, idonea per l'installazione all'aperto, da ubicarsi nello stesso punto di quella precedente, ma all'aperto senza la protezione metallica. Dalla lettura del ..... (continua)  

5

Domanda
Quando vengono considerati distinti due o più depositi di G.P.L.,
ai fini della determinazione della capacità complessiva per il rilascio del certificato di prevenzione incendi?

Risposta
Il D.M. 31 marzo 1984 al Titolo I, punto 1.2 dell’allegato stabilisce che:
"ai fini della determinazione della capacità complessiva dei depositi di cui al precedente punto 1.1, due o più serbatoi a servizio della stessa utenza sono considerati depositi distinti quando si verificano le seguenti condizioni:
a) la distanza tra il perimetro dei serbatoi più vicini dei singoli depositi sia non inferiore a 15 metri;
b) ciascun deposito non abbia in comune con gli altri depositi il punto di travaso, eventuali vaporizzatori e riduttori di pressione di primo stadio.
La condizione di cui al punto a) identifica quindi nella distanza tra i serbatoi uno dei requisiti per configurare la distinzione dei depositi.
A seguito dei quesiti pervenuti su tale argomento si chiarisce che la suddetta distanza è da intendersi come distanza di
..... (continua)  

6

Domanda
Quali normative bisogna rispettare per un impianto promiscuo a Gas e Gasolio?

Risposta
Per l'installazione di che trattasi può farsi riferimento alle prescrizioni più restrittive dettate al D.M. ..... (continua)  

7

Domanda
Il distributore è tenuto a rilasciare copia della documentazione relativa al suo impianto al cliente che ne faccia richiesta (articolo 12 comma 1). 
Di quale documentazione si tratta?

Risposta
Il distributore è tenuto a conservare per almeno ..... (continua)  

8

Domanda
Quando l'impianto viene installato in due fasi successive, ad esempio con un primo installatore che posa le tubazioni e redige la relativa dichiarazione di conformità, e un secondo installatore che, a fornitura non ancora attivata, collega gli apparecchi alle tubazioni stesse e predispone la propria dichiarazione di conformità, facendo riferimento alla prima per quanto concerne la compatibilità del suo intervento sull'impianto esistente, quale documentazione deve essere fornita al distributore per l'accertamento in occasione dell'attivazione della fornitura?

Risposta
L'impianto a cui si deve attivare la fornitura è da considerarsi in ogni caso ..... (continua)  

9

Domanda
Cosa accade se l'installatore, dopo che la fornitura di gas è stata attivata, effettua le prove di sicurezza e funzionalità ottenendo un esito negativo?

Risposta
A seguito dell'attivazione della fornitura, l'installatore ha la possibilità di eliminare le ..... (continua)  

10

Domanda
Fino a che punto deve essere approfondito l'accertamento sugli allegati obbligatori? E nel caso in cui fra questi vi sia il progetto dell'impianto, deve essere anch'esso sottoposto ad accertamento?

Risposta
L'accertamento deve stabilire che tutti gli allegati obbligatori siano ..... (continua)  

11

Domanda
Il distributore, una volta effettuato con esito positivo l'accertamento documentale ai sensi della deliberazione n. 40/04 o, in alternativa, dopo essersi fatto consegnare dal richiedente la fornitura l'Allegato E alla stessa deliberazione, può attivare la fornitura di gas senza eseguire alcuna verifica della tenuta dell'impianto di utenza per il quale sta attivando la fornitura di gas?

Risposta
Le disposizioni introdotte dall'Autorità con la deliberazione n. 40/04 sono aggiuntive rispetto a quanto già previsto dalla ..... (continua)  

12

Domanda
Nel caso di subentro di un nuovo cliente finale ad uno precedente senza che intervengano modifiche sull'impianto di utenza, alcuni distributori applicano l'articolo 18 della deliberazione dell'Autorità n. 40/04, richiedendo l'allegato E. Si tratta di una prassi prevista dalla Delibera?

Risposta
.... in caso di subentro non immediato ad impianti di utenza che non abbiano ..... (continua)  

13

Domanda
Quando il cliente finale deve fare pervenire al distributore gli allegati obbligatori previsti dalla legge n. 46/90?

Risposta
Nel caso di distributore che abbia scelto di non avvalersi delle disposizioni transitorie di cui all'articolo ..... (continua)  

14

Domanda
Il distributore deve richiedere la documentazione (allegati A e B, o in alternativa C e D) da sottoporre ad accertamento a tutti i clienti finali per i quali attiva la fornitura di un impianto di utenza nuovo a far data dall’1 luglio 2005?

Risposta
L’obbligo di sottoporre ad accertamento la documentazione presentata dal cliente finale decorre per ..... (continua)  

15

Domanda
Il distributore può attribuire esito negativo all’accertamento qualora la documentazione pervenuta sia incompleta o manchi la firma del cliente finale o dell’installatore?

Risposta
Nel caso di incompletezza della documentazione presentata (ad esempio, Allegato B al quale non è stato unito il certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico professionali rilasciato all’installatore dalla competente Camera di Commercio) o di mancata compilazione di un campo degli Allegati (ad esempio, assenza della firma del cliente finale o dell’installatore), il distributore ..... (continua)  

16

Domanda
Qualora l’accertatore rilevi dalla documentazione una non conformità alle regole e/o alle norme tecniche vigenti, può attribuire esito negativo all’accertamento senza proseguire nell’esame della restante parte della documentazione?

Risposta
Nel caso di esito negativo dell’accertamento il cliente finale deve ricevere, tramite il proprio venditore, la ..... (continua)  

17

Domanda
Ho un impianto autonomo a metano mentre nel condominio viene utilizzato quello centralizzato.
Vorrei sapere quali sono le mie competenze rispetto a quello centralizzato e a quale legge posso fare riferimento

Risposta
Se in un Condominio "tutti" hanno l'impianto centralizzato, "tutti" devono contribuire all'impianto stesso (di proprietà condominiale) salvo ..... (continua)  

RACCOLTA DI DOMANDE E RISPOSTE SUGLI IMPIANTI TERMICI ALIMENTATI DA COMBUSTILI GASSOSI  

RACCOLTA DI DOMANDE E RISPOSTE SUI GAS TOSSICI  

RACCOLTA DI DOMANDE E RISPOSTE SULLA NORMA 7129:2008  

RACCOLTA DI DOMANDE E RISPOSTE SUI GAS TECNICI  

RACCOLTA DI DOMANDE E RISPOSTE SUL BONUS GAS  

              

              

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